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venerdì 17 novembre 2017

Padre mio... (di Daniela Merlo)

Riceviamo e pubblichiamo:
Racconta una tradizione orale che un giorno fra Masseo era con San Francesco sul Monte della Verna e lo sfidò una sera in una gara singolare: chi dei due sarebbe stato capace di recitare più Padre nostro durante la notte. Decisero che li avrebbero contati con dei sassolini. All’indomani, fra Masseo, con le mani colme di sassolini si recò da Francesco, apostrofandolo con una frase di vittoria: «Ecco i Padre nostro che ho recitato in questa notte. Mostrami i tuoi!» Francesco, con un senso di ammirazione disse al compagno: «Beato te! Io non sono riuscito a finire un solo Padre nostro. Mi sono fermato sulle parole “Padre nostro” per l’intera notte!».
In questi ultimi tempi ho pensato e riflettuto e mi sono chiesta quale fosse il significato profondo di questa parola cosi semplice, pronunciata da tutti, Padre.
E così mi sono messa alla ricerca.
Quando sono andata ad approfondire ho scoperto cose meravigliose.
La radice PA di padre sembra derivi dal sanscrito PITA da cui nel tempo è stata abbreviata in PA- ed ha un duplice significato: nutrimento e protezione.
Padre è colui che per definizione nutre, attraverso ogni tipo di cibo: fisico e spirituale.
È guida, confine, recinto, limite, è protezione dal male.
Questo tu sei stato ed anche: gioia, rassicurazione, riferimento, allegria, ironia, costanza, serietà, leggerezza, parola, disponibilità, gentilezza, ascolto, comprensione, cura, compassione. Hai fatto parte di questa comunità che ti stima perchè tanto hai dato a tutti noi.
Ci sono figli che per una vita non hanno mai potuto pronunciare la parola papà e figli che non la potranno mai più pronunciare.
Quanta solitudine si prova nel non poter più rivolgere al nostro padre un semplice: ciao papà.
Oggi è il primo anno "senza di te", ma davvero tu non sei più qui con noi?
Noi ti avvertiamo sempre vicino e accanto. La tua assenza è forte presenza.
Io credo che le persone non muoiano mai, almeno non nella nostra memoria, non nell'Amore che abbiamo provato, no, le anime restano, vive, presenti, vicine, e tu sei qui.
Ciao papà. Grazie per essere stato mio Padre.

Daniela

La morte non è niente

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.


Henry Scott Holland

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