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lunedì 3 novembre 2025
"Novecento": Rubrica settimanale a cura di Pino La Greca. Oggi:1911 - 1912 Cronache Coatte
1911 - 1912
Cronache Coatte
Riportiamo alcuni episodi di cronaca che riguardano i coatti e tratti dal mensile “La Voce della Patria”, pubblicato a Lipari fra il 1911 ed il 1912 e inseriti nel volume “La Lunga notte di Lipari” di Giuseppe La Greca, edizioni del Centro Studi Eoliano, 2010.
27 agosto 1911 Epidemia a Stromboli
Si conclude l’epidemia di gastro-enterite acuta che si era sviluppa a partire dalla dalla metà del mese di luglio, in contrada S. Bartolo, nell’isola di Stromboli e successivamente allargatosi a tutto il centro abitato. Grande fu l’allarme appena il dottore Renda avvertì la popolazione che si trattava di una malattia contagiosa. “Quasi tutti si chiusero in casa e nessuno, e a nessuno prezzo volle coadiuvarlo nelle norme profilattiche per circoscrivere il morbo. “ I soccorritori giunti da Lipari e da Messina, come scrivono i giornali del tempo; furono, nonostante disagi e fatiche, costretti a dormire per terra sulla spiaggia, perché da tutti sfuggiti e scacciati. Aiutarono il dottore Renda facendo con abilità da infermieri e becchini. Nell’isola furono realizzate cinque baracche in legno destinate a lazzaretto e locale di isolamento. Complessivamente i colpiti furono 14, 11 i morti. Due dei cadaveri furono seppelliti alla “Sciara del fuoco” e gli altri nove nella località chiamata “Fruntuna”. Scrive un quotidiano liparoto del tempo: “Si ritiene che il germe del morbo sia stato importato a Stromboli da un giovanotto, certo Cincotta Vincenzo, perché la prima ad essere colpita fu una sua parente. Egli trovavasi a bordo alla goletta Concettina che proveniva da Palermo quando vi morì un marinaio di gastroenterite acuta e fu poi seppellito a Lipari al Monte Rosa.”
Ben dato!
L’imprudenza, non dirò di alcun esc coatti, ma proprio di coatti in servizio attivo, oltrepassa i limiti della sopportazione. Il giorno 12 settembre l’egregio giovane Natoli Michele, che dall’America è venuto per rivedere il natio loco, trovatosi in piazza Ugo Di Sant’Onofrio, ad un certo punto vide che il coatto, cameriere della trattoria della discesa Garibaldi, guardandolo sputava verso la sua persona. Egli allora con flemma e freddezza americana, gli assesta un pugno tale, così di scuola, da mandare a ruzzoloni l’impudente. Tutti dapprima se ne meravigliarono, ma egli raccontò i precedenti e tutti poi furono d’accordo nel lodarlo. Un giorno il Natoli si presentò alla trattoria, ordinò del pollo e della malvasia. Chiesto il conto, il coatto, come cameriere disse che veniva due lire. Egli se ne meravigliò, perché non aveva mangiato altro che un pezzettino di pollo e bevuto un sol bicchiere di malvasia. Fece le sue lagnanze, e la padrona rispose: “lei è stato in America, ha soldi e può pagare”. Il Natoli si dolse di questo atto di camorra e disse che non sarebbe mai più tornato a farsi pelare. La cosa finì li, ma l’indomani trovandosi il Natoli seduto fuori la porta del tabacchino Biancheri, il coatto si pose a motteggiarlo, il Natoli se ne accorse e disse rivolto ai presenti: “costui parla perché io non andrò più da lui a farmi strozzare.” Ma il coatto pronto rispose: già, del pollo e della Malvasia, due lire sono poi troppe, nevvero, si vede che eravate avvezzo in America a mangiar patate”. Il Natoli lo avrebbe in quel momento conciato per le feste, ma si misero immezzo delle persone e tutto finì per il momento. Il giorno dopo, il coatto non contenuto, gli sputava contro, ma ben dato per Dio, bravo Natoli, giacchè il governo non pensa a torci di mezzo questa canaglia, trattiamola noi come si merita.
Il Natoli venne trattenuto dalla Questura, ma poco dopo fu rilasciato.
Nella colonia dei domiciliati Coatti
Fior da Fiore
Quando nel primo numero, feci manifesto un mio giudizio, su alcuni tipi di degenerati, che sfortunatamente il nostro paese alberga, ebbi a sentire e gustare il risentimento di queste anime nobili. Ma il nostro è un mestiere… difficile, e ci vuole pazienza. E poi… sopportare i fastidiosi, è opera di misericordia!! Dunque… ascoltate!
Un fiore, tra i tanti del giardino ubertoso, a nome Angius Clelio, per impulso di brutale malvagità, inferse gravi lesioni al compagno Di Dio Nunzio. Ebbene mi chiederete subito la ragione, ma… Angius Clelio non ha ragionato in tanti e tanti anni di vita gloriosa, e permettetemi… non può ragionare in questo momento!!
Egli ha voluto semplicemente mostrare, che Angius Clelio, quel tale Angius, fatto (come si dice) traslocare tempo addietro dal Cav. Costa per le sue qualità fiorite; quel tale Angius nonché, Clelio pessimo tra i pessimi, delinquente tra i delinquenti, era ormai ritornato da Ustica; lo stesso Clelio, lo stesso Angius… come il lupo che cambia il pelo.. la sera del 23 novembre, dopo la chiusura, entrando Clelio, nella sua non certo amata sala da letto, pensò forse che i colleghi avrebbero potuto aver dimenticato il suo illustre nome, e voltosi adunque al Di Dio, suo collega più vicino, esclamò: “voglio farti conoscere che è Angius Clelio.” E ciò detto sollevò un trespolo del vicino letto e giù un primo colpo. Il povero Di Dio, invocò parecchie volte il nome del suo omonimo Dio, ma a quell’ora si vede bene, Dio non potè ascoltare Di Dio.
E Angius, versata dell’acqua in bocca alla povera vittima per non farla gridare, mediante un pezzo di latta resa tagliente, incominciò la sua opera. Volle intromettersi il coatto Cardinale Gaetano, ma Angius che non aveva avuta alcuna deferenza per Di Dio, non poteva ascoltare il Cardinale, che mise subito al silenzio, minacciandolo di morte. Il povero Cardinale abbastanza vecchio non potè reagire e Clelio con maggior veemenza continuò la sua opera. Quando il sangue, filtrato il pavimento cominciò a colare nella camerata sottostante la Questura fu avvertita, e aperta la Camerata trovò l’operoso Clelio intento più che mai al suo brutale divertimento. A viva forza, poiché l’arrivo delle guardie, non gli aveva fatto impressione, fu allontanato e si potè vedere Di Dio, irriconoscibile in una immensa pozza di sangue.
Tra le innumerevoli ferite due importano sfregio permanente. Avete capito?
Il nostro disprezzo e il nostro disgusto non hanno limiti. E vergognoso per dio, che una Nazionale Civile, non abbia ancora saputo trovare, o mezzi virtuosi da migliorare questi uomini, o di appartarli, essendo indegni di appartenere a Nuovo Secolo e al Mondo Civile.
Un altro furto
Da parecchi mesi a questa parte, il signor Pajno Francesco era stato passivo di rilevante furto di farina per opera d’ignoti; in seguito a predisposto servizio la P.S. ha potuto arrestare l’autore principale nelle persone del coatto Filippi Francesco domestico del signor Pajno, nonché tutti i suoi complici sequestrando parecchi sacchi della farina rubata. Finora sono stati deferiti all’autorità Giudiziaria fra coatti e paesani 6 persone che formano la combriccola e forse altre persone saranno anche compromesse.
Tentato furto
La sera del giorno 29 maggio diversi coatti, riusciti a fuggire dal camerone del Castello, scesero in città e si recarono al Pastificio Mulino “progresso” dei Signori Saltalamacchia e C., ove scassando la porta d’entrata, cercarono d’entrare nel magazzino ove si trovava la cassa.
Vi riuscirono, ma ben presto svanì il loro sogno, la cassa era vuota, il sig. Saltalamacchia la sera prima, previdente, aveva tolto tutto.
Ritornarono al Castello:
perché siete usciti dal camerone, dissero le guardie.
Oh! Bella, risposero i coatti, sentivamo caldo.
Ebbene favorite pure con noi, vi metteremo al fresco.
Coatti fuggiaschi
La sera del primo giugno, i coatti Maltesi Giuseppe, Benvenuto Florestano e Del Taglia non risposero all’appello serale della chiusura del Castello. La P.S. dietro alcune informazioni armò un battello, e il Maresciallo accompagnato da quasi tutte le guardie, inseguì e arrivò i tre coatti vicino al Monterosa. Furono ricondotti in Castello e messi in cella, un’altra volta non faranno più gite in barchetta.
La devozione d’un coatto
Perugini Vincenzo, calabrese d’origine, ciarlato di professione, lo si vedeva spesso sul Corso Garibaldi, col giornale in mano, seduto presso qualche salone, leggere e commentare le notizie della guerra; altre volte tra gruppi di amici, discutere sul Codice e sulle leggi, proporre modificazioni . etc. etc.
Ora, questo buon uomo aveva la santa pazienza di recarsi ogni giorno solo soletto, di nascosto s’intende, nella chiesa dell’Addolorata al Castello. Cosa faceva?
Pregava, si capisce.. e il sagrestano vedeva mancarsi la provvista dell’olio per le lampade, vedeva mancarsi molte altre cose; ma chi accusare?
Una guardia di P.S., pensò, saputo il fatto, di scoprire l’autore di si continuati furti. Entrò in chiesa e se ne salì sul pergamo, aspettando….
Aspettò molte ore, ma finalmente l’amico arrivò. Prima di entrare bussò alla porta centrale per vedere se dentro ci fosse qualcuno, ma rassicurato dal silenzio, entrò.
Con una piccola chiave, aprì la custodia, ma altro cercava e voleva il buon Perugini, difatti sali fin dove è posta l’Addolorata e le tolse la corona.
A questo punto la guardia G. Castiglia Angelo, nascosto nel pergamo apparve con la rivoltella spianata contro e gli intimò di fermarsi.
Successe dopo una fiera colluttazione, ma Perugini fu vinto e trascinato in cella.
Prima della colluttazione egli aveva buttato la corona che fu poi raccolta dalla guardia Carbone. Un bravo alle guardie per il buon servizio.
L'ordine del giorno del consiglio comunale di Lipari del 5 novembre
1. Mozione presentata dal Consigliere Comunale Christian Lampo avente ad oggetto “La sicurezza stradale nel nostro territorio”.
2. Grave situazione dei collegamenti marittimi con la terraferma e tra le isole Eolie: sostituzione della nave “Laurana”, riduzione delle corse settimanali, rischio sospensione dei servizi serali e tutela della continuità.
3. Discussione sulla nuova rete ospedaliera regionale e sulle gravi conseguenze per l’Ospedale di Lipari – richiesta di chiarimenti e relazione dell’Assessore comunale alla Sanità, dott.ssa Roccella.
domenica 2 novembre 2025
Calcio, Terza categoria: Giornata amara per le eoliane
Doppia battuta d'arresto per le formazioni eoliane, impegnate nel secondo turno del campionato di Terza categoria.
Lo Stromboli è stato sconfitto in casa (si giocava a Lipari) per 2 a 1 dall'Astro Pappottello.
Il Malfa, in trasferta sul campo del Castanea, per 2 a 1
Stromboli e Malfa restano ferme, rispettivamente, a quota zero e tre punti in classifica
Collegamenti isole minori a rischio, Caronte&Tourist annuncia esuberi. L'Ansa del direttore Sarpi
La proroga, concessa dopo che le gare bandite dalla Regione erano andate deserte, non può essere, ulteriormente, estesa in virtù del regolamento europeo 1370/2007, che ne vieta i rinnovi. Dal dipartimento regionale ai Trasporti si attendeva una soluzione per assicurare la prosecuzione dei servizi ma, finora, non è emerso nulla di concreto se non una convocazione “verbale” della società, per domani, a Palermo.
Nell’attesa, Caronte&Tourist isole minori ha continuato a garantire le corse anche sabato e domenica ma, nel frattempo, la società di navigazione, nei giorni scorsi, vista l’assenza di un nuovo contratto di affidamento, ha preannunciato ai sindacati “l’intenzione di attivare la procedura di gestione degli esuberi di personale e dei licenziamenti collettivi”. (ANSA)
Tanti auguri di...
Buon compleanno a Antonio Parisi, Francy Giunta, Salvatore Galletta, Santina Currò, Pamela Catillo, Luana Biviano, Rosy Alessi, Giovanna Di Franco, Andrea Grano, Eliana Mollica
Calcio 5, serie D: Partenza "sbagliata" per la Ludica Lipari (foto e video)
Inizia con una sconfitta per 6 a 4, sul campo della SIAC Messina, il cammino della Ludica Lipari nel campionato di serie D di calcio a 5.
Le reti degli eoliani sono state messe a segno da Peppe Fanni (3) e Cristian Cincotta
Nello stesso girone di serie D vi è anche il Lipari calcio che, in questo turno, riposa
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sabato 1 novembre 2025
Riti e usanze della Festa dei morti in Sicilia. Altro che Hallowen!!
“U iornu di morti”, che si "celebra" in Sicilia il due novembre, rappresenta una visione serena della morte e una considerazione benevola dei defunti.
Nel film “Baaria” di Tornatore vi è una scena in cui gli anziani si recano al capezzale di un moribondo per raccomandargli di portare i saluti ai loro cari, appena arrivato all’aldilà. Non si tratta di una trovata del regista, ma della rappresentazione di un’usanza un tempo tipica in Sicilia. Ciò testimonia il rapporto dei siciliani con la morte e con i morti: di accettazione, rispetto, venerazione.
Ed è questo lo spirito con cui si manifesta il culto dei morti il due novembre.
Nella tradizione siciliana,la notte del primo novembre i morti lasciano le tombe e si incamminano per le strade delle città per "recuperare" giocattoli, dolci, vestiti nuovi da portare ai bambini. Ogni paese, poi, descrive l’evento riferendolo ai propri luoghi o arricchendolo di particolari.
A Cianciana, ad esempio, il punto di partenza dei defunti è il Convento di S.Antonio dei Riformati. Da lì i morti escono per attraversare la piazza e giungere al Calvario, dove, recitata la preghiera al Crocifisso, discendono la via del Carmelo, distribuendo i doni ai bambini buoni. Ad Acireale i morti girano per la città vestiti di bianco e con scarpe di seta per evitare i rumori che possano mettere in allerta i venditori delle mercanzie da rubare per portarle ai loro piccoli parenti. A Salaparuta i morti solitamente non entrano nelle case e lasciano i regali dinanzi le porte o sui davanzali delle finestre, dove li attendono, ben riposti, scarpe o canestrini. Sempre nel Trapanese, altra tradizione a Monte Erice. Lì i defunti, abbandonata la chiesa dei Cappuccini, si dirigono a Rocca Chiana, dove improvvisano banchetti e gustano le prelibatezze locali. Poi, dopo essersi “appanzati”, i morti golosi vanno nelle case dei bambini a deporre i doni. E i bambini, riconoscenti, il giorno dopo si recano alla Chiesa dei Cappuccini per ringraziarli. Nel Palermitano, a Borgetto e a Partitico, i morti sono avvolti in un lenzuolo e camminano, con le torce accese e i piedi scalzi, a due a due, salmodiando litanie e il rosario.
Si è detto dei morti. E i bambini? Prima di prendere sonno, la notte della festa di tutti i santi, recitano, o meglio recitavano, una speciale preghiera propiziatrice di abbondanza di regali. “Animi santi, animi santi/ io sugnu unu e vuiatri sìti tanti:/ mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai/ cosi di morti mittiminni assai”. I doni l’indomani arriveranno puntuali, ma occorrerà cercarli. Quei mattacchioni dei morti li infilano nei posti più reconditi. E a volte, persino, si divertono a lasciare, là dove dovrebbero trovarsi i regali, cose insignificanti (cianfrusaglie, pezzi di carbone), facendo intendere che la stagione si è rivelata magra per la non buona condotta dei piccoli. La mattina perciò i fanciulli, appena svegliatisi, frugano dappertutto: sotto i letti, dentro gli armadi, negli angoli più reconditi dei ripostigli. Li troveranno però, dopo tanto affanno, i doni, e solitamente saranno giocattoli, frutti di martorana, “pupi di zuccaro”. Questi “pupi” si differenziano secondo il sesso dei destinatari: paladini a cavallo o, più tardi, cow-boy per i maschi, dame settecentesche per le femmine. Nel passato più lontano, quando la miseria si toccava con la mano, “li cosi di li morti” si sostanziavano in roba utile: vestiti o scarpe. Sì scarpe, soprattutto. Tanto che era frequente, la notte di ognissanti, appendere sui muri un paio di ciabatte vecchie che l’indomani, per incanto, si trasformavano in scarpe nuove o scarpine di zucchero.
A Palermo, poi, è tradizione visitare, nel giorno della commemorazione dei defunti, le Catacombe dei Cappuccini. Lì sono custoditi scheletri e corpi mummificati, avvolti in panni scuri o addobbati con costumi d’epoca, attaccati alle pareti per essere esposti alla curiosità di chi viene a osservarli.
Il due novembre i cimiteri si affollano dei parenti in visita ai loro defunti. Ma, per ragioni logistiche, e perché quella data è lavorativa, tanti si recano presso le tombe dei loro cari il giorno dedicato a tutti i Santi. In diversi paesi tuttavia, dove la tradizione è più solida, anche il due novembre scuole e uffici restano chiusi. Una volta si rimaneva presso i marmi delle sepolture, adornati di crisantemi, sino a quando i ceri e i lumini accesi non si fossero consumati ed era buona creanza portare i fiori alle lapidi abbandonate dei morti dimenticati. Da dove ha origine la particolare e suggestiva commemorazione dei defunti siciliana? Pare abbia radici molto lontane. Rinvierebbe, secondo alcuni, ai culti greci-romani dei defunti e si legherebbe alla tradizione del “cunsulu”. Ai parenti del de cuius si era solito, e in alcuni paesi accade ancora, offrire pietanze per consolarli dal dolore. L’afflizione per la perdita dei cari era tanta e tale da non avere cuore per preparare da mangiare. Gli antropologi attribuiscono all’offerta dei cibi (“u cunsulu”) un duplice significato: uno materiale, l’assistenza solidale, propria della civiltà contadina, ai congiunti del defunto; l’altro simbolico, che si manifesta nei dolci antropomorfici, cioè con sembianze umane, tipici del giorno dei morti, tra i quali spiccano singolari biscotti detti “crozze ri morti”, cioè ossa dei morti. Oltre ad offrire le vivande ai parenti e alle anime dei morti, ci si ciba degli stessi defunti. In tal modo, col “cunsulu”, si raggiunge una speciale comunanza con i trapassati.
Cosa resta ai bambini siciliani, attratti dalle maschere del terrore e dalle scorribande goliardiche del “dolcetto o scherzetto”, di quel culto gentile dei morti proprio della nostra tradizione? Poco o niente e tanta, tanta confusione
*L'articolo di cui sopra prende spunto e acquisce dati da Spettacoli e feste popolari siciliane, descritte da Giuseppe Pitrè "Biblioteca delle tradizioni popolari Siciliane", vol XII (1881 Palermo)e da Siciliainformazioni
Tanti auguri di...
Buon compleanno a Mery Saltalamacchia, Giovanni Bruno, Rosanna Fiorentino, Sandra Matanza, Santina Gitto, Kalum Kelum, Kasun Ranasinghe, Giuseppe Soraci, Santina Fonti
La celebrazione di Ognissanti tra sacro e profano
La festa, dunque, nacque nel nord Europa e giunse a Roma il 13 maggio del 609 d.C., quando Papa Bonifacio IV dedicò il Pantheon di Roma alla Vergine Maria e a tutti i martiri.
Le ragioni dello spostamento della data al primo novembre non sono certe: sembra che fin dall’800 d.c. Alcuino, consigliere di Carlo Magno, decise di stabilire la santissima solennità di tutti i Santi in questa data e di celebrarla con una festa di tre giorni. In questo modo, la Chiesa voleva cristianizzare la festa pagana del Capo d'anno del popolo Celtico, che cadeva ai primi di novembre. Nel tentativo di far perdere significato ai riti legati alla festa di Samhain, nell'anno 835 Papa Gregorio Magno spostò la festa di Ognissanti, dedicata a tutti i Santi del Paradiso, dal 13 maggio al primo novembre, come avveniva già da tempo in Francia. Lo stesso Papa Gregorio III fece costruire all'interno della Basilica Vaticana la cappella di Ognissanti. In inglese la festa di "Ognissanti" si chiama "All Hallows' Day"; la vigilia del giorno di Ognissanti, cioè il 31 ottobre, si chiama All Hallow' Eve. Queste parole si sono trasformate prima in "Hallows' Even", e da lì ad Halloween il passo è stato breve. Nonostante i tentativi della Chiesa Cristiana di eliminare i riti pagani, Halloween è rimasta una festa legata al mistero, alla magia, al mondo delle streghe e degli spiriti. La stretta associazione con la commemorazione dei defunti, celebrata il giorno successivo, fu istituita solo nel 998 d.C.: si pensava che i morti entrassero in comunicazione coi vivi. Così, l’abate Odilone di Cluny diede disposizioni per celebrare il rito dei defunti a partire dal vespro del primo novembre. Il giorno seguente era invece commemorato con un'Eucarestia offerta al Signore, "pro requie omnium defunctorum", un'usanza che ben presto si diffuse in tutta l'Europa cristiana e che fu ufficialmente istituzionalizzata da Papa Gregorio IV. Fu Papa Sisto IV, nel 1474, che rese obbligatoria la solennità in tutta la Chiesa d'Occidente, per celebrare la comunione tra la Chiesa gloriosa e la Chiesa ancora pellegrinante e sofferente.
Il 1° giugno 1949, la Costituzione italiana inserisce il giorno di Ognissanti tra quelli considerati "festivi, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici". Come l’Italia, anche altri paesi europei come l’Austria, il Belgio, la Spagna, la Francia, la Grecia, il Lussemburgo hanno istituito ufficialmente questa celebrazione.
Scambio culturale di un gruppo di studenti e professori del Conti a Melbourne. L'orgoglio della professoressa Basile
Riceviamo e pubblichiamo:
Con orgogliosa gioia seguo l’importante scambio culturale di un gruppo di studenti e Professori dell’ Istituto Superiore Isa Conti a Melbourne. Un desiderio, quasi un sogno, che si è trasformato in realtà. La convenzione per un twinning- learning da me firmata nell’anno scolastico 2023 con il Principal dell’Albert Park College, Steven Cook e la collaborazione formalizzata con Il Presidente della società Eoliana a Melbourne ,hanno dato vita a un importante progetto internazionale di alto profilo culturale e formativo legato al fenomeno della migrazione eoliana in Australia.
Un’emozione nata negli uffici di Presidenza e di Segretaria dell’ I. S. Conti conl’ impegno della professoressa M. Lazzarini e la competenza linguistica del prof. G. Scalogna, successivamente arricchita da partners del territorio di noto spessore ; un progetto scevro da ogni interesse , ambizione o personale vantaggio, guidato da un’unica stella polare : lo spirito di servizio.
F.to:
Prof.ssa Tommasa Basile
venerdì 31 ottobre 2025
Il Comune di Lipari, indice concorso fotografico: “Creature del Mare: Ritratti di Pesci". Modalità di partecipaazione
CONCORSO FOTOGRAFICO
Creature del Mare: Ritratti di Pesci
Il Comune di Lipari, indice il concorso fotografico: “Creature del Mare: Ritratti di Pesci.
L’idea progettuale nasce dalla volontà di valorizzare la pesca, parte integrante della storia e della cultura delle Eolie. La pesca a Lipari vanta una lunga tradizione, tramandata di generazione in generazione.
Per promuovere la cultura di una pesca e di un’economia più sostenibile si terranno a Lipari, oltre a questo concorso, anche un ciclo di eventi e laboratori volti a coinvolgere e sensibilizzare il pubblico su questi temi nell’ambito del progetto finanziato “Eolie: La pesca dal gusto sostenibile”, a valere sull’Avviso pubblico approvato con DDG n. 432 del 31/10/2024 (Codice intervento 222402 (2-2024)) dal Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana.
Il concorso in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani Onlus e ALDA+ Srl Benefit Corporation si propone di valorizzare le diverse specie marine che abitano il mare delle Isole Eolie, mettendo in risalto l’unicità della biodiversità e la ricchezza del territorio.
Una giuria di esperti selezionerà le fotografie più rappresentative, con l’obiettivo di incoraggiare la creatività e promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza della conservazione delle risorse marine, e stabilirà quali siano le prime tre opere da premiare.
Tutte le fotografie selezionate saranno esposte in una mostra presso la Chiesa delle Anime del Purgatorio, al molo di Marina Corta, che sarà inaugurata in data 21 novembre 2025 alle ore 16:30.
Contestualmente alla inaugurazione della esposizione avverrà la premiazione delle prime tre opere classificati. Gli autori delle fotografie premiate riceveranno targhe celebrative a ricordo dell’evento.
Regolamento
● Possono partecipare gratuitamente al concorso cittadini italiani e stranieri di ogni età con opere fotografiche
● Le fotografie dovranno essere inviate al Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani in allegato ad una -mail inviata oppure anche tramite WeTransfer all’indirizzo centrostudieolie81@gmail.com, entro e non oltre il 10 novembre 2025,
● Le fotografie dovranno avere formato .jpg, con risoluzione minima di 300 dpi e dimensioni non inferiori a 18x13 cm.
● Le fotografie dovranno essere prive di firma, loghi o watermark e ogni partecipante potrà inviare una sola fotografia.
Per maggiori informazioni sul concorso fotografico è possibile contattare il numero 090 9812987 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:30 alle 12:30.
Eoliani e amici delle Eolie... che non ci sono più (Riproposizione 86° puntata)
In questo filmato: Ada Di Lorenzo ved. Cincotta, Ada Finocchiaro in Cappadona, Adele Turchio ved. Mancuso, Adelfa Raffaele, Adelina Falanga ved. Paino, Adrian Martin, Agatino Ferrara, Agnese Tiralongo in Mollica
A Lipari la Giornata mondiale della pesca. L'Ansa del direttore Sarpi
Lipari, 31 ottobre 25 (Ansa) L’Apostolato del Mare della Conferenza Episcopale italiana celebrerà, a Lipari la “Giornata mondiale della pesca 2025” il 21e il 22 novembre: un'occasione per riflettere sul settore, le sue sfide, la sostenibilità e l'importanza per l'alimentazione e l'economia.
Il tema sarà «Coltivare il lavoro, custodire il mare» nell’ottica di “coltivare” il lavoro della pesca e dare ai pescatori e alle loro famiglie un futuro dignitoso, ma anche custodire il mare come ambiente di vita. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Apostolato del Mare della diocesi di Messina, prevede, tra l’altro: la benedizione degli strumenti di pesca, il lancio di una corona di fiori per i caduti del mare e l’inaugurazione di una mostra fotografica sulle specie ittiche; la presentazione di una nuova applicazione per sensibilizzare sulla pesca sostenibile. (ANSA)
Caronte & Tourist isole minori cambia le regole: stop alle “prenotazioni fantasma” dei mezzi commerciali
Dopo le numerose proteste della comunità eoliana e dei viaggiatori, Caronte & Tourist isole minori ha deciso di modificare le procedure di prenotazione per i veicoli commerciali diretti alle isole minori. L’obiettivo è garantire maggiori possibilità di imbarco alle autovetture private, spesso penalizzate da un sistema che finora favoriva camion e furgoni.
Fino a pochi giorni fa, infatti, i conducenti dei mezzi commerciali potevano prenotare posti sui traghetti senza confermare o saldare il biglietto, per poi rinunciare all’ultimo momento. Questa pratica liberava spazi solo a ridosso della partenza, lasciando spesso a terra le auto dei passeggeri e generando disagi e proteste.
Per porre fine alle “prenotazioni fantasma”, C&T ha introdotto nuove regole più rigide: le prenotazioni in opzione saranno possibili solo se il viaggio è previsto almeno due giorni dopo; quelle non saldate scadranno automaticamente a mezzanotte del giorno precedente la partenza; inoltre, non sarà più possibile mantenere opzioni a meno di 48 ore dal viaggio.
Le misure, valide anche per l’agenzia Eoltravel di Lipari, riguardano esclusivamente i mezzi commerciali. Per le autovetture private resta invece l’obbligo di saldare subito il biglietto, con la possibilità di prenotazioni in opzione eliminata già da tempo.
La decisione è stata accolta positivamente da residenti e turisti, che da anni chiedevano regole più eque. L’auspicio è che il nuovo sistema consenta una distribuzione più trasparente dei posti e riduca le disparità negli imbarchi verso le isole minori.
E' nato Giosue' Foti
E' venuto alla luce oggi alle 03:42
GIOSUE' FOTI
figlio di Giacomo e Maddalena Amendola
Il nonno Roberto augura una vita serena e tanta felicità al nipotino
Tanti auguri di...
Buon compleanno a Ludovica Celi, Maria Grazia Allegrino, Dario Scaffidi, Celeste Basile, Sebastiano Nello Casabona, Gianluca Bonica
Continueranno i collegamenti integrativi a mezzo nave. La nota di Orto
COMUNICATO STAMPA
I servizi integrativi a mezzo nave continueranno anche dopo il 1° novembre 2025: un primo risultato positivo che tutela anche decine di posti di lavoro
Negli ultimi giorni, in rappresentanza delle forze di opposizione in Consiglio comunale e su richiesta del Comitato Eolie 2030, mi sono recato personalmente presso l’Assessorato regionale ai Trasporti della Regione Siciliana per affrontare direttamente l’imminente e delicata questione della mancata proroga dei servizi integrativi a mezzo nave, indispensabili per garantire la continuità dei collegamenti marittimi con le isole minori e la tutela dei lavoratori impegnati nel settore.
Dopo una serie di interlocuzioni e confronti con i dirigenti e i responsabili dell’Assessorato — da ultimo fino alla mattinata odierna — mi è stato appena comunicato che il Presidente della Regione, Renato Schifani, ha deciso di approvare entro oggi un nuovo affidamento dei servizi integrativi a mezzo nave, permettendone così la continuità anche a partire dal 1° novembre 2025.
Si tratta di una decisione importante, che oltre a garantire la regolare prosecuzione dei collegamenti, consente di salvaguardare decine di posti di lavoro, assicurando stabilità economica e sociale a numerose famiglie eoliane.
È certamente un piccolo ma significativo passo avanti, che mette in sicurezza un servizio essenziale per la mobilità dei cittadini e la vita quotidiana delle nostre isole.
Resta tuttavia aperta la questione, non meno urgente, della sostituzione della nave “Laurana” e del ridimensionamento della tratta Eolie–Napoli, per la quale auspichiamo che si possa finalmente giungere a un deciso cambio di rotta da parte della Regione e degli enti competenti.
Il prossimo Consiglio comunale, richiesto dalle forze di opposizione, dovrà servire anche a questo: a sensibilizzare e spronare l’Amministrazione comunale ad assumere una posizione chiara, determinata e autorevole su un tema che riguarda da vicino non solo la continuità territoriale, ma anche il futuro economico e occupazionale dell’intero arcipelago.
Il Capogruppo Consiliare
Avv. Gaetano Orto













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