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martedì 9 marzo 2010

Messa in sicurezza dell'abitato di Canneto e sperpero di denaro pubblico. Il cittadino-geometra Elio Mollica diffida il Genio civile opere marittime

Una lettera di diffida, avente per oggetto "Messa in sicurezza dell'abitato di Canneto (Lipari)", è stata inviata dal cittadino Elio Mollica all’Ing. Capo del GENIO CIVILE OO.MM. di PALERMO e p.c. al Signor SINDACO del Comune di Lipari, alla Capitaneria di Porto di Milazzo, al Circomare Lipari e all'architetto Biagio De Vita (Dirigente del 3° Settore Lavori Pubblici del Comune di LIPARI)
IL TESTO:
Con la presente, nel ribadire le ns. precedenti note del 16.04.2009 e del 15.01.2010, questa volta ci rivolgiamo direttamente all’Ing. Capo del Genio Civile OO.MM. e all’ing. Fabio Arena, conoscitore dei problemi marittimi delle Isole Eolie .
Poiché siamo vigili delle cose che ci accadono intorno, abbiamo saputo che è in atto la predisposizione di un progetto di travasamento di migliaia e migliaia di metri cubi di arenile tra nord e sud del pontile di Canneto, con la giusta intenzione di eliminare l’attuale scivolo naturale che in caso di forti mareggiate porta la sabbia all’interno della strada litoranea.
Sistematicamente, da tre anni, con il benestare della Capitaneria di Porto di Lipari, il lavoro che si vuole fare a nord viene effettuato sul lato sud con la conseguenza di porgere la sabbia alle correnti marine, che come risaputo dai più anziani, in quella zona nove volte su dieci, le correnti vanno da nord a sud, rimpinguando la secca dei “Due Frati” fuori dal Monterosa.
Con la presente, il Genio Civile OO.MM., nella persona dell’ing. Capo, è DIFFIDATO dall’avallare sperpero di denaro pubblico, facendo eseguire detti lavori, anche se tanto necessari, senza prima avere riprogettato la chiusura dei tetrapodi contro il Monterosa, come già previsto e progettato nel 1981, o in alternativa (se non ci sono i fondi) chiudere provvisoriamente a 60 gradi verso terra per evitare l’effetto pennello.
Si verrebbe così a rimodellare la spiaggia, per effetto di quanto succede a nord del pontile, dove la sabbia ammassata è più alta del pontile stesso.
Poi, con il ripascimento dei tetrapodi esistenti ed il trasporto meccanico dei detriti del torrente Calandra, potrebbero nascere altre iniziative.
Distinti saluti.
(geom. A. Elio Mollica)