Gentile direttore,
pensavo che segnalare una disfunzione al
Call Center della Ustica Lines fosse sufficiente per una correzione
della stessa o comunque a riceverne una risposta; così non e' stato per
cui mi rivolgo a Te.
L'aliscafo delle ore 7,50 Lipari-Milazzo arriva
equi ndi parte sistematicamente in ritardo rendendo impossibile la
coincidenza del Giuntabus per Messina. Altrettanto dicasi della corsa
delle ore 13,50
Messina-Lipari.Grazie per l'ospitalita'
Venanzio Iacolino
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sabato 12 maggio 2012
Tra Europa e Africa spunta la micro-placca siculo-iblea È la responsabile dei maggiori terremoti avvenuti nella Sicilia orientale
Individuata dai ricercatori della sezione di Catania dell’Ingv
I confini della placca Siculo Iblea (Ingv Catania)
MILANO - Stretta in una morsa fra la grande placca
euroasiatica e quella africana, si è delineata una placca minore che i
geofisici hanno battezzato «blocco siculo-ibleo». Essa comprende gran
parte della Sicilia e dei mari circostanti, fa parte della placca
africana, ma ha una sua dinamica peculiare, ed è responsabile dei grandi
terremoti cui va soggetta la Sicilia. La descrizione di questa unità
geodinamica è merito di un numeroso gruppo di ricercatori dell’Istituto
nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e delle università di
Catania e Napoli, il cui lavoro sta per essere pubblicato sulla
prestigiosa rivista internazionale Journal of Geophysical Research (Gps velocity and strain fields in Sicily and southern Calabria, Italy: updated geodetic constraints on tectonic block interaction in the central Mediterranean).
MICRO-PLACCA - Il geofisico Mimmo Palano, della sezione di Catania dell’Ingv, primo firmatario del lavoro, ci ha raccontato il lungo studio che ha portato a definire i confini e i movimenti della micro-placca siculo-iblea. «Da diversi anni sono installate sul territorio numerose stazioni Gps, che permettono di ricostruire i lenti movimenti della crosta terrestre dovuti alla dinamica delle placche», premette Palano. «Grazie ai dati raccolti negli ultimi 18 anni dalle reti Gps della Sicilia, delle isole circostanti e della Calabria, e all’analisi dei terremoti verificatisi nella medesima area, abbiamo potuto meglio comprendere i cosiddetti domini deformativi e i blocchi che caratterizzano questa cruciale zona di convergenza fra la placca africana e quella euroasiatica».
I vettori di spostamento annuo misurati nelle varie stazioni Gps in Sicilia (Ingv Catania)
UNITÀ MINORI - Quando sui media
si legge della convergenza fra la placca africana e quella euroasiatica,
precisando che la prima avanza e s’immerge sotto la seconda, sembra che
i due grandi blocchi interagiscano in maniera compatta. Invece, nella
zona di collisione, si sono create una serie di unità minori, animate da
una dinamica più articolata rispetto alla semplificazione della
convergenza africana da sud. Lo studio di Palano e collaboratori si è
focalizzato nel teatro siciliano dello scontro geologico fra le due
grandi placche, in un’area cruciale per la geologia del Mediterraneo
centrale.
CONFINI - «Sotto il profilo
strettamente geografico, i confini del blocco siculo-ibleo si possono
così definire», prosegue Palano. «A nord c’è una linea che corre nel mar
Tirreno, più o meno parallelamente alla costa settentrionale siciliana,
passando sotto Ustica e intercettando le isole Eolie. Al di sopra di
questa linea c’è un altro dominio geodinamico, il blocco tirrenico, che
fa parte della placca europea. A est il confine del blocco siculo-ibleo
va dalle Eolie, passando per il messinese e per la costa ionica
siciliana, giù fino al Canale di Sicilia, all’altezza dell’isola di
Malta. Lungo questo confine orientale il blocco siculo-ibleo fronteggia
un altro dominio geodinamico, chiamato il blocco calabro-ionico,
appartenente alla placca africana. A sud, il confine del blocco
siculo-ibleo attraversa il Canale di Sicilia, parallelamente alla costa
meridionale siciliana, più o meno dall’isola di Malta fino al largo
delle isole Egadi. Semplificando, il blocco siculo-ibleo ha la forma di
un grande cuneo, con l’apice rivolto a ovest, che ricalca la forma
triangolare della Sicilia, includendo tuttavia una consistente fetta dei
mari circostanti».
SPOSTAMENTI - Dal punto di vista dinamico, i movimenti del blocco siculo-ibleo variano da zona a zona e sono studiati grazie ai vettori di spostamento annuale forniti dalle stazioni Gps. Considerando questi spostamenti rispetto alla placca euroasiatica, si vede che in Sicilia occidentale la crosta terrestre si sposta verso nord-nord-ovest di circa mezzo centimetro l’anno; tra Palermo e Cefalù lo spostamento è verso nord di circa un centimetro l’anno. Ma a Ustica, alla distanza di appena 60 km dirimpetto a Palermo, il movimento verso nord quasi si annulla, riducendosi ad appena un millimetro. Nella zona Eolie-Peloritani-Messina, la crosta si muove verso nord-nord-est al ritmo di un centimetro l’anno. Infine, tra l’Etna e i monti Iblei, e poi più giù fino a Malta, si registrano spostamenti di circa un centimetro l’anno in direzione nord-nord-ovest.
TENSIONI - Tutti questi movimenti, così differenziati nei tassi annuali e negli orientamenti, sono all’origine di quelle strutture tettoniche che si esprimono in corrugamenti, faglie (o fratture) della crosta terrestre, oltre che in accumuli di tensioni generatrici di terremoti. Lungo il confine usticese del blocco siculo-ibleo c’è un prevalente regime compressivo, con la formazione di faglie responsabili di frequenti terremoti che, in genere, hanno magnitudo moderata. Sul versante messinese e ionico il quadro peggiora nettamente. Qui gli studiosi avevano da tempo individuato una grande faglia denominata Eolie-Tindari-Letojanni ritenuta come la linea di «strappo» del blocco calabro-ionico, al di sotto del quale si consuma la subduzione (sprofondamento) della placca africana sotto a quella euroasiatica.
DINAMICA - Ora Palano e collaboratori avanzano l’ipotesi che questa faglia non si fermi a Letojanni (sulla costa ionica) ma prosegua in mare, raccordandosi a un altro sistema di fratture sottomarine noto come la scarpata ibleo-maltese. All’interazione fra i due blocchi siculo-ibleo e calabro-ionico si possono attribuire sia la genesi dei vulcani eoliani che i grandi terremoti storici della Sicilia orientale, come quelli della val di Noto del 1693 e di Messina del 1908. «Mettendo tutto insieme», riassumono Palano e Luigi Ferranti, «il blocco siculo-ibleo appare intrappolato nella dinamica di collisione tra la placca africana e quella euroasiatica e soggetto a un movimento complessivo laterale verso nord-pvest, con il risultato che lungo tutti e tre i sui confini si originano zone esposte al rischio sismico. Ma non c’è dubbio che i terremoti più forti di tutta l'area siciliana avvengano lungo il bordo orientale dell'area Iblea.
TERREMOTI E TSUNAMI - Ricordiamo che il terremoto del 1693, e prima ancora un altro avvenuto nel 1169, sono considerati tra i più violenti e distruttivi della storia sismica italiana. In particolare le due scosse del 9 e 11 gennaio 1693 furono talmente violente da devastare l’intera Sicilia sud-orientale, radendo al suolo molti centri abitati. A posteriori si è valutato che la magnitudo massima raggiunse i 7,5 gradi Richter. I danni si estesero sino a Palermo, alla Calabria meridionale e a Malta e la scossa maggiore fu fortemente avvertita anche in Tunisia. Fonti storiche e ricerche recenti sul campo, condotte dal team del professor Carmelo Monaco (Università degli studi di Catania), evidenziano come entrambi gli eventi siano stati accompagnati da un imponente tsunami che flagellò le aree costiere di tutta la Sicilia sud-orientale. Da non dimenticare che, in tempi più recenti, nella stessa parte della Sicilia, esattamente a Carlentini, il 13 dicembre 1990 si è abbattuto un terremoto di magnitudo 5,6 che ha provocato 17 morti e oltre 15 mila senza tetto. Un monito per gli amministratori locali che non devono mai perdere di vista l’applicazione rigorosa delle norme antisismiche, unica difesa preventiva dagli effetti devastanti dei terremoti.
Franco Foresta Martin
Tra Europa e Africa spunta
la micro-placca siculo-iblea
la micro-placca siculo-iblea
È la responsabile dei maggiori terremoti avvenuti nella Sicilia orientale
MICRO-PLACCA - Il geofisico Mimmo Palano, della sezione di Catania dell’Ingv, primo firmatario del lavoro, ci ha raccontato il lungo studio che ha portato a definire i confini e i movimenti della micro-placca siculo-iblea. «Da diversi anni sono installate sul territorio numerose stazioni Gps, che permettono di ricostruire i lenti movimenti della crosta terrestre dovuti alla dinamica delle placche», premette Palano. «Grazie ai dati raccolti negli ultimi 18 anni dalle reti Gps della Sicilia, delle isole circostanti e della Calabria, e all’analisi dei terremoti verificatisi nella medesima area, abbiamo potuto meglio comprendere i cosiddetti domini deformativi e i blocchi che caratterizzano questa cruciale zona di convergenza fra la placca africana e quella euroasiatica».
SPOSTAMENTI - Dal punto di vista dinamico, i movimenti del blocco siculo-ibleo variano da zona a zona e sono studiati grazie ai vettori di spostamento annuale forniti dalle stazioni Gps. Considerando questi spostamenti rispetto alla placca euroasiatica, si vede che in Sicilia occidentale la crosta terrestre si sposta verso nord-nord-ovest di circa mezzo centimetro l’anno; tra Palermo e Cefalù lo spostamento è verso nord di circa un centimetro l’anno. Ma a Ustica, alla distanza di appena 60 km dirimpetto a Palermo, il movimento verso nord quasi si annulla, riducendosi ad appena un millimetro. Nella zona Eolie-Peloritani-Messina, la crosta si muove verso nord-nord-est al ritmo di un centimetro l’anno. Infine, tra l’Etna e i monti Iblei, e poi più giù fino a Malta, si registrano spostamenti di circa un centimetro l’anno in direzione nord-nord-ovest.
TENSIONI - Tutti questi movimenti, così differenziati nei tassi annuali e negli orientamenti, sono all’origine di quelle strutture tettoniche che si esprimono in corrugamenti, faglie (o fratture) della crosta terrestre, oltre che in accumuli di tensioni generatrici di terremoti. Lungo il confine usticese del blocco siculo-ibleo c’è un prevalente regime compressivo, con la formazione di faglie responsabili di frequenti terremoti che, in genere, hanno magnitudo moderata. Sul versante messinese e ionico il quadro peggiora nettamente. Qui gli studiosi avevano da tempo individuato una grande faglia denominata Eolie-Tindari-Letojanni ritenuta come la linea di «strappo» del blocco calabro-ionico, al di sotto del quale si consuma la subduzione (sprofondamento) della placca africana sotto a quella euroasiatica.
DINAMICA - Ora Palano e collaboratori avanzano l’ipotesi che questa faglia non si fermi a Letojanni (sulla costa ionica) ma prosegua in mare, raccordandosi a un altro sistema di fratture sottomarine noto come la scarpata ibleo-maltese. All’interazione fra i due blocchi siculo-ibleo e calabro-ionico si possono attribuire sia la genesi dei vulcani eoliani che i grandi terremoti storici della Sicilia orientale, come quelli della val di Noto del 1693 e di Messina del 1908. «Mettendo tutto insieme», riassumono Palano e Luigi Ferranti, «il blocco siculo-ibleo appare intrappolato nella dinamica di collisione tra la placca africana e quella euroasiatica e soggetto a un movimento complessivo laterale verso nord-pvest, con il risultato che lungo tutti e tre i sui confini si originano zone esposte al rischio sismico. Ma non c’è dubbio che i terremoti più forti di tutta l'area siciliana avvengano lungo il bordo orientale dell'area Iblea.
TERREMOTI E TSUNAMI - Ricordiamo che il terremoto del 1693, e prima ancora un altro avvenuto nel 1169, sono considerati tra i più violenti e distruttivi della storia sismica italiana. In particolare le due scosse del 9 e 11 gennaio 1693 furono talmente violente da devastare l’intera Sicilia sud-orientale, radendo al suolo molti centri abitati. A posteriori si è valutato che la magnitudo massima raggiunse i 7,5 gradi Richter. I danni si estesero sino a Palermo, alla Calabria meridionale e a Malta e la scossa maggiore fu fortemente avvertita anche in Tunisia. Fonti storiche e ricerche recenti sul campo, condotte dal team del professor Carmelo Monaco (Università degli studi di Catania), evidenziano come entrambi gli eventi siano stati accompagnati da un imponente tsunami che flagellò le aree costiere di tutta la Sicilia sud-orientale. Da non dimenticare che, in tempi più recenti, nella stessa parte della Sicilia, esattamente a Carlentini, il 13 dicembre 1990 si è abbattuto un terremoto di magnitudo 5,6 che ha provocato 17 morti e oltre 15 mila senza tetto. Un monito per gli amministratori locali che non devono mai perdere di vista l’applicazione rigorosa delle norme antisismiche, unica difesa preventiva dagli effetti devastanti dei terremoti.
Franco Foresta Martin
Auguri a...
Gli auguri oggi sono per Rosaria Corda
Volete fare gli auguri ai vostri cari? Inviateceli. Raccomandiamo solo di farlo con qualche giorno in anticipo. L'indirizzo a cui spedirli è s.sarpi@libero.it
N.B. Gli auguri (di qualunque genere) con le foto sono a pagamento (vedi tariffario in alto a questa pagina), così come gli auguri (anche senza foto) che non siano di Buon Compleanno.
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Accadde un anno fa (Rubrica)
Vi proponiamo una rubrica che, attraverso articoli pubblicati su Eolienews, vi porterà a "rivivere" qualcosa di quanto accaduto nello stesso giorno, l'anno precedente
Consiglio comunale di Lipari. Fumata nera anche per la riunione sul PRG
(12.05.2011) Salta la riunione del consiglio comunale di Lipari sul piano regolatore. Anche oggi (ma ormai è quasi una costante) il civico consesso non è riuscito a riunirsi per mancanza del numero legale. In aula erano presenti solo otto consiglieri. Ha, ovviamente, pesato l'assensa della maggioranza. I lavori sono stati presieduti dal consigliere anziano, Bartolo Lauria. Se ne riparlerà domani, sempre alle 16, quando basteranno solo otto consiglieri.
Lipari: arrestata dai Carabinieri una persona per detenzione di sostanze stupefacenti nell’ambito dell’operazione “DOBERMAN”.
COMUNICATO STAMPA COMANDO PROVINCIALE
Nella tarda mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Lipari, unitamente ai militari della Compagnia di Milazzo, nel corso delle attività relative all’esecuzione del provvedimento cautelare a carico dei cinque soggetti arrestati nell’ambito dell’operazione “DOBERMAN”, hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione di Mirabito Simone cl. 1990.
Nella tarda mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Lipari, unitamente ai militari della Compagnia di Milazzo, nel corso delle attività relative all’esecuzione del provvedimento cautelare a carico dei cinque soggetti arrestati nell’ambito dell’operazione “DOBERMAN”, hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione di Mirabito Simone cl. 1990.
L’attività condotta dai Carabinieri all’interno dell’abitazione che il citato
Mirabito occupa unitamente alla propria convivente CINCOTTA Caterina cl. 1992,
ha consentito di rinvenire, abilmente occultata, della sostanza stupefacente
del tipo “Marijuana” e “Hashish”, per complessivi grammi 130.
Stante la flagranza di reato, la citata
CINCOTTA Caterina veniva tratta in arresto per detenzione in concorso di sostanza stupefacente.
La droga, dopo essere stata repertata,
sarà trasmessa ai laboratori del RIS Carabinieri di Messina per le analisi
qualitative e quantitative.
La donna, dopo le formalità di rito, su
disposizione del Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Barcellona
P.G., veniva condotta presso la propria abitazione in regime di arresti
domiciliari.
venerdì 11 maggio 2012
ACCADDE UN ANNO FA (RUBRICA)
Vi proponiamo una rubrica che, attraverso articoli pubblicati su Eolienews, vi porterà a "rivivere" qualcosa di quanto accaduto nello stesso giorno, l'anno precedente
NUOVO COMANDANTE AL DISTACCAMENTO FORESTALE DI LIPARI
Il giorno
11 maggio 2011 si è insediato il nuovo Comandante del Distaccamento
Forestale di Lipari, si tratta dell’Ispettore Superiore Forestale
Domenico SCHEPIS proveniente dal Distaccamento Forestale di Barcellona
P.G. che prende il posto del Commissario Forestale Carmelo MAIELI in
quiescenza dal mese di Aprile.
L’ Ispettore Schepis ha già prestato servizio a Vulcano, collaborando con Maieli in diverse operazioni eseguite nelle Eolie.
Un consiglio al nuovo Sindaco: ripristini l’incompatibilità fra Giunta e Consiglio comunale (di Michele Giacomantonio)
Dopo
il brillante successo elettorale, per il nuovo Sindaco si apre una fase
difficile che riguarda l’insediamento e soprattutto la formazione della squadra
con cui dovrà amministrare. Siamo convinti
che Marco Giorgianni saprà scegliere con saggezza e ponderazione i
componenti della Giunta ma forse è importante partecipargli alcuni consigli e
considerazioni che derivano dall’esperienza. La nuova legge elettorale ha
abolito l’incompatibilità fra consigliere comunale e membro di giunta.
Sinceramente mi sembra un errore perché inficia quella sana dialettica fra
organi di gestione ed organi di indirizzo e di controllo che il legislatore del
1993 aveva voluto introdurre ma può avere l’effetto di produrre guasti gravi
soprattutto quando il Sindaco non fa parte del Consiglio Comunale come nel
nostro caso. Il rischio più
significativo è legato alle funzioni. La Giunta, che deve rispondere totalmente
e solamente al Sindaco, deve assumere ogni giorno responsabilità esecutive
mentre il Consigliere Comunale ha, nelle funzioni di indirizzo e controllo, una
prospettiva più di lungo periodo. L’assessore che è anche consigliere viene ad
essere ad un tempo controllore e controllato mentre il Sindaco rimane sempre e
solo controllato. Controllato dal Consiglio ma anche di parte ( o anche di tutta
se tutti gli assessori fossero ad un tempo consiglieri comunali)
della Giunta. Una situazione
paradossale che qualche volta potrebbe portare l’Assessore -Consigliere
persino in conflitto con lo stesso
Sindaco. Questo che è vero per qualsiasi assessore è tanto più vero per il vice
Sindaco che dovrebbe essere l’alter ego del Sindaco, l’uomo in cui il primo
cittadino deve riporre la massima fiducia e che invece, giocando sul doppio
ruolo, potrebbe essere tentato di assumere un ruolo di preminenza.
Ma la
legge non dice che il consigliere nominato assessore deve rimanere per forza
tale. Dice solo che può non dimettersi. Ed allora, questo è il mio consiglio, il
Sindaco riproponga con forza e chiarezza questa incompatibilità che ha lo scopo
di rafforzare la sua Giunta anche sotto l’aspetto della disponibilità:chi vi
entra deve garantire un impegno totale, preminente anche nei confronti della
propria attività professionale. E lo ripeto, anche sotto questo aspetto, il
ragionamento vale per tutti ma soprattutto per il vice Sindaco che non può
configurarsi assolutamente come un ruolo
part-time
Lo Cascio: Un ringraziamento e qualche considerazione
La
campagna per le amministrative è appena conclusa ed è ormai tempo di passare
oltre, ma vorrei esprimere alcune considerazioni. Le prime riguardano i toni
della campagna stessa; se a qualcuno è apparsa priva di passione, a mio modesto
avviso ha invece recuperato i pregi di un confronto sereno, pur se con qualche
eccezione, che agevola la valutazione dei contenuti piuttosto che quella della
potenza vocale o della capacità di elaborare insulti; certamente, la vicenda
poco edificante del voto fotografato nella cabina da un elettore – sulla quale
intendo andare a fondo – rivela la persistenza di fenomeni illegali e
anti-democratici dei quali, purtroppo, si fa fatica a liberarsi, persino in una
piccola comunità come quella eoliana.
In
merito ai risultati, va detto che in un paese certamente non incline a un voto
“di sinistra”, la nostra lista – che contava appena 15 candidati, la maggior
parte dei quali alla prima esperienza elettorale – ha superato il quorum minimo,
raggiungendo il 5.31%: anche se in parecchi abbiamo creduto o sperato in
qualcosa di più, si tratta di un dato certamente soddisfacente, che ci ha garantito
una presenza in consiglio comunale e ci sprona a un impegno sempre maggiore, coerente
con il nostro programma e rivolto in particolare alle comunità delle isole
periferiche, ai temi del lavoro, dell’ambiente, della partecipazione, dei
diritti sociali e di quelli civili – sempre più spesso calpestati da uno stato
e da una regione indifferenti ai problemi insulari – e della qualità della nostra
vita. Da questi punti deve ripartire La Sinistra, senza gli indugi che hanno forse rallentato
la fase iniziale della nostra esperienza, per rafforzare il suo ruolo quale
punto di riferimento critico e lucido, fatto di onestà intellettuale ma anche
di chiarezza di metodo e di una visione a lungo termine, che ritengo abbia
costituito il tratto distintivo più evidente della nostra proposta politica. E
dobbiamo ripartire innanzitutto dai nostri errori, perché gli errori sono
inevitabili, cercando di essere più incisivi e determinati laddove – soprattutto
per problemi di tempo o di organizzazione – non abbiamo saputo comunicare in
maniera nitida i contorni delle Eolie che volevamo, e che vogliamo.
Al
nuovo sindaco e alla sua giunta, supportati da una larga maggioranza consiliare,
rivolgo auguri sinceri; il nostro supporto costruttivo non mancherà di fronte a
proposte e a progetti che mirano a un reale miglioramento della vita del paese,
pur nel rispetto del ruolo che l’elettorato ci ha assegnato e che ci colloca in
posizione minoritaria, al di fuori della compagine amministrativa.
Ringrazio
coloro che mi hanno accordato la loro fiducia come candidato a sindaco, nella
consapevolezza che una vittoria era al di là delle plausibili aspettative; considero
questi voti, più trasversali rispetto a quelli conseguiti dalla lista, un
riconoscimento alla sostenibilità e alla lungimiranza delle nostre proposte, ma
anche al linguaggio e al metodo con il quale le abbiamo illustrate alla comunità.
Per questo motivo mi ritengo onorato dal consenso di più di quattrocento
elettori: forse un piccolo numero, ma sicuramente un’espressione di una reale
esigenza di innovazione, e dunque una grande sfida, che sarebbe stolto ignorare
o trascurare; in ogni caso, un risultato impensabile senza la qualità – umana e
politica – della squadra di assessori designati e di candidati al consiglio, di
coloro che hanno “messo la faccia” in un progetto coraggioso, solido, ma
accompagnato anche da una nota di poesia, che non guasta, perché la politica
può essere molto meno arida di quanto spesso appaia. Un ultimo pensiero va al
formidabile gruppo che ha saputo colorare di simpatia e di entusiasmo una
campagna elettorale imperniata sul rispetto verso le posizioni altrui e
sull’amore per la verità: giovani come Sara, Rosellina, Francesca, Chiara,
Consuelo, Denise, Matteo, Michelangelo, e gli altri, donne e gli uomini di ogni
età, che hanno messo a disposizione generosamente il loro tempo, le loro idee,
la loro contagiosa fiducia; non troverò
mai parole sufficienti per dichiarare la gratitudine e l’orgoglio di avere dato
voce alla loro speranza, condivisa, di una Lipari diversa e migliore.
Pietro
Lo Cascio
Motobarca per raggiungere Vulcano in occasione della processione di domenica
Gentile direttore,
si porta a conoscenza che la Parrocchia SS. Angeli di vulcano in occasione della festa di Domenica ha messo a disposizione delle
persone di Lipari che vogliono parteciparvi la motobarca Aliante che porterà le persone a Lipari dopo i fuochi pirotecnici.
Per info: 3389192223
Sac. Letterio Raffaele
Gli interroganti di un tempo ci diano adesso le risposte... ma non fra 5 anni
Riceviamo da Daniele Corrieri e pubblichiamo:
Caro Direttore,
da amici mi giungono voci di nomi illustri e battaglieri per il ns Comune, di certo per Lei il lavoro diventerà molto più semplice e documentato. Ricordo in particolare le lettere al Sindaco Mariano Bruno: di Lauria, Sardella e in particolar modo Sabatini; lettere che richiedevano chiarimenti di ogni genere, dai nomi dei debitori Tarsu ai debiti degli albergatori, di chiarimenti sui progetti portuali e quant’altro insabbiato. Finalmente a breve gli interroganti saranno i nostri corrispondenti, perché le loro battaglie (perse) diventeranno vittorie, ma soprattutto noi Eoliani sapremo le cose che non si sapevano. Ovviamente diamo il tempo (un mese) che guardino le carte e ci informino di tutto e soprattutto quale iniziative prenderanno per fare un recupero credito a setaccio e che attuino il pagamento anticipato del suolo pubblico. Noi Eoliani siamo consapevoli che soldi al Comune non ne abbiamo, ma essendo intelligenti sappiamo che la nuova amministrazione saprà come risolvere i problemi, di certo non avrà la bacchetta magica ma il buongiorno si vedrà dal mattino. Speriamo che arrivi subito l’alba, anche perché per adesso è notte fonda. Lipari è cambiata??? Parte dell’opposizione è diventata maggioranza, parte dell’attuale opposizione diventerà maggioranza??? Un'ultima curiosità: Il Sindaco uscente Mariano Bruno ha preso pochi voti, addirittura in alcuni seggi zero; capisco il dissenso, capisco che può succedere, ma politicamente qualcosa non mi quadra. Dico politicamente qualcosa non mi quadra essendo inesperto!!! Immagino comunque che il Consigliere Mariano Bruno restituirà pan per focaccia a Sardella, Lauria e Sabatini con interrogazioni su interrogazioni, noi eoliani vedremo questi scolaretti come risponderanno. Di certo Sabatini, Lauria e Sardella si sono fatti le domande e ci, e si daranno risposta; magari Mariano Bruno farà le sue domande e le risposte le avrà fra 5 anni??? A Lipari può succedere anche questo. Mi congratulo con i Consiglieri uscenti che sono rientrati (mamma Mia quantu sunnu), mi congratulo con il nuovo Sindaco che vuole vincere una sfida quasi impossibile (comune devastato), mi congratulo anticipatamente con Sardella, Lauria e Sabatini che renderanno pubbliche le risposte mai avute. MI raccomando non fate passare troppo tempo . . . non vogliamo pensare male!!!
Caro Direttore,
da amici mi giungono voci di nomi illustri e battaglieri per il ns Comune, di certo per Lei il lavoro diventerà molto più semplice e documentato. Ricordo in particolare le lettere al Sindaco Mariano Bruno: di Lauria, Sardella e in particolar modo Sabatini; lettere che richiedevano chiarimenti di ogni genere, dai nomi dei debitori Tarsu ai debiti degli albergatori, di chiarimenti sui progetti portuali e quant’altro insabbiato. Finalmente a breve gli interroganti saranno i nostri corrispondenti, perché le loro battaglie (perse) diventeranno vittorie, ma soprattutto noi Eoliani sapremo le cose che non si sapevano. Ovviamente diamo il tempo (un mese) che guardino le carte e ci informino di tutto e soprattutto quale iniziative prenderanno per fare un recupero credito a setaccio e che attuino il pagamento anticipato del suolo pubblico. Noi Eoliani siamo consapevoli che soldi al Comune non ne abbiamo, ma essendo intelligenti sappiamo che la nuova amministrazione saprà come risolvere i problemi, di certo non avrà la bacchetta magica ma il buongiorno si vedrà dal mattino. Speriamo che arrivi subito l’alba, anche perché per adesso è notte fonda. Lipari è cambiata??? Parte dell’opposizione è diventata maggioranza, parte dell’attuale opposizione diventerà maggioranza??? Un'ultima curiosità: Il Sindaco uscente Mariano Bruno ha preso pochi voti, addirittura in alcuni seggi zero; capisco il dissenso, capisco che può succedere, ma politicamente qualcosa non mi quadra. Dico politicamente qualcosa non mi quadra essendo inesperto!!! Immagino comunque che il Consigliere Mariano Bruno restituirà pan per focaccia a Sardella, Lauria e Sabatini con interrogazioni su interrogazioni, noi eoliani vedremo questi scolaretti come risponderanno. Di certo Sabatini, Lauria e Sardella si sono fatti le domande e ci, e si daranno risposta; magari Mariano Bruno farà le sue domande e le risposte le avrà fra 5 anni??? A Lipari può succedere anche questo. Mi congratulo con i Consiglieri uscenti che sono rientrati (mamma Mia quantu sunnu), mi congratulo con il nuovo Sindaco che vuole vincere una sfida quasi impossibile (comune devastato), mi congratulo anticipatamente con Sardella, Lauria e Sabatini che renderanno pubbliche le risposte mai avute. MI raccomando non fate passare troppo tempo . . . non vogliamo pensare male!!!
COM. STAMPA | “STABILIZZAZIONE VERA, DEFINITIVA, SERIA”. A CHIEDERLO SONO I PRECARI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CHE HANNO MANIFESTATO SOTTO LE SEDI DELLE NOVE PREFETTURE SICILIANE. A MESSINA OLTRE 500 I PRECARI
Oltre 500 lavoratori precari sotto la Prefettura di Messina per
chiedere stabilizzazione vera, definitiva, seria. Una protesta, quella dei
lavoratori impegnati delle Pubbliche Amministrazioni siciliane, che oggi le
Federazioni del Pubblico Impiego di Cgil, Cisl e Uil hanno promosso sotto le
sedi delle nove Prefetture dell’Isola. A Messina presente il segretario
generale della Cisl Funzione Pubblica Sicilia, Angelo Fullone.
Le
Segreterie Regionali CGIL FP, CISL FP e UIL FPL – in una nota congiunta -
esprimono profonda preoccupazione, soprattutto alla luce delle recenti
pronunzie della Corte dei Conti sui processi di stabilizzazione del personale
precario nelle pubbliche amministrazioni e le motivazioni addotte
nell’impugnativa del Commissario dello Stato ai disegni di legge elaborati dal
Governo e dalla classe politica siciliana, che aggravano un quadro normativo
già fortemente complesso ed allarmano i lavoratori precari che garantiscono
servizi fondamentali ai cittadini.
Durante
il sit-in di protesta una delegazione delle rappresentanze sindacali è stata ricevuta
dal Prefetto di Messina, Francesco Alecci, al quale è stato consegnato un
documento con il quale i sindacati e i lavoratori precari:
- Rivendicano una riorganizzazione della pubblica amministrazione in
Sicilia, scevra da sperperi e, attraverso il pieno apporto professionale del
personale precario utilizzato, tesa unicamente a garantire ed ampliare i
servizi da offrire ai cittadini;
- Ritengono che gli errori, i ritardi e le omesse applicazioni di
precedenti normative, perpetrati negli anni dalla classe politica siciliana,
non possono e non debbano ricadere sulle spalle dei lavoratori e delle loro
famiglie, che
da oltre vent’anni sono impegnati in posizioni di lavoro strategici delle
amministrazioni, ed oggi posti a serio rischio.
- Considerano discriminatoria ed iniqua l’esclusione dai processi di stabilizzazione di questi lavoratori
rispetto ai processi analoghi avviati e conclusi positivamente sia in campo
nazionale che regionale.
- Auspicano un percorso, in tempi certi, orientato alla
stabilizzazione di questi lavoratori, integrato in un processo di
razionalizzazione e valorizzazione generale delle risorse umane all'interno
delle amministrazioni pubbliche.
- Chiedono risposte concrete, non ulteriori proroghe ed illusori tentativi di
mitici percorsi di stabilizzazione, operate dal Governo regionale e dalla
classe politica siciliana, ma interventi che regolarizzino concretamente la condizione di lavoro di questi precari
ultraventennali.
- Reputano indispensabile una sinergia
d’intenti e di risorse da parte del Governo Centrale, del Governo Regionale e
delle stesse Amministrazioni Locali al fine di porre realmente fine alla
ventennale vertenza del precariato in Sicilia;
- Non chiedono
risorse aggiuntive alla finanza
pubblica, nella considerazione che non si tratta di nuove assunzioni, ma una soluzione condivisa con il
governo regionale al fine di poter continuare a rendere i servizi essenziali ai
cittadini.
- Non vogliono immaginare uno scenario in cui, da una parte, questi
lavoratori vengano estromessi dal posto di lavoro, e dall’altra parte, gli Enti
si trovino nella impossibilità di continuare a garantire i servizi ai
cittadini.
- Chiedono a S.E. il Prefetto che si faccia latore del documento allegato al
Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro del Lavoro, affinché
possano rimuovere gli ostacoli e gli impedimenti di legge alle procedure di
stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione in Sicilia, anche con disposizioni derogatorie rispetto alle normali procedure di
assunzione, tenendo conto della loro
specificità giuridica, lavorativa e sociale.
Maya, ecco la verità sulla fine del mondo
Il piu' antico calendario Maya e' stato scoperto nella stanza di un tempio in Guatemala e non fornisce alcun indizio sulla famigerata profezia della fine del mondo il 21 dicembre del 2012. E' quanto hanno scoperto nel complesso archeologico di Xultun gli archeologi guidati da William Saturno della Boston University, che hanno pubblicato la ricerca su Science.
Domenica a Vulcano si festeggia la Madonna di Pompei
Gentile Direttore,
la Parrocchia SS.Angeli Custodi di Vulcano ha organizzato per Domenica 13 Maggio la festa della
Sabato alle ore 21 sul Porto ci sarà un saggio di ballo dei ragazzi della scuola di ballo
Domenica
alle ore 17:30 ci sarà la processione del venerato simulacro per le vie
del Porto con accompagnamento della banda musicale; a seguire la S.Messa presieduta dal Parroco don Lio Raffaele.
Alle 21 sul porto ci sarà la serata danzante con degustazione di dolci offerti dalle famiglie di Vulcano
a conclusione della serata ci saranno i Fuochi pirotecnici.
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