Riceviamo dal dottor Gianni Iacolino e pubblichiamo:
Ore 19 di domenica 7.03.2010. Un gregge di eoliani, inzuppati da una pioggerellina sottile, vaga a Milazzo, brontolando a vuoto, tra le agenzie ed il bar, nella speranza che almeno il comandante della NGI abbia il buon senso di portarci a casa, alle 21, viste le condizioni di mare calmo e le previsioni che non allarmerebbero nessun diportista responsabile.
Ed intanto si impreca contro tutto e tutti, ripetendo un rito monotono che non fara' aprire le biglietterie, che non sensibilizzera' gli operatori del settore, che non sembra interessare ne' alla politica ne' alle autorita' istituzionali.
Mi chiedo come sia stato possibile cadere cosi' in basso con l'aggravante di aver fatto finta di non accorgersi, anno dopo anno, dell'incredibile degrado in cui siamo precipitati, come comunita' isolana e come nazione.
Intanto stiamo a belare, inzuppati, nei dintorni del porto di Milazzo.
Gianni Iacolino
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domenica 7 marzo 2010
Ludica Lipari: Una vittoria strameritata..frutto di cuore, grinta e grande condizione fisico-atletica
Ludica Lipari – Città di S. Agata = 3-2Marcatori: 10° Giunta Renzo, 30° Zagami, 40° e 49° Micalizzi, 89° Giunta Antonello
Ludica Lipari: Orto, Mazzeo, Natoli (83° Tripi) Currò, Caruso, Formica, Saltalamacchia C. (50° Lo Nardo), Giunta A., Giunta R., Sturniolo (75° Li Donni), Zagami
Città di S. Agata : Presti, Currò, Santomauro, Reale, Ingrassia, Milazzo, Scoglio, Micalizzi, Liprino, Presti, Fallo
Arbitro: Giuseppe Bertè (Barcellona P.G.)
(Salvatore Sarpi) Una Ludica Lipari tutta cuore e grinta, supportata da una condizione fisica invidiabile, riesce ad incamerare altri tre preziosissimi punti ai fini della fuoriuscita, in tempi brevi, dalla zona a rischio play-out.
Per i ragazzi di Caruso, che hanno saputo mettere in campo tutto ciò che non avevano fatto sino ad ora, si tratta del sesto punto in cinque giorni. Mercoledì, infatti, si erano imposti nel recupero con il S. Stefano.
Il sigillo ad una gara che gli eoliani hanno dominato in lungo e in largo, e che hanno corso il rischio di pareggiare, è arrivato all'89° ad opera del solito Antonello Giunta che con un violento tiro dal basso verso l'alto ha lasciato di stucco il portiere ospite.
Gli eoliani erano passati in vantaggio al 10° del primo tempo con Renzo Giunta e avevano
raddoppiato venti minuti dopo con Zagami. Un imprendibile tiro da cinquanta metri di Micalizzi al 40° e una successiva rete dello stesso bomber al 49° avevano portato in equilibrio la gara.Una vittoria quella liparese, seppure arrivata in piena zona Cesarini, ampiamente meritata se si considera che i padroni di casa avrebbero potuto realizzare almeno altre cinque reti e che, in pieno recupero, il palo ha detto di no ad una conclusione di Zagami.
Soddisfatti il presidente Cirino e il tecnico Caruso, così come tutta la dirigenza, che si vedono ripagati i sacrifici non indifferenti affrontati sino ad oggi per mantenere vivo il calcio a Lipari.
Salvatore Sarpi
Lipari...sprofonda....tra leggerezza e strafottenza. I lettori ci scrivono
Caro Direttore,
nel leggere il tuo articolo "Lipari sprofonda...", mi sono particolarmente indignato e ho sentito forte il desiderio di esternare delle inevitabili riflessioni che giro a te e ai lettori del tuo giornale on line.
Perchè bisogna aspettre di piangere il "morto" prima d'intervenire?
Questa volta, il buon Dio, ha voluto bene al malcapitato ma soprattutto ai nostri amministratori.
Quello che è accaduto oggi, non è un segno dei tempi, bensì della leggerezza e della strafottenza con cui si spende il denaro pubblico.
Come tu ben ricordi, la Via Isabella Conti è stata oggetto di manutenzione appena due mesi addietro, per la precisione la seconda decade di gennaio.
I lavori sono consistiti nella scarificazione e nel rifacimento di alcuni tratti del manto di asfalto (tra cui il tratto sprofondato) e, nello stesso tempo, dovevano essere rifatti i marciapiedi. Il tutto finanziato con i soldi del ticket.
Già allora, la strada presentava un vistoso avvallamento, eppure, durante la scarificazione, ci si è guardati bene dal fare dei sondaggi per verificare quello che stava succedendo nel sottosuolo. E' stato più comodo e veloce, invece, "lavare la faccia" e tappare la bocca agli eoliani.
Ecco oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche dei nostri miopi amministratori.
Purtorppo fin quando la cosa pubblica non sarà amministrata come se amministrassimo il bilancio di famiglia, continueranno ad esserci sprechi su sprechi.
A bun intenditor poche parole
Antonio Casamento
nel leggere il tuo articolo "Lipari sprofonda...", mi sono particolarmente indignato e ho sentito forte il desiderio di esternare delle inevitabili riflessioni che giro a te e ai lettori del tuo giornale on line.
Perchè bisogna aspettre di piangere il "morto" prima d'intervenire?
Questa volta, il buon Dio, ha voluto bene al malcapitato ma soprattutto ai nostri amministratori.
Quello che è accaduto oggi, non è un segno dei tempi, bensì della leggerezza e della strafottenza con cui si spende il denaro pubblico.
Come tu ben ricordi, la Via Isabella Conti è stata oggetto di manutenzione appena due mesi addietro, per la precisione la seconda decade di gennaio.
I lavori sono consistiti nella scarificazione e nel rifacimento di alcuni tratti del manto di asfalto (tra cui il tratto sprofondato) e, nello stesso tempo, dovevano essere rifatti i marciapiedi. Il tutto finanziato con i soldi del ticket.
Già allora, la strada presentava un vistoso avvallamento, eppure, durante la scarificazione, ci si è guardati bene dal fare dei sondaggi per verificare quello che stava succedendo nel sottosuolo. E' stato più comodo e veloce, invece, "lavare la faccia" e tappare la bocca agli eoliani.
Ecco oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche dei nostri miopi amministratori.
Purtorppo fin quando la cosa pubblica non sarà amministrata come se amministrassimo il bilancio di famiglia, continueranno ad esserci sprechi su sprechi.
A bun intenditor poche parole
Antonio Casamento
Lipari: Ex Pumex da domani sciopero della fame
Da domani gli ex lavoratori della Pumex, in atto utilizzati in ASU dal comune di Lipari, cominceranno lo sciopero della fame.
La protesta, che potrebbe però non essere l'unica, sarà a tempo indeterminato “fino a quando il ministero dell’Ambiente, la Regione e il Comune di Lipari non troveranno una soluzione” ai problemi, iniziati con la chiusura della “Pumex”, attività ritenuta incompatibile con il riconoscimento Unesco delle Eolie quale Patrimonio dell’Umanità
La protesta, che potrebbe però non essere l'unica, sarà a tempo indeterminato “fino a quando il ministero dell’Ambiente, la Regione e il Comune di Lipari non troveranno una soluzione” ai problemi, iniziati con la chiusura della “Pumex”, attività ritenuta incompatibile con il riconoscimento Unesco delle Eolie quale Patrimonio dell’Umanità
Firmata l'ordinanza sul ticket di ingresso.Fissati definitivamente i prezzi, esentati i cittadini delle province di Messina e Reggio Calabria
(Gazzetta del sud- Mauro Cucè) C'è una dote che questa città ha lasciato sottoterra per anni. Un tesoro che nessuno si è mai preso la briga di andare a cercare, forse abdicando a poteri superiori o forse, e più semplicemente, scegliendo la strada dell'ignavia politica, quella che alle nostre latitudini continua a mietere "vittime" ogni giorno.
Schiacciata da un destino, imposto chissà da chi, Messina non ha mai trovato il coraggio o la forza di rialzare la testa, consegnandosi alla sua gente come "servitù di passaggio" dell'Italia intera. Vittima sacrificale del transito veicolare, dei gas e dell'inquinamento acustico. Di slogan e parole il popolo messinese ne ha visti e sentiti a pioggia, ma mai nessuno ha tradotto in fatti quanto sbandierato. Adesso, forse, l'inversione di rotta. Decisa. Epocale. E messa per iscritto dal sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, che con i poteri speciali di commissario per l'emergenza traffico ha firmato ieri sera la determina con cui istituisce l'ecopass (sulla scia di quanto avvenuto anche in altre città italiane e europee). Un atto forte, destinato a segnare positivamente la sindacatura di Buzzanca, al pari del prossimo appalto degli approdi di Tremestieri e dell'atteso completamento degli svincoli di Giostra e Annunziata.
Un vero e proprio ticket per chi sbarcherà a Messina, attraversando lo Stretto. La deliberà, alla cui stesura e valutazione legale ha partecipato anche l'avvocato Marcello Scurria, verrà presentata, nel corso di una conferenza stampa, lunedì mattina, alle 10.30, a Palazzo Zanca.
Filtrano solo alcune indiscrezioni. I prezzi innanzitutto. Rispetto alle indiscrezioni di qualche giorno addietro, nelle ultime ore qualcosa è cambiato. Limate alcune tariffe e rivisti dei dettagli. Eccoli: chi attraverserà lo Stretto con l'auto, oltre al biglietto dei privati o delle Ferrovie, pagherà 1,50 euro solo andata (2,50 andata e ritorno). Autocarri e bus di linea pagheranno 5 euro (9 euro andata e ritorno), mentre autotreni e autoarticolati dovranno sborsare 10 euro (18 euro andata e ritorno). Tariffe che varranno per tutte le "linee": ovvero per chi sbarcherà alla Rada San Francesco, alla stazione marittima, al molo Norimberga (le Cartour) e agli approdi Tremestieri. In un primo momento si era pensato a "gravare" soprattutto sui veicoli che sbarcavano dalla Cartour, destinati ad attraversare tutta la città, passando prima per la via La Farina e poi il viale Europa. Ma alla fine si è deciso per la linea unitaria. Dal ticket saranno, ovviamente esentati i cittadini dei comuni e delle province di Messina e di Reggio Calabria. Basterà presentare la patente di guida. La data storica dovrebbe essere già stata fissata: l'1 giugno, come peraltro ha annunciato il sindaco Buzzanca, nel corso della sua relazione in aula nell'ultima settimana. Ma il primo cittadino spera di poter accelerare i tempi, anche grazie alla collaborazione dei privati. Una delibera di indirizzo per il ticket di attraversamento era stata votata dal consiglio comunale attuale (ma anche da quello precedente) dopo che a presentarla erano stati i consiglieri Giuseppe Melazzo, Nello Pergolizzi, Antonio Fazio e Giuseppe Chiarella (un ordine del giorno era stato presentato anche da Sebastiano Tamà, Antonio Restuccia, Antonino Spicuzza e Ivano Cantello). Secondo la proposta i ricavi servirebbero a interventi di riqualificazione e miglioramento della circolazione urbana, alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle arterie cittadine, al potenziamento del trasporto pubblico, al cofinanziamento dell'attraversamento pedonale, nonché all'incremento dell'organico dei vigili. Vedremo se l'Amministrazione confermerà l'impianto della delibera o darà vita a un provvedimento diverso. Ancora poche ore, poi sarà scritta la storia.
Schiacciata da un destino, imposto chissà da chi, Messina non ha mai trovato il coraggio o la forza di rialzare la testa, consegnandosi alla sua gente come "servitù di passaggio" dell'Italia intera. Vittima sacrificale del transito veicolare, dei gas e dell'inquinamento acustico. Di slogan e parole il popolo messinese ne ha visti e sentiti a pioggia, ma mai nessuno ha tradotto in fatti quanto sbandierato. Adesso, forse, l'inversione di rotta. Decisa. Epocale. E messa per iscritto dal sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, che con i poteri speciali di commissario per l'emergenza traffico ha firmato ieri sera la determina con cui istituisce l'ecopass (sulla scia di quanto avvenuto anche in altre città italiane e europee). Un atto forte, destinato a segnare positivamente la sindacatura di Buzzanca, al pari del prossimo appalto degli approdi di Tremestieri e dell'atteso completamento degli svincoli di Giostra e Annunziata.
Un vero e proprio ticket per chi sbarcherà a Messina, attraversando lo Stretto. La deliberà, alla cui stesura e valutazione legale ha partecipato anche l'avvocato Marcello Scurria, verrà presentata, nel corso di una conferenza stampa, lunedì mattina, alle 10.30, a Palazzo Zanca.
Filtrano solo alcune indiscrezioni. I prezzi innanzitutto. Rispetto alle indiscrezioni di qualche giorno addietro, nelle ultime ore qualcosa è cambiato. Limate alcune tariffe e rivisti dei dettagli. Eccoli: chi attraverserà lo Stretto con l'auto, oltre al biglietto dei privati o delle Ferrovie, pagherà 1,50 euro solo andata (2,50 andata e ritorno). Autocarri e bus di linea pagheranno 5 euro (9 euro andata e ritorno), mentre autotreni e autoarticolati dovranno sborsare 10 euro (18 euro andata e ritorno). Tariffe che varranno per tutte le "linee": ovvero per chi sbarcherà alla Rada San Francesco, alla stazione marittima, al molo Norimberga (le Cartour) e agli approdi Tremestieri. In un primo momento si era pensato a "gravare" soprattutto sui veicoli che sbarcavano dalla Cartour, destinati ad attraversare tutta la città, passando prima per la via La Farina e poi il viale Europa. Ma alla fine si è deciso per la linea unitaria. Dal ticket saranno, ovviamente esentati i cittadini dei comuni e delle province di Messina e di Reggio Calabria. Basterà presentare la patente di guida. La data storica dovrebbe essere già stata fissata: l'1 giugno, come peraltro ha annunciato il sindaco Buzzanca, nel corso della sua relazione in aula nell'ultima settimana. Ma il primo cittadino spera di poter accelerare i tempi, anche grazie alla collaborazione dei privati. Una delibera di indirizzo per il ticket di attraversamento era stata votata dal consiglio comunale attuale (ma anche da quello precedente) dopo che a presentarla erano stati i consiglieri Giuseppe Melazzo, Nello Pergolizzi, Antonio Fazio e Giuseppe Chiarella (un ordine del giorno era stato presentato anche da Sebastiano Tamà, Antonio Restuccia, Antonino Spicuzza e Ivano Cantello). Secondo la proposta i ricavi servirebbero a interventi di riqualificazione e miglioramento della circolazione urbana, alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle arterie cittadine, al potenziamento del trasporto pubblico, al cofinanziamento dell'attraversamento pedonale, nonché all'incremento dell'organico dei vigili. Vedremo se l'Amministrazione confermerà l'impianto della delibera o darà vita a un provvedimento diverso. Ancora poche ore, poi sarà scritta la storia.
Lipari "sprofonda": Voragine sulla centralissima via Conti
Coinvolta un'auto che si trovava a transitare e che ha riportato dei danni.
Sul posto sono immediatamente intervenuti gli uomini della polizia municipale (ispettori Maria Grazia Natoli e Agostino Portelli) e gli operai comunali Antonio Favata e Michele Acquaro.
L'area è stata transennata e sono state rimosse con il carro attrezzi delle auto posteggiate onde consentire un buon svolgimento della circolazione nonostante la voragine.
Nel video sottostante le immagini della voragine e dei primi interventi posti in essere dalla polizia municipale e dagli operai comunali:
Milazzo: Variante per biglietterie e area imbarco. Si punta a trasferire in estate tutti i servizi in via Tonnara
L'auspicato trasferimento delle biglietterie navi ed aliscafi dalla cortina del porto alla via Tonnara entro l'estate sembra finalmente potersi concretizzare.
Nell'ultima seduta del Comitato portuale infatti è stata approvata la perizia di variante e suppletiva redatta dal direttore dei lavori e la conseguente rimodulazione del progetto economico pari ad un milione e 50 mila euro. Ciò consentirà all'impresa appaltatrice, la Cipea di Bologna di completare le opere finalizzate a realizzare una struttura da destinare a biglietterie navi ed aliscafi, a sala d'attesa ed a servizi all'utenza quali: bar, ristorante, deposito bagagli, centro informazione ed uffici per le Autorità. L'iniziale termine per l'esecuzione delle opere era fissato in circa sei mesi. I problemi sono stati determinati, come si legge nella stessa relazione del direttore dei lavori "da una scarsa consistenza del sottostante terreno di sedime" che avrebbe reso necessario per ragione di sicurezza e stabilità delle corsie e dei piazzali un intervento rafforzativo
«L'approvazione di questa delibera – ha detto il vicesindaco di Milazzo Franco Cusumano, presente alla riunione del Comitato portuale – rimuove ogni ostacolo e finalmente avremo quest'opera che consentirà di decentrare l'imbarco sui traghetti dalla via dei Mille alla via Tonnara ed avrà una duplice finalità: da un lato risolvere la cronica carenza di spazi portuali da destinare allo stoccaggio dei mezzi in attesa di imbarco; dall'altro, trasferendo le biglietteria nel nuovo piazzale, di alleggerire la viabilità pubblica».
L'area in questione è molto vasta, compresa tra il Lido Azzurro e il rifornimento Agip, oggi bonificata ma sino a pochi anni addietro vera e propria discarica a cielo aperto con carcasse di autovetture, relitti di barche, carrelli fuori uso, verricelli arrugginiti ed ogni tipo di rifiuto, oltre alle sterpaglie, o meglio alla boscaglia che non dava il senso della gravità della situazione. Questo nuovo piazzale d'imbarco con le annesse biglietterie si inquadra pure nella vasta riorganizzazione operativa dell'ambito portuale volta a decongestionare le arterie comunali.
Va ricordato infatti che secondo le previsioni del Prg portuale in fase di definizione quest'area è quella che precede la cantieristica e segue le banchine dedicate all'attività commerciale. Infatti il porto cosiddetto storico ospiterà esclusivamente gli approdi turistici (dai moli Rizzo e Marullo, fino a parte della banchina XX Luglio con ovviamente lo specchio acqueo prospiciente), mentre appunto quello commerciale si snoderà lungo la via Tonnara e la cantieristica lungo la via Acqueviole. Nell'individuazione del ruolo assegnato alle banchine si dice di aver tenuto conto della deliberazione assunta nel 2006 dal consiglio comunale di Milazzo che ha individuato lo specchio acqueo antistante il Tennis e vela e piazza della Repubblica quale area per quel porto hub che la Regione aveva in un primo tempo assegnato a Milazzo e che però è stato "dirottato" su Sant'Agata Militello e che pertanto non rientra più nelle previsioni a favore della città del capo, con l'area limitrofa alla via Tonnara-Nino Bixio per la cantieristica ed assistenza ai natanti da diporto. Sulla banchina Rizzo invece troverà posto il nuovo pontile degli aliscafi (spesa un milione di euro). Proprio qualche giorno addietro l'Autorità portuale, preso atto del completamento dell'iter burocratico col rilascio dell'autorizzazione da parte del Ministero dell'Ambiente ha bandito la gara. Sarà una corsa contro il tempo per far sì che entro l'estate tale approdo possa essere operativo.
Ancora fermi invece gli altri interventi annunciati anche dal presidente Lo Bosco e relativi alle grandi infrastrutture: dragaggio del porto, appalto espletato per euro 5.950.000 da eseguire in 365 giorni; completamento banchine operative e dragaggio fondali antistanti, appalto espletato per euro 14.350.000 da eseguire in 700 giorni; completamento delle opere di accosto del porto di per euro 3.500.000. L'estate è alle porte e il rischio è che tutto slitti al prossimo autunno.
Nell'ultima seduta del Comitato portuale infatti è stata approvata la perizia di variante e suppletiva redatta dal direttore dei lavori e la conseguente rimodulazione del progetto economico pari ad un milione e 50 mila euro. Ciò consentirà all'impresa appaltatrice, la Cipea di Bologna di completare le opere finalizzate a realizzare una struttura da destinare a biglietterie navi ed aliscafi, a sala d'attesa ed a servizi all'utenza quali: bar, ristorante, deposito bagagli, centro informazione ed uffici per le Autorità. L'iniziale termine per l'esecuzione delle opere era fissato in circa sei mesi. I problemi sono stati determinati, come si legge nella stessa relazione del direttore dei lavori "da una scarsa consistenza del sottostante terreno di sedime" che avrebbe reso necessario per ragione di sicurezza e stabilità delle corsie e dei piazzali un intervento rafforzativo
«L'approvazione di questa delibera – ha detto il vicesindaco di Milazzo Franco Cusumano, presente alla riunione del Comitato portuale – rimuove ogni ostacolo e finalmente avremo quest'opera che consentirà di decentrare l'imbarco sui traghetti dalla via dei Mille alla via Tonnara ed avrà una duplice finalità: da un lato risolvere la cronica carenza di spazi portuali da destinare allo stoccaggio dei mezzi in attesa di imbarco; dall'altro, trasferendo le biglietteria nel nuovo piazzale, di alleggerire la viabilità pubblica».
L'area in questione è molto vasta, compresa tra il Lido Azzurro e il rifornimento Agip, oggi bonificata ma sino a pochi anni addietro vera e propria discarica a cielo aperto con carcasse di autovetture, relitti di barche, carrelli fuori uso, verricelli arrugginiti ed ogni tipo di rifiuto, oltre alle sterpaglie, o meglio alla boscaglia che non dava il senso della gravità della situazione. Questo nuovo piazzale d'imbarco con le annesse biglietterie si inquadra pure nella vasta riorganizzazione operativa dell'ambito portuale volta a decongestionare le arterie comunali.
Va ricordato infatti che secondo le previsioni del Prg portuale in fase di definizione quest'area è quella che precede la cantieristica e segue le banchine dedicate all'attività commerciale. Infatti il porto cosiddetto storico ospiterà esclusivamente gli approdi turistici (dai moli Rizzo e Marullo, fino a parte della banchina XX Luglio con ovviamente lo specchio acqueo prospiciente), mentre appunto quello commerciale si snoderà lungo la via Tonnara e la cantieristica lungo la via Acqueviole. Nell'individuazione del ruolo assegnato alle banchine si dice di aver tenuto conto della deliberazione assunta nel 2006 dal consiglio comunale di Milazzo che ha individuato lo specchio acqueo antistante il Tennis e vela e piazza della Repubblica quale area per quel porto hub che la Regione aveva in un primo tempo assegnato a Milazzo e che però è stato "dirottato" su Sant'Agata Militello e che pertanto non rientra più nelle previsioni a favore della città del capo, con l'area limitrofa alla via Tonnara-Nino Bixio per la cantieristica ed assistenza ai natanti da diporto. Sulla banchina Rizzo invece troverà posto il nuovo pontile degli aliscafi (spesa un milione di euro). Proprio qualche giorno addietro l'Autorità portuale, preso atto del completamento dell'iter burocratico col rilascio dell'autorizzazione da parte del Ministero dell'Ambiente ha bandito la gara. Sarà una corsa contro il tempo per far sì che entro l'estate tale approdo possa essere operativo.
Ancora fermi invece gli altri interventi annunciati anche dal presidente Lo Bosco e relativi alle grandi infrastrutture: dragaggio del porto, appalto espletato per euro 5.950.000 da eseguire in 365 giorni; completamento banchine operative e dragaggio fondali antistanti, appalto espletato per euro 14.350.000 da eseguire in 700 giorni; completamento delle opere di accosto del porto di per euro 3.500.000. L'estate è alle porte e il rischio è che tutto slitti al prossimo autunno.
Lipari: Incidente con il "botto" nella notte. Non vi sarebbero gravi conseguenze per chi era a bordo
Una BMW nera, per cause in corso di accertamento, dopo essersi immessa lungo la salita (in direzione Canneto quindi) è andata ad impattarecontro gli archetti dissuasori posizionati dalla Provincia a delimitazione del marciapiede pedonale.
Un paio gli archetti travolti e/o scardinati (vedi foto), consistenti i danni al mezzo, specie nella parte anteriore (lungo il ciglio della strada si trova anche una ruota) ma da quanto trapela senza gravi conseguenze per chi si trovava a bordo.
Lipari: Il sindaco Bruno ha incontrato i pescatori sulle problematiche di Marina Corta
Si è discusso dei problemi legati alla rimozione della scogliera protettiva, ubicata nei pressi dello specchio d'acqueo limitrofo alla salita di San Giuseppe.
Rimozione che sta comportando tutta una serie di disagi. Il mare spesso e volentieri, infatti, attraversando la parte inferiore del ponte invade ed allaga la sede stradale.
La processione e i festeggiamenti per San Bartolomeo a Sydney
Calcio: Per la Ludica Lipari impegno casalingo
Dopo la vittoria di mercoledi scorso nel recupero, nuovo impegno casalingo oggi pomeriggio per la Ludica Lipari.
I ragazzi di Caruso e Li Castro affronteranno al Monteleone il "Città di S. Agata".
Una gara da vincere per tirarsi fuori al più presto dalla zona "rischio playout"
I ragazzi di Caruso e Li Castro affronteranno al Monteleone il "Città di S. Agata".
Una gara da vincere per tirarsi fuori al più presto dalla zona "rischio playout"
Pallavolo: Per le ragazze del Meligunis 6 punti in due giorni
COMUNICATO STAMPAFine settimana positivo per le ragazze della squadra di prima divisione.
Nel recupero disputato ieri pomeriggio al Nicola Biviano si sono imposte per 3 set a 1 contro il Furci Volley.
Le ragazze “ospiti” credevano in una vittoria facile, invece hanno trovato pane per i loro denti! Una bella partita per le padrone di casa....è quasi difficile descriverla perché bisognava vederla… bisognava essere tra gli spalti!
Nei primi due set le giovani eoliane hanno finalmente espresso nel migliore dei modi il loro livello tecnico e, con concentrazione e lucidità, li hanno vinti egregiamente.
Le ragazze “ospiti” credevano in una vittoria facile, invece hanno trovato pane per i loro denti! Una bella partita per le padrone di casa....è quasi difficile descriverla perché bisognava vederla… bisognava essere tra gli spalti!
Nei primi due set le giovani eoliane hanno finalmente espresso nel migliore dei modi il loro livello tecnico e, con concentrazione e lucidità, li hanno vinti egregiamente.
Nel terzo, inevitabile, un calo psicologico e qualche errore di arbitraggio hanno condizionato un po’ le atlete.
Nel quarto set, si giocava punto a punto, e nel momento in cui le avversarie hanno allungato le distanze, grazie anche a qualche punto regalato dall’arbitro, le eoliane con calma e punto a
punto hanno chiuso al quarto set.
punto hanno chiuso al quarto set. Purtroppo c’è stato anche un infortunio dell’atleta Martina Costanzo alla caviglia e l’espulsione, forse esagerata, dell’allenatore Salvatore Naso, in quanto “tranquillamente” ha protestato su qualche decisione arbitrale. Insomma una partita in cui non è mancato proprio niente!!!
Il recupero previsto per stamattina sarà vinto direttamente a tavolino, in quanto la squadra ha deciso di non presentarsi.
Due vittorie in due giorni, con questi 6 punti, le ragazze giungono a quota 10 e fanno un piccolo passanti avanti nella classifica con ancora due gare da recuperare.
Il recupero previsto per stamattina sarà vinto direttamente a tavolino, in quanto la squadra ha deciso di non presentarsi.
Due vittorie in due giorni, con questi 6 punti, le ragazze giungono a quota 10 e fanno un piccolo passanti avanti nella classifica con ancora due gare da recuperare.
Patrizia Lo Surdo
sabato 6 marzo 2010
Montecitorio: cancellati ATO Rifiuti e idrici ....
Riceviamo dal consigliere Pietro Lo Cascio e pubblichiamo (Si tratta di una notizia che sta facendo il giro della rete)
La Camera dei deputati ha approvato la soppressione dell’esistenza degli Ato rifiuti e degli Ato idrici. Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta Italia si abbatte in particolar modo sulla Sicilia che su acqua e rifiuti pena da parecchio. Un improvviso cambiamento legislativo, che somiglia ad una sorta di tsunami, dall’entità e dagli esiti, oggi, non valutabili, né prevedibili. Presentatosi, sotto l’innocua denominazione di emendamento “comma quinqiues all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, titolato “interventi urgenti per enti locali e regioni”.
Nella distrazione generale dei lobbysti delle grandi società d’acqua e rifiuti che, quotidianamente, presidiano Montecitorio e dei deputati italiani “designati”- a cominciare da quelli siciliani - la Lega di Bossi, con fredda efficienza, ha piazzato questo colpo mortale ad una parte consistente del sistema politico-economico di potere, e di “governo allegro”, del centrodestra nel Mezzogiorno d’Italia. Ed, in particolare, in Sicilia. Peraltro, con il voto disciplinato di tutti i deputati della maggioranza che, probabilmente, “more solito”, ignoravano che cosa stessero votando.
“Non c’è dubbio, si tratta di un intervento di legge radicale che cambia tutti i termini e moduli gestionali nei settori regionali dei rifiuti e dell’acqua – commenta Franco Piro della direzione regionale del Pd, il primo in Sicilia ad accorgersi dell’accaduto – che impone la necessità di una riflessione attenta sul ddl di riforma del sistema rifiuti in Sicilia sul quale si sta discutendo all’Ars”.
“Il testo di riforma della filiera dei rifiuti del governo regionale infatti – continua Piro – prevede un sistema fondato sugli Ato e sulla gestione unica territoriale basandosi sull’art 201 del decreto legislativo 152/06; proprio quello che è stato abrogato, ieri, dalla Camera. E’ indispensabile, perciò, trovare, urgentemente, soluzioni adeguate per evitare che la riforma dei rifiuti in Sicilia si blocchi ancora un’altra volta”.
Spieghiamo meglio i termini concreti della questione. Gli Ato rifiuti (ma anche quelli idrici) sono figli del decreto legislativo 152 del 2006, art.201. Cosa prevedeva? Che la gestione del servizio rifiuti: cura delle strade, raccolta e smaltimento, venisse organizzata su omogenei e delimitati ambiti territoriali. Prevedendo due innovazioni strutturali diverse e contigue: a) una “Autorità di Ambito” espressione politica dei comuni di quel territorio che programmasse e vigilasse sullo svolgimento del servizio pubblico dei rifiuti di una porzione di territorio; b) un consorzio intercomunale che appaltasse ad un'unica organizzazione esterna la gestione materiale e quotidiana del servizio rifiuti, puntando al risparmio ed all’efficienza.
Una ricetta organizzativa che nel centro-nord Italia ha funzionato, egregiamente. Nel Sud ed in Sicilia, invece, ha assunto le sembianze di un calvario. In Campania gli Ato hanno fallito la loro mission per le troppe illegalità consumate alla luce del sole. In Sicilia - modestamente parlando - la mente dei legislatori siciliani ha dimostrato una più solida fantasia criminogena, mischiando nei 27 Ato siciliani le funzioni di autorità con quelle di gestione. La vecchia furbizia dei “controllori” che “dovrebbero controllare se stessi”. Circostanza che ha permesso a sindaci e consiglieri comunali di sfornare migliaia e migliaia di assunzioni a tempo indeterminato per chiamata diretta (di figli, mogli, parenti, amanti, amici, “amici degli amici”, galoppini elettorali, etc) e di organizzare simulacri di gestione della raccolta “in regime diretto”, producendo complessivamente alla fine un tale volume di debiti, che ha sfondato la soglia di deficit regionale del miliardo di euro. Buco di bilancio agevolato dall’atteggiamento dei sindaci dei paesi di provincia – che sgravati legalmente dalla responsabilità di dover pensare al problema dei rifiuti – hanno pensato bene di non pagare mai più i costi del servizio agli Ato, spendendo i soldi dei loro bilanci comunali a ciò finalizzati per altre cose, clientelarmente più utili e produttive. Un disastro che, ancor oggi, è sotto gli occhi di tutti.
Tranne alcune “lodevoli eccezioni”, come il Coinres, con giurisdizione sui paesi della provincia di Palermo, che dopo aver assunto a chiamata diretta appena 570 persone (per fare che? Non è dato sapere) ha proceduto, a smozzichi e spizzichi, a piccoli “noleggi a caldo” di autocompattatori, camion e pale meccaniche, moltiplicando così i costi di gestione, e finendo, peraltro, nel circuito di ditte già connesse a quello della movimentazione terra, più note in Sicilia per altre non commendevoli ragioni. Comunque, il Coinres ha stabilito due record: quello di essere l’unico Ato siciliano che non possiede un solo mezzo per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti; quello di essere l’unico Ato in Sicilia finito sotto indagini non dei pm normali, ma di quelli di una Procura antimafia, la cosiddetta Dda, nella fattispecie di Palermo.
Torniamo alla modifica di legge di soppressione degli Ato rifiuti approvata ieri a Montecitorio. Secondo “l’indiscutibile” volontà autonoma, normalmente espressa in Parlamento dalla Lega Nord – che già si lecca le dita pensando alla prossima conquista elettorale del Veneto e del Piemonte , ma con un pensierino pure alle province regionali della Lombardia – saranno le Regioni, in puro spirito federalista, a decidere come organizzare, con propria legge, la filiera dei rifiuti, con un occhio di riguardo ai comuni ed alle province. Enti locali dove al nord Italia la Lega domina.
Concretamente in Sicilia, sia il governo, che il Pd e la comitiva Pdl-Udc, dovranno rivedere le loro previsioni dei loro “ddl di riforma del settore regionale rifiuti”, tutti calibrati sulla legislazione nazionale degli Ato, ieri soppressa a Montecitorio. Ato che Lombardo con l’accordo del Pd, per intanto, avevano già ridotto da 27 a 9; uno per provincia.
Ma non basta. L’intemerata della Lega Nord alla Camera, ha riaperto pure il discorso sulla gestione del “sistema acque” in Sicilia. Essendo stato soppresso anche l’art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, risultano, adesso, soppressi pure i nove Ato idrici siciliani. La cui delimitazione, geografica e funzionale, era il presupposto giuridico degli affidamenti di gestione ai privati che tanto sconcerto e dubbi avevano seminato al momento della loro attribuzione. I casi più eclatanti sono stati, ricordiamo, quelli di “Girgenti Acque” (ad Agrigento), di “Acque potabili siciliane” (a Palermo), ed infine di “Siciliane Acque” su scala regionale a surroga del vecchio ruolo dell’Eas. Soggetti imprenditoriali privati, che non si sono certo distinti né per efficienza e modicità del servizio, né per avere investito un solo centesimo di tasca propria sulle reti dei servizi, continuando ad investire soldi di origine pubblica, italiana o dell’Unione europea.
“Un fatto imprevisto che, però, offre all’Ars ed al governo siciliano l’opportunità di superare il pasticcione schema sfornato dall’era Cuffaro – dice Franco Piro – e poter rimettere mano ad una nuova legislazione di organizzazione del settore acque in Sicilia, possibilmente riportandole di gran corsa sotto la sfera gestionale dell’area pubblica. Una opzione, indifferibile, che storicamente, in via di civiltà e di diritto, non può, ragionevolmente, avere alternative. Se l’anno scorso ci hanno ripensato a Parigi ed in gran parte della Francia, vuol dire che si può fare”.
Ma onorevole Piro, è sicuro che si potranno smontare i redditizi monopoli di “Sicilia Acque” e “Aps Palermo”? “Ritengo, oggettivamente, indiscutibile che l’Ars possa rimettere anche questi affidamenti in discussione – risponde compunto l’esponente del Pd – perché sulla base di questa nuova legge dello Stato viene a decadere il substrato territoriale e giuridico che ne aveva originato e determinato questi affidamenti alcuni anni fa”.
Un grande caos, insomma. Ma assolutamente appassionante in termini giuridici e politici. Si vedrà, così, se le forze politiche siciliane, compresi i tanti sindaci e consiglieri comunali, mostreranno un qualche loro interesse per “gli interessi ed i diritti dei cittadini”, oppure ancora una volta resteranno vittima, come spesso è avvenuto, dei “classici amici del giaguaro”, come si diceva una volta. Pare, dotati di un grande fascino attrattivo. Forse, simile a quello della moneta sonante.
La Camera dei deputati ha approvato la soppressione dell’esistenza degli Ato rifiuti e degli Ato idrici. Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta Italia si abbatte in particolar modo sulla Sicilia che su acqua e rifiuti pena da parecchio. Un improvviso cambiamento legislativo, che somiglia ad una sorta di tsunami, dall’entità e dagli esiti, oggi, non valutabili, né prevedibili. Presentatosi, sotto l’innocua denominazione di emendamento “comma quinqiues all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, titolato “interventi urgenti per enti locali e regioni”.
Nella distrazione generale dei lobbysti delle grandi società d’acqua e rifiuti che, quotidianamente, presidiano Montecitorio e dei deputati italiani “designati”- a cominciare da quelli siciliani - la Lega di Bossi, con fredda efficienza, ha piazzato questo colpo mortale ad una parte consistente del sistema politico-economico di potere, e di “governo allegro”, del centrodestra nel Mezzogiorno d’Italia. Ed, in particolare, in Sicilia. Peraltro, con il voto disciplinato di tutti i deputati della maggioranza che, probabilmente, “more solito”, ignoravano che cosa stessero votando.
“Non c’è dubbio, si tratta di un intervento di legge radicale che cambia tutti i termini e moduli gestionali nei settori regionali dei rifiuti e dell’acqua – commenta Franco Piro della direzione regionale del Pd, il primo in Sicilia ad accorgersi dell’accaduto – che impone la necessità di una riflessione attenta sul ddl di riforma del sistema rifiuti in Sicilia sul quale si sta discutendo all’Ars”.
“Il testo di riforma della filiera dei rifiuti del governo regionale infatti – continua Piro – prevede un sistema fondato sugli Ato e sulla gestione unica territoriale basandosi sull’art 201 del decreto legislativo 152/06; proprio quello che è stato abrogato, ieri, dalla Camera. E’ indispensabile, perciò, trovare, urgentemente, soluzioni adeguate per evitare che la riforma dei rifiuti in Sicilia si blocchi ancora un’altra volta”.
Spieghiamo meglio i termini concreti della questione. Gli Ato rifiuti (ma anche quelli idrici) sono figli del decreto legislativo 152 del 2006, art.201. Cosa prevedeva? Che la gestione del servizio rifiuti: cura delle strade, raccolta e smaltimento, venisse organizzata su omogenei e delimitati ambiti territoriali. Prevedendo due innovazioni strutturali diverse e contigue: a) una “Autorità di Ambito” espressione politica dei comuni di quel territorio che programmasse e vigilasse sullo svolgimento del servizio pubblico dei rifiuti di una porzione di territorio; b) un consorzio intercomunale che appaltasse ad un'unica organizzazione esterna la gestione materiale e quotidiana del servizio rifiuti, puntando al risparmio ed all’efficienza.
Una ricetta organizzativa che nel centro-nord Italia ha funzionato, egregiamente. Nel Sud ed in Sicilia, invece, ha assunto le sembianze di un calvario. In Campania gli Ato hanno fallito la loro mission per le troppe illegalità consumate alla luce del sole. In Sicilia - modestamente parlando - la mente dei legislatori siciliani ha dimostrato una più solida fantasia criminogena, mischiando nei 27 Ato siciliani le funzioni di autorità con quelle di gestione. La vecchia furbizia dei “controllori” che “dovrebbero controllare se stessi”. Circostanza che ha permesso a sindaci e consiglieri comunali di sfornare migliaia e migliaia di assunzioni a tempo indeterminato per chiamata diretta (di figli, mogli, parenti, amanti, amici, “amici degli amici”, galoppini elettorali, etc) e di organizzare simulacri di gestione della raccolta “in regime diretto”, producendo complessivamente alla fine un tale volume di debiti, che ha sfondato la soglia di deficit regionale del miliardo di euro. Buco di bilancio agevolato dall’atteggiamento dei sindaci dei paesi di provincia – che sgravati legalmente dalla responsabilità di dover pensare al problema dei rifiuti – hanno pensato bene di non pagare mai più i costi del servizio agli Ato, spendendo i soldi dei loro bilanci comunali a ciò finalizzati per altre cose, clientelarmente più utili e produttive. Un disastro che, ancor oggi, è sotto gli occhi di tutti.
Tranne alcune “lodevoli eccezioni”, come il Coinres, con giurisdizione sui paesi della provincia di Palermo, che dopo aver assunto a chiamata diretta appena 570 persone (per fare che? Non è dato sapere) ha proceduto, a smozzichi e spizzichi, a piccoli “noleggi a caldo” di autocompattatori, camion e pale meccaniche, moltiplicando così i costi di gestione, e finendo, peraltro, nel circuito di ditte già connesse a quello della movimentazione terra, più note in Sicilia per altre non commendevoli ragioni. Comunque, il Coinres ha stabilito due record: quello di essere l’unico Ato siciliano che non possiede un solo mezzo per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti; quello di essere l’unico Ato in Sicilia finito sotto indagini non dei pm normali, ma di quelli di una Procura antimafia, la cosiddetta Dda, nella fattispecie di Palermo.
Torniamo alla modifica di legge di soppressione degli Ato rifiuti approvata ieri a Montecitorio. Secondo “l’indiscutibile” volontà autonoma, normalmente espressa in Parlamento dalla Lega Nord – che già si lecca le dita pensando alla prossima conquista elettorale del Veneto e del Piemonte , ma con un pensierino pure alle province regionali della Lombardia – saranno le Regioni, in puro spirito federalista, a decidere come organizzare, con propria legge, la filiera dei rifiuti, con un occhio di riguardo ai comuni ed alle province. Enti locali dove al nord Italia la Lega domina.
Concretamente in Sicilia, sia il governo, che il Pd e la comitiva Pdl-Udc, dovranno rivedere le loro previsioni dei loro “ddl di riforma del settore regionale rifiuti”, tutti calibrati sulla legislazione nazionale degli Ato, ieri soppressa a Montecitorio. Ato che Lombardo con l’accordo del Pd, per intanto, avevano già ridotto da 27 a 9; uno per provincia.
Ma non basta. L’intemerata della Lega Nord alla Camera, ha riaperto pure il discorso sulla gestione del “sistema acque” in Sicilia. Essendo stato soppresso anche l’art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, risultano, adesso, soppressi pure i nove Ato idrici siciliani. La cui delimitazione, geografica e funzionale, era il presupposto giuridico degli affidamenti di gestione ai privati che tanto sconcerto e dubbi avevano seminato al momento della loro attribuzione. I casi più eclatanti sono stati, ricordiamo, quelli di “Girgenti Acque” (ad Agrigento), di “Acque potabili siciliane” (a Palermo), ed infine di “Siciliane Acque” su scala regionale a surroga del vecchio ruolo dell’Eas. Soggetti imprenditoriali privati, che non si sono certo distinti né per efficienza e modicità del servizio, né per avere investito un solo centesimo di tasca propria sulle reti dei servizi, continuando ad investire soldi di origine pubblica, italiana o dell’Unione europea.
“Un fatto imprevisto che, però, offre all’Ars ed al governo siciliano l’opportunità di superare il pasticcione schema sfornato dall’era Cuffaro – dice Franco Piro – e poter rimettere mano ad una nuova legislazione di organizzazione del settore acque in Sicilia, possibilmente riportandole di gran corsa sotto la sfera gestionale dell’area pubblica. Una opzione, indifferibile, che storicamente, in via di civiltà e di diritto, non può, ragionevolmente, avere alternative. Se l’anno scorso ci hanno ripensato a Parigi ed in gran parte della Francia, vuol dire che si può fare”.
Ma onorevole Piro, è sicuro che si potranno smontare i redditizi monopoli di “Sicilia Acque” e “Aps Palermo”? “Ritengo, oggettivamente, indiscutibile che l’Ars possa rimettere anche questi affidamenti in discussione – risponde compunto l’esponente del Pd – perché sulla base di questa nuova legge dello Stato viene a decadere il substrato territoriale e giuridico che ne aveva originato e determinato questi affidamenti alcuni anni fa”.
Un grande caos, insomma. Ma assolutamente appassionante in termini giuridici e politici. Si vedrà, così, se le forze politiche siciliane, compresi i tanti sindaci e consiglieri comunali, mostreranno un qualche loro interesse per “gli interessi ed i diritti dei cittadini”, oppure ancora una volta resteranno vittima, come spesso è avvenuto, dei “classici amici del giaguaro”, come si diceva una volta. Pare, dotati di un grande fascino attrattivo. Forse, simile a quello della moneta sonante.
Accesso allo Stromboli. Federalberghi chiede revoca ordinanza limitatoria d'accesso
Ha per oggetto: "ordinanza di divieto alle aree sommitali dello Stromboli" la nota che il presidente della Federalberghi Eolie Christian Del Bono ha inviato alla Protezione civile, al sindaco di Lipari e al prefetto di Messina.
IL TESTO:
Facciamo riferimento all' ordinanza, emessa in gennaio, attraverso la quale è stato interdetto l’accesso alle aree sommitali dello Stromboli, per ragioni di sicurezza ed incolumità dei visitatori.
Desideriamo sottoporre alla vostra attenzione i segnali di forte preoccupazione che giungono dagli operatori turistici locali che, a fronte di un crescente volume di richieste per l’effettuazione della scalata al vulcano, si trovono loro malgrado costretti a doverne segnalare l’interdizione, con la conseguenza di vedere spesso sospese o cancellate le proprie prenotazioni.
La possibilità di scalata al vulcano rappresenta infatti una delle principali attrazioni dell’isola, soprattutto nei periodi di bassa stagione.
Considerato che - stando anche ai comunicati di monitoraggio che quotidianamente vengono emessi dall’INGV di Catania - l’attività sismico-vulcanologica sembrerebbe essere rientrata nella norma, chiediamo agli organi competenti di valutare a stretto giro la possibilità di autorizzare nuovamente l’accesso guidato alle aree sommitali del vulcano.
In attesa di un gradito riscontro, porgiamo i nostri migliori saluti.
Christian Del Bono (presidente Federalberghi)
IL TESTO:
Facciamo riferimento all' ordinanza, emessa in gennaio, attraverso la quale è stato interdetto l’accesso alle aree sommitali dello Stromboli, per ragioni di sicurezza ed incolumità dei visitatori.
Desideriamo sottoporre alla vostra attenzione i segnali di forte preoccupazione che giungono dagli operatori turistici locali che, a fronte di un crescente volume di richieste per l’effettuazione della scalata al vulcano, si trovono loro malgrado costretti a doverne segnalare l’interdizione, con la conseguenza di vedere spesso sospese o cancellate le proprie prenotazioni.
La possibilità di scalata al vulcano rappresenta infatti una delle principali attrazioni dell’isola, soprattutto nei periodi di bassa stagione.
Considerato che - stando anche ai comunicati di monitoraggio che quotidianamente vengono emessi dall’INGV di Catania - l’attività sismico-vulcanologica sembrerebbe essere rientrata nella norma, chiediamo agli organi competenti di valutare a stretto giro la possibilità di autorizzare nuovamente l’accesso guidato alle aree sommitali del vulcano.
In attesa di un gradito riscontro, porgiamo i nostri migliori saluti.
Christian Del Bono (presidente Federalberghi)
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