E' deceduto nella notte a Lipari l'imprenditore Bartolo Munafò, aveva 63 anni. Una grave malattia lo ha sottratto prematuramente all'affetto dei suoi cari e di quanti lo amavano e rispettavano.
Ai familiari le sentite condoglianze di Eolienews e Eolnet
I funerali si terranno sabato alle 10 nella Cattedrale di San Bartolomeo a Lipari.
Il servizio funebre è della ditta Alfa e Omega di Lipari
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giovedì 2 febbraio 2012
Milazzo, ormeggi al porto: ora le cose cambieranno
Gazzetta del Sud
Giovanni Petrungaro
MILAZZO
«La gestione degli ormeggi nel porto di Milazzo necessita di una rivisitazione ad ampio raggio per i nuovi scenari che si sono venuti a creare negli ultimi anni e soprattutto alla luce delle criticità che si sono registrate e che per certi versi esistono». Il comandante della Capitaneria di porto, Fabrizio Coke, da pochi mesi alla guida del compartimento marittimo mamertino, concorda sull'esistenza del problema e ribadisce di non essere assolutamente intenzionato a "fare sconti" su una questione che da troppo tempo è stata sicuramente sottovalutata.
«Nel premettere che il problema di lunedì scorso è stato causato da un evento eccezionale anche per le avverse condizioni meteomarine – spiega Coke – va detto che il disagio c'è in quanto il nostro porto ha un numero limitato di banchine e quindi è doveroso utilizzare gli spazi a disposizione nel modo opportuno, nel rispetto delle norme vigenti in materia di ambiente e sicurezza. Una cosa deve essere chiara: privilegi non possono essercene e l'assegnazione delle banchine deve rispettare la tipologia di servizi svolti dal natante. Assieme all'Autorità portuale, che ha la competenza specifica in merito, riprenderemo questo discorso relativo alla destinazione d'uso delle banchine del nostro porto". In realtà l'Autority a Milazzo non ha mai pensato di assegnare i moli a delle società, limitandosi a fissare delle destinazioni d'uso. L'ultimo provvedimento ufficiale però risale addirittura a dieci anni fa. E' infatti datata 20 giugno 2022, un'ordinanza del commissario dell'Autorità portuale, Giuseppe Venuti che richiamando un parere dell'Avvocatura dello Stato non dà la concessione delle banchine alle varie società, ma prevede una assegnazione. «Tale provvedimento prevede in generale quello che oggi avviene – spiega il comandante Coke – ma non contempla tutto il traffico sorto negli anni successivi, penso ad esempio ai natanti delle minicrociere che in atto sono ormeggiate su una banchina ad uso commerciale. Ma si badi bene anche per loro c'è stata successivamente una autorizzazione dell'Autorità portuale. La Capitaneria interviene invece con riferimento al rispetto delle norme sulla sicurezza».
– Comandante, dopo quanto avvenuto lunedì, avete immediatamente convocato una riunione in Capitaneria. Cosa è venuto fuori?
«Il tenente di vascello Giuseppe Domato, responsabile della sicurezza della navigazione ha convocato la Ngi e i titolari delle società di minicrociera e di altre imbarcazioni per approfondire la questione. Abbiamo chiesto collaborazione e spiegato che esiste un'ordinanza del 2009 che disciplina la navigazione, gli ormeggi e la sosta delle navi mercantili all'interno del porto che va rigidamente rispettata. Abbiamo anche chiarito la situazione di tre navi in disarmo che sono attualmente ormeggiate, due delle quali però dovranno andare nei cantieri nautici. Ma, ripeto, è stato solo un primo incontro. Il mio obiettivo è quello di rimodulare l'intera questione anche perché oltre alla sicurezza della navigazione all'interno del porto, che resta la priorità c'è anche la necessità di garantire ai natanti servizi adeguati agli standard europei. Certo comprendo bene che togliere certe abitudini richiede tempo».
– Comandante, il nuovo pontile degli aliscafi darà un supporto?
«Vedremo. Attendiamo il collaudo che mi auguro sia sollecito e che entro Pasqua possa essere operativo anche perché, comprenderà bene, bisognerà fare delle verifiche sulle manovre. Non mi stancherò mai di dire che sulla sicurezza occorre essere rigidi per essere al tempo stesso tranquilli. Se l'Autorità portuale ha previsto quella struttura in quella sede, spendendo dei soldi, credo che abbia fatto le opportune valutazioni sulle quali non entro in merito. A me interessano altre verifiche».
– Spostando gli aliscafi la banchina Eolie resterà libera. Con quale destinazione? E si può immaginare il trasferimento del settore turistico-crocieristico al molo Marullo così come prevede il redigento Prp?
«Lo decideremo assieme all'Autorità portuale non appena il nuovo pontile sarà funzionale. Per il resto ritengo che il piano regolatore del porto sia ancora in fase di lavorazione. A molo Ma rullo abbiamo l'handicap della presenza della nave turca Baba-T che ostruisce gran parte della banchina. Quanto al crocierismo posso solo dirle che per tutto il 2012 in programmazione abbiamo l'arrivo a Milazzo di solo quattro navi da crociera».
Giovanni Petrungaro
MILAZZO
«La gestione degli ormeggi nel porto di Milazzo necessita di una rivisitazione ad ampio raggio per i nuovi scenari che si sono venuti a creare negli ultimi anni e soprattutto alla luce delle criticità che si sono registrate e che per certi versi esistono». Il comandante della Capitaneria di porto, Fabrizio Coke, da pochi mesi alla guida del compartimento marittimo mamertino, concorda sull'esistenza del problema e ribadisce di non essere assolutamente intenzionato a "fare sconti" su una questione che da troppo tempo è stata sicuramente sottovalutata.
«Nel premettere che il problema di lunedì scorso è stato causato da un evento eccezionale anche per le avverse condizioni meteomarine – spiega Coke – va detto che il disagio c'è in quanto il nostro porto ha un numero limitato di banchine e quindi è doveroso utilizzare gli spazi a disposizione nel modo opportuno, nel rispetto delle norme vigenti in materia di ambiente e sicurezza. Una cosa deve essere chiara: privilegi non possono essercene e l'assegnazione delle banchine deve rispettare la tipologia di servizi svolti dal natante. Assieme all'Autorità portuale, che ha la competenza specifica in merito, riprenderemo questo discorso relativo alla destinazione d'uso delle banchine del nostro porto". In realtà l'Autority a Milazzo non ha mai pensato di assegnare i moli a delle società, limitandosi a fissare delle destinazioni d'uso. L'ultimo provvedimento ufficiale però risale addirittura a dieci anni fa. E' infatti datata 20 giugno 2022, un'ordinanza del commissario dell'Autorità portuale, Giuseppe Venuti che richiamando un parere dell'Avvocatura dello Stato non dà la concessione delle banchine alle varie società, ma prevede una assegnazione. «Tale provvedimento prevede in generale quello che oggi avviene – spiega il comandante Coke – ma non contempla tutto il traffico sorto negli anni successivi, penso ad esempio ai natanti delle minicrociere che in atto sono ormeggiate su una banchina ad uso commerciale. Ma si badi bene anche per loro c'è stata successivamente una autorizzazione dell'Autorità portuale. La Capitaneria interviene invece con riferimento al rispetto delle norme sulla sicurezza».
– Comandante, dopo quanto avvenuto lunedì, avete immediatamente convocato una riunione in Capitaneria. Cosa è venuto fuori?
«Il tenente di vascello Giuseppe Domato, responsabile della sicurezza della navigazione ha convocato la Ngi e i titolari delle società di minicrociera e di altre imbarcazioni per approfondire la questione. Abbiamo chiesto collaborazione e spiegato che esiste un'ordinanza del 2009 che disciplina la navigazione, gli ormeggi e la sosta delle navi mercantili all'interno del porto che va rigidamente rispettata. Abbiamo anche chiarito la situazione di tre navi in disarmo che sono attualmente ormeggiate, due delle quali però dovranno andare nei cantieri nautici. Ma, ripeto, è stato solo un primo incontro. Il mio obiettivo è quello di rimodulare l'intera questione anche perché oltre alla sicurezza della navigazione all'interno del porto, che resta la priorità c'è anche la necessità di garantire ai natanti servizi adeguati agli standard europei. Certo comprendo bene che togliere certe abitudini richiede tempo».
– Comandante, il nuovo pontile degli aliscafi darà un supporto?
«Vedremo. Attendiamo il collaudo che mi auguro sia sollecito e che entro Pasqua possa essere operativo anche perché, comprenderà bene, bisognerà fare delle verifiche sulle manovre. Non mi stancherò mai di dire che sulla sicurezza occorre essere rigidi per essere al tempo stesso tranquilli. Se l'Autorità portuale ha previsto quella struttura in quella sede, spendendo dei soldi, credo che abbia fatto le opportune valutazioni sulle quali non entro in merito. A me interessano altre verifiche».
– Spostando gli aliscafi la banchina Eolie resterà libera. Con quale destinazione? E si può immaginare il trasferimento del settore turistico-crocieristico al molo Marullo così come prevede il redigento Prp?
«Lo decideremo assieme all'Autorità portuale non appena il nuovo pontile sarà funzionale. Per il resto ritengo che il piano regolatore del porto sia ancora in fase di lavorazione. A molo Ma rullo abbiamo l'handicap della presenza della nave turca Baba-T che ostruisce gran parte della banchina. Quanto al crocierismo posso solo dirle che per tutto il 2012 in programmazione abbiamo l'arrivo a Milazzo di solo quattro navi da crociera».
Isole minori:la Regione conferma tagli sui trasporti. Buzzanca "cosi' si affossano gli arcipelaghi..."
"Il governo Lombardo ha deciso di tagliare del 20% i collegamenti marittimi integrativi con i traghetti della Ngi e con gli aliscafi della Ustica Lines da e per le isole minori della Sicilia e anche il trasporto gommato". Lo ha affermato Peppino Buzzanca, deputato regionale Pdl che ha partecipato alla riunione della commissione ai trasporti. L'assessore regionale ai trasporti Pier Carmelo Russo ha dichiarato che non c'è piu' la disponibilità economica ed è stato anche ribadito dall'assessore regionale all'economia Gaetano Armao.
Il deputato Buzzanca ha ribadito che con questi tagli non si farà altro che affossare l'economia delle isole, oltre che mettere ulteriormente in difficoltà il trasporto con i mezzi gommati e ha richiesto per la prossima settimana, alla presenza dei due assessorati regionali, la convocazione di un tavolo tecnico.
Per i tagli ai trasporti marittimi, hanno già protestato i sindaci delle isole minori, il presidente dell'Ancim Sicilia e la Federalberghi
Il deputato Buzzanca ha ribadito che con questi tagli non si farà altro che affossare l'economia delle isole, oltre che mettere ulteriormente in difficoltà il trasporto con i mezzi gommati e ha richiesto per la prossima settimana, alla presenza dei due assessorati regionali, la convocazione di un tavolo tecnico.
Per i tagli ai trasporti marittimi, hanno già protestato i sindaci delle isole minori, il presidente dell'Ancim Sicilia e la Federalberghi
Deteneva un coltello di genere vietato. Giovane denunciato dai carabinieri
Un giovane è stato denunciato dai carabinieri per detenzione illegale di armi. All’autorità giudizia è stato degnalato un 45enne nato ad Asti ma residente nel centro eoliano di Lipari. E' stato notato comportarsi in maniera sospetta dai Carabinieri in servizio di pattuglia a piedi in una via del centro cittadino, ed è stato fermato e sottoposto a perquisizione personale, successivamente estesa anche all’autovettura in uso allo stesso. Nel corso degli accertamenti, i militari dell’Arma hanno rinvenuto un coltello a scatto della lunghezza complessiva di circa cm. 22, nonché circa 2 gr di sostanza stupefacente del tipo marijuana, detenuta per uso personale.
Nella circostanza, il coltello e la sostanza stupefacente sono stati sottoposti a sequestro e per l’uomo è scattata la denuncia penale per l’illecita detenzione di armi nonché la segnalazione alla Prefettura di Messina in quanto assuntore di sostanze stupefacenti.
mercoledì 1 febbraio 2012
Rifacimento della sp Vulcano- porto Vulcano- Gelso. Il comunicato del consigliere Branca
COMUNICATO STAMPA
Come preannunciato una settimana fa dal consigliere provinciale Branca Massimiliano, su inizio a breve, dei lavori per il rifacimento della sp Vulcano- porto Vulcano- Gelso, di seguito copia della delibera .
- "Determinazione dirigenziale n.11 del 23 gennaio 2012 "Lavori di ammodernamento, adeguamento e messa in sicurezza e per il miglioramento della percorribilita', la valorizzazione degli interventi P.I.T n.12( Eolo, Scilla e Cariddi) e dei poli culturali sul circuito turistico dell' ISOLA DI VULCANO PORTO- GELSO.
APPROVAZIONE VERBALE DI GARA".
L' importo complessivo e' di un milione settecentonovantottomila 160 euro e la ditta vincitrice ha offerto un ribaso del 24,6475%.
Ritenevo determinante portare alla conoscenza di tutti gli isolani e non solo quanto da me anticipato.
Le liberalizzazioni valgono anche a Lipari? (di Michele Giacomantonio)
Riceviamo dal dottor Michele Giacomantonio e pubblichiamo:
“E’ con grande interesse e condivisione che abbiamo accolto le notizie, circa la volontà del Governo di ‘restituire al settore privato attività e interventi che non hanno più ragione di essere pubblici, ma anche a garantire efficienza nel settore pubblico per concentrare l’azione su chi ne ha bisogno’.
E’ un passaggio della lettera che il dott. Ennio Lucarelli, presidente della Confindustria servizi innovativi e tecnologici scrive in data di oggi al prof. Giarda, ministro dei rapporti con il Parlamento, al dott. Patroni Griffi, ministro per la Pubblica amministrazione e semplificazione, al dott. Grilli, vice ministro dell’Economia e per conoscenza al prof. Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Il dott. Lucarelli illustra un caso emblematico, anche se non è l’unico, “l’affidamento con convenzione senza gara dell’ottobre 2005 alle Eolie di alcuni importanti servizi d’ingegneria ad una società del Ministero dell’Economia e Finanze”. Si tratta dello scandaloso caso della Sogesid che ha sostituito inopinatamente la Lotti, per volontà del sindaco-commissario dott. Mariano Bruno, nella progettazione e realizzazione del ciclo dell’acqua nell’isola di Lipari. Il dott. Lucarelli ricorda che fra il 2005 ed il 2008 la Federazione ha segnalato il caso alle autorità AVCP e AGCM, ottenendone dichiarazioni di lesioni della concorrenza nel 2008 e nel 2009, e ricorso al TAR del Lazio, ottenendo l’annullamento della convenzione l’11 gennaio 2011. Ma ancora dopo 7 anni il processo non è finito.
Forse che Lipari non fa parte dell’Italia? Forse che Lipari non è nella giurisdizione del governo Monti? E, di grazia, sotto quale giurisdizione cadono queste disperate isole?
Il testo integrale della lettera del dott. Lucarelli con gli allegati e l’interrogazione dell’on. Lumia sulla Sogesid del 28.04.2009 si trovano sul mio sito www.michelegiacomentonio.com
“E’ con grande interesse e condivisione che abbiamo accolto le notizie, circa la volontà del Governo di ‘restituire al settore privato attività e interventi che non hanno più ragione di essere pubblici, ma anche a garantire efficienza nel settore pubblico per concentrare l’azione su chi ne ha bisogno’.
E’ un passaggio della lettera che il dott. Ennio Lucarelli, presidente della Confindustria servizi innovativi e tecnologici scrive in data di oggi al prof. Giarda, ministro dei rapporti con il Parlamento, al dott. Patroni Griffi, ministro per la Pubblica amministrazione e semplificazione, al dott. Grilli, vice ministro dell’Economia e per conoscenza al prof. Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Il dott. Lucarelli illustra un caso emblematico, anche se non è l’unico, “l’affidamento con convenzione senza gara dell’ottobre 2005 alle Eolie di alcuni importanti servizi d’ingegneria ad una società del Ministero dell’Economia e Finanze”. Si tratta dello scandaloso caso della Sogesid che ha sostituito inopinatamente la Lotti, per volontà del sindaco-commissario dott. Mariano Bruno, nella progettazione e realizzazione del ciclo dell’acqua nell’isola di Lipari. Il dott. Lucarelli ricorda che fra il 2005 ed il 2008 la Federazione ha segnalato il caso alle autorità AVCP e AGCM, ottenendone dichiarazioni di lesioni della concorrenza nel 2008 e nel 2009, e ricorso al TAR del Lazio, ottenendo l’annullamento della convenzione l’11 gennaio 2011. Ma ancora dopo 7 anni il processo non è finito.
Forse che Lipari non fa parte dell’Italia? Forse che Lipari non è nella giurisdizione del governo Monti? E, di grazia, sotto quale giurisdizione cadono queste disperate isole?
Il testo integrale della lettera del dott. Lucarelli con gli allegati e l’interrogazione dell’on. Lumia sulla Sogesid del 28.04.2009 si trovano sul mio sito www.michelegiacomentonio.com
Appartamenti e caserme. Slitta a domani il consiglio comunale
Slitta a domani il consiglio comunaleipari che aveva all'ordine del giorno la realizzazione di 140 appartamenti e delle caserme di Lipari e Panarea. Alle 9 e 30 in aula erano presenti 8 consiglieri. Alle 10,30 presenti quattro consiglieri. Se ne dovrebbe riparlare domani alle 9 e 30.
Parrocchia di San Giuseppe. I festeggiamenti per la Madonna di Lourdes
Giovedì 2 Febbraio, con la festa della Presentazione al Tempio (intesa comunemente La Candelora), iniziano gli annuali festeggiamenti in onore dell’Immacolata di Lourdes.
Dal 2 all’11 Febbraio 2012, ogni sera, nella Parrocchia di San Giuseppe:
ore 17,15 - Preghiera del Rosario
ore 18,00 - S. Messa
Porto di Milazzo. Scoppia il caos ormeggi
Gazzetta del Sud
Giovanni Petrungaro
MILAZZO
La nave "Laurana" della Siremar costretta a rimanere in rada per tutta la notte di fronte la marina Garibaldi; un altro natante proveniente da Lipari rientrato con due ore d'anticipo per le cattive condizioni meteo, costretto a fermarsi all'imboccatura del porto pare per motivi di sicurezza, per qualche ora in attesa di istruzioni. Al porto di Milazzo esplode il "caso ormeggi", con gli armatori delle società di navigazione che svolgono attività commerciale e di trasporto passeggeri verso le Eolie che chiedono il rispetto delle regole e soprattutto maggiori controlli da parte della stessa Autorità marittima sui mezzi attraccati nelle varie banchine. alcuni dei quali come la Green Salina ed altri sarebbero - come confermato dalla stessa Autorità portuale, in disarmo.
Una situazione che ha fatto insorgere anche i sindacati che hanno preannunciato dure prese di posizione e indotto la Capitaneria di porto di Milazzo a convocare una riunione urgente, tenutasi proprio ieri mattina, con i rappresentanti di Ngi, Navisal, Taranto Navigazione, Sultan Yacht srl, M/Y S. Salvatore, Corporazione piloti ed Autorità portuale, "al fine di affrontare taluni aspetti riguardanti la disciplina della sosta in porto".
L'ennesimo tentativo di evitare il ripetersi di tensioni fra chi ritiene di avere diritto all'approdo indipendentemente dal ruolo svolto, e fra coloro che invece sostengono di espletare un servizio pubblico. Forse l'ultimo visto che il comandante Fabrizio Coke in più di una occasione ha lasciato intendere di non accettare deroghe di alcuna natura che possano mettere a rischio la sicurezza delle operazioni all'interno del bacino mamertino. Una situazione che peraltro è esplosa nell'ultimo decennio anche perché a Milazzo le banchine non sono date in concessione. Ma il Codice della Navigazione – fanno rilevare i sindacati – prevede che qualsiasi banchina non in concessione debba essere lasciata libera ai natanti che effettuano operazioni commerciali. Solo se rimane spazio – e sappiamo quali sono le condizioni degli approdi nello scalo – potrebbe esserci possibilità di attracco anche per altri mezzi". Ma quale è la situazione attuale dei posti d'ormeggio? La "fotografia" emerge dal report quotidiano congiunto di Capitaneria di porto e Autorità portuale.
Ecco ad esempio la giornata di ieri: BANCHINA EOLIE: Pietro Novelli e Filippo Lippi della Siremar (lato nord) e Bridge (Ngi).
EX SCIVOLO NGI: Eolian Princess, Eolian Queen ed Eolian Star, tutte della società Taranto Navigazione, Eolo d'Oro della Navisal e Tersane IV.
Tali unità – scrive la Capitaneria devono assicurare le operazioni di carico dei mezzi di linea che operano alla banchina Eolie e alla banchina Aliscafi.
BANCHINA ALISCAFI: Antioco e Atanis della Siremar (alla Radice) e Mirella o Alijambo della Ustica Lines (Testata). BANCHINA XX LUGLIO: Eschilo (Siremar), Diego Moraci e Adriana (Ustica Lines) all'estremo nord, motonave Celtic Freedom (zona centrale), moto nave Green (nave rifiuti Eolie) all'estremo Sud.
MOLO MARULLO: a Nord e al Centro gruppo Barcaioli e Mare Pulito, a Sud, corporazione Piloti, ormeggiatori e altre motovedette.
BANCHINA EX 3° LOTTO: Motovedette di Guardia Costiera, carabinieri, vigili del fuoco e avvisatore marittimo.
MOLO FORANEO: Baba-t e rimorchiatori.
RADA: Laurana Siremar e 5 petroliere e gassiere al servizio dei pontili della Raffineria dove risultano sempre alla data di ieri attraccate altre quattro petrolifere per operazioni di carico e scarico.
A ben vedere dunque c'è il problema di tanti natanti a fronte di poche banchine. Con un dato che dovrebbe far riflettere: la presenza della Baba T e di altre navi sotto sequestro al molo Marullo che invece dovrebbe essere - secondo le previsioni del Prg del porto (chissà quando si farà) - destinato alle imbarcazioni per il crocierismo lasciando così tutte le banchine ai mezzi di linea.
«Questi problemi sono stati da sempre evidenziati con note scritte rimaste però senza riscontro – afferma Massimo Cusumano segretario della Uil Trasporti territoriale. Sono anni infatti che evidenziamo la necessità che bisogna dare al porto di Milazzo un ruolo più confacente alle nuove esigenze della portualità che sono diverse rispetto al passato. Programmando anche una serie di interventi che privilegino le caratteristiche dello scalo. Attualmente sono sotto gli occhi di tutti le condizioni in cui versa il porto, destinato ad area di deposito. Il bacino a nostra disposizione risulta insufficiente e inadeguato al normale espletamento di tutti i servizi marittimi: dal turismo alle linee commerciali, passando per il traffico delle navi da carico. La profondità dei fondali non permette lo sviluppo del comparto crocieristico, senza considerare la farraginosità burocratica che ritarda gli iter per il dragaggio dei fondali stessi ma anche l'ammodernamento e l'adeguamento delle banchine. Appare pertanto improcrastinabile – conclude il segretario della Uiltrasporti – il bisogno di programmare, attraverso gli strumenti regolatori del porto e della città, una infrastruttura dotata di una vera e propria darsena, elemento imprescindibile per la gestione del diportismo e dei collegamenti con le Eolie».
Considerazioni condivise anche dal presidente della compagnia portuale, Stefano Mellina che ribadisce come sia indispensabili definire il piano regolatore del porto, unico strumento in grado di organizzare le banchine e consentire di superare quelle condizioni di estrema difficoltà e di grave, palese disagio in cui gli operatori sono costretti a movimentare la merce sulle banchine, per i limitati spazi di cui per adesso si dispone».
Giovanni Petrungaro
MILAZZO
La nave "Laurana" della Siremar costretta a rimanere in rada per tutta la notte di fronte la marina Garibaldi; un altro natante proveniente da Lipari rientrato con due ore d'anticipo per le cattive condizioni meteo, costretto a fermarsi all'imboccatura del porto pare per motivi di sicurezza, per qualche ora in attesa di istruzioni. Al porto di Milazzo esplode il "caso ormeggi", con gli armatori delle società di navigazione che svolgono attività commerciale e di trasporto passeggeri verso le Eolie che chiedono il rispetto delle regole e soprattutto maggiori controlli da parte della stessa Autorità marittima sui mezzi attraccati nelle varie banchine. alcuni dei quali come la Green Salina ed altri sarebbero - come confermato dalla stessa Autorità portuale, in disarmo.
Una situazione che ha fatto insorgere anche i sindacati che hanno preannunciato dure prese di posizione e indotto la Capitaneria di porto di Milazzo a convocare una riunione urgente, tenutasi proprio ieri mattina, con i rappresentanti di Ngi, Navisal, Taranto Navigazione, Sultan Yacht srl, M/Y S. Salvatore, Corporazione piloti ed Autorità portuale, "al fine di affrontare taluni aspetti riguardanti la disciplina della sosta in porto".
L'ennesimo tentativo di evitare il ripetersi di tensioni fra chi ritiene di avere diritto all'approdo indipendentemente dal ruolo svolto, e fra coloro che invece sostengono di espletare un servizio pubblico. Forse l'ultimo visto che il comandante Fabrizio Coke in più di una occasione ha lasciato intendere di non accettare deroghe di alcuna natura che possano mettere a rischio la sicurezza delle operazioni all'interno del bacino mamertino. Una situazione che peraltro è esplosa nell'ultimo decennio anche perché a Milazzo le banchine non sono date in concessione. Ma il Codice della Navigazione – fanno rilevare i sindacati – prevede che qualsiasi banchina non in concessione debba essere lasciata libera ai natanti che effettuano operazioni commerciali. Solo se rimane spazio – e sappiamo quali sono le condizioni degli approdi nello scalo – potrebbe esserci possibilità di attracco anche per altri mezzi". Ma quale è la situazione attuale dei posti d'ormeggio? La "fotografia" emerge dal report quotidiano congiunto di Capitaneria di porto e Autorità portuale.
Ecco ad esempio la giornata di ieri: BANCHINA EOLIE: Pietro Novelli e Filippo Lippi della Siremar (lato nord) e Bridge (Ngi).
EX SCIVOLO NGI: Eolian Princess, Eolian Queen ed Eolian Star, tutte della società Taranto Navigazione, Eolo d'Oro della Navisal e Tersane IV.
Tali unità – scrive la Capitaneria devono assicurare le operazioni di carico dei mezzi di linea che operano alla banchina Eolie e alla banchina Aliscafi.
BANCHINA ALISCAFI: Antioco e Atanis della Siremar (alla Radice) e Mirella o Alijambo della Ustica Lines (Testata). BANCHINA XX LUGLIO: Eschilo (Siremar), Diego Moraci e Adriana (Ustica Lines) all'estremo nord, motonave Celtic Freedom (zona centrale), moto nave Green (nave rifiuti Eolie) all'estremo Sud.
MOLO MARULLO: a Nord e al Centro gruppo Barcaioli e Mare Pulito, a Sud, corporazione Piloti, ormeggiatori e altre motovedette.
BANCHINA EX 3° LOTTO: Motovedette di Guardia Costiera, carabinieri, vigili del fuoco e avvisatore marittimo.
MOLO FORANEO: Baba-t e rimorchiatori.
RADA: Laurana Siremar e 5 petroliere e gassiere al servizio dei pontili della Raffineria dove risultano sempre alla data di ieri attraccate altre quattro petrolifere per operazioni di carico e scarico.
A ben vedere dunque c'è il problema di tanti natanti a fronte di poche banchine. Con un dato che dovrebbe far riflettere: la presenza della Baba T e di altre navi sotto sequestro al molo Marullo che invece dovrebbe essere - secondo le previsioni del Prg del porto (chissà quando si farà) - destinato alle imbarcazioni per il crocierismo lasciando così tutte le banchine ai mezzi di linea.
«Questi problemi sono stati da sempre evidenziati con note scritte rimaste però senza riscontro – afferma Massimo Cusumano segretario della Uil Trasporti territoriale. Sono anni infatti che evidenziamo la necessità che bisogna dare al porto di Milazzo un ruolo più confacente alle nuove esigenze della portualità che sono diverse rispetto al passato. Programmando anche una serie di interventi che privilegino le caratteristiche dello scalo. Attualmente sono sotto gli occhi di tutti le condizioni in cui versa il porto, destinato ad area di deposito. Il bacino a nostra disposizione risulta insufficiente e inadeguato al normale espletamento di tutti i servizi marittimi: dal turismo alle linee commerciali, passando per il traffico delle navi da carico. La profondità dei fondali non permette lo sviluppo del comparto crocieristico, senza considerare la farraginosità burocratica che ritarda gli iter per il dragaggio dei fondali stessi ma anche l'ammodernamento e l'adeguamento delle banchine. Appare pertanto improcrastinabile – conclude il segretario della Uiltrasporti – il bisogno di programmare, attraverso gli strumenti regolatori del porto e della città, una infrastruttura dotata di una vera e propria darsena, elemento imprescindibile per la gestione del diportismo e dei collegamenti con le Eolie».
Considerazioni condivise anche dal presidente della compagnia portuale, Stefano Mellina che ribadisce come sia indispensabili definire il piano regolatore del porto, unico strumento in grado di organizzare le banchine e consentire di superare quelle condizioni di estrema difficoltà e di grave, palese disagio in cui gli operatori sono costretti a movimentare la merce sulle banchine, per i limitati spazi di cui per adesso si dispone».
martedì 31 gennaio 2012
FINU C’HAVITI PANI ! (di Giovanni Giardina - 2012 )
Cumu mi chianciu stu paisi mia
chinu di storia e chinu di puisia
vantu di biddizzi ‘nta stu munnu
arranchi cchiu’ pi gghiritinni o funnu !
Nun e’ quistioni cchiu’ mancu di razza
nni cuntagio’ a tutti a mucca pazza
chi sacrifisci i viecchi fisciru i patruni
e pi eredita’ lassaru cca,tanti minchiuni.
Pi n’avveniri i fisciru studiari
pi nun ristari arriedu e pi spirari
o fu pa scola o fu, pu Patri Eternu
co scirivieddu su mancio’ lu viermu.
Nuddu si smovi, nuddu fasci nenti
finu c’on manca u pani sutta i dienti
si fidanu a giru di sti prumittenti
e poi alla fini ‘un ci dannu nenti.
Viditi cumu i cuosi sunnu misi?
Girianu cumu e pacci n’to paisi
pi n’tabbacari, cunvinciri a vutari
pu Sinnacu chiu’ forti a chiacchiariari.
Tutti i partiti ‘nni purtaru o fuossu
nni stannu spruppannu tutti finu all’uossu.
ma u partitu nuddu voli lassari
pirchi ’cu iddu continuanu a manciari.
Giuvani ! futtitivinni, ‘un pinsati a nenti
finu c’haviti pani sutta i dienti
si v’aspittati i l’autri a furtuna
v’aspetta la valiggia di cartuna !
chinu di storia e chinu di puisia
vantu di biddizzi ‘nta stu munnu
arranchi cchiu’ pi gghiritinni o funnu !
Nun e’ quistioni cchiu’ mancu di razza
nni cuntagio’ a tutti a mucca pazza
chi sacrifisci i viecchi fisciru i patruni
e pi eredita’ lassaru cca,tanti minchiuni.
Pi n’avveniri i fisciru studiari
pi nun ristari arriedu e pi spirari
o fu pa scola o fu, pu Patri Eternu
co scirivieddu su mancio’ lu viermu.
Nuddu si smovi, nuddu fasci nenti
finu c’on manca u pani sutta i dienti
si fidanu a giru di sti prumittenti
e poi alla fini ‘un ci dannu nenti.
Viditi cumu i cuosi sunnu misi?
Girianu cumu e pacci n’to paisi
pi n’tabbacari, cunvinciri a vutari
pu Sinnacu chiu’ forti a chiacchiariari.
Tutti i partiti ‘nni purtaru o fuossu
nni stannu spruppannu tutti finu all’uossu.
ma u partitu nuddu voli lassari
pirchi ’cu iddu continuanu a manciari.
Giuvani ! futtitivinni, ‘un pinsati a nenti
finu c’haviti pani sutta i dienti
si v’aspittati i l’autri a furtuna
v’aspetta la valiggia di cartuna !
"Continua a volare tra i pali dell'immenso". Il saluto di Murciano a Puleo
Salve ,sono Eugenio Murciano, ho letto della dipartita di Nicola Puleo sono dispiaciuto e vorrei inoltrare sentite condoglianze ai parenti.
A Nicola, compagno e amico del glorioso C.S.Lipari, invece dico ........continua a volare tra i pali dell'immenso: ciao Nicola.
Eugenio Murciano.
A Nicola, compagno e amico del glorioso C.S.Lipari, invece dico ........continua a volare tra i pali dell'immenso: ciao Nicola.
Eugenio Murciano.
Judo. Francesca Russo tradita dall'emozione (di Adalgisa Ferlazzo)
Gran Prix Italia Cadetti 2012.
In categoria kg +70 hanno partecipato nove atleta sia Italiane che straniere, Francesca dopo un primo incontro perso, ha vinto il secondo ma si è fermata al 5° posto avendo perso il terzo incontro.
Francesca , come spesso le accade, in gara subisce l’emozione e la paura di vincere e avrebbe tranquillamente potuto raggiunto il bronzo senza questo limite.
Adesso si prepara per domenica prossima quando, insieme ad Alessandro Vitagliana, atleta classe juniores kg 66 parteciperà al Campionato Provinciale.
E' deceduto Tobia Elbano. Il cordoglio della giunta di Santa Marina Salina
Tobia, come tutti erano soliti chiamarlo, era ligure di nascita ma salinese di adozione: da giovanissimo, infatti, insieme al padre e allo zio si trasferirono da Noli (SV) per continuare l’attività iniziata dal nonno Angelo nel primo decennio del XX secolo, ossia la lavorazione e la commercializzazione della cicirella, presente in abbondanza nell’arcipelago in quegli anni, che proprio a Lingua trovò le condizioni ideali per potersi sviluppare, e che fino agli anni ’60 ,per oltre un ventennio fu tenuta in mano dal giovane
Tobia. Tramontata questa esperienza, Tobia costruì la prima pensione con ristorante a Lingua avventurandosi tra i primi nel campo del turismo, che proprio intorno agli anni’60 iniziava a svilupparsi, ospitando e facendo conoscere Salina a numerosi personaggi del jet set nazionale ed estero, come Mike Bongiorno Martin Scorsese, Walter Chiari e Mina.
Grande anche il suo impegno politico e sociale, che ha portato avanti ricoprendo la carica di Consigliere Comunale e di Vice Sindaco negli anni ’70. Tobia amava la sua Lingua a tal punto da impegnarsi in prima persona per la realizzazione del Museo Civico Etno-antropologico presente nella frazione, donando gran parte dei suppellettili e dei cimeli in esso contenuto, e diventando, negli ultimi anni, una guida del Museo stesso che intratteneva i visitatori con le proprie storie vissute in prima persona, narrando periodi di fasti e di gloria per l’isola intera.
Importante anche l’impegno politico e sociale, che ha valorizzato ricoprendo la carica di Consigliere Comunale e di Vice Sindaco negli anni ‘70 Tobia si era integrato perfettamente nell’Isola, diventando a volte più isolano degli isolani, e a noi piace ricordarlo con il suo accento misto tra ligure e siciliano , col proprio berretto da comandante calato in testa e l’orecchino, che tanto lo faceva somigliare ad un marinaio d’altri tempi.
Ai familiari e agli amici che gli sono stati sempre vicini, rivolgo personalmente un profondo senso di gratitudine.
Minoranze non qualificate & maggioranze squalificanti (di Pietro Lo Cascio)
Riceviamo dal consigliere Pietro Lo Cascio e pubblichiamo:
La seduta straordinaria del consiglio comunale dello scorso 27 gennaio è stata teatro di un interessante caso di “interpretazione creativa” del regolamento, partorito per tamponare maldestramente l’esito del voto contrario che ha respinto l’ormai celebre proposta del programma costruttivo di 140 alloggi “agevolati-convenzionati” in cambio della possibilità di edificare in verde agricolo, saturando per i prossimi anni l’intera volumetria prevista per l’edilizia economica e popolare, dell’esenzione dagli oneri concessori e, infine, di due caserme.
Come è noto, per la sua approvazione sarebbero infatti stati necessari 14 voti favorevoli, numero la cui esistenza, come è stato definitivamente chiarito nella seduta, è indisponibile, tranne che – forse – nella fervida immaginazione di qualche esponente della maggioranza e dell’amministrazione. Così, in mancanza di questi 14 voti, appare evidente che la proposta si intenda respinta. Tuttavia, il presidente del consiglio – dopo avere tentato di boicottare la votazione prima del suo svolgimento – ha sostenuto che il voto sarebbe nullo perché mancava il quorum necessario, ovvero 14 presenti. Ma se all’inizio della seduta l’aula era gremita di consiglieri, cosa è successo nel frattempo? Semplice: mentre si profilava chiaramente l’assenza del numero di voti necessario all’approvazione, alcuni colleghi di maggioranza hanno pensato bene di dileguarsi prima della votazione, avvenuta alla presenza di soli 12 consiglieri (8 dei quali seduti ai banchi dell’opposizione). In assenza della “maggioranza qualificata” prevista dalla legge per questo genere di argomenti, il presidente coniava il neologismo amministrativo della “minoranza non qualificata”, che ne rappresenterebbe il naturale antonimo.
Certo, il tentativo del presidente Longo si potrebbe assimilare a una forma di accanimento, tanto pernicioso da voler sminuire un atto di un consiglio comunale liberamente espresso con un voto palesemente contrario. Ma è tutt’altro che solitario, come rivela il comunicato diffuso oggi dall’amministrazione, che si richiama ai motivi di sicurezza per riproporre l’inderogabile necessità delle due caserme di Lipari e Panarea (c’è da chiedersi perché si dimentichi di Filicudi, allora, dove i militari sono ospitati in una situazione alquanto precaria, od Alicudi, dove non ce ne sono affatto). È molto facile addurre tali motivazioni, oggi, tralasciando di chiarire il costo reale ed effettivo dell’intera operazione per la comunità, o di ammettere la propria incapacità di ottenere dalla Commissione per la sicurezza – dove il sindaco siede da tempo – misure concrete, come l’immediata revoca dei soggiorni obbligati assegnati al nostro territorio comunale. Respingere la proposta di un programma costruttivo da 140 alloggi così come prospettato non significa non volere un miglioramento o un potenziamento della qualità nella logistica delle forze dell’ordine, ma semplicemente che non è questa la strada che il consiglio intende percorrere.
In ogni caso, l’introduzione del concetto di “minoranza non qualificata” sembra davvero uno stratagemma dell’ultimora, escogitato per uscire da una sconfitta imbarazzante – ricordo che l’argomento ha dominato le sedute del consiglio e delle commissioni consiliari per almeno un anno – simulando finta indifferenza. Piuttosto, parlerei di “maggioranza squalificante”, quella che finalmente si congeda dalla cittadinanza dopo cinque anni di sostegno a un’amministrazione inconsistente, defilandosi silenziosamente dall’aula consiliare invece di affrontare con serenità e coerenza una questione importante per il futuro del nostro paese.
Cordialmente
Pietro Lo Cascio, consigliere comunale di Sinistra Ecologia Libertà
La seduta straordinaria del consiglio comunale dello scorso 27 gennaio è stata teatro di un interessante caso di “interpretazione creativa” del regolamento, partorito per tamponare maldestramente l’esito del voto contrario che ha respinto l’ormai celebre proposta del programma costruttivo di 140 alloggi “agevolati-convenzionati” in cambio della possibilità di edificare in verde agricolo, saturando per i prossimi anni l’intera volumetria prevista per l’edilizia economica e popolare, dell’esenzione dagli oneri concessori e, infine, di due caserme.
Come è noto, per la sua approvazione sarebbero infatti stati necessari 14 voti favorevoli, numero la cui esistenza, come è stato definitivamente chiarito nella seduta, è indisponibile, tranne che – forse – nella fervida immaginazione di qualche esponente della maggioranza e dell’amministrazione. Così, in mancanza di questi 14 voti, appare evidente che la proposta si intenda respinta. Tuttavia, il presidente del consiglio – dopo avere tentato di boicottare la votazione prima del suo svolgimento – ha sostenuto che il voto sarebbe nullo perché mancava il quorum necessario, ovvero 14 presenti. Ma se all’inizio della seduta l’aula era gremita di consiglieri, cosa è successo nel frattempo? Semplice: mentre si profilava chiaramente l’assenza del numero di voti necessario all’approvazione, alcuni colleghi di maggioranza hanno pensato bene di dileguarsi prima della votazione, avvenuta alla presenza di soli 12 consiglieri (8 dei quali seduti ai banchi dell’opposizione). In assenza della “maggioranza qualificata” prevista dalla legge per questo genere di argomenti, il presidente coniava il neologismo amministrativo della “minoranza non qualificata”, che ne rappresenterebbe il naturale antonimo.
Certo, il tentativo del presidente Longo si potrebbe assimilare a una forma di accanimento, tanto pernicioso da voler sminuire un atto di un consiglio comunale liberamente espresso con un voto palesemente contrario. Ma è tutt’altro che solitario, come rivela il comunicato diffuso oggi dall’amministrazione, che si richiama ai motivi di sicurezza per riproporre l’inderogabile necessità delle due caserme di Lipari e Panarea (c’è da chiedersi perché si dimentichi di Filicudi, allora, dove i militari sono ospitati in una situazione alquanto precaria, od Alicudi, dove non ce ne sono affatto). È molto facile addurre tali motivazioni, oggi, tralasciando di chiarire il costo reale ed effettivo dell’intera operazione per la comunità, o di ammettere la propria incapacità di ottenere dalla Commissione per la sicurezza – dove il sindaco siede da tempo – misure concrete, come l’immediata revoca dei soggiorni obbligati assegnati al nostro territorio comunale. Respingere la proposta di un programma costruttivo da 140 alloggi così come prospettato non significa non volere un miglioramento o un potenziamento della qualità nella logistica delle forze dell’ordine, ma semplicemente che non è questa la strada che il consiglio intende percorrere.
In ogni caso, l’introduzione del concetto di “minoranza non qualificata” sembra davvero uno stratagemma dell’ultimora, escogitato per uscire da una sconfitta imbarazzante – ricordo che l’argomento ha dominato le sedute del consiglio e delle commissioni consiliari per almeno un anno – simulando finta indifferenza. Piuttosto, parlerei di “maggioranza squalificante”, quella che finalmente si congeda dalla cittadinanza dopo cinque anni di sostegno a un’amministrazione inconsistente, defilandosi silenziosamente dall’aula consiliare invece di affrontare con serenità e coerenza una questione importante per il futuro del nostro paese.
Cordialmente
Pietro Lo Cascio, consigliere comunale di Sinistra Ecologia Libertà
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