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sabato 7 ottobre 2017

In otto corrono per la Presidenza della Regione Siciliana

Sono otto i candidati alla presidenza della Regione Siciliana: Nello Musumeci, Claudio Fava, Fabrizio Micari, Giancarlo Cancelleri, Franco Busalacchi, Roberto La Rosa, Piera Maria Loiacono e Francesco Tanasi. 
A sostegno di Musumeci uno schieramento composto da Fratelli d’Italia, Noi con Salvini, Forza Italia, Popolari-Autonomisti Idea Sicilia, Energie per l’Italia, Siciliani Indignati e Diventerà Bellissima. 
Giancarlo Cancelleri dopo le tanto contestate”Regionarie” guida la lista del M5S. 
Il centrosinistra punta su Fabrizio Micari, rettore ( autosospeso non rinunciando alla carica) dell’Università di Palermo. E’ sostenuto da Pd e Centristi per l’Europa, dagli alfaniani di Alternativa popolare e Arcipelago Sicilia, la lista dei territori voluta dal sindaco di Palermo. Completano il quadro Sicilia Futura, Psi e Centro federativo cristiano democratico. 
Claudio Fava torna in corsa con Mdp-Articolo 1, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Possibile, Socialisti Siciliani e Verdi. 
L’ex dirigente della Regione, Franco Busalacchi, leader dell’associazione “I Nuovi Vespri”, conta invece su un “cartello” di soggetti politici che si sono coagulati attorno a lui. “Noi Siciliani con Busalacchi – Sicilia Libera e sovrana” è infatti il contenitore in cui stanno, oltre a sicilianisti e sovranisti, anche “Vox Populi Voluntas Dei” (movimento animato da Lucia Pinsone, che ha deciso di fare un passo di lato per sostenere Busalacchi), Forza del Popolo e il Popolo delle partite Iva-Autonomi e Lavoratori Uniti. 
Il movimento indipendentista Siciliani Liberi ha scelto l’avvocato Roberto La Rosa.
Nella corsa alla presidenza della Regione Piera Maria Loiacono corre con l’appoggio di Libertas e Partito liberale italiano. 
In campo c’è anche Francesco Tanasi, leader nazionale del Codacons. L’associazione dei consumatori rinuncia alla mediazione dei partiti e punta a fare politica dentro le istituzioni, forte del sostegno di 34 associazioni a difesa di cittadini, ambiente e professionisti. 
 L’appuntamento elettorale nell’Isola sarà una sorta di “antipasto” del voto politico che si terrà nella primavera del 2018. L’esito di questa competizione potrebbe determinare anche quelli che saranno i possibili schieramenti dei vari partiti alle elezioni nazionali. La Sicilia come laboratorio politico nazionale: espressione parecchio inflazionata, ma che sintetizza bene il “sistema Italia”. La Sicilia infatti non è altro che un’Italia al cubo, nei pregi e nei difetti.
Per la prima volta quest’anno i deputati da eleggere a Palazzo dei Normanni scenderanno da 90 a 70. Di questi, 62 saranno eletti tramite un sistema proporzionale con sbarramento al 5%. 
Oltre al candidato governatore vincitore, verranno eletti 7 deputati, compreso governatore incluso, attraverso dei listini bloccati. Il meccanismo del listino è quindi una sorta di premio di maggioranza che viene attribuito al candidato vincitore: un modo per dare più stabilità e governabilità alla coalizione.
Il candidato governatore, secondo arrivato, sarà automaticamente eletto

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