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domenica 11 febbraio 2018

Duecento camini vulcanici nei fondali dell’isola di Panarea

Si chiama “smoking land”, il sito idrotermale, con oltre 200 camini vulcanici, scoperto nel fondale marino tra l’isola vulcanica di Panarea e l’isolotto di Basiluzzo, nell’arcipelago delle Eolie, da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ismar-Cnr), Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), in collaborazione con la Marina militare, Università di Messina e di Genova e l’Istituto per l’ambiente marino costiero (Iamc-Cnr). 
Lo studio, pubblicato su Plos One, fornisce nuove e importanti informazioni sulle caratteristiche minero-geochimiche e biologiche dei sistemi idrotermali superficiali del mar Mediterraneo. «Lo Smoking Land», afferma Federico Spagnoli, ricercatore Ismar-Cnr, «è costituito da decine di strutture a forma di cono, composte soprattutto da ossidi di ferro, che presentano un’altezza variabile da 1 a 4 metri e una base con diametro medio di circa 3.8 metri. Alcune di queste bocche emettono fluidi acidi, ricchi di gas, in prevalenza anidride carbonica».
Una struttura così estesa e complessa non trova eguali in Mediterraneo ma solo in alcune aree oceaniche. La scoperta, frutto di un’intuizione di Giovanni Bortoluzzi (oceanografo Ismar-Cnr, recentemente scomparso), nasce a seguito di una serie di indagini dell’Ingv volte a capire la natura di una improvvisa e forte attività esalativa che nel novembre 2002 ha iniziato a manifestarsi copiosamente tra gli isolotti di Panarea. Da quel momento, numerose sono state le campagne oceanografiche a bordo delle navi Astrea dell’Ispra ed Urania del Cnr e di unità della Marina militare, per studiare l’area interessata e individuare altre zone di degassamento. «Fino a quando nel 2015, durante una di queste campagne alle Isole Eolie, a bordo della nave Astrea», spiega Teresa Romeo, primo ricercatore dell’Ispra, «il Rov (Remotely operated underwater vehicle un robot filoguidato dotato di una videocamera, una fotocamera e un braccetto meccanico) non ha individuato, in una zona del fondale a sud dell’isolotto di Basiluzzo poi chiamata Smoking Land, numerosi camini fortemente colonizzati da alghe e organismi bentonici, alcuni con evidenti fuoriuscite di fluidi idrotermali e bolle di gas».

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