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mercoledì 10 marzo 2010

EX PUMEX. FILCA CISL SCRIVE ALL´ASSESSORE AL LAVORO: DISPERATA PROTESTA E SCIOPERO DELLA FAME CONSEGUENZE DELLE PROMESSE NON MANTENUTE DALLA POLITICA

"La decisione degli ex lavoratori della Pumex di Lipari di effettuare lo sciopero della fame e di occupare il Consiglio Comunale non deve sorprendere perché è il frutto di anni di inerzia da parte della politica".
I segretari generali di Filca Cisl Sicilia Santino Barbera e della Filca messinese Giuseppe Famiano scrivono così all´assessore regionale al Lavoro, Politiche Sociali e Famiglia on. Nicola Leanza sulla vertenza che coinvolge i lavoratori della pomice di Lipari.
"Una condizione di precarietà che arriva da lontano - spiegano nella missiva - dalla decisione di chiudere la società in cui erano impegnati produttivamente per rispettare la direttiva per la salvaguardia paesaggistica delle Eolie imposta dall´Unesco dopo l´inserimento dell´arcipelago delle Eolie nella lista dei beni paesaggistici dell´umanità. Inserimento - lamentano i rappresentanti sindacali regionali e messinesi - che doveva portare a Lipari benessere e prosperità, con conseguente ricollocazione dei lavoratori interessati, ma che sinora ha portato solo disagi e miseria".
La Filca Cisl ricorda come per anni si è parlato della ricollocazione produttiva dei lavoratori in questione in altre attività e come alcuni partiti politici locali, regionali e nazionali ne abbiano fatto un cavallo di battaglia nelle loro corse elettorali. "Ma il risultato - affermano Barbera e Famiano - è sotto gli occhi di tutti: le promesse non sono state mantenute. E adesso, questi lavoratori con famiglia, tutti monoreddito e lontano dalla possibilità di ottenere il trattamento pensionistico, sono rimasti disperati e soli in questa battaglia. L´eclatante gesto dello sciopero della fame era rimasto l´unico modo per riportare l´attenzione sulla loro condizione, per rimettere al centro della discussione politica la loro prospettiva di un lavoro produttivo, più volte promesso da diversi interlocutori politici".
La Filca Cisl siciliana e messinese hanno chiesto all´Assessore Leanza un incontro urgente per affrontare la vertenza in maniera costruttiva e definitiva, trovando - attraverso l´istituzione di un tavolo specifico - la soluzione finalizzata al reinserimento occupazionale e soprattutto riporti serenità a tutti i lavoratori interessati e alle loro famiglie.

Lo Schiavo (S. Marina Salina) richiede tavolo tecnico all'Autorità portuale

Una richiesta di istituzione di un tavolo tecnico di confronto e proposte per le aree portuali di Milazzo e Messina è stata inoltrata dal sindaco di Santa Marina Salina, Massimo Lo Schiavo all'Autorità portuale di Messina.
IL TESTO:
Si apprende dai mezzi di stampa che è in atto, nell’ambito portuale di Milazzo, lo spostamento delle biglietterie navi ed aliscafi dalla cortina del porto alla via Tonnara, da realizzarsi entro l’estate.
Se ciò costituisce un vantaggio per le problematiche della città di Milazzo, così come dichiarato dal vice Sindaco Franco Cusumano, è indubbio che i disagi per chi quotidianamente viaggia da e per le Eolie aumenteranno. Infatti la nuova previsione delle biglietterie sulla via Tonnara, in luogo dell’attuale cortina del porto, comporterà enormi peripezie per i viaggiatori non muniti di auto al seguito, che dovranno recarsi alle Eolie. Tale situazione di disagio, addirittura, aumenterà nel momento in cui sarà realizzato e reso funzionale il nuovo pontile aliscafi nella banchina L. Rizzo: i passeggeri dovranno munirsi di biglietto in via Tonnara e recarsi poi a piedi agli imbarcaderi degli aliscafi, percorrendo quasi un chilometro a piedi.
Il traffico passeggeri e veicolare del porto di Milazzo oggi è indirizzato totalmente verso le Isole Eolie, per cui è necessario tenere conto nelle programmazioni e decisioni dell’ambito portuale di Milazzo, anche, e soprattutto, delle esigenze di tutti i viaggiatori diretti alle Isole( residenti, pendolari e turisti), come ad esempio la futura ubicazione delle biglietterie navi ed aliscafi.
A riguardo, lo scrivente sposa in pieno i contenuti della nota inviataLe dal Presidente di Federalberghi Eolie, Dr. Cristian Del Bono, qualche giorno addietro,con la quale si chiede l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto per superare alcune difficoltà che già oggi, chi è diretto alle Eolie deve affrontare.
Pertanto si chiede alla S.S. di voler considerare il coinvolgimento delle Amministrazioni Eoliane, all’interno del tavolo tecnico di confronto, prima di prendere decisioni che potrebbero compromettere la funzionalità stessa del porto di Milazzo per quanto concerne il trasporto passeggeri e automezzi diretti alle Eolie, e tutto ciò al fine di non arrecare ulteriori disagi ai pendolari, ai residenti e all’economia eoliana in generale, con scelte che svantaggino la nostra Comunità.
Certi di un Suo fattivo riscontro, si porgono cordiali saluti.
Il Sindaco
Massimo Lo Schiavo

Santa Marina Salina. Lo Schiavo chiede la limitazione allo sbarco degli autoveicoli dal 1 luglio al 31 agosto

COMUNICATO STAMPA
La Giunta Comunale di Santa Marina Salina con Deliberazione n. 10 dell’08/03/2010 ha approvato la “Richiesta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’emissione di un Decreto inteso a vietare e limitare lo sbarco di determinati autoveicoli nel Comune di Santa Marina Salina per l’estate 2010”.
“Il provvedimento si è reso necessario”, spiega il Sindaco Massimo Lo Schiavo, “per limitare lo sbarco nel periodo di maggiore affluenza dal 01 luglio al 31 agosto, di automezzi nel territorio di Santa Marina Salina, considerando che Salina in estate è l’unica isola in cui è ammesso lo sbarco illimitato, che crea non pochi problemi alla viabilità”. La limitazione allo sbarco, prevederà alcune deroghe, come ad esempio i veicoli dei residenti nei tre comuni isolani, quelli di coloro che sono iscritti nei ruoli comunali della TARSU per l’anno 2009, i veicoli per trasporto merci fino a 7.500 Kg, autoambulanze e carri funebri, autoveicoli per trasporti invalidi regolarmente muniti dell’apposito contrassegno e autoveicoli appartenenti a persone che dimostrino di essere in possesso di prenotazioni alberghiere o extra –alberghiere di almeno sette giorni.

Stromboli: Tre forti esplosioni. Dalla Protezione civile "Nessun rischio per la popolazione"

"Non ci sono rischi per la popolazione" di Stromboli, dopo le tre esplosioni maggiori che si sono verificate stamani, alle 5, alle 6 e alle 7, seguite da un trabocco lavico.
Lo riferisce la Protezione civile nazionale che sta monitorando attentamente il trabocco lavico fuoriuscito, probabilmente, dalla zona nord est verso la sciara del fuoco.
Il magma, osservato dalle apposite telecamere che sorvegliano il vulcano, "non ha raggiunto il mare", si sottolinea, ma si è fermato a circa 70 metri dalla zona dell'esplosione ed è rimasto "in quota".
Per la popolazione non ci sono pericoli. Sono in corso i rilievi tecnici e controlli più accurati da parte della protezione civile e dei tecnici Ingv.

"Eolianità e professionalità ci hanno permesso di tornare a casa". Lettera al direttore di alcuni eoliani tornati a casa grazie alla NGI

Riceviamo e pubblichiamo:
Caro direttore,
In un momento in cui nelle nostre isole si parla sempre più spesso di mancanza di eolianità e di professionalità ci sembra giusto e doverso sottolineare come, ancora una volta, oltre duecento eoliani "costretti " a bivaccare, per diverse ore, a Milazzo a causa delle "avverse condizioni meteo" segnalate nei cartelli esposti dalle biglietterie di Siremar e Ustica Lines, hanno potuto fare ritorno a casa ieri sera grazie all'impegno dell'imprenditore eoliano della NGI, Sergio La Cava, del comandante e dell'equipaggio di quella società".
Inizia così una lettera, firmata da otto cittadini che si trovavano a bordo del mezzo della NGI, inviata stamani alla nostra redazione.
"Mentre altri-continua la nota- preferiscono trincerarsi dietro un asfittico e generico bollettino meteo, riferito ad un ampio tratto di mare e non solo a quello che divide Milazzo da Lipari, la NGI "affronta", "tocca con mano" le condizioni reali del mare e quando è possibile (il 99% dei casi) riesce a portarci a casa, evitandoci disagi e costose permanenze.
Ma c'è di più. Ieri sera, proprio per venire incontro a tutti coloro che stanchi, infreddoliti ed affamati hanno stazionato a lungo nel porto di Milazzo, l'imprenditore della NGI ha fatto servire a bordo, a sue spese, un qualcosa che ci ristorasse (pizza).
Caro direttore,
per suffragare quanto da noi affermato può contattare i signori Lelio Finocchiaro, Gianfranco Grasso, Anna Vitagliano ed altri che insieme a noi hanno "goduto" di questi gesti di eolianità e professionalità. Non si tratta di piaggeria- concludono gli scriventi, ma solo di pura e santa verità, di constatazioni reali.
Seguono le otto firme

ENERGIA: SICILIA, SICUREZZA E CONVENIENZA NEL NUOVO PIANO

Il nuovo piano energetico della Regione siciliana sara' adottato come un regolamento di quello approvato nel marzo 2009. E sara' ispirato a due criteri-guida: sicurezza e convenienza. Le linee generali della politica energetica siciliana sono state tracciate dal presidente Raffaele Lombardo al convegno, che si e' aperto ieri a villa Malfitano a Palermo, sul tema: "Sicilia, verso una nuova politica energetica".
Le interviste al presidente Raffaele Lombardo, al capo di gabinetto dell'assessore all'Energia, Gandi Gallina, al commissario straordinario dell'Ircac, Antonio Carullo e al presidente di Confindustria Palermo, Nino Salerno.
Cliccare su play:

Lipari: Colto da malore uno dei tre ex Pumex in sciopero della fame

La tensione, l'astinenza dal cibo, lo stress maturato in questi lunghissimi tempi di "battaglia" per rivendicare un posto di lavoro hanno fatto stamani la prima "vittima" tra i tre ex Pumex che sono in sciopero della fame al palazzo municipale di Lipari.
A cedere e ad essere colto da malore, al punto da richiedere l'intervento del sanitario della guardia medica e, successivamente, dell'ambulanza del 118 che lo ha trasportato in ospedale per i necessari controlli è stato Tiziano Profilio.
Grande, ovviamente, la preoccupazione tra i familiari del Profilio e tra i suoi compagni ex Pumex.
Vi mostriamo alcune delle immagini da noi realizzate stamani proprio mentre si prestano i soccorsi a Profilio.

A PALERMO LE INIZIATIVE PER LA GIORNATA MONDIALE DEL RENE. CONVEGNO CON MEDICI, FILOSOFI ED ECONOMISTI SULLA QUALITA’ DELLA VITA

Tutte le malattie croniche tra cui quelle renali riducono la qualità della vita. "La giornata mondiale del rene" si celebra anche a Palermo con due importanti iniziative.
Filosofi, economisti e medici si daranno appuntamento oggi, mercoledì 10 marzo, nella sala magna di palazzo Chiaramonte Steri per il convegno "Sopravvivere non basta. Migliorare la qualità della vita" che vedrà la partecipazione del rettore dell'università Roberto Lagalla, del preside della facoltà di Medicina Adelfio Elio Cardinale, del direttore dell'Azienda ospedaliera-universitaria "Paolo Giaccone" Mario La Rocca, del direttore sanitario della stessa azienda Claudio Scaglione e del professore di nefrologia della facoltà di Medicina Maurizio Li Vecchi.
Al centro dei lavori i dati sull'impatto delle malattie renali in Sicilia, gli effetti della ricerca di base e della ricerca clinica sulla salute. Si discuterà anche dell'importanza della medicina preventiva per ridurre i costi della sanità.
Giovedì 11, in piazza Castelnuovo, dalle 10 alle 18, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, che posizionerà due tende, e con gli studenti della facoltà di Medicina, gratuitamente, sarà misurata la pressione arteriosa, sarà controllato il peso corporeo, saranno effettuati gli esami delle urine e consegnati i risultati con eventuali indicazioni.

La legge sul "piano casa" in Sicilia. I punti "cardine"

La legge sul piano casa, approvata ieri dall'Assemblea regionale siciliana, disciplina gli ampliamenti degli edifici esistenti consentendo nuovi volumi.
Sono ampliabili solo gli edifici ultimati entro il 31 dicembre 2009 e aventi una volumetria non superiore a 1000 metri cubi. Occorre che si tratti di edifici legittimamente costruiti, con esclusione, quindi, di immobili che hanno usufruito di condono edilizio, ed in regola con il titolo abitativo e con il pagamento delle tasse sugli immobili.
Al fine di favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente e' possibile demolire e ricostruire edifici residenziali, ultimati entro il 31 dicembre 2009, anch'essi in regola con il titolo abitativo e con il pagamento delle tasse sugli immobili.
Gli interventi sono praticabili attraverso aumenti fino al 25 per cento del volume esistente, utilizzando tecniche costruttive di bioedilizia. Il limite e' incrementato del 10 per cento fino ad un ma ssimo del 35 per cento qualora siano adottate tecniche costruttive che utilizzano fonti di energie rinnovabili. E' inoltre possibile ricostruire il medesimo edificio su di un' area diversa, sempre all'interno della stessa area di proprieta', purche' la superficie originariamente occupata dal primo fabbricato demolito sia destinata a verde privato o a parcheggi a servizio dell'immobile. E' inoltre consentita la costruzione di uno o piu' piani interrati destinati a parcheggio, a condizione pero' della cessione gratuita al Comune di superfici destinate a verde pubblico anche attrezzato. Negli edifici diversi dall'abitazione sono consentiti interventi di ampliamento entro il limite del 15 per cento della superficie coperta, comunque non superiore a 400 metri quadri.
In tali fattispecie sono altresi' consentiti interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento del 25 per cento della superficie coperta. Il limite del 25 e' incrementabile del 10 per cento qualora siano utilizzate fonti di energia rinnovabile che consentano l'autonomia energetica dell'edificio. Da tale tipologia di interventi sono esclusi gli edifici alberghieri, turistico - ricettivi e commerciali, ed in ogni caso dovranno ricadere in aree classificate dagli strumenti urbanistici generali come zone industriali.

Le Eolie sulla Gazzetta del sud di oggi. Proteste eoliane sul porto a Milazzo, Diffida su Canneto e Condanne per decesso operaio Italpomice

Niente aliscafi, eoliani protestano nel porto di Milazzo. In serata li riporta a casa la NGI
(Gazzetta del sud- Peppe Paino) Gli aliscafi non partono e gli eoliani si piazzano in mezzo alla strada, fuori dall'agenzia Siremar. È accaduto ieri pomeriggio intorno alle 16 quando alcuni isolani si sono sentiti rispondere dagli addetti dell'agenzia che il comandante non sarebbe partito per le cattive condizioni meteo-marine. Man mano che arrivavano gli altri si è quindi creato un folto gruppo di "protesta", proprio in mezzo alla carreggiata. Gli eoliani protestavano perché ritenevano ci fossero le condizioni per effettuare il viaggio, nonostante il forte vento di scirocco che finisce poi col condizionare gli approdi nei moli eoliani. Sono intervenute di conseguenza pattuglie della polizia di Stato e dei carabinieri, che hanno esortato gli improvvisati manifestanti a sgomberare l'arteria stradale. Dopo oltre un'ora, comunque, il gruppo , nell'ultima speranza affidata alla società NGI dell'armatore Sergio La Cava, per l'eventuale partenza del traghetto, ha finalmente interrotto l'occupazione della strada ad alto traffico veicolare. Mancando un riparo i viaggiatori sono stati costretti ad attendere come al solito in locali di fortuna, restando chiusi ancora quelli del terminal fatto costruire dall'Autorità portuale. E ieri sera poco dopo le 21 il natante della società italiana navigazione ha lasciato il porto di Milazzo con a bordo gli eoliani. L'ennesima odissea conclusasi a lieto fine.

La messa in sicurezza di Canneto Contestati gli interventi
(Gazzetta del sud- Salvatore Sarpi) Sulla "messa in sicurezza dell'abitato di Canneto (Lipari)" una lettera di diffida è stata inviata dal cittadino Elio Mollica, quale portavoce di una buona parte della frazione, all'ingegnere capo del Genio Civile opere marittime di Palermo. Rivolgendosi all'ingegnere capo e all'ing. Fabio Arena, conoscitore dei problemi marittimi delle isole Eolie, è stato evidenziato come sia "in atto la predisposizione di un progetto di travasamento di migliaia e migliaia di metri cubi di arenile tra nord e sud del pontile di Canneto, con la giusta intenzione di eliminare l'attuale scivolo naturale che in caso di forti mareggiate porta la sabbia all'interno della strada litoranea. Sistematicamente, da tre anni, con il benestare della Capitaneria di Porto di Lipari, il lavoro che si vuole fare a nord viene effettuato sul lato sud con la conseguenza di porgere la sabbia alle correnti marine che, è risaputo, in quella zona, nove volte su dieci, vanno da nord a sud, rimpinguando la secca dei "Due Frati" fuori dal Monterosa". Mollica diffida l'ingegnere capo del Genio Civile "dall'avallare sperpero di denaro pubblico, facendo eseguire detti lavori, senza prima avere riprogettato la chiusura dei tetrapodi contro il Monterosa, come già previsto e progettato nel 1981, o in alternativa chiudere provvisoriamente a 60 gradi verso terra per evitare l'effetto pennello. Si verrebbe così a rimodellare la spiaggia".

Morte di un operaio nella cava di pomice di Acquacalda. Tre condanne
(Gazzetta del Sud- Salvatore Sarpi) Tre responsabili a vario titolo dell'ex azienda pomicifera Italpomice di Acquacalda sono stati condannati al tribunale di Lipari a conclusione del processo per la morte di Bartolomeo Saltalamacchia, 50 anni, avvenuta il 10 febbraio 2004 mentre l'uomo era al lavoro nella cava.
Il giudice Roberto Gurini ha condannato Angelo Merenda (54 anni, legale rappresentante dell'azienda), Enrico Lo Monaco (40 anni, direttore dei lavori) e Michele Saltalamacchia (58 anni, sorvegliante) rispettivamente a 13, 11 mesi e 9 mesi di reclusione (pena sospesa), al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede. I tre stati difesi dagli avvocati Antonio Taviano Giuffrida, Gioacchino Sbacchi, Costantino Lo Monaco e Candido Bonaventura. I familiari del povero Bartolomeo Saltalamacchia (da tutti conosciuto come Lello) si sono costituiti parte civile attraverso gli avvocati Gaetano Orto, Luca Frontino e Walter Militi. L'uomo venne ritrovato morto, soffocato dal materiale pomicifero, dopo essere finito all'interno di un grosso bocchettone, sito in prossimità di un canalone lungo alcune decine di metri (detto canale di spolvero) che trasferiva la pomice(da una altezza di una quarantina di metri) sino al nastro trasportatore.
Dopo il ritrovamento del corpo scattarono le indagini dei carabinieri secondo le quali (così come riportato nel capo d'imputazione) l'uomo, in assenza di condizioni di sicurezza, si era posto all'interno del canale di spolvero, al di sotto della tela del vaglio della pomice, per battere la stessa tela con un martello, onde provocare la caduta della polvere pomicifera bloccatasi tra le maglie della griglia. Mentre eseguiva tale operazione Saltalamacchia perse l'equilibrio scivolando attraverso il canale sino al cosidetto fornello di scarico. Il destino beffardo, tra l'altro, volle che Bartolomeo Saltalamacchia perdesse la vita proprio in quello stabilimento dove, una ventina di anni prima, morì il padre.

Protezione civile, dopo gli annunci il Piano provinciale ancora non c'è

Mentre il Messinese frana in ogni dove, non si hanno tracce del famoso Piano di protezione civile provinciale. Documento che Palazzo dei leoni aveva annunciato di redigere al più presto e che a quanto pare sarebbe finito nel dimenticatoio. A tornare prepotentemente sull'argomento con un'ennesima interrogazione al presidente della Provincia Nanni Ricevuto è il consigliere del Pd Pippo Rao, il quale ha aveva già incalzato l'amministrazione in passato: questa è la terza interrogazione. Gli scenari che quotidianamente le comunità del Messinese sono costrette ad affrontare sono certamente inquietanti ma nonostante gli eventi disastrosi, il prezzo altissimo già pagato dai cittadini e l'elevatissimo rischio idrogeologico e sismico del nostro territorio, la nostra provincia continua a non poter contare su un piano di protezione civile. «Ma perché bisogna aspettare nuovi e tragici eventi per capire che la Protezione civile non può e non deve essere materia da improvvisare in occasione di situazioni contingenti, ma che richiede una adeguata pianificazione organizzativa e gestionale?». È la domanda che si pone Rao all'interno del suo nuovo intervento.
Era il 5 novembre del 2004, quando l'allora presidente della Provincia Salvatore Leonardi, con propria determina, individuava la società Ast Sistemi Spa per l'affidamento di compiti di collaborazione e consulenza tecnica scientifica per la redazione del "Piano provinciale generale di Protezione civile" e la gestione delle attività connesse. Il tutto per un importo complessivo annuo di centomila euro (trovante capienza nel Peg 2004). Determina che trovò riscontro in un'altra successiva di provenienza dirigenziale, datata 10 novembre dello stesso anno, attraverso la quale veniva approvato lo "schema del foglio patti e condizioni" che implicava l'affidamento all'Ast Sistemi e al contempo impegnava la somma di centoventimila euro, proveniente da due voci del Bilancio 2004. «La convenzione con l'Ast – spiega Rao – con scadenza 31 dicembre 2005, con determina presidenziale sempre a firma di Leonardi, appena un giorno prima della scadenza veniva integrata con un ulteriore incarico sempre affidato alla stessa società; e nell'ambito del Piano provinciale venivano individuate nel territorio quattro aree idonee ad ospitare "Zone d'ammassamento". Proprio all'Ast Sistemi veniva affidata, per poter proseguire il lavoro iniziato, la progettazione per l'organizzazione e l'allestimento delle aree polivalenti attrezzate, che d'intesa con le amministrazioni locali interessate, in via ordinaria, potevano anche essere utilizzate per scopi diversi. Successivamente – prosegue il consigliere d'opposizione – vennero impegnate risorse per l'attivazione dello stesso Piano, restando in attesa di un regolamento attuativo che a quanto risulterebbe dovrebbe essere già stato trasmesso alla Presidenza della Provincia nel dicembre 2008. Che cosa si è fatto con quei soldi?». Domanda più che legittima, meritevole di riscontro.

Maggioranza unita. Il Piano casa passa con i 54 voti di Mpa, Sicilia e Pd. Riforma del sistema rifiuti: sono oltre 300 gli emendamenti

(Gazzetta del sud) Approvato dall'Ars il Piano casa. Hanno votato a favore i 54 deputati del Pdl-Sicilia, del Mpa e del Pd presenti in aula e l'Udc Totò Cintola, che si è ufficialmente dissociato dal suo gruppo. Contro, infatti, hanno votato i nove deputati dell'Udc, mentre i 12 deputati del Pdl presenti si sono astenuti. La votazione, giunta a tarda sera, dopo un interminabile dibattito, avviato dall'on. Nino Beninati, che pur essendo stato, nella qualità di assessore ai Lavori pubblici del secondo Governo Lombardo, l'autore del provvedimento si è dissociato per le modifiche apportate dall'aula, annunciando la propria astensione, si è svolta per appello nominale. Sulla scia di Beninati, anche la relatrice Marianna Caronia e il presidente della commissione Ambiente Fabio Mancuso, peraltro entrambi impegnati esponenti dell'opposizione, hanno fortemente criticato il testo definitivo del disegno di legge, pronunciandosi per l'astensione. Analoghe le prese di posizione del vice capogruppo Salvo Pogliese, di Salvino Caputo, Giuseppe Buzzanca, Marco Falcone e del capogruppo Innocenzo Leontini. A favore del disegno di legge, sebbene nei giorni scorsi ne abbia contestato alcune parti, ha, invece, dichiarato di votare Cateno De Luca, che ha però colto l'occasione per annunciare ufficialmente dalla tribuna le proprie dimissioni da vice capogruppo del Mpa. Dimissioni motivate con la necessità di "avere le mani libere", di non aver vincoli, nel corso del dibattito sul disegno di legge di riforma del sistema di raccolta dei rifiuti di cui non condivide alcune scelte del governo. A favore del disegno di legge sono, invece, intervenuti i deputati del Pd Giacomo Di Benedetto, Franco Rinaldi, Roberto De Benedictis, Bruno Marziano e il segretario regionale Giuseppe Lupo, i deputati del Mpa Fortunato Romano e Giuseppe Arena, nonché Toni Scilla del Pdl-Sicilia. "La legge sul Piano casa - ha dichiarato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, subito dopo il voto - è una riforma importantissima ed enormemente attesa, che servirà alla Sicilia per rimettere in moto l'edilizia, un settore importante che da lavoro a migliaia di persone nell'isola. Siamo stati attenti a fare in modo che la ripresa produttiva delle imprese di costruzione, ferma da tempo, fosse ben regolamentata: la legge, infatti,contribuirà a migliorare il nostro patrimonio edilizio. La norma, dunque, ottiene un doppio obiettivo: da un lato la riqualificazione degli immobili, anche per migliorarne la sicurezza da un punto di vista geologico; dall'altro permettere l'attivazione di investimenti privati che contribuiranno a far ripartire la nostra economia". "Il voto di questa sera - ha concluso Lombardo - segna il conseguimento di un altro degli obiettivi prioritari che il mio governo si è dato e che continuerà a perseguire con le altre leggi che sono pronte per la discussione in aula. Procederemo con lo stesso metodo, chiedendo il consenso per il reale interesse dei siciliani e non per schieramenti preconcetti".
La prima parte della seduta, alla cui presidenza si sono alternati gli onorevoli Francesco Cascio, Santi Formica e Camillo Oddo, era stata impegnata dal dibattito sul disegno di legge di riordino del sistema di raccolta dei rifiuti, per il quale sono stati presentati 324 emendamenti ed altri ne dovrà presentare il governo, dal momento che proprio in questi giorni alla Camera dei deputati è stato approvato un emendamento della Lega Nord che abolisce gli Ato. Alla fine, il presidente dell'Ars Cascio, dopo che la capogruppo di Pdl-Sicilia Giulia Adamo si era pronunciata per il rinvio in commissione del provvedimento, accogliendo l'invito dell'assessore all'Energia Pier Carmelo Russo, ne ha disposto il rinvio informale presso la commissione Ambiente per una "rilettura" degli emedamenti, in modo che già nel pomeriggio il disegno di legge possa essere riproposto all'attenzione dell'aula. "Il governo è contrario ad un ritorno formale che dilaterebbe i tempi - ha spiegato, infatti, Russo - ma l'aula è sovrana. Sia chiaro, però, che da oggi la Regione non autorizzerà più nessuna apertura della cassa per quei comuni che devono affrontare emergenze ambientali legate ai rifiuti".
L'Assemblea ha pure concluso la discussione generale del disegno di legge sull'ordinamento della professione di maestro di sci votando il passaggio all'esame dei singoli articoli del provvedimento. La seduta è stata quindi aggiornata a oggi con all'ordine del giorno anche l'esame del bilancio di previsione della regione per il 2010, quello per il triennio 2010-2012 e le disposizioni programmatiche e correttive per l'esercizio finanziario in corso. A margine dei lavori d'aula, è stato costituito l'Intergruppo parlamentare per la Famiglia e la sussidiarietà. Tra i promotori, il vicepresidente della Regione, Michele Cimino, i deputati Fortunato Romano, Giovanni Barbagallo, Nino Bosco e Rudy Maira. "L'iniziativa - ha spiegato Cimino - si inserisce nel contesto del dibattito attuale tra le forze politiche, sindacali, delle organizzazioni sociali, proprio per agevolare convergenze programmatiche e culturali nel confronto su temi di interesse comune: dalla formazione al sostegno alle famiglie, il welfare, l'inclusione sociale, economia, lavoro, solidarietà".

martedì 9 marzo 2010

Premio Lucio Battisti a Fiuggi. Eoliani protagonisti

Grande successo di pubblico e di critica per il Premio Lucio Battisti e con l' eoliano Andrea Biviano e l'eoliana-milazzese Ramona Parisse sugli scudi.
Il concorso internazionale per nuovi talenti nel campo della musica si è concluso il 5 marzo( data di nascita del grande cantautore) con l’esibizione dei 14 finalisti appartenenti alle rispettive sezioni del Premio.
Nella sezione Premio Lucio Battisti si è verificato un pari merito per quanto riguarda il primo classificato.
Quindi i 2 contendenti , il liparese Andrea Biviano (nella foto a sinistra durante l'esibizione a Fiuggi) e il gruppo “Compl8” hanno eseguito per 30 secondi il proprio brano con il metodo “a cappella”, dopodiché la giuria ha proceduto alla votazione decretando vincitore il gruppo “Compl8”.
Per Biviano, quindi, un secondo posto al foto-finish che, in ogni caso, è un riconoscimento alla bravura del giovane nativo di Lipari
Vincitrice della sezione Premio Lucio Battisti-Songs in the World è Sophia Cannizzo.
La giuria ha assegnato il premio “Migliore interpretazione” a Maria Puliafito.
Il Premio internazionale è stato assegnato a Polly Genova proveniente da Sofia (Bulgaria). Grande soddisfazione per la coordinatrice internazionale Susy Pintus che ha riscosso grande plauso per l’alta qualità del talento espresso dai concorrenti.
La professionalità e l’impeccabile organizzazione dell’Accademia Lucio Battisti ha fatto di questo evento un importante appuntamento per chi desidera intraprendere un percorso artistico nel campo della musica.
Ma ecco nel dettaglio le varie graduatorie:
Premio Lucio Battisti
1° Classificato Gruppo “Compl8 con un mix di Battisti.
2° Classificato Andrea Biviano – strumentista sax con “Io vorrei non vorrei ma se vuoi”.
3° Classificato Veronica di Bartolomeo con “Nessun dolore”.
Premio Lucio Battisti-Songs in the World
1° Classificato Sophia Cannizzo con “Emozioni”.
2° Classificato Ramona Parisse (nella foto a destra) con “Pensieri e parole”.
3° Classificato Gaetano Triscari con “Non è Francesca”.
Premio “Migliore interpretazione”:
Maria Puliafito con “Io vivrò”
Premio internazionale:
Polly Genova (da Sofia-Bulgaria) con “Nessun dolore”
Ad Andrea e Ramona i complimenti di Eolienews e l'augurio per un futuro sempre più ricco di soddisfazioni

Per la morte nel 2004 di un operaio dell'Italpomice tre condanne al tribunale di Lipari

Tre responsabili a vario titolo dell'ex azienda pomicifera Italpomice di Acquacalda sono stati condannati al tribunale di Lipari a conclusione del processo per la morte di Bartolomeo Saltalamacchia, 50 anni, avvenuta il 10 febbraio 2004 mentre l'uomo era al lavoro nella cava.
Il giudice Roberto Gurini ha condannato Angelo Merenda (54 anni, legale rappresentante dell'azienda) Enrico Lo Monaco (40 anni, direttore dei lavori) e Michele Saltalamacchia (58 anni, sorvegliante) rispettivamente a 13, 11 e 9 mesi di reclusione (pena sospesa), al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede.
I tre stati difesi dagli avvocati Antonio Taviano Giuffrida, Gioacchino Sbacchi, Costantino Lo Monaco e Candido Bonaventura.
I familiari del povero Bartolomeo Saltalamacchia (da tutti conosciuto come Lello) si sono costituiti parte civile attraverso gli avvocati Gaetano Orto, Luca Frontino e Walter Militi.
L'uomo venne ritrovato morto, soffocato dal materiale pomicifero, dopo essere finito all'interno di un grosso bocchettone, sito in prossimità di un canalone lungo alcune decine di metri (detto canale di spolvero) che trasferiva la pomice(da una altezza di una quarantina di metri) sino al nastro trasportatore.
Dopo il ritrovamento del corpo scattarono le indagini dei carabinieri secondo le quali (così come riportato nel capo d'imputazione) l'uomo, in assenza di condizioni di sicurezza, si era posto all'interno del canale di spolvero, al di sotto della tela del vaglio della pomice, per battere la stessa tela con un martello, onde provocare la caduta della polvere pomicifera bloccatasi tra le maglie della griglia.
Mentre eseguiva tale operazione Saltalamacchia perse l'equilibrio scivolando attraverso il canale sino al cosidetto fornello di scarico. Il destino beffardo, tra l'altro, volle che Bartolomeo Saltalamacchia perdesse la vita proprio in quello stabilimento dove, una ventina di anni prima, morì il padre.