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martedì 14 dicembre 2010
Eolie. Per la messa in sicurezza la Provincia mette a disposizione oltre 4 mila euro.
Oltre quattro milioni di euro dalla Provincia Regionale di Messina per la messa in sicurezza del territorio eoliano e in particolare per la prevenzione dei pericoli provocati da frane e smottamenti. La giunta guidata dal presidente Nanni Ricevuto ha deliberato un milione 400 mila euro per Filicudi e 750 mila euro per Salina ( nella due isole lavori già in corso) e un milione e 800 mila euro per Lipari. Nella principale isola eoliana le emergenze riguardano soprattutto le zone di Quattropani, Porticello e Acquacalda.
Alcool Etilico. L'articolo di ilmucchio.it
Uno spazio alla band liparese degli Alcool Etilico e al loro lavoro è stato dedicato da ilmucchio.it
Questo l'articolo che è ripreso da questo link http://www.ilmucchio.it/fdm_content.php?sez=scelte&id_riv=82&id=1613
Dispersi nel mare, al largo dello stretto sull'isola di Lipari, il sestetto degli Alcool Etilico imbraccia chitarre e solitudine e si mette a strimpellare. E sarà il mare, saranno la distanza dal continente, il mediterraneo e l'isolamento, ma il risultato è un rock melodico come un incontro tra dei Baustelle privi di pretese intellettuali (mi rendo conto di aver appena scritto qualcosa di ossimorico) e dei Diaframma solari ed estivi (idem come sopra). In quaranta minuti, in dieci tracce un po' tutte uguali, il disco omonimo degli Alcool Etilico fila via leggero, senza testi disturbanti, ma nemmeno così campati per aria, con un buon uso dell'italiano privo di “gl” come ogni buon accento siculo che si rispetti, e con le chitarre che la fanno da padrone tra tastiere accennate e batterie diligenti. Saltano fuori anche le influenze un po' nefaste di Negroamaro e Vibrazioni, ma fortunatamente i sei di Lipari sono abbastanza scaltri da evitare certe banalità compositive per mantenere tutto l'impasto sulla melodia e sulle chitarre. “Alcool Etilico”, l'album, è tutto qui, senza canzoni imprescindibili ma anche senza eccessive cadute di stile. Forse il punto più interessante sta in quella fisarmonica che fa capolino in “Nala” tra una specie di tango rock di marce e arpeggi, e forse è lì che si dovrebbe concentrare il sestetto, insieme alle hit scanzonate come “Anni '70”, perché quando riparte il rock melodico pare che manchi qualcosa. Un tocco di sud, forse. E il mare, la distanza dal continente, il mediterraneo e l'isolamento.
Questo l'articolo che è ripreso da questo link http://www.ilmucchio.it/fdm_content.php?sez=scelte&id_riv=82&id=1613
Dispersi nel mare, al largo dello stretto sull'isola di Lipari, il sestetto degli Alcool Etilico imbraccia chitarre e solitudine e si mette a strimpellare. E sarà il mare, saranno la distanza dal continente, il mediterraneo e l'isolamento, ma il risultato è un rock melodico come un incontro tra dei Baustelle privi di pretese intellettuali (mi rendo conto di aver appena scritto qualcosa di ossimorico) e dei Diaframma solari ed estivi (idem come sopra). In quaranta minuti, in dieci tracce un po' tutte uguali, il disco omonimo degli Alcool Etilico fila via leggero, senza testi disturbanti, ma nemmeno così campati per aria, con un buon uso dell'italiano privo di “gl” come ogni buon accento siculo che si rispetti, e con le chitarre che la fanno da padrone tra tastiere accennate e batterie diligenti. Saltano fuori anche le influenze un po' nefaste di Negroamaro e Vibrazioni, ma fortunatamente i sei di Lipari sono abbastanza scaltri da evitare certe banalità compositive per mantenere tutto l'impasto sulla melodia e sulle chitarre. “Alcool Etilico”, l'album, è tutto qui, senza canzoni imprescindibili ma anche senza eccessive cadute di stile. Forse il punto più interessante sta in quella fisarmonica che fa capolino in “Nala” tra una specie di tango rock di marce e arpeggi, e forse è lì che si dovrebbe concentrare il sestetto, insieme alle hit scanzonate come “Anni '70”, perché quando riparte il rock melodico pare che manchi qualcosa. Un tocco di sud, forse. E il mare, la distanza dal continente, il mediterraneo e l'isolamento.
Fiera del libro di Roma. Il bilancio della partecipazione del Centro Studi
(Paola Centurrino) Da poco si è conclusa la 9ª edizione della fiera del libro di Roma: “Più libri, più liberi”. Anche quest’anno le Eolie sono state presenti con lo stand dei libri pubblicati dal Centro Studi Eoliano. Nel corso della fiera è stata organizzata, attraverso la formula ormai consolidata dell’“aperitivo eoliano”, la presentazione del nuovo libro edito dal Centro Studi: il volume “Cineolie”, del noto giornalista, critico e storico del cinema, Nino Genovese. Il libro è una raccolta/guida di tutta la cinematografia eoliana, di ogni film girato alle Eolie vi è la scheda descrittiva, foto, cast, commenti. L’idea di questa pubblicazione è stata accolta con molto entusiasmo dai giornalisti e dai critici della cinematografia (presenti anche, tra gli altri illustri nomi, alcuni degli attori che hanno girato film alle Eolie). L’Associazione del Centro Studi anche quest’anno ha fatto record di pubblico, sia per la nuova pubblicazione che per il numero di visitatori che hanno frequentato l’espositore. E per usare una citazione ormai famosa: “un libro al giorno toglie un asino di torno”, difatti, come hanno riportato i vari TG e quotidiani nazionali, quest’anno la fiera del libro ha registrato un numero record di presenze. Il Centro Studi Eoliano sarà presente alla fiera anche l’anno venturo ed intanto si accinge a ringraziare coloro che sono stati vicini e presenti all’Associazione, organizzando la cena annuale di scambio di auguri natalizi; poiché è anche grazie all’aiuto dei soci, dei sostenitori, dei simpatizzanti, che si riesce a raggiungere sempre degli importanti traguardi.
Anche per il CGA non avevano il titolo richiesto sette vigili del fuoco destinati a Lipari. Il Ministero rischia 1 milione di euro di risarcimento
Al momento della pubblicazione del bando di concorso (il 7 marzo 2006) non avevano il titolo richiesto e non avrebbero, dunque, potuto far parte della graduatoria. Per questo motivo sette vigili del fuoco dovranno tornarsene a casa e lasciare il loro posto ad altrettanti "pompieri" che ne avevano e ne hanno diritto.
È quanto stabilito dal Consiglio di giustizia amministrativa della regione Sicilia che ha ritenuto "non fondato" l'appello del Ministero dell'Interno che si era opposto alla sentenza del 26 maggio con la quale il Tar aveva dato ragione ai sette ricorrenti. Festeggiano quindi i vigili del fuoco che erano stati esclusi, "piange" il Ministero che adesso rischia anche di dover risarcire circa un milione di euro: ovvero quanto percepito dai sette vigili che non avevano diritto in questi quattro anni.
Il nodo è tutto in un passaggio: il bando richiedeva, infatti, «l'iscrizione da almeno un anno negli elenchi del personale volontario del corpo nazionale dei vigili del fuoco in servizio presso la sede di Lipari».
I sette prescelti, invece, non facevano parte di questo elenco, ma semplicemente nell'elenco dei volontari del comando di Messina. Il Ministero si era opposto alla decisione del Tar perché riteneva la sentenza contraddittoria, sottolineando inoltre come fosse venuto meno «il requisito del servizio prestato nell'isola di Lipari per effetto del decreto che oltre a unificare gli elenchi del personale volontariato su base provinciale, non richiede più la residenza nell'isola». Ma il Cga ha confermato quanto stabilito dal Tribunale amministrativo regionale.
Proprio in base alla sentenza che ha riconosciuto il diritto dei ricorrenti, al distaccamento di Lipari dovranno essere assunti (secondo l'ordine di graduatoria) Flavio Quadara, Maurizio Moretto, Santo Cambria, Antonino Natoli, Salvatore D'Angelo, Davide Favaloro e Masino Spanò. Ad essi dovranno fare posto sette dei vigili che, a questo punto, risultano impropriamente assunti. Inoltre dalla graduatoria del concorso per undici posti dovranno essere depennati altri sedici partecipanti che alla data dello stesso non erano in possesso dei requisiti richiesti. Rimangono al loro posto, invece, Nicola Bombaci, Fabio Sottile, Maurizio Mandarano e Gennaro Biviano che erano in possesso dei requisiti.
Va ricordato che alcuni dei ricorrenti sono anche tra i fondatori del distaccamento dei Vigili del Fuoco volontari di Lipari che risale ai primi anni 90 e che è diventato presidio permanente effettivo dal 2004. Dopo tre anni di sofferenza, tra viaggi al Ministero, porte chiuse in faccia ed esposti alla Procura della Repubblica di Barcellona, l'inizio di un nuovo capitolo della loro vita.
È quanto stabilito dal Consiglio di giustizia amministrativa della regione Sicilia che ha ritenuto "non fondato" l'appello del Ministero dell'Interno che si era opposto alla sentenza del 26 maggio con la quale il Tar aveva dato ragione ai sette ricorrenti. Festeggiano quindi i vigili del fuoco che erano stati esclusi, "piange" il Ministero che adesso rischia anche di dover risarcire circa un milione di euro: ovvero quanto percepito dai sette vigili che non avevano diritto in questi quattro anni.
Il nodo è tutto in un passaggio: il bando richiedeva, infatti, «l'iscrizione da almeno un anno negli elenchi del personale volontario del corpo nazionale dei vigili del fuoco in servizio presso la sede di Lipari».
I sette prescelti, invece, non facevano parte di questo elenco, ma semplicemente nell'elenco dei volontari del comando di Messina. Il Ministero si era opposto alla decisione del Tar perché riteneva la sentenza contraddittoria, sottolineando inoltre come fosse venuto meno «il requisito del servizio prestato nell'isola di Lipari per effetto del decreto che oltre a unificare gli elenchi del personale volontariato su base provinciale, non richiede più la residenza nell'isola». Ma il Cga ha confermato quanto stabilito dal Tribunale amministrativo regionale.
Proprio in base alla sentenza che ha riconosciuto il diritto dei ricorrenti, al distaccamento di Lipari dovranno essere assunti (secondo l'ordine di graduatoria) Flavio Quadara, Maurizio Moretto, Santo Cambria, Antonino Natoli, Salvatore D'Angelo, Davide Favaloro e Masino Spanò. Ad essi dovranno fare posto sette dei vigili che, a questo punto, risultano impropriamente assunti. Inoltre dalla graduatoria del concorso per undici posti dovranno essere depennati altri sedici partecipanti che alla data dello stesso non erano in possesso dei requisiti richiesti. Rimangono al loro posto, invece, Nicola Bombaci, Fabio Sottile, Maurizio Mandarano e Gennaro Biviano che erano in possesso dei requisiti.
Va ricordato che alcuni dei ricorrenti sono anche tra i fondatori del distaccamento dei Vigili del Fuoco volontari di Lipari che risale ai primi anni 90 e che è diventato presidio permanente effettivo dal 2004. Dopo tre anni di sofferenza, tra viaggi al Ministero, porte chiuse in faccia ed esposti alla Procura della Repubblica di Barcellona, l'inizio di un nuovo capitolo della loro vita.
Depuratore a Canneto Dentro. No del consiglio. Dalla Gazzetta del sud di oggi
Depuratore Canneto Dentro, no del Consiglio
Salvatore Sarpi
Lipari
No all'impianto di depurazione a Canneto Dentro, "spostamento" dell'opera a Monterosa nell'area già individuata nell'ambito del Piano Regolatore Generale, interruzione del procedimento di approvazione relativo all'ubicazione dell'opera a Canneto Dentro come previsto dal commissario Luigi Pelaggi.
Lo hanno deliberato all'unanimità i consiglieri comunali di Lipari riunitisi, su convocazione urgente predisposta dal presidente Pino Longo, per affrontare il delicato argomento. Dietro le transenne ha assistito ai lavori del civico consesso una nutrita delegazione di cittadini delle aree interessate (Canneto, Pirrera, Serra). In aula è intervenuto anche il difensore civico comunale avv. Francesco Rizzo.
Il consiglio, in modo bipartisan, ha deliberato di richiedere la sospensione dell'iter per la realizzazione del depuratore a Canneto Dentro in modo che ci possa essere una reale concertazione con i cittadini e con il consiglio comunale stesso. Concertazione, che sino ad oggi, non c'è stata. Oltre all'impatto sulle zone limitrofe sono state evidenziate forti perplessità per i due maxi-impianti di sollevamento che sono state ubicate in località Unici a Canneto (a pochi metri dalla spiaggia più frequentata e nei pressi del punto di adduzione del dissalatore) e in prossimità della biglietteria degli aliscafi di Sottomonastero. Il consiglio comunale è stato aggiornato a lunedi 20 dicembre alle 10 quando, dopo aver visionato le carte, si predisporrano ulteriori interventi e/o iniziative.
Salvatore Sarpi
Lipari
No all'impianto di depurazione a Canneto Dentro, "spostamento" dell'opera a Monterosa nell'area già individuata nell'ambito del Piano Regolatore Generale, interruzione del procedimento di approvazione relativo all'ubicazione dell'opera a Canneto Dentro come previsto dal commissario Luigi Pelaggi.
Lo hanno deliberato all'unanimità i consiglieri comunali di Lipari riunitisi, su convocazione urgente predisposta dal presidente Pino Longo, per affrontare il delicato argomento. Dietro le transenne ha assistito ai lavori del civico consesso una nutrita delegazione di cittadini delle aree interessate (Canneto, Pirrera, Serra). In aula è intervenuto anche il difensore civico comunale avv. Francesco Rizzo.
Il consiglio, in modo bipartisan, ha deliberato di richiedere la sospensione dell'iter per la realizzazione del depuratore a Canneto Dentro in modo che ci possa essere una reale concertazione con i cittadini e con il consiglio comunale stesso. Concertazione, che sino ad oggi, non c'è stata. Oltre all'impatto sulle zone limitrofe sono state evidenziate forti perplessità per i due maxi-impianti di sollevamento che sono state ubicate in località Unici a Canneto (a pochi metri dalla spiaggia più frequentata e nei pressi del punto di adduzione del dissalatore) e in prossimità della biglietteria degli aliscafi di Sottomonastero. Il consiglio comunale è stato aggiornato a lunedi 20 dicembre alle 10 quando, dopo aver visionato le carte, si predisporrano ulteriori interventi e/o iniziative.
lunedì 13 dicembre 2010
Ginostra : Nuovo appello di Marevivo per la stradina
di Riccardo Lo Schiavo (delegato Marevivo Ginostra)
Oggetto: messa in sicurezza stradina Timpone del fuoco a Ginostra e priorità… fondi Ticket.
Egregio signor Sindaco,essendo trascorso infruttuosamente più di un anno e mezzo dall’inizio della nostra corrispondenza in riferimento alla problematica di cui in oggetto, vorrei ancora una volta richiamare la Sua attenzione sul sempre più grave stato di abbandono della stradina che dal centro del paese porta al Timpone del fuoco, “contrada” di Ginostra che conta una quarantina di case, talune delle quali abitate tutto l’anno.
Tale strada, oltre a rivestire uno straordinario interesse dal punto di vista paesaggistico e turistico - conduce difatti al cuore della zona A della Riserva dell’Isola di Stromboli, e quindi a “Punta Corvu” una postazione che fronteggia la Sciara del fuoco e dalla quale si possono ammirare le incantevoli eruzioni dello “Stromboli” - è peraltro l’unica via di accesso a varie opere pubbliche di vitale importanza della frazione quali: 1- pista eliportuale di protezione Civile; 2- centralina Telecom; 3- cisterne dell’acquedotto; 4- centralina ENEL ibrido diesel-fotovoltaica; 5- varie strumentazioni dell’INGV.
La mancanza negli anni di interventi di manutenzione ordinaria e\o straordinaria ha reso però tale strada sempre più impraticabile e pericolosa al transito.
Evidenti appaiono i gravi pericoli che correrebbero gli abitanti della zona in caso di emergenza (trasporto in barella di un ferito) o necessità di fuga per una calamità naturale (terremoto, eruzione del vulcano).
Forte preoccupazione desta poi il fatto che lungo tale stradina sono collocate le tubature dell’acquedotto e quella di un cavo elettrico che per svariati tratti sono completamente dissotterrate e dunque affioranti (foto in allegato) e a rischio di irreparabili danneggiamenti.
Considerata l’importanza della problematica, e preso atto soprattutto del Suo impegno espresso con nota prot. 33695, del 31/08/2009, nonché con la Sua successiva del 14/10/2009 prot. 39842 (inviata per conoscenza anche alle Istituzioni in indirizzo) in cui veniva ribadita la volontà dell’Amministrazione di “ porre in essere idonei interventi per i lavori in oggetto”, ci si aspettava venisse predisposto un semplice progetto di messa in sicurezza quantomeno dei punti più critici e dunque l’affidamento e l’avvio dei lavori con procedura di somma urgenza.
Per la copertura finanziaria si sarebbero potuti utilizzare i sempre più ricchi e cospicui introiti derivanti dai ticket ( stando alle fonti giornalistiche ben 450.000.00 € solo nell’anno corrente).
Ma proprio la mancanza di fondi sembrerebbe il motivo per cui alle promesse non sono seguiti i fatti.
A tal proposito però penso che non sia sfuggito a molti lo stanziamento da parte Sua, nella qualità di Commissario, di circa 100.000,00 € per il ripristino del sentiero che porta al Vulcano dell’omonima isola. Orbene poiché 75.000,00 € di tale somma sono stati destinati per ”l’apposizione di cartellonistica di accesso al cratere” appare consequenziale porsi un interrogativo: ma è priorità l’acqua e la sicurezza di Ginostra o i cartelloni di Vulcano???
Senza volere ovviamente creare alcuna contrapposizioni fra gli abitanti delle vulcaniche isole… ma la risposta appare tanto scontata quanto divergente da quanto sta accadendo.
Nell’auspicio che il 2010 si chiuda con un tangibile segno di attenzione verso la sempre più abbandonata frazione di Ginostra, Le porgo i più cordiali saluti.
Prof. Riccardo Lo SchiavoDelegato della sezione Marevivo
Pallavolo: Per il Meligunis esordio positivo. Vince in trasferta
(Patrizia Lo Surdo) E' iniziato bene il campionato per le ragazze del Club Meligunis: ieri prima vittoria per 3 set a 0 in trasferta contro il P.G.S. Hodeir.
Esordio per le giovanissime Andrea Marino, Emilia Biviano, Aurora Favata e Martina Caruso, alle quali domenica prossima si aggiungeranno altre ragazze bloccate a casa de problemi muscolari.
Un nuovo ingresso in squadra anche per una giovane, che ha fatto esperienza in serie C e D, che si è trasferita di recente a Lipari: Rossella Pennisi.
Per mister Biviano, insomma, una nuova sfida per riportare la squadra in prima divisione e far crescere le nuove leve della pallavolo.
Prossimo appuntamento domenica pomeriggio alle ore 15 al Nicola Biviano contro la Polisportiva Tonnarella.
Esordio per le giovanissime Andrea Marino, Emilia Biviano, Aurora Favata e Martina Caruso, alle quali domenica prossima si aggiungeranno altre ragazze bloccate a casa de problemi muscolari.
Un nuovo ingresso in squadra anche per una giovane, che ha fatto esperienza in serie C e D, che si è trasferita di recente a Lipari: Rossella Pennisi.
Per mister Biviano, insomma, una nuova sfida per riportare la squadra in prima divisione e far crescere le nuove leve della pallavolo.
Prossimo appuntamento domenica pomeriggio alle ore 15 al Nicola Biviano contro la Polisportiva Tonnarella.
Di tutto un po (notizie in aggiornamento durante la giornata)
Calcio: In terza categoria tra le eoliane vince solo lo Stromboli. I risultati - Venetico - Canneto 3 : 0 ; Scirocco Stromboli - Robur 2 : 1 ; Malfa - Cariddi 2 : 2 ; Riposava: Filicudi
Vesuvio: occhio elettronico monitorera' viscere vulcano- Poi toccherà allo Stromboli- Un occhio elettronico scrutera' le viscere del Vesuvio grazie a un fascio di particelle subatomiche di origine spaziale, svelando le strutture piu' nascoste e invisibili del vulcano. Lo speciale telescopio, scrive 'Il Mattino', si chiama 'Mu-Ray' e a mettere a punto questa nuova tecnica, finora collaudata solo su pochi vulcani di piccole dimensioni in Giappone e nelle Antille Francesi, e' stato un gruppo di ricercatori italiani dell'Istituto nazionale di fisica nucleare e dell'Osservatorio vesuviano dell'Istituto di geofisica e vulcanologia, con i quali hanno collaborato anche ricercatori della Federico II e di altri sezioni dell'Infn. Dopo il Vesuvio verra' posto sotto osservazione anche lo Stromboli.
Dolce e Gabbana e la borsa Miss Lipari - Dolce e Gabbana ci propongono una bellissima borsa da giorno perfetta per essere solari, glam e chic! Continua la saga delle Miss di Dolce & Gabbana, la più famosa è certamente la Miss Sicily, ma ce ne sono anche altre bellissime che hanno avuto un po’ meno fortuna! La Miss Lipari è un’altra borsa con cui Dolce & Gabbana rendono omaggio al sud Italia e alle Sicilia, Lipari è una delle Isole Eolie, una delle zone più suggestive e magiche del territorio siciliano.
PESCA: AGCI, SODDISFATTI PER RITIRO PROPOSTA UE PESCESPADA- ''Esprimiamo soddisfazione per il ritiro di una proposta che avrebbe comportato un ulteriore mese di fermo annuale delle attivita', oltre che l'irragionevole imposizione di una quota che avrebbe mandato in rovina la pesca artigianale siciliana''. Lo ha detto Giovanni Basciano, responsabile siciliano dell'Agci-Agrital, commentando il ritiro della proposta di raccomandazione della Commissione europea che prevede misure piu' stringenti per la pesca al pescespada
Vesuvio: occhio elettronico monitorera' viscere vulcano- Poi toccherà allo Stromboli- Un occhio elettronico scrutera' le viscere del Vesuvio grazie a un fascio di particelle subatomiche di origine spaziale, svelando le strutture piu' nascoste e invisibili del vulcano. Lo speciale telescopio, scrive 'Il Mattino', si chiama 'Mu-Ray' e a mettere a punto questa nuova tecnica, finora collaudata solo su pochi vulcani di piccole dimensioni in Giappone e nelle Antille Francesi, e' stato un gruppo di ricercatori italiani dell'Istituto nazionale di fisica nucleare e dell'Osservatorio vesuviano dell'Istituto di geofisica e vulcanologia, con i quali hanno collaborato anche ricercatori della Federico II e di altri sezioni dell'Infn. Dopo il Vesuvio verra' posto sotto osservazione anche lo Stromboli.
Dolce e Gabbana e la borsa Miss Lipari - Dolce e Gabbana ci propongono una bellissima borsa da giorno perfetta per essere solari, glam e chic! Continua la saga delle Miss di Dolce & Gabbana, la più famosa è certamente la Miss Sicily, ma ce ne sono anche altre bellissime che hanno avuto un po’ meno fortuna! La Miss Lipari è un’altra borsa con cui Dolce & Gabbana rendono omaggio al sud Italia e alle Sicilia, Lipari è una delle Isole Eolie, una delle zone più suggestive e magiche del territorio siciliano.PESCA: AGCI, SODDISFATTI PER RITIRO PROPOSTA UE PESCESPADA- ''Esprimiamo soddisfazione per il ritiro di una proposta che avrebbe comportato un ulteriore mese di fermo annuale delle attivita', oltre che l'irragionevole imposizione di una quota che avrebbe mandato in rovina la pesca artigianale siciliana''. Lo ha detto Giovanni Basciano, responsabile siciliano dell'Agci-Agrital, commentando il ritiro della proposta di raccomandazione della Commissione europea che prevede misure piu' stringenti per la pesca al pescespada
Il boomerang dell'emergenza. Le riflessioni di Lo Cascio dopo il consiglio comunale di ieri
Il boomerang dell’“emergenza”.
Il consiglio comunale di ieri, domenica 12 dicembre, ha definitivamente sancito quello che – agli occhi di chi segue le vicende politiche della nostra comunità – era un fatto conclamato già da tempo, ovvero il fallimento dell’esperienza amministrativa della giunta Bruno. Un’amministrazione che, coerentemente con lo “stile” del berlusconismo dell’ultima decade, ha abbondantemente vissuto e agito sulla scorta delle agevolazioni decretate in nome dell’“emergenza”. Abbiamo avuto, e abbiamo ancora oggi, un sindaco-commissario e altri commissari di vario tipo che, in quanto tali, operano in regime di deroga dalle più elementari norme di controllo che dovrebbero regolare la normale vita amministrativa di un paese, gestiscono fondi emergenziali (ossia, un bilancio parallelo) in maniera autonoma e senza il vaglio di un consiglio comunale, oppure decidono interventi nella assoluta, confortante solitudine di una visione autocratica e autoreferenziale del pubblico interesse. Grazie all’“emergenza”, si commissaria di tutto: l’attività vulcanica, l’afflusso dei turisti, persino l’acqua e le fogne. Il sistema funziona: si può assumere, conferire incarichi, pagare consulenze, destinare soldi agli interventi più bizzarri, purché si intervenga con adeguate ordinanze commissariali. Eppure, ogni tanto l’“emergenza” gioca brutti scherzi anche ai suoi beneficiari abituali: il caso del depuratore di Canneto Dentro e delle vasche piazzate a poche decine di metri dalla spiaggia di Unci ne è l’esempio lampante.
Questa vicenda viene interamente gestita in regime di “emergenza”, della quale il sindaco è stato sindaco-commissario con relativa delega fino al 2008; dopodiché il sindaco-non più commissario ha continuato a presenziare le conferenze di servizio e gli incontri dove a decidere gli aspetti critici e spinosi era un nuovo commissario, evidentemente più potente di lui: anche questo, rientra nella logica dell’“emergenza”. Ed ecco servita la “frittata” di Canneto Dentro e di Unci. Una scelta impopolare, pesante, incurante della reale condizione dei luoghi, probabilmente sottostimata – come ha dichiarato l’assessore Giannò che ieri rappresentava l’amministrazione in consiglio comunale – e che la stessa amministrazione dunque non condivide, anche se tardivamente. Ma l’amministrazione non è in condizione di amministrare; dunque ha fallito. La vicenda rivela anche la poca “solidarietà” che intercorre tra gli alfieri delle emergenze: quando la gestisco io, me ne frego dei problemi che avrai tu, che pure l’hai gestita fino a ieri.
La domanda può sembrare elementare, ma la pongo egualmente: se avessimo gestito la realizzazione di un depuratore, e dell’intero problema idrico, in regime di ordinaria amministrazione piuttosto che in “emergenza”, cosa sarebbe potuto succedere? Probabilmente il progetto avrebbe beneficiato in misura minore di fondi emergenziali, ma un’amministrazione, e soprattutto un consiglio comunale (organo sovrano di controllo e di indirizzo sul proprio territorio), sarebbero stati protagonisti di scelte che sono state invece loro negate.
Tuttavia, per chi ha vissuto – e vive – di emergenze, sconfessarle in toto risulta difficile: ciò perché chi potrebbe accusare di assenza di trasparenza e di arbitrio una decisione grave come quella relativa alla localizzazione degli impianti di depurazione, potrebbe a sua volta essere accusato di scarsa trasparenza e arbitrio per altri atti, sempre di natura emergenziale. La strategia, allora, diventa l’accusa al privato cittadino, che avendo assistito ad alcune riunioni come consulente di un consorzio, “doveva sapere, anzi sapeva tutto” e non ha allertato la comunità. Di questa geniale strategia, a farne le spese è Marco Giorgianni. Ieri, infatti, abbiamo appreso la grave colpa di Giorgianni: avrebbe dovuto girare per Pirrera e per Canneto bussando casa per casa, e avvertire i suoi concittadini che in alcuni tavoli un commissario stava decidendo della qualità della loro vita e del loro futuro; e se qualcuno gli avesse chiesto “ma lei chi è, cosa vuole?”, poteva rispondere “scusate il disturbo, ma è un’emergenza”!
Pietro Lo Cascio, consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà
Il consiglio comunale di ieri, domenica 12 dicembre, ha definitivamente sancito quello che – agli occhi di chi segue le vicende politiche della nostra comunità – era un fatto conclamato già da tempo, ovvero il fallimento dell’esperienza amministrativa della giunta Bruno. Un’amministrazione che, coerentemente con lo “stile” del berlusconismo dell’ultima decade, ha abbondantemente vissuto e agito sulla scorta delle agevolazioni decretate in nome dell’“emergenza”. Abbiamo avuto, e abbiamo ancora oggi, un sindaco-commissario e altri commissari di vario tipo che, in quanto tali, operano in regime di deroga dalle più elementari norme di controllo che dovrebbero regolare la normale vita amministrativa di un paese, gestiscono fondi emergenziali (ossia, un bilancio parallelo) in maniera autonoma e senza il vaglio di un consiglio comunale, oppure decidono interventi nella assoluta, confortante solitudine di una visione autocratica e autoreferenziale del pubblico interesse. Grazie all’“emergenza”, si commissaria di tutto: l’attività vulcanica, l’afflusso dei turisti, persino l’acqua e le fogne. Il sistema funziona: si può assumere, conferire incarichi, pagare consulenze, destinare soldi agli interventi più bizzarri, purché si intervenga con adeguate ordinanze commissariali. Eppure, ogni tanto l’“emergenza” gioca brutti scherzi anche ai suoi beneficiari abituali: il caso del depuratore di Canneto Dentro e delle vasche piazzate a poche decine di metri dalla spiaggia di Unci ne è l’esempio lampante.
Questa vicenda viene interamente gestita in regime di “emergenza”, della quale il sindaco è stato sindaco-commissario con relativa delega fino al 2008; dopodiché il sindaco-non più commissario ha continuato a presenziare le conferenze di servizio e gli incontri dove a decidere gli aspetti critici e spinosi era un nuovo commissario, evidentemente più potente di lui: anche questo, rientra nella logica dell’“emergenza”. Ed ecco servita la “frittata” di Canneto Dentro e di Unci. Una scelta impopolare, pesante, incurante della reale condizione dei luoghi, probabilmente sottostimata – come ha dichiarato l’assessore Giannò che ieri rappresentava l’amministrazione in consiglio comunale – e che la stessa amministrazione dunque non condivide, anche se tardivamente. Ma l’amministrazione non è in condizione di amministrare; dunque ha fallito. La vicenda rivela anche la poca “solidarietà” che intercorre tra gli alfieri delle emergenze: quando la gestisco io, me ne frego dei problemi che avrai tu, che pure l’hai gestita fino a ieri.
La domanda può sembrare elementare, ma la pongo egualmente: se avessimo gestito la realizzazione di un depuratore, e dell’intero problema idrico, in regime di ordinaria amministrazione piuttosto che in “emergenza”, cosa sarebbe potuto succedere? Probabilmente il progetto avrebbe beneficiato in misura minore di fondi emergenziali, ma un’amministrazione, e soprattutto un consiglio comunale (organo sovrano di controllo e di indirizzo sul proprio territorio), sarebbero stati protagonisti di scelte che sono state invece loro negate.
Tuttavia, per chi ha vissuto – e vive – di emergenze, sconfessarle in toto risulta difficile: ciò perché chi potrebbe accusare di assenza di trasparenza e di arbitrio una decisione grave come quella relativa alla localizzazione degli impianti di depurazione, potrebbe a sua volta essere accusato di scarsa trasparenza e arbitrio per altri atti, sempre di natura emergenziale. La strategia, allora, diventa l’accusa al privato cittadino, che avendo assistito ad alcune riunioni come consulente di un consorzio, “doveva sapere, anzi sapeva tutto” e non ha allertato la comunità. Di questa geniale strategia, a farne le spese è Marco Giorgianni. Ieri, infatti, abbiamo appreso la grave colpa di Giorgianni: avrebbe dovuto girare per Pirrera e per Canneto bussando casa per casa, e avvertire i suoi concittadini che in alcuni tavoli un commissario stava decidendo della qualità della loro vita e del loro futuro; e se qualcuno gli avesse chiesto “ma lei chi è, cosa vuole?”, poteva rispondere “scusate il disturbo, ma è un’emergenza”!
Pietro Lo Cascio, consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà
domenica 12 dicembre 2010
Ludica corsara contro l'Itala
Una Ludica "corsara" (quest'anno ha fatto più punti fuori casa che in casa) si è imposta quest'oggi per due a uno sul campo dell'Itala.
Una vittoria che ci auguriamo serva a Currò e compagni per ottenere lo slancio giusto per risalire la china
Una vittoria che ci auguriamo serva a Currò e compagni per ottenere lo slancio giusto per risalire la china
Depuratore di Canneto Dentro. La lettera aperta di Marco Giorgianni
Riceviamo da Marco Giorgianni e pubblichiamo, precisando che analogo spazio codesta redazione mette a disposizione di chi sentendosi chiamato in causa intende replicare:Ho avuto modo di sapere che nel consiglio comunale di oggi, che aveva come oggetto la discussione sulla realizzazione del depuratore a Canneto dentro, soggetti istituzionali con una evidente caduta di stile,quali l’assessore Gianno’, che rappresentava l’amministrazione e successivamente il presidente Longo, hanno avuto modo di parlare di me, privato cittadino che oltretutto non ha modo di replicare in quella sede.
Intanto ringrazio l’assessore che non perde occasione di parlare di me anche a sproposito riconoscendomi un ruolo, che non ho, ma che evidentemente mi attribuisce in compensazione del fatto che invece lui si e’ caratterizzato in questa giunta ,di cui fa parte certo non per consenso ricevuto, ma come ottimo cavalier servente, puntuale esecutore di azioni e idee altrui.
In questo contesto e’ logico che si cerchi sempre di identificare un nemico su cui far ricadere a tutti i costi le conseguenze della propria inadeguatezza.
Ma andiamo ai fatti. ho partecipato ad una conferenza di servizi alla Prefettura di Messina sull’argomento, nella qualita’ solo di consulente del Consorzio artigiani. Non sapevo di dover in quella sede rappresentare da semplice cittadino il comune di Lipari e la difesa dei suoi cittadini, ne so come avrei potuti farlo, anche perche’ era presente l’amministrazione di cui fa parte anche il sig. Giannò e sostenuta dal sig. Longo e non mi pare,basta leggere i verbali ,che la stessa si preoccupava, come ad esempio ho fatto in tempi non sospetti ad un incontro organizzato dal Comitato Pro Canneto, a cui non mi pare siano stati presenti ne il consigliere Longo ne l’amministrazione anche del sig. Gianno’.
Ma visto che mi si attribuisce il mancato allarme su un fatto gia’ conosciutissimo, vedi interrogazione del consigliere Biviano ad oggi senza risposta, per essere seri, al loro posto,fornirei invece le risposte a queste domande:
Cosa hanno fatto l’assessore ed il presidente ( sig Gianno’ e sig Longo) sino ad oggi, ed in tutti questi anni in cui il progetto era conosciuto dall ‘amministrazione, e non da Giorgianni che e’ un singolo cittadino,per coinvolgere la cittadinanza e scongiurare il pericolo di questa non condivisibile iniziativa?
Quali sedi alternative ha identificato una volta scartata dal commissario sia il sito di Pignataro che quello di Monterosa?
Se sostenete che non ne eravate a conoscenza voi, visto che comunque e’ evidente che l’amministrazione lo sapeva, non vi sorge il dubbio che voi in questa amministrazione non contate nulla?
Non ne dovreste trarre le dovute conseguenze, per dignita’?
Se avete rsposte serie da amministratori datele, altrimenti evitate di nascondere i vostri limiti ricorrendo al solito : al lupo al lupo.
Marco Giorgianni
Intanto ringrazio l’assessore che non perde occasione di parlare di me anche a sproposito riconoscendomi un ruolo, che non ho, ma che evidentemente mi attribuisce in compensazione del fatto che invece lui si e’ caratterizzato in questa giunta ,di cui fa parte certo non per consenso ricevuto, ma come ottimo cavalier servente, puntuale esecutore di azioni e idee altrui.
In questo contesto e’ logico che si cerchi sempre di identificare un nemico su cui far ricadere a tutti i costi le conseguenze della propria inadeguatezza.
Ma andiamo ai fatti. ho partecipato ad una conferenza di servizi alla Prefettura di Messina sull’argomento, nella qualita’ solo di consulente del Consorzio artigiani. Non sapevo di dover in quella sede rappresentare da semplice cittadino il comune di Lipari e la difesa dei suoi cittadini, ne so come avrei potuti farlo, anche perche’ era presente l’amministrazione di cui fa parte anche il sig. Giannò e sostenuta dal sig. Longo e non mi pare,basta leggere i verbali ,che la stessa si preoccupava, come ad esempio ho fatto in tempi non sospetti ad un incontro organizzato dal Comitato Pro Canneto, a cui non mi pare siano stati presenti ne il consigliere Longo ne l’amministrazione anche del sig. Gianno’.
Ma visto che mi si attribuisce il mancato allarme su un fatto gia’ conosciutissimo, vedi interrogazione del consigliere Biviano ad oggi senza risposta, per essere seri, al loro posto,fornirei invece le risposte a queste domande:
Cosa hanno fatto l’assessore ed il presidente ( sig Gianno’ e sig Longo) sino ad oggi, ed in tutti questi anni in cui il progetto era conosciuto dall ‘amministrazione, e non da Giorgianni che e’ un singolo cittadino,per coinvolgere la cittadinanza e scongiurare il pericolo di questa non condivisibile iniziativa?
Quali sedi alternative ha identificato una volta scartata dal commissario sia il sito di Pignataro che quello di Monterosa?
Se sostenete che non ne eravate a conoscenza voi, visto che comunque e’ evidente che l’amministrazione lo sapeva, non vi sorge il dubbio che voi in questa amministrazione non contate nulla?
Non ne dovreste trarre le dovute conseguenze, per dignita’?
Se avete rsposte serie da amministratori datele, altrimenti evitate di nascondere i vostri limiti ricorrendo al solito : al lupo al lupo.
Marco Giorgianni
Depuratore: All'unanimità il consiglio dice no a Canneto Dentro
No al depuratore a Canneto Dentro e "spostamento" dell'opera a Monterosa nell'area già individuata nell'ambito del PRG e interruzione del procedimento di approvazione relativo all'ubicazione dell'opera a Canneto Dentro come previsto dal commissario Luigi Pelaggi.
Lo hanno deliberato all'unanimità i consiglieri comunali di Lipari riunitisi stamani per affrontare il delicato argomento.
Il consiglio comunale è stato aggiornato a lunedi 20 dicembre alle 10 quando, dopo aver visionato le carte, si predisporrano ulteriori interventi e/o iniziative.
Vi proponiamo le interviste realizzate, prima del voto, con il consigliere Gianfranco Guarino e con il presidente del consiglio Pino Longo
Lo hanno deliberato all'unanimità i consiglieri comunali di Lipari riunitisi stamani per affrontare il delicato argomento.
Il consiglio comunale è stato aggiornato a lunedi 20 dicembre alle 10 quando, dopo aver visionato le carte, si predisporrano ulteriori interventi e/o iniziative.
Vi proponiamo le interviste realizzate, prima del voto, con il consigliere Gianfranco Guarino e con il presidente del consiglio Pino Longo
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