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venerdì 23 ottobre 2026

Tremano le Eolie per una scossa di magnitudo 4.3. Seguita da altre due di 3.6 e 5.0

 

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.3 ha fatto tramare le Eolie e non solo, alle 11 e 51. Epicentro in mare, al largo tra Alicudi e Palermo, a 24 chilometri di profondità.

Due ulteriori scosse sono state registrate alle 11 e 56 ((3.6) e alle 12 e 19 (5.5) 

Tutte le scosse sono state avvertite anche a Messina, Reggio Calabria e nel palermitano

Aggiornamenti: Una ulteriore scossa di 4.0 alle 12 e 24. Tutte le scosse sono avvertite, oltre che per la magnitudo, anche per la profondità minima in cui si sviluppano

ore 12 e 43: 3.2 . Come è ben evidente è in corso uno sciame sismico. Crolli di costoni sono segnalati da Filicudi e Rinella, in ogni caso senza danni e al di fuori dei centri abitati

ore 12 e 51: 3.2

ore 12 e 55: 3.3

ore 13 e 08: 2.9

ore 13 e 19: 2.7 

ore 13 e 25: 2.9

ore 13 e 45: 2.8

ore 13 e 56: 2.7

ore 14 e 05: 3.2

E' deceduta Rosaria Triolo in Zagami

Le onoranze funebri sono a cura della ditta ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le nostre condoglianze

Tanti auguri!

Buon compleanno a Lillo Manganaro, Fiona Belletti, Tiziana Russo, Leonardo Nardi Utano, Mariana Oancea, Vincenzo Sciacchitano, Ciccio Mazzeo, Roberto Favaloro

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IL VIDEO CON ALCUNI DEI LAVORI REALIZZATI: 



Oggi, 23 ottobre: San Giovanni da Capestrano

Coloro i quali dicono che i sacerdoti, i religiosi e le suore sono gente inutile, hanno in questo Santo una solenne smentita. Giovanni da Capistrano fu prete, religioso, apostolo, guerriero e accorto diplomatico: suo nome merita di stare accanto a quello dei più gran di uomini della storia.

Nacque a Capistrano in Abruzzo. Fece suoi studi a Perugia, ove fece tali progressi specialmente nel diritto, che Ladislao, re di Napoli, gli affidò il governo di parecchie città del suo regno. Mentre il Santo si sforzava di apportare la pace tra le fazioni, fu preso egli stesso e legato. Liberato insperatamente, entrò nei Minori Francescani, ove fu discepolo di san Bernardino da Siena, dal quale apprese specialmente l'amore al nome di Gesù e alla Vergine SS., amore e culto che poi propagò grandemente. Ricusato per umiltà il vescovado di Aquila, si diede alla riforma dei costumi, coll'esempio e cogli scritti. 

Percorse quasi tutta l'Italia, predicando e conducendo innumerevoli anime a Dio. Da Papa Martino V fu creato inquisitore per l'estinzione della setta dei Fraticelli. Nicolò V lo creò inquisitore generale d'Italia contro gli Ebrei e i Saraceni. Nel Concilio Fiorentino ricondusse alla Chiesa Romana gli Armeni. Ad istanza dell'imperatore Federico III, fu mandato come nunzio in Germania, per convertire gli eretici e pacificare i principi. In sei anni di ministero in quelle regioni, coll'esempio e colla parola confermata da Dio anche per mezzo dei miracoli, condusse a Dio innumerevoli Ussiti, Adamiti, Taboriti ed Ebrei. 

Ricevuta da Papa Callisto III la missione di predicare una crociata contro i Turchi, in breve tempo radunò 70 mila guerrieri cristiani, che spinti dalla sua infuocata parola e guidati dal prode Uniade, riportarono la strepitosa vittoria di Belgrado, in cui dei 150 mila Turchi, gran parte rimase uccisa e parte si salvò con la fuga. 

L'annunzio di questa vittoria giunse a Roma il 6 agosto, e papa Callisto III, a perpetuare la memoria di questo giorno, istituì la festa della Trasfigurazione di nostro Signor Gesù Cristo. 

Il nostro Santo ormai aveva compiuta la sua giornata: colto da grave malattia, e trasportato a Willech fu visitato da molti prìncipi: tutti furono esortati a conservare la giustizia e a difendere la religione. 

Rese la sua bell'anima a Dio nel 1456. Nel 1690 Alessandro VIII lo annoverò tra i Santi e Leone XIII ne estese la festa a tutto l'orbe cattolico. 

PRATICA. Saremo utili alla Chiesa e alla società, se adempiremo bene i doveri del nostro stato. 

PREGHIERA. Dio, che per il beato Giovanni hai fatto trionfare, in virtù del santissimo nome di Gesù, i tuoi fedeli sui nemici della croce, deh! fa' che, superate, per sua intercessione, le insidie degli spirituali nemici, meritiamo di ricevere da te la corona di giustizia. 

Buongiorno e buon giovedì con questa cartolina dalle Eolie


 






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giovedì 22 ottobre 2026


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Depuratore di Lipari: 1 milione 435mila euro nel maxiemendamento regionale. L'opposizione: "Frutto dell'impegno del capogruppo Orto, un risultato importante ma non basta"

COMUNICATO

Il punto 30 del maxiemendamento alla manovra finanziaria regionale stanzia 1 milione e 435 mila euro per coprire i costi di gestione e manutenzione dell’impianto di depurazione del Comune di Lipari per l’anno 2026.

Un risultato importante, frutto anche del lavoro politico portato avanti per difendere gli interessi del nostro territorio e, soprattutto, dell’impegno del capogruppo Orto.

Nelle scorse settimane, il capogruppo Gaetano Orto si è recato personalmente a Palermo per sostenere questa richiesta, confrontandosi con gli interlocutori istituzionali e perorando la causa di Lipari, soprattutto dopo il voto negativo espresso in Commissione Bilancio da alcuni deputati di maggioranza e non solo, che non lasciava presagire nulla di buono in Aula.

Probabilmente, l’emendamento presentato in Commissione da un deputato di minoranza non era stato adeguatamente condiviso e sostenuto attraverso il preventivo coinvolgimento di tutte le forze politiche, soprattutto di quelle di maggioranza, ma non soltanto, come sarebbe stato opportuno fare. Un coinvolgimento che avrebbe potuto favorire, già in Commissione Bilancio, una più ampia convergenza su una questione fondamentale per il nostro territorio.

Va ricordato, inoltre, che nella proposta di legge iniziale non era previsto alcun finanziamento per il depuratore di Lipari da parte dell’Assessorato regionale competente, diversamente da quanto sostenuto dal sindaco Gullo in Consiglio comunale.

Alla fine, nella tarda serata di ieri, a sostenere l’inserimento delle somme nel maxiemendamento presentato dal governo regionale sono stati i deputati regionali messinesi di maggioranza Pippo Laccoto, Bernadetta Grasso e Pino Galluzzo, oltre al Presidente dell'ARS Gaetano Galvahno, che ha ricevuto il capogruppo Orto subito dopo il voto in Commissione, che si sono impegnati affinché il finanziamento trovasse spazio nella manovra, indipendentemente da chi avesse originariamente presentato l’emendamento in Commissione Bilancio.

Un atteggiamento concreto che ha consentito di guardare oltre le appartenenze politiche e di concentrarsi sull’obiettivo: ottenere risorse per Lipari.

Dispiace, invece, che gli stessi deputati messinesi di minoranza, ad eccezione di quelli di Sud Chiama Nord, che hanno partecipato al voto, non abbiano poi sostenuto il maxiemendamento, abbandonando l’Aula. Tra questi vi erano anche alcuni deputati che avevano presentato l’emendamento in Commissione Bilancio, contribuendo così alle difficoltà che hanno accompagnato l’approvazione della manovra.

Questa vicenda dimostra quanto sia importante essere coerenti tra gli impegni assunti e le scelte compiute nei momenti decisivi, ma soprattutto quanto sia necessario coinvolgere tutte le forze politiche, da destra a sinistra, quando si tratta di difendere gli interessi del territorio.

Noi avevamo invitato il Sindaco a fare fronte comune, perché quando si tratta del bene delle Eolie non dovrebbero esistere divisioni politiche, ma soltanto l’interesse della comunità.

Ancora una volta, invece, si è preferito procedere in solitaria, puntando esclusivamente sui propri riferimenti politici. Eppure, alla prova dei fatti, proprio i deputati di riferimento del Sindaco non hanno partecipato al voto sul maxiemendamento e sulla manovra finanziaria.

La politica non può ridursi a una contrapposizione permanente. Un conto sono le differenze politiche, un altro è la necessità di lavorare insieme quando sono in gioco risorse fondamentali per la nostra comunità.

Resta, tuttavia, un problema serio: le somme stanziate riguardano esclusivamente il 2026 e, pur rappresentando un aiuto importante, non sono sufficienti a risolvere gli squilibri dell’intero triennio 2026-2028.

Il finanziamento, pertanto, non consente da solo di superare tutte le criticità che impediscono l’approvazione del bilancio di previsione. Le risorse potranno contribuire a riequilibrare l’annualità 2026, ma resterà necessario affrontare le difficoltà relative agli esercizi successivi.

Questo risultato potrebbe comunque offrire una possibilità per riconsiderare la scelta del ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario, attraverso una nuova valutazione della situazione contabile e delle prospettive di risanamento dell’Ente, anche in vista della predisposizione di un nuovo bilancio 2027-2029.

Adesso occorre lavorare con serietà, senza propaganda e senza personalismi, per verificare ogni possibilità concreta di salvaguardare il Comune e scongiurare conseguenze ancora più pesanti per i cittadini.

Il nostro obiettivo rimane uno solo: difendere Lipari e le Eolie, perché il bene del territorio viene prima di ogni appartenenza politica.

I CONSIGLIERI COMUNALI

Gaetano Orto, Lucy Iacono, Giorgia Santamaria, Raffaele Rifici, Adolfo Sabatini, Cristina Dante, Angelo Portelli


 

Lipari, bambina ferita trasportata in motovedetta. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 22 ottobre 2026


 

Trasporti, sanità, scuola: nelle isole minori caro-vita insostenibile. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 22 ottobre 2026


 

Ristorante Filippino: L’autenticità dei sapori del Mediterraneo

Situato nella panoramica Piazza del Municipio a Lipari, vicino al tipico castello neolitico che ospita il Museo Eoliano, il ristorante da Filippino è un ambiente rustico, caratteristico e d’atmosfera, interprete di rilievo dell’eccellenza del gusto eoliano.

Oggi, dopo 100 anni di storia, il Filippino è un ristorante moderno e funzionale, articolato in due sale interne e in una grande e rinnovata terrazza climatizzata.

L’arredamento, in legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante, con mobili d’epoca e un caldo camino.

Le specialità proposte sono prevalentemente legate alla cucina di mare, regionale, con piatti a base di pesce fresco pescato quotidianamente, unitamente a materie prime dell’isola, quali le verdure e gli oli, che ne esaltano il sapore. Il ristorante dispone inoltre di un’ottima cantina vini con una selezione che include più di 100 etichette, oltre a un’ottantina di grappe. Complessivamente offre la disponibilità di 250 coperti. E l’accoglienza e l’attenzione alle esigenze di ogni cliente sono sempre di casa: oggi come ai primi del Novecento.

New Eolfiori di Corso Vittorio Emanuele a Lipari porta a conoscenza della spettabile clientela che, per un guasto alla linea telefonica fissa, è, al momento contattabile al 3331151342. Verrà dato comunicazione alla riattivazione della linea fissa. 

Le Eolie nelle stampe d'epoca (138° puntata): Stromboli - S. Vincenzo


 

La "grillizzazione" della politica eoliana (di Gianluca Corrado)

 

Riceviamo dall'avvocato Gianluca Corrado  e pubblichiamo:

"Non v'è dubbio alcuno che il periodo preelettorale a Lipari regali, a qualsiasi osservatore attento, meravigliose perle.
Peraltro, per chi come me ha subito attivamente la "truffa politica" del ventennio - quella orchestrata da quel moVimento 5 stelle che aveva conquistato il cuore di milioni di italiani, illudendoli di divenire tutti partecipi delle scelte politiche, per poi tradire ogni indicazione pazientemente raccolta nel corso di anni dai suoi attivisti tra i cittadini con tavoli di lavoro, confronti pubblici e programmi condivisi - risulta evidente la "grillizzazione" di buona parte della politica eoliana.
Non v'è giorno invero nel quale non vi sia almeno un componente dei nuovi gruppi che si stanno formando per sostenere i candidati a Sindaco, che parli di partecipazione attiva della cittadinanza, di ascolto e di scelte condivise.
Non v'è giorno in cui qualcuno non si definisca "nuova politica", contrapponendosi ed auto elevandosi rispetto a quella "vecchia politica" che loro stessi - o soggetti a loro politicamente vicini - hanno imposto per anni, con le ben note, tristi conseguenze per la nostra terra.
Ma d'altro canto ormai si sa, in campagna elettorale, come in guerra e in amore, tutto è concesso. Non importa se chi parla di partecipazione e condivisione, ritiene invero di essere detentore di verità assolute o abbia già svolto ruoli amministrativi comportandosi in maniera diametralmente opposta rispetto a ciò che oggi predica, ciò che importa è "vendere" qualcosa di condivisibile ai cittadini per racimolare qualche preferenza.
L'ascolto e la partecipazione sono fondamentali per una buona amministrazione, sia chiaro, ma vanno esercitati nel corso del mandato, cosa che nessuno ad oggi è stato in grado di fare, non certo enunciati a vuoto in campagna elettorale. 
Le nostre isole non hanno bisogno di sedicenti statisti o teorici della democrazia diretta, hanno bisogno di un gruppo di persone umili e pragmatiche che conoscano il territorio e le reali esigenze di chi qui vive e che abbiano la voglia e la capacità di lavorare per dare una direzione e un futuro diverso alla nostra terra.
Lipari non ha bisogno di novelli Grillo, ha bisogno di chi sia in grado di leggere i bilanci, bussare alle porte giuste e trovare - da un lato - le risorse per gestire l'ordinario non più come si è fatto sinora "in emergenza", ma con un'adeguata pianificazione e con i tempi di un Comune "normale" e - dall'altro - che sia in grado di mettere le basi affinché almeno una delle infrastrutture essenziali che mancano possa essere realizzata.
Le nostre meravigliose isole non hanno bisogno di belle parole, hanno bisogno di chi sia in grado, con umiltà, di valorizzarle, promuoverle e - senza grilli per la testa, lasciando da canto idee tanto suggestive quanto irrealizzabili - di lavorare giorno dopo giorno per limare ed eliminare tutti quei disagi che derivano dalla nostra insularità."

Calcio, prende il via domenica il campionato di Terza Categoria. Ed è già derby

Fissato per domenica l’inizio ufficiale del campionato di Terza Categoria (Girone A di Messina). 
Al via 10 formazioni, tra queste le eoliane Malfa e Stromboli.

La prima giornata regala già il derby tra le formazioni eoliane.

Giocherà in casa lo Stromboli, allenato da Massimo Torre, anche se al Monteleone - Scoglio di Lipari

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Pontile a giorno al buio. Circomare Lipari lo interdice. Opposizione punta il dito sul ritardo lavori nella testata lato sud

Stop temporaneo all’attracco dei mezzi veloci nel pontile a giorno di Sottomonastero, a Lipari. 

Il Circomare Lipari ha emanato, oggi, un’ordinanza che vieta l’approdo a partire da oggi, "fino all’avvenuto ripristino dell’intera infrastruttura edell’impianto di illuminazione da parte dell’Ente gestore"

Il provvedimento si è reso necessario a seguito della segnalazione, da parte del Gruppo Ormeggiatori e Battellieri delle Eolie del malfunzionamento dell’impianto luminoso, fondamentale per garantire la sicurezza delle operazioni portuali, soprattutto nelle ore notturne.

Ed ancora a seguito della richiesta del 18 ottobre scorso, inoltrata agli organismi competenti dallo stesso Ufficio Circondariale Marittimo di interventi di ripristino per danni ad opere portuali punto di approdo di Sottomonastero pontile aliscafi.

L’ordinanza dispone il divieto di attracco di qualsiasi unità navale, di transito pedonale e di ogni attività connessa all’utilizzo della struttura. Vietati anche la balneazione, la pesca e qualsiasi altra attività che presupponga l’impiego del pontile.

l divieto resterà in vigore fino al completamento degli interventi necessari e al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Intanto i consiglieri d'opposizione hanno presentato questa interrogazione consiliare sll'interdizione, da mesi, della testata lato sud del molo aliscafi del porto di Sottomonastero, testata sud interdetta da mesi:

Al Sindaco del Comune di Lipari

Riccardo Gullo

e, per conoscenza

All’Assessore ai trasporti

Saverio Merlino

All’Assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità;

Al Dipartimento regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti;

Oggetto: INTERROGAZIONE - Porto di Sottomonastero, testata sud interdetta da mesi: ma quale somma urgenza? Disagi per tutta l’estate e ancora nessuna certezza sui tempi di ripristino.

I sottoscritti Consiglieri comunali,

PREMESSO CHE

la chiusura della testata sud del porto di Sottomonastero ha privato l’utenza di un importante punto di approdo, provocando disagi a residenti, pendolari, studenti, lavoratori e turisti e ripercussioni sull’organizzazione dei collegamenti marittimi per tutta la stagione estiva, con una situazione che, ancora oggi, non risulta risolta;

la stessa determinazione comunale n. 2326 del 2 ottobre 2026 di affidamento dei lavori di video ispezione dei pali di sostegno principali dell'intero pontile a giorno ricostruisce una vicenda che solleva interrogativi difficilmente eludibili:

 il 24 giugno 2026 la Regione autorizzava gli interventi urgenti, con la disponibilità del Comune ad anticipare le risorse; il 13 luglio venivano affidati i lavori e il 14 luglio gli stessi venivano consegnati in via d’urgenza; eppure, a distanza di circa 80 giorni, il 2 ottobre il Comune procedeva ad affidare un ulteriore servizio di videoispezione subacquea, per 1.000 euro, senza indicare una data certa per il ripristino della testata sud.

Sono trascorsi, dunque, circa 100 giorni dalla consegna dei lavori e i cittadini continuano a fare i conti con le conseguenze dell’indisponibilità dell’accosto, dopo un’intera estate di disagi.

Nessuno intende mettere in discussione la necessità delle verifiche tecniche e della sicurezza portuale. Ma è legittimo chiedersi perché, nonostante le criticità fossero note da mesi e gli interventi fossero stati espressamente qualificati come urgenti, si sia arrivati all’autunno senza che sia stato chiarito quando l’accosto potrà tornare operativo.

Ma quale somma urgenza è stata concretamente assicurata se, dopo mesi, siamo ancora alle ispezioni subacquee e non esiste una data certa per il ripristino? E, soprattutto, la videoispezione è davvero indispensabile per intervenire sul respingente danneggiato della testata sud oppure si tratta di un accertamento che può essere svolto parallelamente, senza ritardare ulteriormente le opere necessarie? E se così non é, perché é stato affidato solo dopo diversi mesi? 

I cittadini delle Eolie non possono continuare a pagare il prezzo di ritardi amministrativi senza sapere quando finiranno i disagi.

La somma urgenza non può essere soltanto una formula inserita negli atti: deve tradursi in interventi tempestivi, risultati concreti e rispetto per una comunità che dipende quotidianamente dai collegamenti marittimi.

Tutto ciò premesso, 

i sottoscritti Consiglieri comunali interrogano il Sindaco per sapere:

Per quali ragioni, a circa 100 giorni dalla consegna dei lavori, non sia stato ancora chiarito quando sarà ripristinata la testata sud e quali circostanze abbiano determinato il protrarsi dei tempi.

Se i lavori affidati a luglio siano stati effettivamente avviati e quali opere siano state realizzate  e in caso contrario perche non sono stati avviati.

Perché la videoispezione subacquea sia stata affidata soltanto il 2 ottobre e se costituisca una condizione indispensabile per il ripristino del respingente danneggiato, oppure se sia possibile procedere tempestivamente con le lavorazioni necessarie, nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza.

Quale sia la data certa per il ripristino della testata sud e quali iniziative immediate intenda assumere l’Amministrazione per accelerare i lavori, anche attraverso un confronto urgente con la Regione e gli altri enti competenti.

Se siano state accertate le cause dei ritardi e quali misure siano state adottate dal responsabile del procedimento e dalla Direzione dei lavori per garantire l’effettiva esecuzione degli interventi.

Lipari non ha bisogno di altre generiche rassicurazioni: ha bisogno che il porto torni a funzionare e che l’Amministrazione spieghi ai cittadini perché, dopo aver dichiarato l’urgenza e affidato i lavori in via d’urgenza, si sia arrivati a ottobre senza un risultato chiaramente documentato e senza una data certa per la riapertura dell’accosto.

Si richiede risposta scritta

I Consiglieri Comunali: Gaetano Orto, Lucy Iacono, Giorgia Santamaria, Raffaele Rifici, Adolfo Sabatini, Cristina Dante, Angelo Portelli

Eolienews ricorda Carmelo Bottiglieri


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Tanti auguri!

Buon compleanno a Sara Russo, Carlotta Gatti, Rosario Murabito, Gabriella Reitano, Giovanni Bonsignore, Bartola Mandarano, Daniela Gisella Saltalamacchia, Tamara Orto



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Oggi, 22 ottobre: San Giovanni Paolo II

« Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa! »

Di solito, perché uno sia ufficialmente dichiarato santo, ne deve passare di acqua sotto i ponti del "Tevere, con il rischio che il suo ricordo si disciolga nel vischioso amalgama del tempo. Poche le eccezioni. Una ha riguardato papa Giovanni Paolo II, scomparso nel 2005. Con lui la burocrazia vaticana ha bruciato i tempi, accogliendo l'appello lanciato a gran voce dalle centinaia di migliaia di persone accorse a Roma a rendergli l'estremo riconoscente: «Subito santo!». 

Il ricordo del papa venuto dall'Est è ancora vivissimo nel cuore e nella memoria di moltissimi. Chi ha qualche anno di più lo ricorda affacciato al balcone di San Pietro, sconosciuto cardinale di Cracovia, rivolgere con voce robusta ben impostata e in un italiano un po' acerbo, il primo saluto ai fedeli romani, dopo la sua elezione a sommo pontefice. O le parole con cui ha inaugurato il suo pontificato, il 22 aprile 1978: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!». 

Il suo è stato un pontificato lunghissimo, intenso e soprattutto missionario. Tantissimi i viaggi da lui intrapresi per incontrare lì dove vivono i cristiani di tutto il mondo e irrobustirli nella fede e sostenerli con la vicinanza nella carità. 

Aperto al dialogo con tutti, in particolare con le altre religioni, i cui rappresentanti egli ha voluto incontrare ad Assisi, nel 1986, per pregare insieme per la pace nel mondo. 

Attento ai giovani, che ricambiavano le sue attenzioni accompagnandolo e sostenendolo con il loro tonificante entusiasmo, specie nell'ultima fase della sua vita, debilitato dall'età e dalla malattia. A volte deciso, come nella Valle dei Templi ad Agrigento, quando, rivolgendosi ai mafiosi con inattesa durezza, ha invocato su di loro l'ira di Dio, se non si fossero convertiti. O quando ha puntato il dito minaccioso contro Augusto Cardenal, il mite monaco e poeta venezuelano, esponente della teologia della liberazione per lui, uomo vissuto sotto il regime comunista, pericolosamente imbevuta di marxismo rivoluzionario. 

Autorevole e decisivo sullo scacchiere mondiale, tanto che gli viene riconosciuto un ruolo importante nella caduta del regime comunista in Polonia, sua patria, e poi nel resto della galassia sovietica. 

Karol Wojtyla nasce a Wadowice, in Polonia, il 18 maggio 1920, ultimo di tre figli. Vive un'infanzia tranquilla in un paese mai tranquillissimo. A tempo debito, riceve i sacramenti dell'iniziazione cristiana e si iscrive alle scuole fino all'università Jagellonica di Cracovia, nel 1938. L'anno seguente la Polonia è occupata dalle truppe del Terzo Reich: fine della libertà e di ogni attività culturale. Le università chiudono i battenti e Wojtyla deve mettere da parte i libri e cercarsi un lavoro, che trova prima in una cava e poi nella fabbrica chimica Solvay. Così si guadagna da vivere ed evita la deportazione in Germania. 

Continua nella clandestinità a coltivare interessi culturali, come la passione per il teatro. Gli piace calcare le scene e nel 1939 recita nell'opera fiabesca Il cavaliere al chiaro di luna, messa in scena da una compagnia sperimentale, il Teatro Rapsodico. Intraprende anche lo studio delle lingue. Un'altra vocazione nel frattempo fa breccia nel suo cuore, la vocazione sacerdotale, cui dà seguito iscrivendosi nel 1942 ai corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia. 

La vocazione ha origine da un incidente occorsogli nel febbraio 1944. Sta rincasando dal lavoro quando un camion tedesco lo investe. Esce malconcio dall'incidente: trauma cranico acuto ed escoriazioni varie, una ferita alla spalla curata in due settimane d'ospedale. Vede nell'essersela cavata un segno della chiamata del Signore. 

Vive la tragedia dcl suo popolo. Nell'agosto 1944, durante la rivolta di Varsavia, sfugge alla deportazione. Quando la Gestapo perquisisce la città di Cracovia, casa per casa, alla caccia di polacchi maschi, Karol riesce a nascondersi in arcivescovado, dove rimane fino a guerra finita.

La notte del 17 gennaio 1945 i tedeschi abbandonano la città. Nella Polonia e nell'Europa, finalmente liberate dall'incubo nazista, la vita rinasce. Anche il seminario riapre i battenti e Wojtyla riprende gli studi, iscrivendosi alla facoltà di teologia dell'università Jagellonica e 1'1 novembre 1946 viene ordinato sacerdote. 

Giovane prete di eccellenti promesse, è mandato a Roma a coronare con la laurea un profittevole corso di studi. Due anni dopo, nel 1948, relatore padre GarrigouLagrange, consegue il dottorato in teologia discutendo una tesi sulla dottrina della fede in san Giovanni della Croce.

Ritornato in patria, alterna l'attività pastorale in alcune parrocchie con l'assistenza spirituale agli universitari. Nel 1951 riprende gli studi all'Università cattolica di Lublino, dove si laurea nuovamente con una tesi sulla possibilità di fondare un'etica cristiana a partire dal sistema etico del filosofo Max Scheler. Dopodiché, si dedica all'insegnamento della teologia morale e dell'etica nel seminario di Cracovia e nella facoltà di teologia di Lublino. 

Ha tutte le carte in regola per una promettente carriera ecclesiastica. Il primo passo gliela fa compiere Pio XII nel 1958 nominandolo vescovo ausiliare di Cracovia. Prosegue Paolo VI, facendolo arcivescovo, nel 1964, della stessa città e creandolo, tre anni dopo, cardinale. Nel frattempo partecipa al concilio Vaticano II (19621965) dando un contributo importante nell'elaborazione delle costituzioni Gaudium et spes e Dignitatis humanae. 

A Cracovia l'arcivescovo Wojtyla deve fare i conti con il duro regime comunista, ma non è tipo da subirne i soprusi senza battere ciglio. Si contrappone a esso con fierezza e coraggio, fino a sfidarne i burocrati pubblicando a puntate nel giornale diocesano libri colpiti dalla censura, come Ipotesi su Gesù di Vittorio Messori e Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci. 

Dopo la morte di Paolo VI, nell'agosto 1978, partecipa al conclave, che elegge a succedergli Albino Luciani, patriarca di Venezia, che prende il nome di Giovanni Paolo I. Trentatré giorni dopo, la Cappella Sistina accoglie i cardinali per un nuovo conclave. Luciani è prematuramente scomparso, stroncato da un infarto nel cuor della notte. 

Il 16 ottobre fumata bianca. I cardinali hanno eletto il giovane (ha solo cinquantotto anni) arcivescovo di Varsavia, cardinale Karol Wojtyla. Con il nome di Giovanni Paolo II, egli inizia il 22 ottobre successivo il suo pontificato, destinato a essere uno dei più lunghi della storia della chiesa: ventisette anni, ricchi anche di sorprese, come quella di vederlo sciare sui monti innevati del Terminillo, della Marmolada e dell'Adamello. 

Carissimi fratelli e sorelle,

siamo ancora tutti addolorati dopo la morte del nostro amatissimo Papa Giovanni Paolo I. Ed ecco che gli Eminentissimi Cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato da un paese lontano... lontano, ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana. Ho avuto paura nel ricevere questa nomina, ma l’ho fatto nello spirito dell’ubbidienza verso Nostro Signore Gesù Cristo e nella fiducia totale verso la sua Madre, la Madonna Santissima.

Non so se posso bene spiegarmi nella vostra... nostra lingua italiana. Se mi sbaglio mi corrigerete. E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella Madre di Cristo e della Chiesa, e anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l’aiuto di Dio e con l’aiuto degli uomini. 

Tra i primi passi del suo ministero, il pellegrinaggio alla tomba dei due patroni d'Italia: va ad Assisi a rendere omaggio a san Francesco e poi si reca nella basilica di Santa Maria sopra Minerva in Roma a venerare Caterina da Siena. 

I viaggi missionari sono un tratto caratteristico del pontificato di Giovanni Paolo II: ne fa ben 104, nel corso dei quali incontra milioni di fedeli in tutto il mondo; 146 sono le visite pastorali in Italia; come vescovo di Roma; poi, visita 317 parrocchie. Innumerevoli anche le udienze generali del mercoledì e le udienze speciali riservate a personalità del mondo della politica, della cultura e della scienza. 

Per i giovani avvia nel 1985 le Giornate mondiali della gioventù. Ed è presente a ben diciannove di esse in varie parti del mondo, con la partecipazione di milioni di giovani entusiasti e affascinati dalla parola di Dio che egli annuncia senza sconti. 

Un episodio lo segna a fondo nel corpo e nello spirito, l'attentato di cui è vittima il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro. A colpirlo è un giovane killer turco, Mehmet Ali Agca. Su chi abbia armato la sua mano non è mai stata fatta completa luce: i servizi segreti di paesi del blocco sovietico, irritati per il suo apporto dato alla caduta del comunismo? Forse. 

Il pontefice ferito è sottoposto a un difficile intervento chirurgico. Si salva e lui attribuisce la salvezza all'intervento della Madonna, apparsa a Fatima, appunto, un 13 di maggio. L'anno successivo, ristabilitosi, si reca in Portogallo a ringraziarla e fa incastonare il bossolo del proiettile nella corona che cinge la testa della Vergine. 

La vicenda ha un seguito. Interrogandosi sul senso di quanto accadutogli e su alcune coincidenze e conoscendo il contenuto dell'ultimo dei segreti confidati dalla Madonna ai pastorelli di Fatima e non ancora svelato, intravede se stesso nei tratti del vescovo vestito di bianco colpito a morte, descritto nel segreto, e collega il tutto a quanto successogli quel 13 maggio. 

Vive con intensità e slancio, nonostante il progredire inesorabile della malattia, la preparazione al terzo millennio e poi la celebrazione del giubileo del 2000, promuovendo grandi celebrazioni e iniziative, dalle quali si attende un profondo rinnovamento spirituale della chiesa. Rilancia in seguito proclamando l'anno mariano e l'anno dell'eucaristia. 

L'evangelizzazione di chi non ha ancora subito il fascino del Vangelo di Cristo, e la rievangelizzazione di chi a quel fascino si è poi sottratto sono la nota dominante del suo pontificato e dei suoi interventi: sinodi (14), lettere encicliche ed esortazioni apostoliche (15), libri (5), Catechismo della chiesa cattolica... 

Il tutto, naturalmente, accompagnato da una profonda fede personale, da una filiale devozione alla Madre del Signore e da un grande amore per il prossimo, soprattutto per i più deboli, bambini, anziani e malati, nelle cui file passa lui stesso l'ultimo tratto di vita, offrendo un umanissimo e luminoso esempio di sopportazione e di coraggio nel cercare un senso al dolore che accompagna la vita di ciascuno. 

Giovanni Paolo II muore in Vaticano il 2 aprile 2005. Davanti alla sua bara, esposta in San Pietro, sfilano più di tre milioni di pellegrini. Benedetto XVI lo proclama beato maggio 2011 e viene canonizzato il 27 aprile 2014 da Papa Francesco.

PRATICA O nostro amatissimo padre Giovanni Paolo II aiutaci ad amare la Chiesa con la stessa gioia e intensità con cui tu l'amasti in vita.

PREGHIERA O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il Beato Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore.