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sabato 25 maggio 2019

Emergenza capodogli in Sicilia, esemplare morto al largo di Stromboli: quinto caso in una settimana. La responsabilità potrebbe non essere solo della plastica.

Cinque capodogli morti in 8 giorni. È questo il triste epilogo di una delle settimane più nere per la fauna marina siciliana. L’ultimo esemplare è stato avvistato ieri a largo di Stromboli a quattro miglia a nord dell’isola. Il Capodoglio è in stato di decomposizione è lungo circa 6 metri.
Cosa ha provocato la morte di ben 5 esemplari in così poco tempo? Gli studiosi e i biologi stanno cercando di scoprire la causa. Per adesso l’ipotesi più accreditata sembra essere quella di una infezione: “La plastica è una delle principali cause – affermano dal Museo della Fauna dell’Università di Messina – ma non può giustificare 5 spiaggiamenti contemporaneamente.”
Il primo ritrovamento risale al 17 maggio, quando a Cefalù è stata trovata una femmina di 6 metri e mezzo: dalla necroscopia è emerso che il suo stomaco era pieno di plastica.
Il secondo esemplare, ancora una volta una femmina, è stato trovato a Palermo: anche qui c’era plastica nello stomaco, ma non una quantità che possa giustificare la sua morte.
Un esemplare maschio, il terzo, è stato trovato invece nella spiaggia di Capo Calavà, nel messinese: l’esame necroscopico ha accertato che il giovane capodoglio avesse la pancia completamente vuota. Niente plastica questa volta, ma solo un becco di Calamaro. Come ha dichiarato il biologo Carmelo Isgrò, che da anni ormai si occupa di questi temi, “Non ha lesioni o altri segni evidenti che possano far capire come è morto”.
Isgrò, che due anni fa si è occupato della vicenda del Capodoglio Siso, trovato morto a Milazzo, ha anche affermato che “Apparentemente stavano bene, non presentano parassiti e soprattutto hanno un buon spessore di Blubber (lo strato di grasso che li caratterizza).”
Il quarto Capodoglio è stato avvistato invece al largo di Favignana, nel trapanese. Si tratta di un esemplare di circa 7 metri, in avanzato stato di decomposizione. Il quinto è quello trovato al largo di Stromboli, alle Isole Eolie.
Adesso gli studiosi indagano per capire cosa è successo, se si è trattato di una causa infettiva o magari di una interazione con i sonar.
Di certo c’è che una moria così importante non è di certo “normale”.

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