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giovedì 5 dicembre 2013

Crocetta si riduce lo stipendio

Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha dato disposizioni affinchè a partire dal 2014 gli venga ridotto lo stipendio e gli siano sospese ulteriori indennità spettanti per il pagamento dei portaborse in applicazione di quanto previsto dal decreto Monti.
Il Governatore ha inviato una lettera, in tal senso, al Presidente dell’Ars, al Segretario generale dell’Assemblea regionale siciliana ed al Ragioniere generale.
Nella missiva Crocetta scrive: “In coerenza con le iniziative gia’ adottate da questo Governo regionale in materia di riduzione della spesa pubblica e, nel caso di specie, di costi della politica, nelle more della definizione dei procedimenti di adozione da parte della Regione siciliana dei provvedimenti di competenza in materia, finalizzati ad uniformare le indennità spettanti ai deputati regionali alle prescrizioni dettate dal legislatore statale con diverse normative, lo scrivente chiede che gli Uffici in indirizzo provvedano ad assicurare che, a far data dall’1 gennaio 2014, siano applicate le riduzioni alle indennita’ spettanti nella qualita’ di Presidente della Regione siciliana e deputato regionale, nelle misure come in atto determinate per effetto del Decreto Monti”.
“Inoltre, sempre nelle more dell’adozione del provvedimento da parte dell’Ars, lo scrivente chiede che venga sospesa dall’1 gennaio 2014 la corresponsione di ogni ulteriore indennità spettante e afferente la copertura degli oneri inerenti la retribuzione di propri collaboratori parlamentari esterni (portaborse) ritenendo, in ogni caso, che tali compensi non debbano assolutamente transitare sul mio conto corrente personale, ma dovrebbero piuttosto essere erogati direttamente ai dipendenti del singolo deputato, su delega del parlamentare che dovesse ricorrere all’assunzione di collaboratori esterni”.

I volti di "A'nciuria". Mostra di Emilie Di Paola del Maggio 2010

"Ruderi d'oro" alle Eolie. Le dinamiche della truffa e i responsabili (dalla G. del sud di oggi)

Ruotava principalmente su due società, con sede legale nel Lazio, la maxi-truffa che ha portato ai "domiciliari" Stefano Triolo, 59 anni, originario delle Isole Eolie ma domiciliato a Roma, e la compagna Samira Nathlouthi, 42 anni di origini tunisine, ultimo domicilio a Napoli, alla quale è stato imposto l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
Ad entrambi la Guardia di finanza della Compagnia di Milazzo ha notificato i provvedimenti emessi dal Gip di Messina, Maria Teresa Arena, a Roma.
Gli altri indagati, invece, risiedono a Messina, Malfa e San Filippo del Mela.
Tutti - secondo l'accusa - avrebbero creato una vera e propria associazione a delinquere attraverso al compravendita di case degli emigrati dell'arcipelago eoliano, acquisite in modo illecito.
La Guarda di finanza di Milazzo sotto le direttive del capitano Antonio Ranaudo, ha anche sequestrato 13 immobili a Filicudi, Alicudi e Salina.
Gli inquirenti hanno accertato che tutto ruotava attorno a due società di Albano Laziale, la Cogedil srl e la Grotta Azzurra srl, società delle quali Triolo era amministratore unico.
L'uomo, approfittando del fatto che la maggior parte degli immobili versava in stato di abbandono o erano disabitati da molti anni, si avvaleva della collaborazione di tecnici ai quali di volta in volta conferiva l'incarico di eseguire ricerche e visure catastali, pratiche di successione, perizie di stima di immobili. In tal modo - secondo l'accusa - variando dolosamente i dati catastali del fabbricato e dei terreni oggetto delle future compravendite, ne attribuiva fittiziamente la titolarità in capo ai soggetti da lui rappresentati e a discapito dei legittimi proprietari e degli stessi acquirenti, in buona fede. Quindi, con l'ausilio di una sorta di "sensali" che operavano nelle varie isole, avvicinava i probabili compratori e per avvalorare la paternità del bene scriveva sui muri di ruderi abbandonati persino con una bomboletta spray il proprio nome o quello di chi lo rappresentava nell'azione fraudolenta.
A far saltare il "tappo" ad un'operazione così accuratamente congegnata è stata la proprietaria di un immobile di Filicudi che, nel Giugno del 2010, ha chiesto l'intervento dei carabinieri della locale stazione in quanto una vicina di casa l'aveva avvisata che, sul rudere di sua proprietà, erano stati apposti cartelli con la scritta "Proprietà privata" ed era stato sostituito il lucchetto posto alla porta d'ingresso. Ciò ad opera di quattro persone che non sono state identificate. Sono scattate le verifiche ed è venuto fuori che l'immobile risultava intestato a Samira Nathlouthi alla quale era stato venduto da Stefano Triolo, persona nota alla signora di Filicudi in quanto, originario come lei, delle Isole Eolie.
A quel punto sono scattate le indagini ed è venuto fuori che Triolo, il quale disponeva di procure generali e speciali conferitegli da soggetti immigrati all'estero, ottenute con il pretesto di curare i loro affari, individuava i terreni e gli immobili e poi, dopo averli fatti rientrare nel patrimonio di coloro che gli avevano conferito la procura, li alienava a terze persone all'insaputa dei "rappresentati" il cui nome veniva, dunque, falsamente utilizzato per incassare i ricavati delle vendite.
Per chiudere il cerchio gli inquirenti hanno dovuto avviare un'attività di collaborazione internazionale con l'Australia e lì i reali proprietari dei beni hanno confermato di essere all'oscuro di qualsiasi compravendita e di aver firmato procure in favore del Triolo. Ma dalle indagini sono venute fuori anche trattative di vendita saltate quando un acquirente ha chiesto approfondimenti al Triolo dopo aver versato una caparra che non gli è stata restituita.
Le indagini hanno altresì dimostrato che il Triolo, avuta la certezza dell'avvio del procedimento a suo carico, dopo una perquisizione subita a Messina, si è attivato per continuare a porre in essere una serie di trasferimenti di proprietà, con l'intento di ostacolarne l'illecita provenienza. In questo contesto scaturisce il coinvolgimento di Samira Nathlouthi, convivente dell'uomo, la quale - sostengono gli inquirenti - pur non avendo mai presentato dichiarazione dei redditi - è diventata in un breve lasso di tempo intestataria di numerosi immobili che ha rivenduto alle società Cogedil e Grotta Azzurra delle quali Triolo è amministratore. Ciò consentiva al compagno di rivendere i beni a terzi.
Dagli accertamenti è emerso che, in meno di due anni, Triolo avrebbe incassato assegni per circa 600mila euro.
La verifica dei conti correnti da parte delle Fiamme Gialle ha però portato a rilevare un saldo pari a 0. L'ordinanza del gip Arena, che ha portato Triolo agli arresti domiciliari e la sua compagna all'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, fa parte di un più ampio e articolato procedimento che vedeva originariamente indagati anche notai, avvocati e tecnici la cui posizione è stata stralciata e definita con decreto di archiviazione.

Il maestro Giovanni Giardina ha rielaborato, adeguandolo ad oggi, il testo di "Volare" che diventa "Tassare ! ‘un si nni po cchiù"

                            Tassare ! ( ‘un si nni po cchiù )
                           Pienzu ca un ghiuornu accussì ‘un’aggira mai cchiù
                           stava uardannu i programmi davanti a Ti Vù ,
                           poi all’improvvisu o Senatu cuminciàru a vutàri….
                          pi graziàri on latrùni, o pi u cunnannàri…..
                          
                         Votàre, oh ! oh !
                         Votàre, oh ! oh ! oh !
                         Vutàru, pi n’ura e cchiù
                         Finu a quannu u teatrinu finù !
                         Ma un latrùni, ca cumanna da anni,
                         nun supporta cunnanni, currù ‘npiazza e spiegò:
                      “ Quannu unu è potenti o innoccenti , cunnannàri ‘un si po”,
                         mentri a genti ca l’avia supra e balli da gioia gridò !…..  
                         ‘Ngalera , oh ! oh !
                         ‘Ngalera , oh ! oh ! oh !
                         Dda intra,‘un po trasiri cchiù ,
                         Finalmenti u burdellu ti finù !
                          Mentri ddu falcu reali avìa spisa i jttàri,
                         a tanti falchi e palummi ci vinni a mancàri,
                         poi un bellu juornu i palummi unni ièru a vulàri ?
                       ‘Nto jad..dinàru di polli, pi putilli spinnàri….

                       Spinnàri ! oh ! oh !
                       Spinnàri ! oh ! oh ! oh !
                       Manciàri ! sempri di cchiù,
                         Di cca , cu si nni va cchiù ?…
                         E manciàri, manciàri, manciàri,
                         cchiù du puorcu i ‘nta stadda e ancòra di cchiù,
                         mentri a spisa, ca scusa da crisi, pi l’autri finù…
                         tantu a vriògna e u russùri ‘nta facci, oramai si pirdù…
                         Tassàre ! oh ! oh !
                         Tassàre ! oh ! oh ! oh !
                         Ormai ‘un si nni po cchiù,
                         du nord, finu a quaggiù,
                          o sud , ancora di cchiù…
                         Latrùni, ma va iti a ffa ‘ncul….
                         ffa …’ncul !

Cimitero a Pianoconte. L'interrogazione del consigliere D'Alia

Eolie nel circuito “Sicilia km zero”. Adesione al costituendo network Aziende del “Sicilia km zero”. Il comunicato UNSIC di Lipari

L’art. 8 della Legge regionale n. 25/2011 che attribuisce all’Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari il compito di disciplinare i criteri e le modalità per l’istituzione e la diffusione del logo “chilometro zero”, dall’emanazione del D.A. n. 53 del 18 ottobre 2012, pubblicato nella GURS n.5 del 25-01-2013 parte prima, che ha istituito il logo “Sicilia km 0 (chilometro zero)” con l’obiettivo di promuovere la valorizzazione delle produzioni regionali agricole, zootecniche e alimentari di qualità, favorendone il consumo e la commercializzazione, garantendo ai consumatori una maggiore trasparenza dei prezzi e assicurando una adeguata informazione sull’origine e le specificità di tali prodotti. I servizi connessi al logo “Sicilia km 0” e al relativo circuito promozionale sono rivolti agli esercenti le attività di ristorazione e alloggio, ai commercianti, agli artigiani agroalimentari e alle imprese del settore turistico e agroalimentare che intendano qualificare la propria attività, valorizzando i prodotti agricoli di origine regionale e favorendo una migliore conoscenza delle produzioni di qualità e delle tradizioni alimentari regionali da parte dei consumatori.
Le imprese di servizi esercenti attività di ristorazione, ospitalità e vendita al pubblico che operano nel territorio regionale, con sede nella regione Sicilia e iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura, per accedere al circuito regionale e fregiarsi del relativo logo “Sicilia km 0” devono presentare la documentazione prevista.
Si intendono prodotti regionali a km zero le produzioni agricole e agroalimentari coltivate e trasformate nel territorio della regione Sicilia afferenti alle seguenti categorie:
a) Denominazione d’origine protetta (DOP), ai sensi del Regolamento (UE) n. 1151/2012;
b) Indicazione geografica protetta (IGP), ai sensi del Regolamento (UE) n. 1151/2012;
c) Specialità tradizionale garantita (STG), ai sensi del Regolamento (UE) n. 1151/2012;
d) Biologico, ai sensi del Regolamento (CE) n. 834/2007;
e) Prodotti a sistema di qualità nazionale e/o regionale;
f) Agricoltura integrata, ai sensi del Disciplinare di Produzione Integrata (DPI) della Regione
Sicilia;
g) Prodotti agroalimentari tradizionali in conformità del disposto dell’art.3, comma 3, del decreto ministeriale 8 settembre 1999, n.350. Questi prodotti devono avere almeno per i componenti/ingredienti principali un origine regionale documentata (Fatture di acquisto che devono riportare l’indicazione dell’origine, natura, qualità e quantità dei prodotti acquistati e altra documentazione che permetta di attestare l’origine regionale).
L’U.N.S.I.C. sede zonale di Lipari in sinergia al C.C.N. Isola di Lipari vuole sostenere il circuito e promuovere intese, accordi e partnership finalizzate a manifestare l’interesse all’iniziativa regionale.
Per fare ciò si invitano le Aziende Eoliane a manifestare il proprio interesse inviando una email all’indirizzo di posta elettronica unsiclipari@gmai.com oppure ccnisoladilipari@email.it.
Sarete contattati per partecipare alla riunione operativa nella quale verrà predisposto un piano di adesione e verranno raccolte le manifestazioni di interesse da inviare agli uffici preposti.
UNSIC sede zonale di Lipari
Il referente sindacale
Antonio Casilli

Sulla segnaletica della Via Filippo Maggiore (di Aldo Natoli)

Prendo atto di quanto comunicato dal Sig. Taranto in merito ad un immediato provvedimento da parte dell'Amministrazione Comunale per rimodulare la segnaletica esistente nella via Filippo Maggiore, rispondendo così ad un'interrogazione del Consigliere Pietro Lo Cascio.
Debbo ricordare che già in data 22 novembre 2012 ( prot. n° 39624 )il sottoscritto ha segnalato all'Amministrazione Comunale la situazione esistente, chiedendo l'eliminazione degli stalli inutili, perchè non utilizzati, a vantaggio di stalli per sosta di auto, oltre l'eliminazione dei cassonetti della spazzatura dinanzi alla Scuola per evitare un ovvio inconveniente igienico-sanitario. 

In data 5 dicembre 2012 (prot. n° 41624)ho
ricevuto dall'Assessore Bartolo Lauria copia della disposizione inviata al Dirigente del IV Settore. Ma dopo un anno la situazione è sempre la stessa. Anzi è peggiorata. Mi auguro che dopo l'intervento del Consiglio d'Istituto, che bene farebbe ad aprire il parcheggio posto all'interno dell'area scolastica,  e del Consigliere Comunale, al quale dovrebbe rispondere  l'Amministrazione Comunale, non dobbiamo riparlarne alla fine del 2014. 

Aldo Natoli

PROVINCE, LA SICILIA PARTE PRIMA, ARRIVA ULTIMA. ROMA INCALZA

Finanziaria, spending review, province. Un’agenda severa per Sala D’Ercole. La vigilia di Natale è un collo di bottiglia. Da sempre. Non solo per l’attività parlamentare. In Sicilia, tuttavia, le giornate di fine anno si caricano di dilemmi insoluti, contraddizioni irrisolte, questioni appena sfiorate. Non è la conclusione di un percorso. Si ricomincia da capo, uno start up stanco, talvolta rabbioso, che induce ai compromessi peggiori piuttosto che alle soluzioni ragionevoli. A meno che non finisca con il “tu mi dai una cosa a me ed io ti do una cosa a te…”, come avviene nelle migliori famiglie.
La spending review ha impegnato l’Assemblea per mesi, in Commissione. Le resistenze sono state molto forti, ma anche le volontà sono apparse altrettanto irriducibili. Va dato atto che su questo tema il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, abbandonando l’arcinota duttilità democristiana, è apparso irriducibile: il “fascicolo” bisogna chiuderlo, ha detto e ripetuto, la Sicilia deve attraversare il guado e rispettare il tetto di spesa imposto dai parametri “suggeriti” da Roma. Dal primo gennaio, dunque, nuove buste paga. Vedremo che cosa partorirà la montagna e quanta attenzione verrà data alla trasparenza, ben più importante di qualunque riduzione di spesa.
In questo ambito, va anche affrontata l’ormai annosa questione delle province: abolite senza abolirle. La Sicilia era partita per prima, ora arranca nelle ultime posizioni fra le regioni italiane, perché nell’Isola prevalgono i “provinciali”, coloro che di riffa o di raffa vorrebbero resuscitare le province, che ancora “respirano”, e non sono affatto morte. Il ministro Del Rio promette premi alle Regioni che ridurranno gli enti intermedi e renderanno operative le città metropolitane entro il 30 settembre del 2014
Il governo nazionale considera la riforma di importanza strategica e sta adottando misure che saltano l’ostacolo della Corte costituzionale (il decreto svuota province). Ormai si delinea in modo chiaro il modello di riforma: le funzioni delle province verranno trasferite ai comuni, alle unioni dei comuni, alle città metropolitane e alle Regioni.
Le province, inoltre, non disporranno di personale politico (abolite le elezioni), ma manterranno la pianificazione territoriale, del trasporto e della rete scolastica, ma “al servizio dei comuni”. Saranno guidate dai sindaci, che diverranno consiglieri, componenti dell’assemblea provinciale o presidenti. Il governo calcola un risparmio iniziale di 110 milioni di euro, 700-800 a regime.
A Palazzo dei Normanni il nuovo assetto degli enti intermedi ha vissuto alterne fortune, dalla prima Commissione Affari istituzionali dell’Ars è uscita addirittura una “direttiva” che ripropone, di fatto, le province, o quasi. Una scelta che ha mandato in bestia una delle componenti della maggioranza, l’Udc, anche per le modalità del percorso (nessun confronto preliminare).
Al ritorno delle province si è risposto con la loro definitiva abolizione e la rinuncia alle simil-province, i consorzi dei comuni, “vagheggiati” dallo Statuto speciale della Regione siciliana. Le funzioni delle amministrazioni provinciali passerebbero dunque alla Regione ed ai comuni, ma verrebbe lascato un varco alle “unioni dei comuni” sul modello romano.

Registro elettronico, password per i genitori. Nuovi indirizzi. Il "Conti" guarda avanti. Intervista con il dirigente scolastico, Tommasa Basile

Mutuo da un miliardo di Euro. MpA lascia lavori della Commissione

Lasciando l'Aula della Commissione Bilancio dove ieri sera si è discusso il disegno di legge presentato dal Governo per l'assunzione di un mutuo trentennale da quasi un miliardo di euro, finalizzato al pagamento di alcuni creditori delle ASP e dei Comuni Siciliani, Toti Lombardo che partecipava ai lavori in rappresentanza del Partito dei Siciliani MPA ha dichiarato che "Stiamo assistendo ad una manovra oscura da parte del Governo, che nonostante i richiami formali del Presidente Ardizzone e nonostante le nostre ripetute richieste di fornire informazioni trasparenti su quali saranno le imprese beneficiarie del mutuo e su quali siano i criteri di scelta, continua ad andare avanti fornendo documenti a dir poco ridicoli come i due foglietti portati oggi in Commissione Bilancio."
"Invece di dare risposte chiare - afferma Lombardo - oggi il Governo ha portato un foglietto con la lista di alcuni comuni che saranno beneficiari del provvedimenti (senza però spiegare per quali importi e per quali dei rispettivi creditori) ed una lista altrettanto ridicola di debiti "approssimativi" delle ASP, ancora una volta senza dare informazioni certe e senza chiarire quali e quanti di tali debiti saranno coperti col mutuo."
"In questa situazione a noi non resta che lasciare i lavori della Commissione dove è evidente che non si tiene conto dei diritti dell'opposizione e degli obblighi di trasparenza. Proseguiremo la nostra battaglia al momento del voto della legge in Aula, se il Governo non dovesse rinsavire prima."

Santa Barbara al Circomare Lipari. Dopo la S. Messa marinai in campo (foto e servizio)

'In occasione della festa di Santa Barbara, dopo la Santa Messa, celebrata nella Chiesa di Portosalvo a Marina Lunga da Mons. Gaetano Sardella, i ragazzi della capitaneria di Porto di Lipari si sono trasferiti nel campetto Freeland Club di Bartolo Giunta per disputare un triangolare di calcetto.
Triangolare triangolare vinto dalla squadra del maresciallo Roberto Mangione.
Le foto sono di Laura Lo Ricco

Buon Compleanno Immacolata !

Auguri di Buon Compleanno a te che, con tanto amore, ci sei sempre vicina. 
Melania e Salvo, Liliana e Salvatore e i nipotini
Ad Immacolata vanno anche i più affettuosi auguri di Buon Compleanno da Silvia e Salvatore Sarpi.

Auguri a..

Eolienews augura Buon Compleanno ad Immacolata Lo Presti, Caterina Busetta, Ezio Giunta, Bartola Merlino, Manuela Licciardo e Simone Portelli

mercoledì 4 dicembre 2013

Due ginecologi in forza all'ospedale di Lipari nel 2009 condannati al tribunale di Barcellona

I ginecologi Pietro Bongiovanni, 58 anni, e Ferdinando Gallo, 44 anni, di Messina sono stati condannati, entrambi, al tribunale di Barcellona a sei mesi di reclusione (pena sospesa), 500 euro di multa e al pagamento di una provvisionale di 50 mila euro ciascuno da corrispondere ai genitori di M.F., un bambino che oggi ha sei anni ed è affetto da “ insulto ipossico ischemico encefalico”. Praticamente una delle maggiori cause, se non di morte, di disabilità neurologica nel bambino. 
I due ex medici dell’ospedale di Lipari erano accusati di lesioni colpose punite dall’art. 590 del codice penale per un parto avvenuto nel 2007 nel nosocomio eoliano. 
I medici, comunque due seri professionisti, che hanno fatto nascere altri bambini nell'isola 
" omettevano- come si legge dagli atti- con un comportamento imperito, negligente ed imprudente di diagnosticare la condizione di sofferenza fetale e quindi di eseguire l’intervento di taglio cesareo per una rapida estrazione del feto". 
La famiglia del bimbo è stata assistita dagli avvocati Gaetano Orto e Luca Frontino.