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giovedì 11 marzo 2010

Consiglio comunale a Lipari. Si parla di ex Pumex. Consiglieri "disattenti" e "showman"ed esplode la rabbia

Consiglio comunale ad "alta tensione" in corso a Lipari.
Sedici i consiglieri presenti in apertura (poi Lauria ha lasciato per divergenze sulla conduzione del consiglio). Si doveva parlare di debiti fuori bilancio ma, come era inevitabile e giusto, si è affrontata la delicata situazione degli ex Pumex.
Dietro le transenne sono presenti una ventina di operai con le loro famiglie che non hanno mancato di fare sentire la loro voce e la loro rabbia.
Dopo la proposta Longo di affrontare la delicata problematica, e la distribuzione da parte degli ex Pumex di un appello a tutte le parti politiche, si sono susseguiti gli interventi e le proposte.
La minoranza, così come la maggioranza e il gruppo del Faro, hanno prodotto delle mozioni.
Antonio Casilli (Pdl) ha proposto di sospendere la seduta, di riunire i capi gruppo e di approvare un odg unitario. La proposta è stata bocciata anche perchè tra la maggioranza si sono astenuti Gugliotta e Longo.
Via libera, quindi, alla proposta della minoranza di fare prima, in aula, il punto della situazione.
Prima di questo gli ex Pumex hanno chiesto ed ottenuto che parlasse il loro rappresentante
Bartolo Natoli chiedendo "azioni concrete e sinergiche".
Di fronte ad interventi, ritenuti veri e propri show, è scattata la contestazione e la situazione si è riscaldata alquanto nel momento in cui alcuni consiglieri hanno cominciato a parlare al telefonino in aula o a leggere il giornale.
Forte è stata la presa di posizione delle mogli dei lavoratori che non hanno certamente lesinato attacchi e critiche. Tra urla, lacrime e tanta rabbia la signora Lucia Cesario, moglie di Maurizio (finito in ospedale stamani) , è stata colta da malore e si è reso necessario l'intervento del 118.
Vi proponiamo due brevi video che mostrano come, giustamente, la tensione sia alle stelle.






Lipari: Ha preso il via il consiglio comunale. Prime "schermaglie" in corso

Hanno preso il via a Lipari i lavori del consiglio comunale. Sedici i consiglieri comunali presenti. Per l'amministrazione in aula il sindaco Mariano Bruno e l'assessore Corrado Giannò. Dietro le transenne gli ex lavoratori della Pumex e i loro congiunti.

Il video della parte iniziale del consiglio:





"Mi vergogno a non poter dare dieci euro a mia figlia". L'intervista a Gaetano Saltalamacchia

Gaetano Saltalamacchia (nella foto) è il primo degli ex Pumex che ha iniziato oggi lo sciopero della fame dopo la forzata rinuncia (per motivi di salute) di Profilio, Cesario e Raffaele. Gli altri due sono Ciccio Carbonaro e Neda Saltalamacchia
Vi proponiamo l'intervista da noi realizzata prima che iniziasse il digiuno:


"Barcolliamo ma non molliamo" Ex Pumex intenzionati ad andare avanti ad ogni costo

"Barcolliamo ma non molliamo" sembra essere questo il leit-motiv che muove e da forza agli ex Pumex impegnati, attraverso una forma di protesta estrema quale lo sciopero della fame, a rivendicare il lavoro, un diritto garantito garantito dalla Costituzione a loro sottratto in nome del titolo di "Patrimonio dell'Umanità".

Dopo la defaince di Cesario e Raffaele, che comunque non avrebbero mollato se non costretti da un certificato medico al quale l'autorità amministrativa e le forze dell'ordine non potevano non ottemperare, altri...ed altri ancora.. sono già pronti a prenderne il posto.
Vi proponiamo l'intervista realizzata con Bartolo Natoli:


"Il padre di famiglia non lascia soli i suoi figli.... la verità è che gli ex Pumex sono un peso". Maurizio Cesario, faccia a faccia, con Bruno

Faccia a faccia tra Maurizio Cesario (qualche ora prima che venisse trasportato al pronto soccorso) e il sindaco di Lipari Mariano Bruno. Ve ne proponiamo un ampio stralcio:

Lipari: Rifiuti, degrado, coscienza civile e pubblica amministrazione (di Anna Miracula)

Riceviamo da Anna Miracula e pubblichiamo:
Caro Direttore,
con piacere noto che la “saga” dei rifiuti a cielo aperto nelle Eolie e in particolare sull’isola di Lipari continua ad appassionare e a far sì che la gente, giorno dopo giorno , prenda coscienza di quanto accade sul nostro territorio.
Ora, volevo far notare un altro degrado fra i tanti, che si aggiunge a quello ormai noto sulla provinciale Canneto Dentro, documentato tante volte e del quale le autorità sono informate.
Non credo ci sia bisogno di documentare con foto in quanto siamo in molti a transitare tutti i santi giorni lungo questa strada.
Per iniziare , scendendo dal sito del dissalatore verso Canneto , dopo il Cimitero ,oltre ai camion del servizio di nettezza urbana che ormai da tanto tempo giacciono proprio sulla prima curva costituendo pericolo; subito dopo, sulla seconda curva , segue lo scheletro di un carro carnevalesco e procedendo ancora carcasse di auto , alcune dotate ancora di targa , alcune no, che stazionano in punti pericolosi , fino ad arrivare al bivio Canneto –Lipari (per la precisione al Crocifisso) dove insistono da tantissimo tempo ,delle vecchie auto targate ma ormai in disuso .
Quello che mi sconvolge, però è il fatto che , oltre ai tanti cittadini che percorrono questa strada, vi sono anche le forze dell’ordine , e più di tutti la Polizia Municipale.
Mi chiedo, allora, ma non è uno dei loro compiti mantenere l’ordine, la disciplina e il rispetto lungo le strade e far sì che noi tutti non incorriamo in pericoli causati appunto dalla noncuranza di chi ha deciso di far di Lipari una pattumiera?
Perché si fa sempre finta di non vedere quello che succede intorno, ci si gira dall’altra parte, aspettando che prima o poi le cose cambino?
Di certo i resti del carro non andranno via da soli se qualcuno non provvede, sicuramente le carcasse d’auto in curva non spariranno se nessuno le fa portare via e prima o poi, Le assicuro caro Direttore, qualcuno si farà male.
Perché ,per quanto riguarda le auto, specie quelle TARGATE , non si iniziano a ricercare chi sono i legittimi proprietari facendo pervenire loro delle sanzioni ,in modo da “rieducare” alla civiltà quanti non intendono farne parte?
Perché dopo un mese ancora un carro di Carnevale rimane parcheggiato su una strada pubblica,come un relitto e le istituzioni alle quali compete l’ordine pubblico non lo vedono?
E ricordo anche che la strada in questione è diventata altrettanto pericolosa quando il tunnel , per il secondo anno consecutivo è stato chiuso per il carnevale, costringendo a far transitare, oltre alle auto, anche autobus e camion , senza effettuare un minimo di pulizia dalle carcasse e da altri depositi abusivi.
Pertanto si deve sempre attendere la disgrazia prima di rendersi conto dei pericoli esistenti?
Pertanto, si invitano le autorità competenti a far un piccolo sopralluogo sul posto , anche solo per rendersi conto che sulle strade vi circolano i cittadini e non le mandrie o i maiali e il fatto che esistano dementi che insistono nel distruggere la dignità di quest’isola, non fa di tutta l’erba un fascio.
Se in molti scriviamo denunciando questi degradi è segno che teniamo al nostro territorio, ma non è il silenzio e la totale assenza da parte degli enti addetti, che farà di quest’isola un gioiello.
Perché, e l’ho imparato a mie spese, chi denuncia un degrado,soprattutto pubblicamente , non viene apprezzato ma bastonato e chi ha provocato il degrado non viene punito ma lasciato libero di agire nuovamente e indisturbato, tanto sa bene che non vi saranno sanzioni.
Mentre una buona abitudine da parte delle istituzioni ed è anche una proposta costruttiva sarebbe quella di ascoltare di più i cittadini che evidenziano dei deturpamenti del paesaggio, significherebbe che il paese ha voglia di crescere e di migliorare.
Perché non costituire un associazione dei cittadini che possa collaborare con il Comune per segnalare i vari degradi e gli abusi sul nostro territorio? Di certo chi si accorge meglio di ciò che succede intorno è il cittadino, di certo non il politico, preso dai suoi impegni, e dunque perché non iniziare con uno –due cittadini per zona che dovranno vigilare e ,all’occorrenza segnalare quello che accade?
Anna Miracula

Ospedale di Lipari: "Io la penso così" (di Salvatore Naso)

Riceviamo e pubblichiamo:
Dopo aver ascoltato per strada opinioni contrastanti sull'argomento ospedale e sul pericolo che lo stesso possa essere ridotto al rango di puro ambulatorio di pronto soccorso, finalmente ho avuto il tempo di leggere anche le posizioni sui giornali on-line del Vice-Sindaco Giulio China e di Saverio Merlino.
Come fa il vice-sindaco a dire che ci sono una serie così preoccupante di carenze di organico e mezzi e con la stessa tranquillità invitare a non destare inutili allarmismi, anche soltanto nel dubbio che possa essere come asserisce Merlino, tesi che personalmente condivido, come si fa a rimanere tranquilli? Ci sono segnali inconfutabili di qualcosa che si sta muovendo in modo negativo; da semplice cittadino che abita nei pressi dell'ospedale constato che l'eliambulanza che fino a qualche anno fa si utilizzava poche volte al mese e talvolta anche più di rado, oggi si utilizza a frequenza giornaliera; pare che sia già ufficiale o quantomeno ufficioso un' imminente accorpamento di Ostetricia a chirurgia e di Pediatria a Medicina; da tempo non vengono più mandati i necessari primari previsti in pianta organica; per un gesso bisogna raggiungere Milazzo; a questo vanno aggiunte le altre carenze denunciate dal signor Giulio China.
Non basta questo per far sorgere il ragionevole dubbio? Di fronte a questi fatti concreti non è meglio agire immediatamente nelle sedi preposte per farsi mettere nero su bianco gli obbiettivi, e magari, spero la smentita di questo stato di cose con impegno di rilancio di una vitale struttura come quella eoliana? Non vorrei che a partire dal primo aprile, data destinata all'applicazione della riforma sanitaria regionale ci piovesse l'ennesima tegola senza essere stati capaci di prevenirla.
Intanto non sarebbe opportuno informare in modo adeguato la cittadinanza?
Cordialmente.
Salvatore Naso

Facta non verba (fatti non parole) di Marco Saltalamacchia

Riceviamo dal dottor Marco Saltalamacchia e pubblichiamo:
Mi sia consentita una più generale riflessione. Ma non prima di aver dato alcune precisazioni “ en passant”:
del futuro di Lipari e di Acquacalda me ne occupo da sempre ed in modo più attivo almeno dal 2003, attraverso l’attivo supporto alle attività culturali del Centro Studi Eoliano (di cui mi onoro di essere socio onorario) e del Festival del Cinema ed attraverso la costituzione dell’associazione Amici di Acquacalda, che mi onoro di presiedere.
Della falesia che minaccia l’abitato di Acquacalda ho già scritto ripetutamente (ultima volta a Settembre 2009) e disinteressarmi della stessa sarebbe quanto meno “imbecille” (cito dal Garzanti : Dal lat. imbeci°lle(m) ‘debole fisicamente o mentalmente’) da parte mia, visto che comunque da lì devo passare per andare a casa…
Adesso sul merito della questione. Mi si spiega che diligentemente il Comune ha provveduto a reperire fondi per 6 milioni di euro (e che mai una tale cifra era stata raccolta). È del tutto evidente la scarsa abitudine dei nostri Amministratori a confrontarsi con i fatti e soprattutto con la realtà. Probabilmente il fatto di vivere in un mondo virtuale fatto di burocrazia, di ricorsi, di scarico di responsabilità fa sì che il confronto con la realtà che i cittadini devono vivere quotidianamente diventi secondario o irrilevante.
Per questo ritengo che il dovere di una cittadinanza attiva, attraverso le sue forme associative più diverse, sia quello di richiamare i nostri amministratore a questo “principio di realtà”.
Allora confrontiamoci sui fatti:
1) Difesa dell’abitato di Acquacalda: il tema sta sul tavolo da almeno 6 anni. Esiste oggi ad Acquacalda una qualche forma di difesa dell’abitato? No. Come cittadino, le giustificazioni che portano altrove (provincia, regione, protezione civile) non interessano. La forma organizzativa che ci si è dati in Italia pone il Comune ed il suo Sindaco come interlocutore primario della cittadinanza sul territorio e fa sì che egli sia comunque il primo responsabile e che stia dunque a questi la ricerca della soluzione. Il contrario sarebbe inattuabile. Cosa si dovrebbe fare dunque, laddove il livello locale dimostrasse la sua incapacità (a qualsiasi titolo)? Esautorarlo e prendere l’iniziativa come privati cittadini? È evidente che il Comune è e resta l’interlocutore unico dei cittadini preposto alla soluzione dei problemi degli stessi. Non casualmente gode anche delle deleghe che il Governo centrale su temi come la Protezione Civile o l’ordine pubblico. Sul tema specifico, il sapere che esistano dei fondi disponibili e che non possano essere utilizzati fino a che la giustizia compirà il proprio corso è cosa nota ma che avvilisce. Soprattutto, sapendo che i lavori ormai sono stati interrotti da un anno e che del processo in questione si è celebrata una sola udienza. Dovremo attendere altri sei anni, ancora? La vita è troppo breve, caro Sindaco per accettare questi tempi, e non mi risulta che in altri posti d’Italia le cose “fatte”si misurino in decadi (chi ne avesse piacere guardi il piano di intervento delle coste della Regione Liguria per esempio). Il partito che lei rappresenta si fregia spesso di essere un “partito del fare” e gode dell’invidiabile vantaggio di essere maggioranza a tutti i livelli (provincia, regione, stato). Non dovrebbe quindi essere difficile ottenere il necessario supporto per far sì che le cose succedano… Direi che vale la pena di aggiungere che le mareggiate di quest’inverno a Canneto, a Lipari ma anche a Salina, Stromboli o Filicudi abbiamo dimostrato che non esiste un piano organico di protezione delle coste e che la logica di intervento resta sempre quella “emergenziale” per dirla con un termine che ci è tanto caro.
2) Il pontile Italpomice. Mi limito a ricordare che è crollato nell’ottobre 2008 e che sta ancora lì.
3) Strada provinciale: nessuna novità a parte la chiusura (formale) della stessa.
4) Falesia: senza una adeguata protezione della costa sottostante non potremo mai dormire sonni tranquilli. Quali sono i piani in proposito?
Il continuo ribadire che ogni cosa possibile sia stata esperita e che i fondi siano a disposizione è solo irritante ed anche offensivo dell’intelligenza comune se solo ci si voglia confrontare con la realtà che se cambia, ahimè, lo fa solo in peggio (prima “solo” la difesa dell’abitato, poi il pontile ed il divieto di balneazione, poi la falesia ma dovremmo dire le falesie visto che ce n’era già un’altra cento metri prima, ed infine la strada provinciale a Porticello).
Chi amministra ha l’onere di farlo e bene, lo fa per propria scelta e sulla base di un preciso mandato degli elettori. Ha il dovere di rispondere alle istanze legittime dei cittadini, e di battersi per migliorare la qualità di vita della comunità. La realtà dei fatti ci dimostra amaramente il contrario. Ed i fatti sono le sole cose che contano.
Cordialmente.
Marco Saltalamacchia

Ex Pumex: Trasferiti in ospedale Cesario e Raffaele. Lo sciopero della fame non è compatibile con le loro condizioni fisiche

I due ex Pumex, Cesario e Raffaele, non sono nelle condizioni fisiche di continuare lo sciopero della fame.
Il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, dopo il rilascio del sottostante certificato medico attestante tutto questo, ha "obbligato" i due a sottoporsi alle necessarie e indispensabili cure.
"Si certifica che in data odierna ho visitato i signori Raffaele Michel e Cesario Maurizio entrambi presentano stato di astenia , vertigini, cefalea, in maggior miseria quest’ultimo poiché è in stato marcato di ipertensione /90/60 e tachicardia /120’/, si consiglia sospensione del digiuno e controllo clinico"
Vi proponiamo le drammatiche immagini (autorizzate dai diretti interessati) del trasferimento di Cesario in ospedale con l'ambulanza del 118.


Le precarie condizioni di salute di Cesareo e Raffaele (preceduti ieri da Profilio in ospedale) non interrompono la protesta degli Ex Pumex. Già altri sono pronti allo sciopero della fame. Lo ha già iniziato Gaetano Saltalamacchia che, nel pomeriggio, sarà affiancato da altri.

"Barcolliamo ma non molliamo" sembra essere diventato lo slogan degli ex Pumex così come sentirete dalle interviste con Bartolo Natoli e Gaetano Saltalamacchi che pubblicheremo a breve.
Non molla neanche Eolienews, trasferitasi ormai quasi in pianta stabile al comune, a seguire e a portare il proprio contributo d'informazione alla causa dei nostri amici e concittadini.

Proprio per questo il direttore di Eolienews ha deciso, ritenendo che questo sia giusto, dare principalmente (se non essenzialmente) spazio agli ex Pumex, alle loro famiglie, piuttosto che ai politici.

Sicilia. Semplificazione amministrativa e burocrazia regionale. Parla l'assessore Venturi

La semplificazione amministrativa e la burocrazia regionale, con i suoi devastanti effetti per lo sviluppo del tessuto economico, sociale e produttivo della Sicilia. Di questo ha parlato l'assessore alle Attivita' produttive Marco Venturi.

L'Mpa sospende dal gruppo il messinese Cateno De Luca

Sempre più difficile. Archiviato il Piano casa, il Governo Lombardo si accinge ora ad affrontare la battaglia per la riforma del sistema di raccolta dei rifiuti, che si profila ancora più aspra per le divisioni che già si delineano all'interno della maggioranza. Tanto che ieri il gruppo del Mpa, con una inusuale nota alla stampa, ha reso di pubblico dominio il provvedimento adottato nei confronti dell'on. Cateno De Luca, «formalmente sospeso» per «e recenti prese di posizione espresse in modo autonomo in merito ai disegni di legge sulla "gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati" e sulle norme di riordino del patrimonio edilizio». D'altronde, De Luca, nella seduta di martedì, nell'annunciare il voto favorevole al Piano casa, pur non condividendone alcune parti, aveva pubblicamente annunciato le dimissioni da vice capogruppo del Mpa, «per avere le mani libere", aveva spiegato, nel corso della trattazione del Piano rifiuti.
Ieri, il gruppo, non solo ha preso atto delle dimissioni, affidando la carica di vice capogruppo all'on. Nicola D'Agostino, ma lo ha anche sospeso, liberandolo da ogni vincolo. A prescindere da De Luca, dichiaratamente sul piede di guerra in difesa dei comuni, la battaglia si profila ancora più dura e i tempi sembrano allungarsi perché ieri in commissione Ambiente nessuno dei deputati dell'opposizione si è dichiarato disposto a ritirare uno solo dei 324 emendamenti presentati. Per cui alla Commissione, che li ha vagliati uno per uno, non è rimasto altro da fare che stralciare quelli impegnativi sul piano economico per rinviarli a dopo l'approvazione del bilancio e della finanziaria.
In atto, infatti, il disegno di legge non ha copertura di spesa. L'esame dei singoli articoli avrà inizio oggi pomeriggio e proseguirà la settimana prossima. Tra gli emendamenti da esaminare anche i 15 di riscrittura del governo che, accogliendo le richieste del Pdl-Sicilia, nel ridurre da 27 a nove gli Ato, sta pensando di affidarne la gestione a delle società consortili, un per provincia e due per le aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Il che dovrebbe consentire di salvare i posti di lavoro.
Con le società consortili, le Srr (società per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti), il passaggio del personale dagli attuali Ato sarebbe automatico. Con i consorzi di diritto pubblico, invece, per le assunzioni si dovrebbe procedere tramite concorso pubblico. Quella del personale, però, è una partita tutta da giocare. Per l'assessore all'Energia Pier Carmelo Russo, infatti, sono troppi i dipendenti degli Ato con incarichi amministrativi. Circa il 35% sta dietro una scrivania e solo il 65% è addetto alla raccolta dei rifiuti in strada. Inoltre, si sta cercando il modo di salvare gli Ato virtuosi.
Le annunciate modifiche al testo originario, comunque, hanno fatto tirare un sospiro di sollievo alla capo gruppo del Pdl-Sicilia Giulia Adamo. «Si profila - ha detto - lïaccoglimento della nostra proposta migliorativa al ddl rifiuti per dare maggiore autonomia decisionale e operativa ai Comuni». «L'esperienza degli Ato in Sicilia - ha aggiunto - è stata un vero e proprio fallimento; per i comuni, un doppio disastro, perché da un lato hanno subito una riforma che li ha privati della gestione diretta di un servizio fondamentale per la comunità, dallïaltro le distorsioni economiche e gestionali non possono che essere pagate a caro prezzo dai cittadini. Restituire responsabilità ai comuni - ha aggiunto - significa anche salvaguardare quelle pochissime esperienze di gestione ottimale della raccolta e smaltimento dei rifiuti che hanno dimostrato con i fatti di funzionare».
Intanto l'Ars, ieri, in attesa che la commissione Ambiente completasse l'esame degli emendamenti sul Piano rifiuti, ha esaminato ed approvato definitivamente, con voto unanime (51 si su 51 votanti), il disegno di legge che disciplina la professione di maestro di sci in Sicilia. In particolare, con questa legge vengono istituiti il collegio regionale dei maestri di sci della Sicilia e l'albo regionale della categoria.

Spanò confermato segretario della Filt Cgil siciliana, il sindacato dei trasporti

Franco Spano’ e’ stato confermato segretario generale della Filt Cgil siciliana, sindacato dei lavoratori dei trasporti. Lo ha eletto all’unanimita’ il direttivo della categoria, al termine del congresso regionale, alla presenza del segretario generale nazionale, Franco Nasso. Nei due giorni di congresso hanno tenuto banco i temi della vertenza ferrovie, e del sistema dei trasporti nella regione. Spano’ ha anche sollecitato il varo di un piano regionale dei trasporti e ha auspicato l’acquisizione di Siremar da parte della Regione e la costituzione di una societa’ mista con lo scopo di garantire e rafforzare i collegamenti con le isole minori.

Vicenda Ex Pumex sulla Gazzetta del sud di oggi

Sciopero della fame degli ex Pumex Uno dei tre lavoratori in ospedale
Cisl all'attacco: «È il frutto di anni di inerzia da parte della politica»
Salvatore Sarpi
Finisce in ospedale uno dei tre lavoratori ex Pumex che stanno effettuando da tre giorni lo sciopero della fame al palazzo municipale di Lipari. La tensione, l'astinenza dal cibo, lo stress maturato in questi lunghissimi tempi di "battaglia" per rivendicare un posto di lavoro hanno fatto cedere Tiziano Profilio. L'operaio, uno dei tredici che dopo aver perso il posto di lavoro ha perso anche la mobilità e l'utilizzo in ASU, è stato colto da malore.
È stato richiesto da parte degli ex compagni (che stanno occupando la stanza del sindaco) l'intervento del sanitario della guardia medica e, successivamente, dell'ambulanza del 118 che lo ha trasportato in ospedale per i necessari controlli. I sanitari hanno consigliato a Profilio riposo assoluto e di riprendere immediatamente l'alimentazione. Grande, ovviamente, la preoccupazione tra i suoi familiari e tra i suoi compagni ex Pumex. Ex cavatori che questa volta sono intenzionati ad andare sino in fondo alla protesta e stanno meditando, se non si getteranno basi concrete per un loro ritorno alla vita lavorativa, anche altre forme clamorose di protesta. Una di queste potrebbe interessare direttamente tutte le donne delle famiglie degli ex Pumex. Intanto la Filca-Cisl in una lettera all'assessore regionale al Lavoro evidenzia che «la decisione degli ex lavoratori della Pumex di Lipari di effettuare lo sciopero della fame e di occupare la stanza del sindaco non deve sorprendere perché è il frutto di anni di inerzia da parte della politica».
«Una condizione di precarietà che arriva da lontano – spiegano – i segretari generali di Filca Cisl Sicilia Santino Barbera e della Filca messinese Giuseppe Famiano – e cioè dal rispetto della direttiva Unesco posta dopo l'inserimento delle Eolie nella lista dei Beni Patrimonio dell'umanità. Inserimento – sottolineano – che doveva portare benessere e prosperità, con conseguente ricollocazione dei lavoratori interessati, ma che sinora ha portato solo disagi e miseria».
La Filca Cisl ricorda come della ricollocazione produttiva dei lavoratori in altre attività, alcuni partiti locali, regionali e nazionali ne abbiano fatto un cavallo di battaglia elettorale. «Il risultato – affermano Barbera e Famiano – è sotto gli occhi di tutti: le promesse non sono state mantenute. E adesso, questi lavoratori con famiglia, tutti monoreddito e lontano dalla possibilità di ottenere il trattamento pensionistico, sono rimasti disperati e soli in questa battaglia. L'eclatante gesto dello sciopero della fame rappresenta l'unico modo per riportare l'attenzione sulla loro condizione, per rimettere al centro della discussione politica la prospettiva di un lavoro produttivo».
La Filca Cisl siciliana e messinese hanno chiesto all'Assessore Leanza un incontro urgente per affrontare la vertenza in maniera costruttiva e definitiva, trovando la soluzione finalizzata al reinserimento occupazionale, che riporti serenità a tutti i lavoratori interessati e alle loro famiglie.

mercoledì 10 marzo 2010

"Acquacalda...vendesi..." veicolato da internet fa il giro del mondo. Apprezzamento del CASTA per l'intervento del dottor Saltalamacchia

Riceviamo da Enzo Mottola e pubblichiamo:
Non possiamo non esprimere tutto il nostro compiacimento nel leggere la nota di ieri del Dr. Marco Saltalamacchia, divenuto ormai abituale frequentatore dei media eoliani.
Finalmente le disastrose condizioni del vivere quotidiano di chi ad Acquacalda, per necessità o per scelta, spende 365 giorni l’anno, sono state valutate in tutta la loro drammaticità anche al di fuori dell’ambito isolano.
Oltre che in tutta Italia, il messaggio “Acquacalda vendesi…” è rimbalzato, via internet, dall’Australia alla Gran Bretagna, dalla Spagna agli Stati Uniti.
Anche da Monaco di Baviera giunge l’accorato appello perché si faccia qualcosa di concreto per risollevare il nostro borgo da un degrado progressivo, penalizzante e letale. Non a caso il 3 dicembre u.s. ne abbiamo celebrato i funerali.
La nostra caparbietà nel denunciare, quasi giornalmente da circa 2 anni, all’opinione pubblica, i fatti (nulli) e i misfatti (tantissimi) che le Amministrazioni compiono nei nostri confronti, viene sostanzialmente premiata dall’attenzione dei moltissimi personaggi che in precedenza ignoravano Acquacalda.
È auspicabile che la sensibilità riscontrata nello scritto del Dr. Saltalamacchia (degna peraltro di suscitare invidia a tantissimi Amministratori pubblici) nei riguardi di tutti gli abitanti e del territorio, possa indurre altri illustri personaggi a sostenere con forza la battaglia di tutti nei confronti di chi sciaguratamente vuole la fine di Acquacalda.
Acquacalda 10 marzo 2010
Enzo Mottola
Presidente C.A.S.T.A.