Cerca nel blog
mercoledì 23 settembre 2026
Eolienews ricorda Angela Giuffrè
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
Oggi, 23 settembre: San Pio da Pietrelcina
Francesco Forgione (così si chiamava padre Pio prima di indossare il saio francescano) era nato il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, piccolo paese di contadini e pastori della provincia di Benevento. I genitori, ambedue analfabeti, pur sudando sui campi, non riuscivano a sfamare la copiosa nidiata che avevano messo al mondo (sette figli). Tanto che papà Orazio un giorno si imbarcò per l'America sperando in una sorte migliore. Gli andò bene, lavoratore instancabile e avveduto, riuscì a mettere insieme una discreta fortuna.
Alla famiglia intanto badò mamma Maria Giuseppa. Forte e ricca di fede, aveva una predilezione per il piccolo Francesco, perché era il più gracile, spesso in preda a misteriose e violente febbri, e dotato di una fine sensibilità religiosa che lo portava a ricercare luoghi solitari per dedicarsi alla preghiera. E si chiedeva, mamma Maria, che cosa avrebbe potuto fare da grande quel suo figliolo così gracile. Risolse lui stesso il problema. Indicando con la mano il frate cappuccino venuto per la questua, disse: «Voglio farmi frate, come fra Camillo».
Nel 1903, indossando il saio francescano nel convento dei cappuccini di Morone, iniziava il cammino di preparazione alla vita religiosa e sacerdotale che si concluse il 10 agosto 1910. E non fu un cammino facile: le misteriose malattie che lo avevano tormentato a casa, continuarono con assalti di una virulenza tale da far temere che non sarebbe mai giunto vivo all'ordinazione, tant'è vero che, non appena ebbe l'età minima richiesta dal diritto canonico, fu consacrato sacerdote.
Con gli sgargianti paramenti sacri addosso pareva ancora più debole ed emaciato, tanto che i superiori ebbero compassione di lui e, anziché inserirlo subito nell'attività pastorale, lo mandarono a Pietrelcina, sperando che l'aria di casa gli avrebbe fatto tornare un po' di forze; qui invece il giovane frate imboccava dritto la strada di quel calvario che percorrerà per tutta la vita.
Il 5 agosto 1918 gli apparve un misterioso personaggio che gli trafisse il cuore con un dardo infuocato, mentre il 20 settembre riceveva le stimmate, inizialmente invisibili. «Ero in coro - ha raccontato lui stesso - dopo la celebrazione della santa messa, allorché venni sorpreso da un riposo simile a un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni nonché le stesse facoltà dell'anima si trovarono in una quiete indescrivibile. Vi subentrò subito una grande pace. E mentre tutto questo si andava operando, vidi innanzi un misterioso Personaggio, simile a quello visto il 5 agosto, che si differenziava solamente in questo: aveva le mani, i piedi e il costato che grondavano sangue. La sua vista mi atterrì. Mi sentii morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore che sentivo sbalzare dal petto. Il Personaggio si ritirò e io mi avvidi che mani, piedi e costato erano trasformati e grondavano sangue».
Un fatto mistico accompagnato da dolore fisico acuto e lacerante. Ma sopportabile. Più profondo e più lacerante fu il dolore provocato invece dai giudizi, dai sospetti e dalle condanne che gli vennero da istituzioni ecclesiastiche, da confratelli e da ambienti scientifici per i quali le ferite del frate del Gargano erano frutto di isterismo.
Scienziati di ogni tipo, inviati da organismi religiosi e dallo stesso Vaticano, si accanirono per dimostrare che i fenomeni attribuitigli non avevano alcuna origine soprannaturale. E riuscirono a convincere il Sant'Uffizio, promotore di una delle inchieste più clamorose durante il pontificato di Pio XI, che si trattava di fenomeni isterici. E gli arcigni monsignori del Vaticano nel 1923, con un apposito decreto, vietavano al frate di Pietrelcina di dire la messa in pubblico e di confessare i fedeli. Un'atroce tortura, durata una decina d'anni, che padre Pio visse in silenzio, senza protestare, rifugiandosi nella preghiera e nella penitenza.
La gente, che non aveva mai messo in dubbio l'origine soprannaturale di quelle misteriose piaghe, quando cessò l'ostracismo, riprese a salire la mulattiera che conduceva al convento per ascoltare la messa celebrata dal frate delle stimmate.
Padre Pio definiva la messa «il mistero tremendo». Ed era per lui un momento di grande emozione spirituale: il volto trasfigurato, gli occhi luminosissimi, il corpo rapito oltre il tempo e lo spazio. Ma anche per quanti la seguivano era un momento di rara tensione e, dopo la messa, facevano la coda davanti al suo confessionale per accedere al sacramento del perdono e per chiedergli di intercedere per loro presso Dio. E c'era chi se ne andava deluso o irritato, e chi interiormente trasformato. Molte le conversioni anche di personaggi notissimi al grande _pubblico che verso il frate stigmatizzato nutrirono sempre profonda riconoscenza e devozione. Padre Pio, uomo di grande carità e umiltà, aveva anche il dono di leggere nei cuori, «sentiva» se chi lo avvicinava era sincero o ambiguo; per questo con alcuni era buono e con altri spicciativo o addirittura burbero. Invitava tutti comunque a pregare sempre, a essere in continuo contatto con il Signore.
Nel 1940, mentre il mondo era alle prese con il terribile dramma della guerra, nascevano su suo invito i «Gruppi di preghiera», un'istituzione che presto si diffuse proficuamente in tutto il mondo. «La preghiera aveva detto ai suoi confratelli è la chiave dei tesori di Dio, è l'arma del combattimento e della vittoria in ogni lotta per il bene e contro il male».
Nel medesimo anno, spinto da un grande amore per il prossimo, soprattutto per quanti erano afflitti dalla malattia, metteva in moto un movimento di carità e di solidarietà per poter realizzare una struttura ospedaliera a servizio dei malati poveri. L'idea si concretizzava nel 1956 con l'inaugurazione della Casa sollievo della sofferenza, destinata a diventare uno degli ospedali meglio attrezzati del Meridione, nel quale lavorano luminari della medicina e dove tutti sono invitati a vedere nel malato e nel povero il volto stesso di Gesù.
Tra i tanti doni di cui era dotato, padre Pio ebbe anche quello di prevedere il tempo della sua morte. Un giorno, ed eravamo nel 1918 quando aveva appena ricevute le stimmate, disse a uno che frequentava il convento: «Coraggio: abbiamo ancora cinquant'anni davanti». E cinquant'anni dopo, 1968, mentre con i devoti si accingeva a commemorare il mezzo secolo dall'evento, padre Pio avvicinò quel fedele e con un filo di voce gli sussurrò: «Cinquant'anni sono passati».
La domenica 20 settembre si fece gran festa, padre Pio celebrò messa e poi si affacciò a benedire i pellegrini che erano accorsi in gran numero. Fu l'ultima volta che lo videro vivo, perché la notte del 23, dopo aver recitato per intero il rosario, moriva.
La gente lo venerò come un santo, prima ancora che la chiesa si esprimesse in tal senso. Il convento e la chiesa dove celebrava messa sono diventati ben presto meta di incessanti pellegrinaggi e luogo di preghiera, di carità e di conversione. Il cammino verso gli altari, però, fu più tortuoso. Coloro che lo avevano avversato in vita, anche per motivi poco nobili (leggi: l'uso delle tante offerte che la gente inviava per le sue iniziative di carità), misero molti pali tra le ruote.
Ma alla fine la verità sulla sua santità ha avuto il sopravvento. Padre Pio, che definiva se stesso «un frate che prega», è stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II, che nutriva per lui grande devozione, il 2 maggio del 2000, e due anni dopo, il 16 giugno 2002 lo stesso Pontefice in piazza San Pietro, lo proclamò Santo e ne stabilì la memoria liturgica per il 23 settembre, "giorno della sua nascita al cielo".
Il luglio 2004 fu inaugurata la nuova grande chiesa a S. Giovanni Rotondo progettata dal celebre architetto Renzo Piano.
PRATICA. Riflettiamo sulle parole di San Pio, (ASN, 15): "La vita non è che una perpetua reazione contro se stessi e non si schiude in bellezza, che a prezzo del dolore. Tenete sempre compagnia a Gesù nel Getsemani ed egli saprà confortarvi nelle ore angosciose che verranno".
PREGHIERA. O Dio, per la tua misericordia e per i meriti di questo tuo grande santo, concedi anche a noi una fede capace di scorgere nei poveri e nei sofferenti il volto di Gesù. Insegna anche a noi l'umiltà del cuore, perché in tuo nome, scopriamo la gioia di perdonare i nostri nemici.
martedì 22 settembre 2026
Cosa significa davvero "Predissesto"?( di Gaetano Orto, capogruppo Siamo Eolie)
"Abbiamo messo il Bene Comune dinnanzi alle nostre attività". Si chiude l'esperienza annuale dei giovani del Servizio Civile Universale
Riceviamo e pubblichiamo:
Finisce qui il nostro anno di Servizio Civile Universale. Un anno passato in compagnia dell'Amministrazione Comunale di Lipari, del personale degli uffici Biblioteca Comunale, Servizi Sociali, Ufficio Tecnico e Ambiente ed Ecologia, e dei nostri insostituibili OLP: Claudia Schilirò, Claudio Beninati, Salvatore Spartà e Bartolo Rando. Il nostro GRAZIE a tutti voi per averci accolto con affetto e dedizione: faremo tesoro di tutti gli insegnamenti che ci avete donato, delle nostre giornate passate insieme, dei momenti di sfide vissuti con lucidità e prontezza, delle tante risate e dei tantissimi sorrisi condivisi insieme. Semplicemente, del vostro modo di volerci bene.
Il nostro obiettivo è stato quello di mettere il Bene Comune sempre dinanzi alle nostre attività, servendoci di politiche attive orientate alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Un sentito ringraziamento va a tutte le persone che in questo anno hanno collaborato con noi operatori volontari: i dirigenti scolastici e i tantissimi alunni incontrati durante i nostri laboratori, gli enti del terzo settore, e vari professionisti del settore.
Un ringraziamento sentito a tutti i nostri formatori, principalmente all'ente capofila Project Form di Ramacca che ci ha seguiti/e con immensa professionalità e calore umano.
Ci siamo sentiti/e parte di una grande Famiglia e a scrivere queste parole abbiamo le lacrime agli occhi. Grazie per averci seguito in questo indimenticabile anno!
Un grandissimo in bocca al lupo a chi prenderà servizio nei prossimi giorni!
COMUNE DI LIPARI: VI VOGLIAMO UN IMMENSO BENE.
Piano Cultura: Start and Go
Martina Costa, Karen Ziino, Domenico Portelli.
Noi SiAMO Ambiente
Sabrina Saltalamacchia, Paolo Scarpino, Salvatore Cincotta.
Fratelli d’Italia Circolo territoriale Ivaldi/Servello - Isole Eolie:"Il gioco delle 3 carte sulle casse di Lipari: dal finto allarme al predissesto in venti giorni"
Fratelli d’Italia Circolo territoriale Ivaldi/Servello
Isole Eolie
Il gioco delle tre carte sulle casse di Lipari: dal finto allarme al predissesto in venti giorni (e ora pagheranno i cittadini).
Il sindaco Riccardo Gullo getta la maschera e, a meno di tre settimane dalle rassicurazioni ufficiali, capitola di fronte alla realtà finanziaria del Comune. Era appena il primo settembre quando, attraverso un comunicato stampa, il primo cittadino allontanava con sdegno lo spettro del dissesto finanziario. In quell'occasione, la narrazione di Palazzo lo descriveva come una sorta di fantasma evocato ad arte dalle opposizioni. Oggi, con una piroetta politica che lascia sbalorditi, lo stesso sindaco chiede al Consiglio Comunale l’approvazione del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale: quello che, in parole povere, tutti chiamano predissesto.
Che cosa è cambiato in venti giorni? Le casse comunali si sono svuotate per un improvviso sortilegio o, molto più semplicemente, i nodi contabili sono venuti al pettine smentendo una propaganda che non ha retto nemmeno il tempo di sbiadire sui giornali?
Eppure, Gullo era stato accolto a Lipari preceduto da una fama ben precisa. Nell'ambiente politico ed eoliano, forti delle sue passate esperienze amministrative a Salina e Leni, lo dipingevano tutti come il "mago dei bilanci". Quello esperto, l'uomo dei miracoli economici che avrebbe risolto tutto con un colpo di bacchetta magica, capace di rimettere in sesto i conti del comune come se nulla fosse. Ma a quanto pare, la magia è svanita non appena ha dovuto fare i conti con la realtà di Lipari lasciando il posto a una dura e cruda realtà.
Ma lasciamo da parte il teatrino della politica e veniamo al sodo, perché è bene che la gente capisca esattamente cosa significa questa parola, "predissesto", per la vita di tutti i giorni. Non si tratta di una noiosa questione burocratica tra le mura del municipio; si tratta di una mazzata immediata sulle tasche delle famiglie e delle imprese eoliane. I miracoli del "mago" rischiano di tradursi per i cittadini in un percorso di lacrime e sangue:
Tasse locali al massimo storico: L'addizionale comunale IRPEF e le aliquote IMU verranno blindate sui livelli più alti consentiti dalla legge, senza possibilità di sconti o agevolazioni.
Tariffe dei servizi alle stelle: I servizi comunali subiranno rincari inevitabili per garantire la copertura totale dei costi.
Tagli drastici alla manutenzione: Meno fondi per riparare le strade colabrodo, per l'illuminazione pubblica, per il verde urbano e per il decoro delle nostre isole, con il rischio di un declino visibile del territorio.
Servizi sociali ridotti all'osso: Tagli dolorosi all'assistenza e ai sussidi per le fasce più deboli, gli anziani e le famiglie in difficoltà economica.
Blocco delle assunzioni e della macchina comunale: Uffici sempre più vuoti, pratiche che si accumulano e tempi di attesa biblici per un certificato o una concessione, poiché il Comune non potrà assumere nuovo personale.
Quello a cui stiamo assistendo è il classico gioco delle tre carte della politica nostrana, dove la verità viene nascosta sotto il tavolo fino a quando l'evidenza non rende impossibile continuare a bluffare. L'amministrazione Gullo ha scelto la via del finto ottimismo finché ha potuto, salvo poi dover fare i conti con i numeri, che notoriamente non rispondono ai comunicati di smentita né si lasciano incantare dai prestigiatori.
Ora il sindaco spieghi alla cittadinanza questo repentino cambio di rotta. Spieghi perché quella che venti giorni fa era "un'invenzione" oggi è diventata una richiesta dell’amministrazione che comporterà sacrifici enormi alla comunità. Il tempo delle scuse, dello scaricabarile e delle magie è scaduto: Lipari e le sue isole meritano verità, perché a pagare il conto di questa gestione allegra, adesso, saranno i contribuenti.
Il Coordinatore Comunale
Gianluca Giuffrè
Comitato civico di Filicudi: NON ABBASSIAMO LA GUARDIA 22 SETTEMBRE 2026 – ORE 16.00 - Non è una data qualsiasi.
NON ABBASSIAMO LA GUARDIA22 SETTEMBRE 2026 – ORE 16.00 - Non è una data qualsiasi.
La 7ª Commissione permanente del Senato è convocata per esaminare, in sede consultiva, il Disegno di legge S.1837 sulle isole minori. - Può sembrare un passaggio tecnico.
Non lo è. Per le nostre isole può rappresentare un momento importante per costruire finalmente una politica nazionale che tenga conto non soltanto del turismo, dell’ambiente e della valorizzazione dei territori, ma soprattutto di chi nelle isole vive tutto l’anno. Per questo il Comitato Civico “Occhio vigile su Filicudi” ha predisposto e trasmesso alle Commissioni parlamentari un proprio contributo al DDL S.1837. Abbiamo portato all’attenzione del Parlamento le esigenze concrete di una piccola comunità insulare: continuità territoriale e trasporti;scuola e diritto allo studio;sanità e servizi essenziali; porti e infrastrutture; acqua; rifiuti e sicurezza e protezione civile. Ma c’è un punto che per noi viene prima di tutti gli altri: LA PARTECIPAZIONE DELLE COMUNITÀ. Non si può parlare di futuro delle isole minori senza ascoltare chi sulle isole vive, lavora, cresce i propri figli e mantiene vive quelle comunità anche quando i turisti se ne sono andati. Le decisioni sulle isole non possono essere calate dall’alto. Le comunità residenti i proprietari di case devono poter conoscere, partecipare, proporre, essere ascoltate e verificare le scelte che riguardano il proprio territorio. Partecipazione non significa soltanto essere informati dopo che una decisione è stata presa. Partecipazione significa essere coinvolti prima che quella decisione venga presa. È questo che chiediamo per Filicudi.
Ed è questo che chiediamo per tutte le isole minori italiane. Il 22 settembre seguiremo quindi con attenzione i lavori parlamentari. Perché una legge sulle isole minori non dovrebbe essere scritta sulle isole. Dovrebbe essere scritta anche con le isole.
Occhio vigile su Filicudi
Una comunità che partecipa è una comunità che conta.
#Filicudi #IsoleMinori #DDL1837 #Partecipazione #Comunità #OcchioVigileSuFilicudi #22Settembre2026
Eolienews ricorda Domenico Casamento
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
Tanti auguri!
Buon compleanno a Fabiana Famularo, Rosanna Salanitri, Cristina Ruggeri, Fabrizio Greco, Giuseppe Pippo D'Angelo, Erina Lo Schiavo, Riccardo Cacace, Giulia La Greca, Maria Grazia Maiurana, Marco Mollica, Giuseppe Andrea Bertè
Oggi, 22 settembre: San Maurizio e compagni
Giunti nella Valesia presso Agauno, l'imperatore ordinò una sosta, durante la quale dispose che tutti i soldati assistessero ai sacrifici e giurassero di far strage di tutti i Cristiani.
S. Maurizio ed i suoi legionari si rifiutarono, disposti a morire anzichè offendere Dio. Massimiano allora ordinò che la legione fosse decimata; e udendo che gli altri erano rimasti fermi nel loro proposito, ne ordinò una seconda. Ma quegli eroi intrepidi, invidiando la morte dei loro compagni su cui era caduta la sorte, mandarono all'imperatore questa protesta: « Signore, noi siamo vostri soldati, ma nello stesso tempo servi di Dio e gloriandoci di questo, ne facciamo una spontanea confessione. A voi dobbiamo il servizio militare, a Dio l'innocenza; da voi riceviamo lo stipendio, da Dio abbiamo ricevuto la vita. Non possiamo dunque ubbidirvi offendendo Dio, Creatore e Padrone nostro e vostro, ancorchè ricusiate di riconoscerlo per tale. Vi offriamo le nostre persone contro qualsivoglia nemico, ma non contro innocenti. Voi ci comandate di perseguitare i Cristiani; eccoci qui: noi siamo cristiani e confessiamo Iddio Padre, autore di tutte le cose, e Gesù Cristo, suo Figliuolo. Abbiamo le armi in mano, ma non faremo resistenza, perchè amiamo più morire innocenti, che vivere colpevoli ».
Questa protesta inferocì Massimiano, che comandò ad un'altra legione di circondare la Tebea, e di uccidere tutti quelli che persistevano a confessare il nome di Gesù. Quei prodi, volendo, avrebbero certamente potuto difendersi con le armi, e il cielo stesso sarebbe forse venuto in loro aiuto, ma essi preferirono dare la vita per Gesù Cristo, ed in breve tempo furono tutti trucidati!
Ad Agaunum, in Raetia, l'attuale Saint Maurice-en-Valais, sorse il più antico luogo di culto dedicato a San Maurizio: Territorialis Abbatia S. Mauritii Agaunensis, l'abbazia svizzera del cantone vallese.
Qui è da cercare il punto focale del futuro culto vivissimo dedicato a San Maurizio nelle Alpi e altrove, che fece di San Maurizio dapprima il patrono del Sacro Romano Impero, poi, entrato il Vallese occidentale nei possedimenti dei Savoia, il culto dei martiri fu legato strettamente alla loro dinastia Fu istituto lOrdine Cavalleresco di San Maurizio, unito in seguito con quello di San Lazzaro. Le reliquie di San Maurizio furono traslate a Torino e ora custodite nella cappella della Sindone.
PRATICA. Preferiamo, ad imitazione della Legione Tebea, la morte al peccato.
PREGHIERA. Concedi, te ne preghiamo, Dio onnipotente, che ci rallegri la festiva solennità dei tuoi santi martiri, Maurizio e suoi compagni, affinché appoggiandoci alle loro preghiere, abbiamo a gloriarci del loro natalizio.
Medevac nelle acque antistanti l'Isola di Salina - Persona traumatizzata soccorsa dalla Motovedetta della Guardia Costiera di Lipari
Ieri pomeriggio, la Sala Operativa dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari ha ricevuto richiesta di soccorso tramite N.U.E. per un'emergenza sanitaria occorsa a bordo di imbarcazione da diporto tipo catamarano in navigazione nelle acque del Circondario marittimo di Lipari.
A bordo, una donna di anni 67 di nazionalità Italiana aveva riportato un trauma cranico a seguito di caduta accidentale e una lussazione della spalla sinistra necessitando di urgente assistenza medica.
Immediatamente è stato attivato il protocollo sanitario per le procedure operative per l’assistenza medica in situazioni di emergenza - siglato a livello locale tra Prefettura, Capitaneria di porto di Milazzo, A.S.P. Messina e SUES 118 - disponendo l'uscita in mare della Motovedetta SAR CP 332 in forza presso Circomare Lipari, con a bordo personale sanitario del 118.
Giunta sul posto a circa 6 miglia dall’isola di Salina, l'equipaggio della Guardia Costiera unitamente al personale del 118 hanno provveduto a trasbordare la persona infortunata, prestando le prime cure del caso e procedendo al trasferimento in sicurezza presso il porto di Lipari.
Ad
attenderla in banchina, l’ambulanza ed il personale del 118 per il successivo
trasporto presso il locale nosocomio per le cure del caso.
Le condizioni della persona, seppur dolorante, non desterebbero preoccupazione.
L'intervento si è concluso con esito positivo grazie alla tempestiva segnalazione e alla sinergia tra Guardia Costiera e Servizio Sanitario.
Si
ricorda che per le emergenze in mare è attivo 24/24 il Numero Blu 1530.
lunedì 21 settembre 2026
Calderone lascia Forza Italia per Futuro nazionale
Domani, 22 settembre, si terrà la presentazione ufficiale alla Camera tramite una conferenza stampa, alla quale presenzieranno lo stesso Vannacci, il capogruppo Ziello e il coordinatore Simoni.
Con questo ingresso — il terzo proveniente da Forza Italia — il movimento guidato dal generale vede salire a 9 il numero dei propri deputati a Montecitorio.
Pescato e cucina alle Eolie: qualità, territorio e trasparenza (di Angelo Paino - presidente Associazione Ristoratori Isole Eolie)
Comunicato
In riferimento alle considerazioni emerse in questi giorni sul tema del pescato alle Isole Eolie, riteniamo importante aggiungere una riflessione dal punto di vista di chi, ogni giorno, lavora nella ristorazione e vive direttamente il rapporto tra mare, territorio e cucina.
La situazione della pesca e della disponibilità del pescato è una realtà che conosciamo bene e che riguarda non soltanto le Eolie, ma l’intero Mediterraneo. Per questo riteniamo che il tema debba essere affrontato con attenzione, senza generalizzazioni e senza mettere in discussione la qualità della ristorazione eoliana.
I menu dei ristoranti delle Eolie sono, nella maggior parte dei casi, fortemente legati alla disponibilità del pescato fresco. Quando le quantità non sono sufficienti, ci si rivolge alla filiera siciliana e, dove necessario, ad altri fornitori qualificati, sempre nel rispetto delle normative e della corretta informazione al cliente.
La cucina eoliana, infatti, non è soltanto una questione di provenienza geografica del singolo pesce, ma è fatta di ricette, prodotti, tecniche e tradizioni che appartengono a questo territorio: capperi, Malvasia, olio, pomodoro, erbe aromatiche, grani antichi e naturalmente il pescato.
È importante anche ricordare che i ristoranti programmano il proprio menu secondo la stagionalità e le condizioni del mare. Il menu spesso cambia proprio in funzione di ciò che la pesca quotidiana rende disponibile. Questa capacità di adattamento è parte della cucina di territorio, non un suo limite.
Come ristoratori siamo i primi ad avere interesse affinché il mare delle Eolie rimanga una risorsa viva e produttiva. La tutela del mare, il sostegno alla piccola pesca e la valorizzazione del pescato locale sono obiettivi che possono e devono essere condivisi da pescatori, ristoratori, istituzioni e operatori turistici.
Allo stesso tempo, riteniamo giusto rassicurare chi sceglie le Eolie: alle Eolie si continua a mangiare bene, con una cucina che mantiene un forte legame con la tradizione e con i prodotti del territorio e che sa valorizzare anche le eccellenze provenienti dalla Sicilia.
Il nostro auspicio è che il confronto su questi temi possa essere sempre costruttivo e serva soprattutto a trovare soluzioni concrete per sostenere la pesca locale, garantire qualità e tracciabilità dei prodotti e preservare quel patrimonio gastronomico che rappresenta una parte importante dell’identità delle Isole Eolie.
La qualità della cucina eoliana non si misura soltanto dalla provenienza di un singolo ingrediente, ma dalla serietà con cui viene scelto, dalla sua freschezza, dalla capacità di trasformarlo e dal rispetto per la tradizione.
E su questo, i ristoratori eoliani continuano a fare la loro parte.
Angelo Paino - presidente Associazione Ristoratori Isole Eolie
Tanti auguri!
Lipari, consiglio chiamato ad avviare procedura di predissesto. "Ma non era tutto a posto?": La dura nota dell'opposizione
Il presidente del consiglio comunale, su richiesta del sindaco Riccardo Gullo, ha proceduto a convocare il consiglio comunale con questo ordine del giorno
La nota dei consiglieri d'opposizione
GULLO
CHIEDE AL CONSIGLIO COMUNALE DI DICHIARARE IL
“PREDISSESTO” DEL COMUNE DI LIPARI
LE BUGIE
HANNO LE GAMBE CORTE
Questa mattina il Presidente
del Consiglio Comunale ha convocato per il 24 settembre il Civico Consesso, in
sessione urgente, per esaminare la richiesta del Sindaco di ricorrere alla PROCEDURA
DI RIEQUILIBRIO FINANZIARIO PLURIENNALE PREVISTA DALL’ART. 243-BIS DEL TUEL,
quella che comunemente viene definita “PREDISSESTO”.
È una scelta POLITICAMENTE
E FINANZIARIAMENTE MOLTO PESANTE.
Eppure, appena qualche
settimana fa, di fronte alle nostre contestazioni sui conti del Comune, il
Sindaco parlava di “SOLITA SOLFA”, di “NESSUN
DISSESTO” e di “NESSUNA CALAMITÀ FINANZIARIA”,
presentando la situazione come il solito problema dell’idrico, legato al
dissalatore, al depuratore e all’ATI.
Oggi, però, è lo stesso Gullo
a chiedere al Consiglio Comunale di imboccare la strada del RIEQUILIBRIO
FINANZIARIO PLURIENNALE, chiedendo al Consiglio Comunale di dichiarare
il PREDISSESTO.
Perché, se era tutto
sostanzialmente sotto controllo, perché oggi si chiede al Consiglio di
ricorrere al PREDISSESTO?
E soprattutto: perché per
settimane si è cercato di MINIMIZZARE UNA SITUAZIONE che gli
atti ufficiali descrivevano in termini ben diversi?
Come opposizione avevamo
chiesto di affrontare lo squilibrio innanzitutto attraverso gli strumenti
ordinari previsti dall’art. 193 del TUEL, predisponendo una concreta proposta
di riequilibrio e, parallelamente, attivando ogni possibile interlocuzione con
Regione e Governo per individuare soluzioni e risorse, come avvenuto in
passato, anche e soprattutto con l'impegno e i rapporti del nostro capogruppo
Gaetano Orto.
Dov’è stata questa
iniziativa? PERCHÉ NON È STATA PRIMA SOTTOPOSTA AL CONSIGLIO UNA
CONCRETA PROPOSTA DI RIEQUILIBRIO ORDINARIO? QUALI RISORSE SONO STATE CHIESTE
ALLA REGIONE E ALLO STATO? QUALI RISPOSTE SONO STATE OTTENUTE? QUALI INIZIATIVE
POLITICHE SONO STATE REALMENTE MESSE IN CAMPO PER EVITARE DI ARRIVARE A QUESTO
PUNTO?
Dov’è stata, fino ad oggi, la
FORZA POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE? E soprattutto: PERCHÉ
IL CONSIGLIO COMUNALE È STATO CHIAMATO A CONOSCERE LA REALE DIMENSIONE DEL PROBLEMA
SOLTANTO ADESSO?
Il Sindaco può continuare a
parlare di eredità, dissalatore, depuratore, ATI e rifiuti. Ma una domanda
rimane: CHI HA AMMINISTRATO LIPARI NEGLI ULTIMI QUATTRO ANNI?
I problemi possono essere
ereditati. LE SCELTE PER AFFRONTARLI, INVECE, APPARTENGONO A CHI
GOVERNA.
E oggi quelle scelte hanno
portato il Comune di Lipari davanti alla richiesta di ricorrere, PER LA
PRIMA VOLTA, alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale,
cosiddetto “PREDISSESTO”.
Il Sindaco venga in Consiglio
e spieghi ai cittadini COME SI È ARRIVATI FIN QUI, quali
alternative sono state valutate e soprattutto QUANTO COSTERÀ AI
CITTADINI QUESTA SCELTA E PER QUANTI ANNI. E soprattutto la
maggioranza, o quella che ne è rimasta, SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITÀ.
Il “PREDISSESTO”
è una scelta che può CONDIZIONARE E INCIDERE PER ANNI SUI CONTI DEL
COMUNE e, quindi, sulle TASCHE DEI CITTADINI E SUI SERVIZI.
Ad esempio, con uno squilibrio sul servizio idrico di € 1.255.603,15,
il costo dell’acqua per famiglie e imprese potrebbe aumentare anche del 70/80%,
così come altri tributi e altre imposte.
FINO A IERI CI DICEVANO CHE NON C’ERA NESSUN
DISSESTO. OGGI È IL SINDACO STESSO A CHIEDERE AL CONSIGLIO DI PORTARE IL COMUNE
SULLA STRADA DEL “PREDISSESTO”.
LE PAROLE PASSANO. GLI ATTI RESTANO. E LE
BUGIE, PRIMA O POI, HANNO LE GAMBE CORTE.
I
CONSIGLIERI COMUNALI
Gaetano Orto, Lucy Iacono, Adolfo Sabatini, Cristina Dante, Raffaele Rifici, Portelli Angelo, Giorgia Santamaria
COLLEGAMENTI ISOLE MINORI, FEDERALBERGHI: INSERIRE CARO TRASPORTI IN MANOVRA DI BILANCIO ALL’ARS
Federalberghi Isole Minori della Sicilia si rivolge a Governo Regionale e ARS per intervenire sugli aumenti dei trasporti marittimi. Fronte comune con 75 associazioni, Sindaci e Consigli Comunali.
In vista del dibattito all’Assemblea Regionale Siciliana sul DDL n. 1200 relativo all'Assestamento di Bilancio, Federalberghi Isole Minori della Sicilia rivolge un nuovo appello al Governo regionale e all'intera deputazione parlamentare affinché intervengano per sterilizzare l'aumento tariffario del 18%, che porta il cumulo dei rincari all'84% sulle tratte SNS da giugno 2022 ad oggi.
L’imminente manovra finanziaria offre infatti la sede tecnica e il veicolo idoneo per risolvere immediatamente la vertenza: la capienza del Fondo speciale per interventi legislativi consente di individuare la necessaria copertura economica per riequilibrare il Piano Economico Finanziario della convenzione marittima e azzerare i rincari ai botteghini.
L’associazione sollecita un atto politico concreto da parte dell’Esecutivo regionale e di tutti i Gruppi Parlamentari dell'ARS, guardando con particolare attenzione alle deputazioni territoriali dei collegi di Messina, Trapani, Agrigento e Palermo. Si tratta di un’occasione per trasformare in atti normativi la voce corale del territorio, forte del testo dei Sindaci approvato in questi giorni da tutti i Consigli Comunali e del Documento Congiunto sottoscritto da 75 organizzazioni della società civile e produttiva insulare.
Fermo restando il quadro delle altre priorità strutturali già ampiamente rappresentate — dal ripristino delle corse soppresse alla partecipazione ai nuovi bandi di gara, fino alle tutele per pendolari e merci e all'istituzione del tavolo tecnico permanente —, l'urgenza indifferibile di oggi è quella di fornire risposte finanziarie immediate.
I trasporti marittimi per le isole minori rappresentano un servizio pubblico essenziale e privo di alternative. Dare concretezza alle garanzie sancite dall'articolo 119 della Costituzione significa dimostrare, con il voto in Aula sul DDL 1200, che le isole non sono soltanto mete turistiche estive, ma comunità con la medesima dignità e gli stessi diritti di chi risiede sulla terraferma.
L'ANSA DEL DIRETTORE SARPI
Federalberghi isole minori, col ddl 1200 azzerare i rincari servizio navigazione
Lipari, 21 settembre (Ansa) - In vista del dibattito all’Ars sul Ddl 1200 (assestamento di bilancio), Federalberghi isole minori della Sicilia torna a chiedere al Governo regionale e ai deputati di intervenire per sterilizzare l’aumento del 18% delle tariffe della società di navigazione siciliana.
Secondo Federalberghi, la manovra offre lo strumento per intervenire subito, utilizzando le risorse del Fondo speciale per riequilibrare il Piano economico finanziario della convenzione marittima e azzerare gli aumenti.
L’associazione sollecita un impegno concreto dell’Esecutivo e di tutti i gruppi parlamentari, con particolare attenzione alle deputazioni di Messina, Trapani, Agrigento e Palermo.
La richiesta arriva dopo il documento dei sindaci, approvato dai consigli comunali delle isole, e il documento congiunto sottoscritto da 75 organizzazioni della società civile e produttiva.
Restano le altre questioni aperte, dal ripristino delle corse soppresse ai nuovi bandi, dalle tutele per pendolari e merci al tavolo tecnico permanente.
“Ma oggi – conclude Federalberghi – la priorità è una risposta finanziaria immediata. I collegamenti marittimi con le isole minori sono un servizio pubblico essenziale e senza alternative. Il voto sull'assestamento di bilancio può tradurre in fatti concreti il principio di parità sancito dalla Costituzione”. (Ansa)










.jpg)





.jpg)







.jpg)
.jpeg)






.jpg)
