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martedì 9 marzo 2010

POLITICHE GIOVANILI: LEANZA, "AL VIA 40 PROGETTI PER 20 MILIONI"

Via libera a oltre 20 milioni di euro per realizzare progetti finalizzati a migliorare la qualita' della vita dei giovani siciliani di eta' compresa tra i 14 e i 30 anni.
L'assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, Lino Leanza ha presentato oggi, nella sala Bonsignore dell'assessorato di viale Trinacria a Palermo, i primi 40 progetti, ognuno dei quali deve intercettare almeno tre azioni contenute nell'accordo, finanziati per un importo di 20.450.540,50 euro.
"E' stata l'occasione - ha detto Leanza - per incontrare gli enti che dovranno realizzare i primi 40 progetti. Abbiamo spiegato che l'intenzione della Regione e' di mettere i giovani al centro del sistema. Chiediamo meno formazione e piu' azioni concrete in favore di questa fascia della popolazione siciliana che deve diventare il motore dello sviluppo per il futuro della nostra isola".
Leanza ha anche annunciato che e' in fase di definizione un disegno di legge destinato ai giovani. "Il 29 e il 30 marzo, nel corso della prima conferenza regionale sulle Politiche giovanili che si svolgera' a Giardini Naxos, avvieremo la consultazione con tutti i soggetti interessati. Sara' un passaggio fondamentale perche' il prossimo due aprile presenteremo la legge di settore che vedra' i giovani come protagonisti per la crescita della Sicilia".
I 40 progetti presentati oggi riguardano cinque delle otto azioni contenute nell'Apq: prevedono la partecipazione dei giovani alle politiche territoriali, la creazione di spazi adeguati per esprimere la creativita' e la promozione di stili di vita sani e responsabili, con il coinvolgimento delle scuole.
In particolare, le azioni sono cosi' suddivise:
1)promozione della creativita' giovanile per favorire un maggior protagonismo sociale (7.460.380,58 euro);
2)educazione alla legalita' (3.542.000 euro)
3)promozione di stili di vita sani, e modelli positivi di comportamento (3.500.000 euro);
4)promozione della cultura dell'accoglienza e della multiculturalita' (3.000.000 euro);
5) sostegno alle relazioni familiari intergenerazionali (3.000.000).
Per queste 5 azioni, l'importo complessivo messo a disposizione era di 20.502.380,58.
Delle 162 richieste arrivate in assessorato, solo 122 sono state sottoposte a valutazione e di queste ne sono state finanziate 40. Ammessi in graduatoria, ma non finanziati per carenze di risorse, altri 52 progetti per un fabbisogno di oltre 35 milioni.
L'Accordo di programma quadro "Giovani protagonisti di se' e del territorio", sottoscritto dalla Regione con il Ministero dello Sviluppo Economico, prevede un budget complessivo di circa 32 milioni, in 3 anni. I progetti sono destinati a migliorare la qualita' della vita dei giovani siciliani di eta' compresa tra i 14 e i 30 anni.
I finanziamenti provengono dal fondo nazionale delle Politiche giovanili, dal cofinanziamento regionale, da economie sui fondi fas, oltre che dagli interventi previsti per gli enti beneficiari.
Complessivamente, l'Apq si articola in 8 azioni, a cui possono partecipare soggetti pubblici e privati, enti di formazione, istituti scolastici, universita', distretti socio-sanitari, cooperative sociali e onlus.
Si e' insediata anche la commissione per la valutazione dei progetti relativi all'azione 7 dell'Apq "Giovani e Lavoro" che dispone di fondi per 4 milioni di euro. Sono pervenute 272 domande presentate direttamente da ragazzi tra i 18 e i 30 anni per avviare stage o sviluppare idee innovative, per lo start-up d'impresa o per un finanziamento ad aziende di nuova costituzione che siano formate almeno per il 50% da giovani. Il limite massimo del contributo a fondo perduto varia tra i 12 mila e i 20 mila euro.
Disponibile pure un bando di 500 mila euro per la sezione 5 dell'Apq "Orientati verso l'Europa", che mira a favorire gli scambi dei giovani siciliani con le altre realta' europee, cio' anche al fine di superare gli svantaggi connessi alla posizione geografica, a rafforzare il senso della solidarieta' e alla costruzione dell'Europa attraverso la partecipazione a scambi transnazionali e a incoraggiare lo spirito d'iniziativa e d'impresa. In questo caso gli enti interessati dovranno presentare i progetti direttamente alla Commissione Europa mentre la Regione interviene con fondi regionali fino al 20% per integrare la quota finanziaria lasciata scoperta dai bandi europei. Infine, e' in fase di predisposizione la sezione 8 dell'Apq, destinata esclusivamente alla realizzazione di una campagna di comunicazione per dare ampia diffusione e visibilita' alle azioni messe in campo dall'Accordo di Programma Quadro

Situazione Trasporti nelle Eolie. Collegamenti ridotti all'osso e troppe incognite per il futuro. Il Gruppo Ormeggiatori delle Eolie dice la sua

Il Gruppo Ormeggiatori Battellieri delle isole Eolie interviene, con una nota a firma del presidente Annibale Marturano, sulla situazione dei trasporti nelle isole Eolie.
La nota è stata inviata al MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI (Direzione generale per il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne /c.a. Direttore Generale Dr.Enrico Maria Puja), ALLA REGIONE SICILIANA (Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo /c.a. On.le Assessore Antonino Strano), ALLA REGIONE SICILIANA (Assessorato Trasporti e Mobilità Dipartimento delle Infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti /c.a. Dirigente Generale dr. Vincenzo Falgares), ALLA REGIONE SICILIANA (Assessorato Trasporti e Mobilità Servizio 3^ Trasporto Regionale Marittimo c.a. Dott.ssa Salvatrice Severino) e per conoscenza AI SINDACI DEI COMUNI DI LIPARI, SANTA MARINA, LENI E MALFA, ALL’UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO LIPARI, ALLA SIREMAR SPA (c.a. Direttore Generale Dr. Casagrande) .
IL TESTO:
OGGETTO: situazione trasporti isole eolie
Abbiamo molto apprezzato l’intervento dei vari Sindaci e consiglieri eoliani, che hanno posto all’attenzione della Siremar ma soprattutto del competente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di diversi Assessorati della Regione Sicilia il disagio che le attività produttive isolane, fra cui la nostra, vivono per effetto dei ridotti traffici assicurati dalla Siremar.
Aggiungendoci a tale appello vorremmo, dalla nostra esperienza, portare all’attenzione di tutti le problematiche molto serie che stanno investendo i collegamenti marittimi con le nostre isole, per le quali la cosiddetta continuità territoriale tanto sbandierata non è più, di fatto, garantita. Siamo infatti, rimasti di nuovo con solo due navi della società Siremar e non sappiamo di preciso fino a quando. Tutto questo provoca anche per il Gruppo Ormeggiatori una situazione insostenibile e peraltro ci sta creando notevoli disagi sia sul piano organizzativo che economico/sociale.
Per una realtà come la nostra: una “comunità” di 50 famiglie, una delle cooperative più numerose di queste isole, che vive ed è stata costituita in funzione di contribuire alla sicurezza ed alla continuità di tali collegamenti, la caduta dei traffici si dimostra deleteria, giova ricordare inoltre che da oltre un anno la m/n Laurana non fa più scalo a Ginostra e che dal 15 Gennaio una parte del porto di S.Marina Salina, per la nota mareggiata, è stata dichiarata inagibile per le navi Siremar.
Ma c’è di più.
A preoccupare fortemente noi ormeggiatori e tutti coloro che operano nell’indotto della Siremar, oltre alla situazione contingente - che ci auguriamo trovi soluzione con un sollecito ritorno in linea della terza nave – sono gli effetti della prevista privatizzazione, ormai avviata e destinata a concludersi entro il prossimo mese di settembre, che hanno ancora troppe incognite, che non possono non preoccupare noi eoliani.
Infine, considerato che le isole Eolie non offrono per natura e collocazione alcun tipo di possibilità lavorativa che si possa svolgere in modo duraturo e continuativo durante tutto il periodo dell’anno, tenuto conto dei già i notevoli disagi che noi residenti ci dobbiamo sobbarcare, tenuto altresì conto che la riduzione di una nave Siremar, quasi sicuramente, si protrarrà anche dopo Pasqua, tutto questo continua a svuotare e impoverire drammaticamente queste nostre isole.
Occorrono invece iniziative tendenti a facilitare la vita dei residenti e d’altro canto a valorizzazione il turismo che continua a essere la principale fonte di sostegno di queste isole e dei loro abitanti: pensiamo anche agli imprenditori/commercianti eoliani che hanno investito molto in questo settore (nuove costruzioni di alberghi, bed & breakfast, attività commerciali, ecc..)
Il nostro appello, che si alza forte verso tutte le istituzioni e le forze politiche siciliane, è quello di sottolineare la drammaticità della situazione particolarmente acuta in un’area come la nostra, basti ricordare cosa è successo agli operai della Pumex, al settore della pesca ecc...
Chiediamo quindi, alle Autorità competenti che si adoperino fattivamente perché un patrimonio come le isole Eolie sia anche un luogo dove si possa vivere, studiare, operare, ammalarsi per tutto il periodo dell’anno e soprattutto continuare a lavorare.
Gruppo Ormeggiatori Battellieri isole Eolie
Il Presidente
Annibale MARTURANO

A difesa dei miei marittimi. Ci scrive il dott. Sergio La Cava

Riceviamo dal dott. Sergio La Cava e pubblichiamo
Caro dottore Iacolino,
chi mi conosce sa che sono lontanissimo dalle polemiche sterili, ma altrettanto sa che il mio lavoro lo faccio seriamente e per cui lo difendo come difendo i miei marittimi da insinuazioni o attacchi gratuiti... e lo farò sempre.
Comunque il destino ha voluto che già stamattina (si veda chi ha viaggiato)ci sia la conferma di ciò che con forza sostengo.
Saluti
Sergio La Cava

Ex Pumex: Si prosegue lungo la strada intrapresa... con qualche tensione

Proseguono nello sciopero della fame tre degli ex Pumex che hanno perso il diritto alla mobilità e che da ieri, supportati dagli altri compagni di lavoro (non tutti come si legge in una nota di Profilio che troverete in questa pagina), stanno occupando la stanza del sindaco Bruno.
Non sono mancati i momenti di tensione specie quando gli ex lavoratori, contrariamente a quanto gli era stato garantito ieri, sono stati sottoposti ad identificazione da parte della polizia municipale.
Tensione, è opportuno evidenziare, che non è stata assolutamente contro gli agenti che stavano semplicemente compiendo il loro dovere così come da disposizione e che hanno ricevuto dagli ex Pumex tutta la collaborazione. Tutt'altri, ed in alto, gli obiettivi della tensione.
Il video di una parte della mattinata:


Chiusura ATO e posizione dell'amministrazione Bruno. Il comunicato delle forze d'opposizione

Comunicato stampa
Il recente emendamento (comma quinques all’art. 1 del D.L. 2 del 25/01/2010) votato dalla maggioranza alla Camera dei Deputati – di fatto – sopprime gli Ambiti Territoriali Ottimali per la gestione dei servizi idrici e dei rifiuti. In Sicilia si assiste al silenzio del governo regionale e, cosa più strana, anche delle amministrazioni locali, che saranno necessariamente coinvolte dalla soppressione degli ATO.
Ciò è strano perché è evidente come ci si trovi di fronte al rischio di un vuoto gestionale e a quello, conseguente, che il governo nazionale assuma iniziative “centralizzate”; in Sicilia, dove la Commissione Pecorella ha certificato che la maggior parte delle discariche sarà satura entro un anno, queste potrebbero tradursi in una bella gestione emergenziale dei rifiuti, sotto la direzione del solito commissario Bertolaso.
Il termine utile per impugnare il provvedimento e per qualsiasi iniziativa è il 27 marzo, data nella quale scadono i termini per la conversione in legge e dopo la quale – se il Senato darà il via libera definitivo – ci troveremo entro un anno senza gli ATO. Appare evidente che per il Comune di Lipari, data la sua peculiarità territoriale, il problema della gestione dei rifiuti sia, o dovrebbe essere, di prioritaria importanza.
Vorremmo a questo punto capire quale è la posizione del Sindaco, di fronte a questa iniziativa voluta dalle parti politiche cui lo stesso fa riferimento.
Vorremmo anche capire se e come intenderà far valere la propria posizione presso il governo della Regione Siciliana, che a oggi – misteriosamente – tace sull’intera vicenda.
Vorremmo sapere e far sapere alla cittadinanza cosa intende fare l’Amministrazione comunale di Lipari per arginare un disegno irresponsabile, che rischia di penalizzare ulteriormente realtà territoriali, come la nostra, già particolarmente disagiate e evidentemente difficili da gestire.
Ringraziamo anticipatamente per la risposta che, però, temiamo non arriverà.
I consiglieri di Eolie nel Cuore, SEL, PD, UDC, Nuovo Giorno.

LIPARI, SIMBOLO DI UN GUERRIERO FERITO A MORTE (di Anna Miracula)

(Anna Miracula) Trasporti in crisi e carenti , perdita del proprio posto di lavoro, sanità in tilt, questi i tre punti più cocenti che riguardano giornalmente ormai , aggiungerei , le grigie pagine delle nostre isole.
E via dicendo ad altri problemi minori, ma non per questo meno importanti.
Sembra la fotografia dell’Italia appresa dai Tg nazionali e invece è la nostra foto di questi ultimi anni.
Cos’altro ancora può succedere alle nostre Eolie? Cos’altro ci sarà in serbo per il futuro che è già diventato presente ?
Non vi è dubbio che si sta mirando ad affondare queste isole ,sembra quasi che una scura e minacciosa nuvola si sia posta sul nostro capo e che non si possa far niente per farla rimuovere.
Ho pensato a Lipari come ad un grande palcoscenico.
Gran parte della scenografia eoliana costituita da un cielo oscuro e nebbioso dove tutti sono attori , protagonisti di se stessi, di questa farsa chiamata “politica eoliana” in cui ognuno prende, ma nessuno dà.
Noi eoliani ne siamo gli spettatori : alcuni, poco interessati allo spettacolo , dormono , sonnecchiano, si distraggono pensando ad altre cose mentre lo spettacolo va avanti ; altri, consci di quello che succede sul “palco” , sono attenti ma incapaci di intervenire perché frenati dalla passività, e increduli di fronte a questo immane spettacolo al quale stanno assistendo.
Lo sventramento e l’abbandono della nostra terra,quasi come fosse una vecchia carcassa nel deserto ,la demolizione delle nostre certezze e di quelle dei nostri figli, dei giovani che ancora hanno voglia di vivere in queste terre, l’incertezza sul nostro futuro, una tale umiliazione che nemmeno i nostri avi durante le guerre che si sono succedute nei secoli avevano mai subito.
Ecco a che cosa stiamo assistendo giorno dopo giorno, toglierci la libertà di pensare,di agire, di protestare, di vivere dignitosamente ,di essere dei ”cittadini” sembra l’oscuro progetto al quale i nostri governanti stanno lavorando e devo aggiungere che ci stanno riuscendo egregiamente.
Chi ci ridarà tutto quello che è andato perso in questi anni? Chi si prenderà di nuovo cura di queste nostre isole dopo un simile flagello?
Non ci resta che sperare solo in una giustizia che non è di questo mondo perché la giustizia degli uomini è solo una continua farsa. Dov’è la giustizia se si ammettono simili scempi in un territorio che godeva ,fino ad alcuni anni fa, di fama, di rispetto, di bellezza, ormai deturpata da una gestione del territorio che non rispetta né il territorio (scusate il gioco di parole) , né i suoi abitanti?
Presto, eoliani, accorrete, pagate il biglietto d’ingresso ancora una volta, perché lo spettacolo sta per essere riproposto ancora e ancora fino a quando lo impareremo a memoria, noi, i nostri figli, i nostri nipoti, fino all’annichilimento di questa nostra terra, una terra che si è difesa con le unghie e con i denti per conquistare la sua dignità , ma che come un nobile guerriero pugnalato a tradimento non ha più la forza di alzarsi e combattere per risorgere.
Nonostante tutto , non è facile ma dobbiamo continuare ad essere ottimisti , è l’unica speranza che ci resta in un contesto difficile come il nostro, e io spero di non perdere mai la fiducia , non nelle istituzioni ,ma in Dio. Credo che sia l’unico modo per non abbatterci completamente.
Una frase di Sant’Agostino recita così : “In isto deserto, quam multipliciter laborat, tam multipliciter sitit; quam multipliciter fatigatur, tam multipliciter sitit illam infatigabilem incorruptionem.” ovvero "In questo deserto, siccome in molti modi si soffre, così in molti modi si ha sete. In molti modi ci si stanca, e in molti modi si ha sete di quella incorruttibilità che non conosce stanchezza".
Anna Miracula

Il piano "Arnao" e la riconversione delle cave di pomice. Ci scrive il dott. Pino La Greca

Riceviamo dal dottore Pino La Greca e pubblichiamo:
Ci sono notizie che si legano intimamente anche se provengono da eventi che appaiono lontani e distanti.
Nella mattinata abbiamo letto della presa di posizione delle forze di Minoranza che, nell’esprimere piena solidarietà agli operai ex dipendenti Pumex, propongono al Presidente del Consiglio Comunale di Lipari di chiedere alla Regione Siciliana o meglio al Presidente Lombardo, di
a) partecipare ad una seduta straordinaria del consiglio comunale alla presenza del presidente della Regione per rappresentare le drammatiche condizioni dei nostri concittadini;
b) in alternativa chiedere un incontro a Palermo con l’intero consiglio comunale e gli operai della ex-pumex per individuare una soluzione rapida ed immediata alla drammatica situazione che si è venuta a creare.
Le proposte della minoranza centrano il bersaglio se guardiamo a quanto dichiarato dall’assessore regionale ai BB.CC.AA., Armao, in merito alle solfatare; da mesi e mesi giace indiscussa una richiesta di autoconvocazione del consiglio che parla del Piano di Riconversione delle cave di Pomice per consentire di avviare quel grande progetto del “Parco geo-minerario della Pomice” di cui tanti parlano a sproposito, ma che pochi conoscono, piano citato nel rapporto di Missione dell’Unesco del 2007.
Un Parco in grado di dare risposte agli operai, ai cittadini, soprattutto quelli di Acquacalda, perché in grado di mettere in sicurezza la strada provinciale Canneto-Acquacalda ed avviare uno sviluppo sostenibile della frazione con la riconversione degli stabilimenti dell’Italpomice, un parco in grado di confrontarsi sul piano storico-sociale con qualsiasi altro parco tematico della Sicilia.
Per anni sono state cercate scorciatoie, che apparivano agli occhi di chi amministra scorciatoie, ma si sono rivelate delle strade senza uscita, senza soluzione.
Mi auguro che il Presidente del Consiglio si attivi immediatamente nei confronti del Presidente della Regione per consentire a tutte le forze politiche presenti nel Comune di Lipari di esprimere le proprie posizioni in merito alle delicate e vitali questioni del nostro territorio, consentendo a chi ha idee e progetti di poterLi esporre e confrontare nell’interesse della comunità eoliana e non continuando a seguire un’amministrazione senza idee e senza progetti che ci sta conducendo ad un declino irreversibile.
La Greca Giuseppe

Editoriale - Il dott. La Greca, puntuale come sempre e in linea con quelle che sono state le sue idee sul parco geominerario, parlando delle "solfatare di Armao" fa riferimento all'ampio articolo da noi pubblicato stamani che riporta sia le affermazioni dell'assessore regionale ai Beni Culturali che le considerazioni di Eolienews.
Un articolo che si basa su dichiarazioni (da altri non prese nella dovuta considerazione specie se in riferimento alla situazione di Porticello-Acquacalda ed ex Pumex) di un alto esponente del Governo regionale che è evidente o non vede le Eolie o non sa dell'esistenza del patrimonio costituito dalle ex cave e del dramma vissuto dagli ex operai pomice.
Adesso è corsa alla notizia da parte di tutti gli addetti alla carta stampata e non.
Noi che non amiamo avere diritti di "primogenitura" siamo semplicemente soddisfatti se ciò comporterà una presa di coscienza da parte di chi dovrebbe averla già presa e un futuro sia per gli ex Pumex, per i nostri giovani e per il nostro territorio.

"Deluso ed indignato dal comportamento di alcuni colleghi". Ci scrive l'ex Pumex Tiziano Profilio

Spett.le direttore
mentre mi trovo al comune di Lipari a fare lo sciopero della fame insieme a due miei compagni, e supportato da altri che addirittura per starci vicini e combattere con noi, per far rispettare promesse non mantenute da parte delle istituzioni (che ci hanno tolto il nostro sicuro posto di lavoro per rispettare le volontà dell' UNESCO), hanno occuppato la stanza del sindaco, la cosa che più mi turba non è la mia salute, o capire come mai le forze politiche tutte possano essere così insensibili e incapaci di risolvere il dramma che ormai conoscono anche i più piccini, ma lo strano e continuo comportamento di altri colleghi che come niente fosse continuano a lavorare mentre io lotto per il mio e il loro pane.
Non so forse hanno avuto strane promesse politiche (mi viene da pensare questo), o forse non sono abbastanza uomini da guardare in faccia i loro figli dicendogli ho perso il posto di lavoro ma ho fatto di tutto per evitarlo.
Ma si direttore, forse è così non sono uomini sono dei codardi , io voglio pensarla così. Ma direttore mi chiedo solo una cosa:......non sò se riusciremo ad ottenere qualcosa di sicuro nò perchè abbiamo a che fare con bugiardi e politici scadenti , ma se qualcosa succederà, loro avranno il coraggio di dire ai loro figli che i loro colleghi che sino all'esasperazione hanno lottato sono un pò anche loro padri perchè i loro sono stati incapaci di fare rispettare la loro dignità? Spero lo facciano me lo auguro davvero.
sentiti saluti
Profilio Tiziano

Alla lettera di Tiziano ha fatto eco quella di un altro ex Pumex, Bartolo Natoli. La pubblichiamo:
Grazie Tiziano, ma anche grazie Michel e Maurizio.
Per me e´ veramente il minimo che possa fare, starti e starvi vicino in questo difficile momento.
Proprio ieri vedevo tuo figlio Christian (cinque anni) e Federica, molto preoccupati per la tua salute e la tua scelta.
Vedi, molti, non capiscono l´immane sacrificio e soprattutto non pensano alle ripercussioni che tutto cio´puo´ avere per la tua e per la vostra salute.
Io proprio non riesco a capire quei colleghi che fanno finta di non vedervi, ma apprezzo tutti quelli che vi vedono, vi apprezzano, vi stimano e più di ogni altra cosa vi stanno vicini.
Vedi, la mia certezza e´ che, per dirla come il nostro amato GESU´ bisogna " perdonare loro perche´non sanno quel che fanno".
Proprio questo io oggi mi sento di dirti, forza Tiziano, abbi la certezza che molti UOMINI ti sono vicini, pochi CONIGLI ti sono lontani.
Ma pensa solo per un attimo se, per caso, il tuo sacrificio come quello di Maurizio e di Michel, possa servire veramente per la risoluzione della nostra annosa problematica, a quel punto vedrai sicuramente, gli UOMINI che oggi sono vicino a te e, tutti insieme, vedremo dove e cosa faranno i CONIGLI.
Forse in quel momento, avranno il coraggio pure di avvicinarsi e tu, come il vecchio viandante, "andrai e non ti curerai di loro".
Con stima, il tuo collega
Bartolo Natoli.

Palermo: Workshop informativo su "Processi di Dissalazione con Energie Rinnovabili". "Cercasi" amministratori e privati lungimiranti

Nell'ambito delle attività riguardanti il Progetto PRODES (PROmotion of renewable energy for seawater DESalination - http://www.prodes-project.org/) finanziato dalla Comunità Europea con il programma Intelligent Energy, il Dipartimento di Ingegneria Chimica dell'Università di Palermo sta organizzando un Workshop informativo su "Processi di Dissalazione con Energie Rinnovabili". Tale evento si terrà presso la Facoltà di Ingegneria di Palermo giorno 16 marzo p.v.
Obiettivo del workshop sarà quello di creare un link tra i vari attori che operano nel settore delle acque e dell'energia, dagli enti pubblici e pubbliche amministrazioni alle aziende interessate, dai professionisti locali ai rappresentanti della comunità scientifica nazionale ed internazionale.
Al workshop interverranno rappresentanti delle pubbliche amministrazioni locali, che presenteranno i potenziali di sviluppo in questo settore, ricercatori italiani ed internazionali che presenteranno lo stato dell'arte delle tecnologie di dissalazione con energie rinnovabili, ed alcuni rappresentanti di aziende che hanno sviluppato sistemi innovativi per la produzione di acqua dissalata con tali tecnologie.
Una iniziativa interessante anche per le nostre isole ma che, per quanto ci risulta, nonostante diversi tentativi posti in essere dagli organizzatori, non ha suscitato sinora alcun interesse nelle isole Eolie, partendo dalle pubbliche amministrazioni e finendo con i professionisti, e ciò a dispetto dell'importanza che questo tema potrebbe avere per tute le isole minori...
Ritenendo che si tratti di un qualcosa di interessante e rilevante forniamo una mail per eventuali contatti

Leggo... e mi viene da ridere...ma forse bisognerebbe piangere. Riflessioni su una nota della Regione

"Leggo.. e mi viene da ridere... ma forse bisognerebbe piangere".
No, il direttore di Eolienews non è impazzito ma, dopo aver letto un comunicato stampa della Regione (del quale proponiamo in corsivo ampio stralcio), è il minimo che si possa dire...anzi scrivere...
Dopo l'inaugurazione del museo minerario di Trabia Tallarita, avvenuta ieri, l'assessore regionale ai Beni culturali e all'Identita' siciliana, Gaetano Armao, ha detto, così come si legge in un comunicato stampa della Regione:
"Parlare della zolfara significa parlare di un pezzo importante della storia della Sicilia. Un mondo di grandi contrasti, se e' vero che ai ricchi proprietari delle miniere si contrapponeva un esercito di diseredati tra miseria, poverta' e sfruttamento. Otre due secoli di storia sociale ed economica della nostra Isola ha fatto i conti, nel bene e nel male, con la zolfara. Per questo, oggi, e' importante restituire alla fruizione pubblica la miniera Trabia Tallarita, che costituisce uno straordinario esempio di archeologia industriale.
Il mondo delle miniere di zolfo non ha solo segnato la storia della nostra terra.......tanto che oggi possiamo dire che la zolfara e' parte integrante dell'identita' siciliana che abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare".
A me, ma credo a molti eoliani che conoscono la storia, le vicissitudini della nostra isola, di lavoratori stremati dagli eventi meteo e dalla fatica, consci delle vittime causate dal "silicio che uccide" (leggasi pomice), le affermazioni di Arnao non possono che fare pensare all'esistenza di una similitudine tra miniere di zolfo e cave di pomice....ma anche a due pesi e due misure.
Ed è per questo che la similitudine si trasforma in rabbia poichè, se(giustamente) la "zolfatara è parte integrante dell'identità siciliana che abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare", è ovvio chiedersi perchè non ci si muove parimenti per le cave di Porticello e Acquacalda anch'esse parte integrante di una identità e di una collettività.
E' il minimo che ci si possa chiedere guardando allo stato di abbandono e degrado in cui (anche la Regione) ha lasciato le cave pomicifere che, pur trasudando storia e anche sangue dei cavatori, sono state abbandonate al loro destino: fortemente pericolose per le comunità vicine (la martoriata e vilipesa Acquacalda su tutte) e per l'ambiente (viste le continue frane e smottamenti ed il ferro, plastica, legno, contenitori di vario genere ecc. abbandonati sulla montagna e al degrado).
Ancora più grave se si considera che quell'area è fra i "cardini" del titolo di Patrimonio dell'Umanità per le Eolie e in nome del quale una quarantina di padri di famiglia hanno perso il lavoro e stanno conducendo una dura e giusta lotta per riaverlo.
Ma non finisce qui... continuando a scorrere la nota dell'assessore Arnao... sorriso e pianto non possono restare più tali ma diventare tutt'altro... sfociando anche nell'ironia....o in amare considerazioni.
Ma leggiamo insieme cosa afferma ancora l'assessore regionale
"L'assessorato ai Beni culturali, da tempi non recenti, ha manifestato grande sensibilita' e interesse alla tutela dell'enorme patrimonio minerario dell'Isola. Per garantirne l'integrita', alcuni di questi siti sono stati sottoposti a vincolo. Poi, per arrivare alla piena valorizzazione, si e' passati all'acquisizione di fabbricati, castelletti, forni e impianti. Cosi e' stato fatto per la miniera Trabia-Tallarita, acquisita dall'assessorato con iter amministrativo iniziato nel 2000 e concluso nel 2003.
Il progetto di valorizzazione di quella che e' stata una delle piu' grandi e piu' importanti miniere di zolfo della Sicilia e' il frutto di sei anni di lavoro. Il risultato e' il 'Museo delle Solfare di Trabia Tallarita', ubicato nell'edificio dell'ex centrale elettrica Palladio, tra Riesi e Sommatino.
"Un plauso - dice l'assessore Armao - va alla sovrintendente di beni culturali e ambientali di Caltanissetta, Rosalba Panvini, che ha lavorato con passione e professionalita' alla realizzazione del progetto. Questa grande operazione culturale e' propedeutica all'avvio di un Distretto minerario della Regione siciliana.
L'obiettivo e' quello di recuperare, valorizzare e mettere in rete il nostro patrimonio minerario. Che potrebbe configurarsi come un circuito turistico virtuoso per rilanciare le aree interne dell'Isola. Si tratta di un progetto di valorizzazione delle zolfare - conclude Armao - che stiamo mettendo a punto con Legambiente Sicilia. Un programma di ampio respiro che punta a coinvolgere i Comuni interessati e le amministrazioni provinciali di Caltanissetta, Enna e Agrigento".
Plaudendo all'iniziativa dell'assessorato, di quella Sovrintendenza, ci stranisce come tutto questo, a tre anni dalla chiusura della Pumex, nelle Eolie "Patrimonio dell'Umanità" per i suoi vulcani (tra cui quello di Monte Pelato) tutto tace... anzi tutto si deteriora... si perde...nel nulla...nel disinteresse... non solo per il territorio.. ma anche per quei lavoratori che hanno perso il lavoro. Ci stranisce, inoltre, come l'assessore regionale (di quella Regione di cui fanno parte anche le Eolie?) nel parlare di progetti di fruizione del patrimonio storico-minerario lo collega solo "al rilancio delle aree interne dell'isola"
Eppure nell'area ex cave di pomice vi sono i requisiti per l"archeologia industriale", per il museo della pomice, per il parco-geominerario (mai partorito o mai voluto) o magari di tutti e tre insieme. Tutti "beni culturali" che rientrerebbero nelle competenze di Arnao.
Per questo, di fronte a questo "tesoro nella spazzatura" ,ci viene da ridere e piangere leggendo il comunicato dell'assessore Arnao.
Ma forse è solo una questione di "forza", di interesse per il territorio, per la sua storia e la sua cultura, che altri, in altre parti della Sicilia, stanno dimostrando di avere e noi no!!!!

Eolie, imperversa lo scirocco. Traghetti Siremar fermi, viaggia la NGI

Solita ed ormai consueta (in questo inverno) "sciroccata bi-settimanale" ed è subito fermo per buona parte dei collegamenti marittimi da e per le Eolie vanno in tilt.
Assolutamente isolate dal pomeriggio di ieri Stromboli, Ginostra, Panarea, Alicudi e Filicudi.
Da Lipari per Milazzo, dopo le corse mattutine (si è operato a Scaliddi), tutto è fermo.
Lo stesso dicasi da Milazzo per le Eolie dove l'unica eccezione è rappresentato dal traghetto della NGI che, dopo aver toccato Vulcano, ha raggiunto Lipari tra non poche difficoltà.
Traghetti Siremar, ma non è una novità, al "palo".

Gli ex Pumex sulla Gazzetta del Sud di oggi

Gli ex Pumex rimasti senza lavoro proclamano lo sciopero della fame
(Salvatore Sarpi- Lipari- Gazzetta del sud) Gli ex Pumex (Michel Raffaele, Maurizio Cesareo e Tiziano Profilio), tre dei tredici lavoratori che, dopo aver perso il lavoro, hanno perso anche la mobilità, dalle dodici di ieri hanno iniziato uno sciopero della fame a tempo indeterminato, presidiando contestualmente, giorno e notte, la stanza del sindaco di Lipari Mariano Bruno.
Saranno supportati nella loro protesta dagli altri ex Pumex (anche da coloro che ancora "godono" della mobilità) i quali hanno indetto lo stato d'agitazione e resteranno accanto ai loro compagni, a palazzo municipale, sino a quando, come si legge in una lettera aperta inviata ai cittadini eoliani, «tutti gli enti interessati Stato, Regione e Comune non si assumeranno le proprie responsabilità, senza scaricarle gli uni sugli altri e quindi sino a quando tutti non siederanno attorno ad un tavolo per affrontare e risolvere il problema in modo definitivo».
Gli ex Pumex, che hanno incontrato anche il sindaco Bruno, invitandolo a prendere parte anch'egli allo sciopero della fame o ad assumere iniziative di grande rilevanza, hanno evidenziato nella loro lettera aperta come «l'importante riconoscimento per le Isole Eolie di entrare a fare parte della lista dei Siti Patrimonio dell'Umanità è stato, e continua ad essere, anche causa di una grave crisi socio – economica che ha coinvolto i lavoratori della pomice. Noi ex lavoratori delle cave di pomice – scrivono – abbiamo perso il nostro sicuro ed onesto lavoro, precipitando con le nostre famiglie, in una profonda crisi economica, finanziaria e morale che sicuramente sta lasciando il segno in una comunità piccola come la nostra che, è già di per se, disagiata dall'insularità. A fronte di tante promesse ad oggi l'unica realtà è che per tredici di noi è finito il periodo di mobilità, senza che Regione, Comune, Stato ed Unesco abbiano fatto qualcosa di concreto».
Ribadendo l'intenzione di non mollare se prima non si passerà dalle promesse ai fatti concreti, gli ex Pumex hanno anche annunciato, per i prossimi giorni, altre iniziative e forme di protesta, anche eclatanti.

Acquacalda e il "borghicidio". Ovvero cronaca di una morte annunciata

Riceviamo dal dottor Marco Saltalamacchia e pubblichiamo:
È difficile non restare sgomenti assistendo a quelli che sembrano davvero gli ultimi istanti di vita di un borgo.
Nonostante l’accanita resistenza dei sempre più pochi abitanti a quella che appare una imbattibile, maligna, volontà di distruzione il paese appare sempre più come un borgo fantasma.
I segni della fine si cominciano a scorgere da Porticello dove la strada provinciale è ormai lasciata in abbandono e man mano che ci si avvicina al paese i segni dell’agonia mortale si fanno sempre più forti mentre un senso di frustrazione e rabbia si impadronisce di te.
I pochi esercizi commerciali si avviano alla chiusura, sconfitti dalla “noluntas” imbecille di un Amministrazione che assiste passiva a tutto questo.
Altre volte abbiamo denunciato la cattiva gestione del denaro pubblico che anche se stanziato non viene speso o se è speso è piuttosto sperperato (ricordiamo solo incidentalmente che oltre 1,6 milioni di euro sono già stati spesi per … nulla di fatto).
Ma questa volta si va oltre lo sperpero, siamo di fronte ad un vero e proprio “borghicidio” e premeditato per di più.
Dov’è adesso l’assessore Sparacino che ci ha spiegato per un anno che i fondi erano stati prontamente messi a disposizione sua mercé e che il pontile sarebbe stato rimosso entro l’anno (forse si era dimenticata di precisare quale…).
Il pontile sta là, quasi un orrendo monumento alla imbecillità umana. Va ricordato che a causa di questo relitto giudicato pericolante e pericoloso per le cose e le persone Aurora non ha potuto attrezzare il suo “dehors” sulla spiaggia, o che i due piccoli lidi che fornivano un minimo di infrastruttura non sono stati autorizzati e che, tuttora, insiste il divieto di balneazione. Mi si dice che il Ristorante “Da Lauro” si appresti a chiudere definitivamente, mentre Maurizio Cipicchia ha lasciato l’Anfora dopo essere stato anche lui sconfitto.
Potrei ricordare a lor signori che, trascurando solo per un istante l’aspetto estetico e paesaggistico, stiamo distruggendo ricchezza e lavoro, che a Lipari non abbondano?
Ci verrà spiegato che i problemi risiedono altrove, alla Provincia o presso qualche Tribunale a Barcellona o a Palermo che dovrà riesaminare questo ricorso o quel processo, ma se i problemi stanno altrove noi stiamo qui.
Mi piacerebbe anche ricordare che la promessa elettorale di questa Amministrazione verso Acquacalda era stata proprio la difesa dell’abitato e se questo è il risultato le conseguenze sono e debbono essere evidenti. Non solo non è stata rispettata ma di fronte ad un aggravarsi della situazione la risposta non c’è stata e non si vede nemmeno all’orizzonte.
A questo punto è legittimo chiedersi che cosa debba fare un normale cittadino se, dopo aver esperito tutte le vie “normali” attraverso la ricerca della necessaria sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dell’Amministrazione e non avere ottenuto nulla, abbia ancora voglia di vedere riconosciuti i propri diritti alla sicurezza delle cose e delle persone.
Forse la sola strada che resta è quella giudiziaria? Come spesso avviene nel nostro Paese, di fronte al fallimento della responsabilità sociale e politica, resta solo aperta la strada del riconoscimento della responsabilità legale attraverso l’intervento della Magistratura.
I nostri politici spesso si lamentano del fatto che in Italia l’agenda venga spesso dettata dai giudici. Ma oggi mi appare un fatto inevitabile se il peso della responsabilità sociale e politica non è sufficiente a scuotere gli animi dei nostri Amministratori e fare sì che facciano esclusivamente ciò per cui sono stati eletti ovvero l’interesse della comunità che rappresentano e non quello di pochi.
Marco Saltalamacchia

Messa in sicurezza dell'abitato di Canneto e sperpero di denaro pubblico. Il cittadino-geometra Elio Mollica diffida il Genio civile opere marittime

Una lettera di diffida, avente per oggetto "Messa in sicurezza dell'abitato di Canneto (Lipari)", è stata inviata dal cittadino Elio Mollica all’Ing. Capo del GENIO CIVILE OO.MM. di PALERMO e p.c. al Signor SINDACO del Comune di Lipari, alla Capitaneria di Porto di Milazzo, al Circomare Lipari e all'architetto Biagio De Vita (Dirigente del 3° Settore Lavori Pubblici del Comune di LIPARI)
IL TESTO:
Con la presente, nel ribadire le ns. precedenti note del 16.04.2009 e del 15.01.2010, questa volta ci rivolgiamo direttamente all’Ing. Capo del Genio Civile OO.MM. e all’ing. Fabio Arena, conoscitore dei problemi marittimi delle Isole Eolie .
Poiché siamo vigili delle cose che ci accadono intorno, abbiamo saputo che è in atto la predisposizione di un progetto di travasamento di migliaia e migliaia di metri cubi di arenile tra nord e sud del pontile di Canneto, con la giusta intenzione di eliminare l’attuale scivolo naturale che in caso di forti mareggiate porta la sabbia all’interno della strada litoranea.
Sistematicamente, da tre anni, con il benestare della Capitaneria di Porto di Lipari, il lavoro che si vuole fare a nord viene effettuato sul lato sud con la conseguenza di porgere la sabbia alle correnti marine, che come risaputo dai più anziani, in quella zona nove volte su dieci, le correnti vanno da nord a sud, rimpinguando la secca dei “Due Frati” fuori dal Monterosa.
Con la presente, il Genio Civile OO.MM., nella persona dell’ing. Capo, è DIFFIDATO dall’avallare sperpero di denaro pubblico, facendo eseguire detti lavori, anche se tanto necessari, senza prima avere riprogettato la chiusura dei tetrapodi contro il Monterosa, come già previsto e progettato nel 1981, o in alternativa (se non ci sono i fondi) chiudere provvisoriamente a 60 gradi verso terra per evitare l’effetto pennello.
Si verrebbe così a rimodellare la spiaggia, per effetto di quanto succede a nord del pontile, dove la sabbia ammassata è più alta del pontile stesso.
Poi, con il ripascimento dei tetrapodi esistenti ed il trasporto meccanico dei detriti del torrente Calandra, potrebbero nascere altre iniziative.
Distinti saluti.
(geom. A. Elio Mollica)