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martedì 18 agosto 2026

E' deceduto il professor D'Amico, amico delle Eolie e degli eoliani. Il cordoglio del Centro Studi Eoliano

È deceduto il professor Davide Francesco D'Amico, chirurgo di fama internazionale e pioniere dei trapianti di fegato, già storico direttore del Dipartimento assistenziale integrato di chirurgia generale e trapianti d'organo dell'Università di Padova.
Il professore D'Amico era anche un grande amico delle Eolie e degli eoliani. Aveva casa a Lipari
Alla famiglia le nostre condoglianze





IL CORDOGLIO DEL CENTRO STUDI EOLIANO 


Principio d'incendio a bordo di una imbarcazione. Tempestivo intervento di Guardia costiera e Vigili del fuoco

 Principio d'incendio stamane, intorno alle 8 e 45, a porto Pignataro a Lipari, nella sala macchine di un "Granchi".  E' intervenuta la Guardia costiera che ha proceduto a trasferire fuori dal porto l'unità onde evitare conseguenze per gli altri natanti in zona. 

Contestualmente con il gommone della squadra navale dei Vigili del fuoco, di stanza a Lipari per tutto agosto, è intervenuta la squadra dei pompieri del distaccamento liparese che ha proceduto a spegnere l'incendio, evitando che si potesse propagare

"Dal rito al patrimonio culturale". Giovedì a Lipari conferenza della dottoressa Rebecca Sabatini


 

Oggi, 18 agosto: Sant'Elena

È impossibile parlare dei primi secoli del Cristianesimo senza ricordare con particolare affetto il nome di S. Elena, della quale si rinvengono notizie contrastanti presso gli storici. Nata in Roma da genitori pagani verso il 250, dimostrò subito eccellentissime doti di ingegno e di bontà d'animo. Divenuta grandicella, per la sua delicatezza e per la sua modestia, piacque al giovane ufficiale Costanzo Cloro, che la volle in sposa, e la condusse seco in Dardania, dove egli era nato e possedeva delle terre. Altri studiosi vogliono sia nata a Drepanum in Bitinia nel golfo di Nicomedia (attuale Turchia); città rinominata in seguito Helenopolis ("città di Elena") in suo onore, dal futuro figlio Costantino, il che ha causato anche l'incerta e successiva interpretazione dell' indicazione di Drepanum come luogo di nascita di Elena stessa.

Nella città di Naisso, nacque da Elena nell'anno 272 Costantino, il grande imperatore che avrebbe data la libertà al Cristianesimo. Quando Cloro venne dal Senato creato Cesare assieme a Galerio per ordine degli imperatori Diocleziano 'e Massimiano, dovette legalmente ripudiare la sua sposa Elena nel 293 per volere di Diocleziano e sposare Teodora, la figliastra dell'imperatore Massimiano, allo scopo di cementare con un matrimonio dinastico l'elevazione di Costanzo a Cesare di Massimiano all'interno della Tetrarchia. Di fatto Elena fu lasciata libera di vivere tranquillamente col figlio Costantino nella quiete della loro villa nell'Illiria.


Quantunque ammirabili e singolari fossero le virtù di Elena durante il governo dell'imperatore suo marito, tuttavia non erano che virtù umane, non essendo ancor cristiana. La grazia però del battesimo non era più lontana. Infatti Costantino suo figlio, proclamato imperatore nel 306, dopo la morte di Costanzo, la chiamò subito presso di sé, conferendole il titolo prestigioso di Augusta, e facendole conoscere il vero Dio. È impossibile dire con quanto fervore Elena si mise a far opere di pietà, quantunque fosse in età di circa sessant'anni; cercò in ogni modo di ricuperare il tempo perduto, edificando coi suoi esempi la chiesa di Dio, che suo figlio cercava di dilatare colla sua autorità.

Avendo Elena largamente a sua disposizione i tesori dell'impero, se ne servì per fare abbondanti elemosine, e per arricchire di vasi e arredi sacri le chiese della cristianità. Dopo il Concilio di Nicea, l'imperatore Costantino si diede con grandissimo slancio a far costruire templi e basiliche al vero Dio, specialmente in Terra Santa. La piissima Elena si assunse l'incarico di curare le costruzioni di Palestina a nome del figlio, recandosi essa stessa sul luogo. Partì per Gerusalemme l'anno 326: e quel viaggio non fu che una continua effusione di elemosine ch'essa andava spargendo a larghe mani ovunque passava e a chiunque ricorreva a lei. Giunta a Gerusalemme, fece tosto gettare a terra il tempio di Venere che era stato edificato sul Calvario dai pagani, che avevano così voluto profanare il luogo della morte e della risurrezione di Gesù. Ivi essa scoprì e ritrovò il S. Sepolcro ed il legno della S. Croce. In processione, col Vescovo di Gerusalemme, la Croce su cui Gesù era morto fu portata nella cattedrale della città.

Dopo questo, Elena si trattenne ancor un po' a Gerusalemme per vedere iniziata la sontuosa basilica fatta da lei erigere sul S. Sepolcro; indi, ordinate le costruzioni di altre chiese sul luogo della nascita e della Crocifissione di Gesù, si preparò per il ritorno. Prima di partire da Gerusalemme volle servire a tavola ella stessa le Vergini che erano ricoverate nel monastero da lei fatto costruire. Ritornata a Roma, il Signore la chiamò a godere il premio delle sue fatiche e delle sue elette virtù. Spirò tra le braccia del figlio Costantino l'anno 329.

Gli storici non sono sempre concordi nel riferire la vita di Elena e i particolari della sua conversione alla religione ortodossa. Alcuni ne additano la causa ai motivi politici che avrebbero indotto lo stesso Costantino a spingerla a ciò, per riconquistare il favore da lui perso presso i popoli orientali dell'Impero.


PRATICA. Facciamo elemosine per soccorrere poveri e promuovere il culto di Dio.

PREGHIERA. Concedi, o Signore, che ad imitazione della tua serva Elena disprezziamo i beni della terra, e ci dedichiamo tutti al tuo santo servizio e a procurare la tua gloria.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma sulla via Labicana, santa Elena, madre dell’imperatore Costantino, che si adoperò con singolare impegno nell’assistenza ai poveri; piamente entrava in chiesa mescolandosi alle folle e in un pellegrinaggio a Gerusalemme alla ricerca dei luoghi della Natività, della Passione e della Risurrezione di Cristo onorò il presepe e la croce del Signore costruendo venerande basiliche.

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

lunedì 17 agosto 2026

In preziosa sinergia tra Asp Me e Chiesa Cattedrale

 

Lipari, interdetto un punto d'attracco nel pontile a giorno di Sottomonastero

Con ordinanza del comandante del Circomare – Guardia costiera, Gianmaria Arangio, pubblicata anche all'albo pretorio del Comune di Lipari, è stato interdetto il punto di attracco dei mezzi di linea veloci, testata lato sud, della banchina a giorno di Sottomonastero. 

L’interdizione segue una nota del gruppo Ormeggiatori e Battellieri delle Isole Eolie che ha segnalato un danno ad un respingente

Eolie, flussi turistici al top e non è finita. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 17 agosto 2026


 

Francesco Coscione "Non esistono guerre di religione ma solo guerre di uomini che usano Dio come scudo e pretesto per uccidere"

Riceviamo e pubblichiamo: Quando ho letto questo post, ho pregato che fosse falso, ma purtroppo non è così. Il chirurgo che ha eseguito questo intervento, così come altri suoi colleghi, lo ha raccontato in prima persona. Mi sono fermato e ho pensato ai miei nipotini, e non sono riuscito a trattenere la commozione. Non provo né rabbia né odio, ma solo un dolore profondo che mi sale dall'anima e dalla coscienza.


Quando sento parole come "difesa", "riarmo" o "guerra", il mio pensiero va sempre a quella bambina: al suo dolore, alle sue urla, alle sue lacrime. E a sua madre, se non era già stata uccisa.
Non esistono guerre di religione: esistono solo guerre di uomini che usano Dio come scudo e pretesto per uccidere. Dio vuole solo la pace e non invita ad armarsi per difendersi. Il Papa lo ripete in ogni suo discorso, ma noi preferiamo ascoltare soltanto ciò che ci fa comodo.
La pace comincia da ciascuno di noi. Non fidarti di chi si professa cristiano ma parla di "remigrazione", di chi dice di amare Dio ma acquista armi per difendere i propri valori, di chi brandisce il rosario ma vuole chiudere i confini e alzare muri.
Mi hanno detto che sono un utopista. Lo era anche Cristo: sono in ottima compagnia. Francesco Coscione

Vacanza da incubo per un gruppo di imprenditori milazzesi: rissa nella notte a Vulcano, sette feriti. Tutta colpa di uno specchietto

Riprendiamo da milazzo24.it e pubblichiamo: Notte di paura e tensione sull’isola di Vulcano, dove poco dopo l’una una lite tra due gruppi di turisti è sfociata in una vera e propria rissa nei pressi dell’ufficio postale, in una delle zone più frequentate dell’isola durante le ore serali.

Protagonisti dell’episodio un gruppo di imprenditori milazzesi in vacanza e una coppia di professionisti messinesi, secondo quanto ricostruito dai carabinieri intervenuti sul posto, che hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e raccolto testimonianze per fare piena luce sulla dinamica dei fatti.

Tutto sarebbe cominciato per un banale contrattempo. Il van a bordo del quale viaggiava la coppia di professionisti messinesi avrebbe sfiorato con lo specchietto retrovisore una donna che stava transitando a piedi nella stessa zona. Il marito della donna, preoccupato per lo stato di salute della coniuge, avrebbe quindi chiesto al conducente del mezzo di fermarsi e scendere dall’auto, minacciando di chiamare i carabinieri. Una richiesta che, stando alla ricostruzione, sarebbe stata negata.

La situazione è precipitata quando l’uomo si è posizionato davanti al van nel tentativo di fotografare il mezzo e la targa, mentre il conducente avrebbe provato ad avanzare per allontanarsi dalla zona.

È in quel momento che la discussione si è trasformata in una colluttazione, alla quale si sono aggiunti altri componenti della comitiva “milazzese”, per un totale di circa dieci persone coinvolte direttamente nel parapiglia. La rissa ha di fatto paralizzato l’intera zona antistante l’ufficio postale, richiamando l’attenzione di circa un centinaio di curiosi, tra turisti e residenti, che hanno assistito alla scena.

La guardia medica locale ha refertato sette persone coinvolte nella zuffa. I carabinieri, giunti sul luogo, hanno trasferito il conducente del van all’ospedale di Lipari per essere sottoposto ai test antidroga e alcolemico di rito.

Al vaglio dei militari dell’Arma restano ora le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e le testimonianze dei prtesenti, fondamentali per ricostruire con precisione la dinamica dell’episodio e le eventuali responsabilità dei singoli partecipanti alla rissa. Una vicenda che, con ogni probabilità, avrà ulteriori sviluppi nelle aule di tribunale, tra denunce incrociate e possibili richieste di risarcimento.

Resta un unico dato certo, al di là degli accertamenti giudiziari: per entrambi i gruppi coinvolti, quella che doveva essere una serata di relax sulle isole Eolie si è trasformata in un incubo, rovinando nel peggiore dei modi la vacanza.

Trentesimo anniversario di sacerdozio per Padre Giuseppe Mirabito


 

Melisa Echevarria, l’autopsia esclude una morte violenta: restano i dubbi sulle ultime ore

È stata eseguita all’ospedale Piemonte, dal medico legale Giovanni Andò, incaricato dalla Procura di Messina, l’autopsia sul corpo di Melisa Echevarria, la quarantenne ritrovata senza vita la scorsa settimana a Messina. 
L’esame, almeno allo stato attuale, avrebbe escluso una morte violenta: sul corpo non sono emersi segni di aggressione né lesioni traumatiche compatibili con un omicidio. 
La causa immediata del decesso sarebbe riconducibile a un arresto cardiaco. Resta però da chiarire cosa abbia provocato il malore fatale. 
L’avanzato stato di decomposizione del corpo, infatti, potrebbe aver compromesso gli accertamenti e reso più difficile individuare l’origine dell’arresto. 
L’inchiesta della Procura resta quindi aperta e la Squadra Mobile prosegue gli approfondimenti sulle ultime ore di vita della donna. 
Gli investigatori non escludono che Melissa, nel momento in cui si è sentita male, potesse essere in compagnia di qualcuno. Una persona che potrebbe essersi allontanata senza chiedere  aiuto. 
Al vaglio degli investigatori ci sono anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. I filmati potrebbero consentire di ricostruire gli ultimi spostamenti della quarantenne e verificare eventuali incontri. 

Oggi, 17 agosto: Santa Beatrice de Silva

Beatrice de Silva Meneses, fu una santa portoghese, nacque a Cauta (Nord Africa) nel 1424 in una famiglia nobile. Sorella del beato Amedeo de Silva, Beatrice era imparentata con la famiglia reale portoghese.

La sua bellezza e la sua virtù, attirò presto i nobili castigliani; ciò suscitò la gelosia della regina Isabella che la rinchiuse per tre giorni in una cassapanca, mettendo a rischio la sua vita. Liberata, fa voto di castità e parte a Toledo.

Si racconta che ad accompagnarla nel viaggio sono le apparizioni di san Francesco d'Assisi e di sant'Antonio di Padova; arrivata a Toledo entra nel convento cistercense di San Domenico, dove vive per circa trent'anni.

Grazie all'appoggio di Isabella la Cattolica, futura regina di Spagna, che dona a Beatrice il palazzo di Galiana in Toledo, con l'annessa chiesa di Santa Fè, la religiosa fonda l'ordine dell'Immacolata Concezione.

Muore a Toledo il 1° settembre 1490. È proclamata santa nel 1976 da Paolo VI.


MARTIROLOGIO ROMANO. A Toledo nella Castiglia in Spagna, santa Beatrice da Silva Meneses, vergine, che fu dapprima nobildonna della corte regia al seguito della regina Isabella; successivamente, desiderosa di una vita di maggior perfezione, si ritirò per molti anni tra le monache dell’Ordine di San Domenico, fondando infine un nuovo Ordine che intitolò alla Concezione della Beata Maria Vergine.


Vulcano Levante: Apre il nuovo pontile aliscafi. Emessa ordinanza di regolamentazione banchine, ormeggi e circolazione stradale in ambito portuale


Per visualizzare l'ordinanza integrale di regolamentazione cliccare su questo link  

https://drive.google.com/file/d/15_lqxGcoC1g1Ty9iqUITjA5fRaaNYiKt/view?usp=sharing

Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca. Diciassette agosto 1926: Fortissimo terremoto a Salina


 

Solenni festeggiamenti per San Bartolomeo Apostolo. Il programma religioso


 

Lipari: il piromane ha ripreso fiato ed è tornato a colpire nella notte (foto e video)

 

Il piromane, che sta mettendo a ferro e fuoco le zone alte dell'isola di Lipari, è tornato a colpire stanotte, intorno alle tre, tra Pianoconte e Quattropani.

Le fiamme, sviluppatesi all'altezza di "Passu fuddittu" si sono propagate lambendo, pericolosamente, una falegnameria e alcune abitazioni. 

Provvidenziale si è rivelato l'intervento dei vigili del fuoco che hanno evitato che le fiamme aggredissero la struttura.

Le operazioni di spegnimento delle fiamme e di messa in sicurezza si sono concluse dopo circa 4 ore. 



Buongiorno e buon lunedì con questa cartolina dalle Eolie


 

domenica 16 agosto 2026

Eolienews ricorda Katia Aiello


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (119° puntata). Marzo 1962: Aperto al traffico il tunnel Canneto - Lipari

Le Eolie nelle stampe d'epoca (117° puntata): Una casa di Panarea

 


Maria Elisa Aloisi: "L'isola degli inganni"

A Filicudi un nuovo caso per Ilia Moncada, l’avvocata con un talento unico per leggere l’anima dei clienti da

Valentina Marino: "In un territorio tanto fragile servirebbe la prudenza del buon padre di famiglia...Un paese non si governa a colpi di post..."

 Riprendiamo da fb, condividendolo in pieno,  un post - riflessione dell'imprenditrice turistica Valentina Marino

In un piccolo arcipelago come le 𝐄𝐨𝐥𝐢𝐞,
il 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 è evidente: un euro speso in un albergo, in un ristorante o in un’agenzia non si ferma lì. Diventa lavoro per dipendenti, fornitori, trasportatori, commercianti, artigiani, elettricisti, idraulici, manutentori e professionisti. Circola, genera altro reddito e sostiene famiglie che apparentemente con il turismo hanno poco a che fare.
A Lipari questo meccanismo è ancora più importante perché, negli anni, 𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐳𝐳𝐞𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐨 𝐝𝐫𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐝𝐨𝐭𝐭𝐞: la Pumex non esiste più, la pesca è ormai marginale, mentre il peso occupazionale della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici si è fortemente assottigliato.
𝐏𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐨 𝐦𝐞𝐧𝐨, 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐝𝐞𝐧𝐚𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨.
Per questo occorre una buona dose di miopia per trasformare proprio chi investe, produce reddito e garantisce posti di lavoro nel 𝐧𝐞𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐚 𝐚𝐝𝐝𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞. Le storture del turismo vanno governate, certamente.
Ma governare è cosa ben diversa dal demonizzare. E soprattutto, prima di colpire l’unico motore rimasto acceso, sarebbe opportuno chiedersi cosa accadrebbe se si spegnesse anche quello.
È qui che entra in gioco la responsabilità di chi amministra. 𝐈𝐧 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐮𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐮𝐨𝐧 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚: conoscere gli equilibri economici del proprio paese, tutelare ciò che produce valore, correggere ciò che non funziona e perseguire il bene comune.
Quando,invece, un’amministrazione sembra avulsa dal territorio e dalle sue dinamiche, il rischio è che la politica smetta di risolvere i problemi e cominci a crearne di nuovi.
Ancora più grave è quando il confronto viene sostituito dai 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐥𝐚𝐦𝐢 𝐬𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥, magari lanciando accuse e impedendo poi il contraddittorio. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐮𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨: 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢𝐨. E scegliere di parlare soltanto dove si può decidere chi abbia diritto di rispondere tradisce una concezione quantomeno autoritaria del confronto pubblico: il dissenso non si confuta, si silenzia.
Ed è forse questo l’aspetto più desolante: 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚.Il bene comune scompare dietro le sfide personali, i problemi reali diventano pretesti per proclami e chi lavora viene trasformato nell’avversario da colpire.
𝐔𝐧 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐭 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐩𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞. 𝐒𝐢 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨, 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐨 𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐞𝐝𝐢 𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐮𝐦𝐢𝐥𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐝𝐝𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨. 𝐀𝐥𝐭𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥’𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐢𝐫𝐬𝐢: 𝐬𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐢𝐬𝐜𝐞, 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚.

Eolienews ricorda Annamaria Lopes


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Clamoroso furto al museo a Messina, nel giorno di Ferragosto: rubate quattro preziose opere di Antonello

Clamoroso furto d'arte nella serata di ieri, 15 agosto a Messina. 
Una banda, approfittando del clima di festa nella città dello Stretto dovuto anche alla tradizionale processione della Vara, è riuscita a introdursi all'interno delle sale espositive del Museo Accascina eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza e riuscendo a sottrarre quattro capolavori attribuiti al maestro Antonello da Messina.

I malviventi hanno agito con precisione, portando via tre tavole su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta e asportata direttamente dall'interno di una teca blindata.

Sul posto sono intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della Scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell'effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili.
Il museo oggi resterà chiuso

La Parola, video commento al Vangelo di domenica 16 agosto 2026