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mercoledì 9 ottobre 2019

Settimana del Pianeta Terra: venerdì 11 ottobre, a Palazzo dei Leoni, conferenza stampa di presentazione del Geoevento dal titolo “Petrolio, fatti e misfatti”

Nell’ambito della VII Edizione della Settimana del Pianeta Terra, il Museo della Fauna dell’Università degli Studi di Messina, in collaborazione con il Museo GeoMineralogico, Paleontologico e della Zolfara “S. Mottura” di Caltanissetta, organizza il “Geoevento” dal titolo: “Petrolio, fatti e misfatti”.
L’iniziativa, patrocinata dalla Città Metropolitana di Messina, sarà illustrata nel corso della conferenza stampa in programma venerdì 11 ottobre, alle ore 11.00, presso la Sala Giunta di Palazzo dei Leoni.
All'attenzione del convegno “Petrolio, fatti e misfatti”, in programma nei giorni 14 e 15 ottobre presso il Salone degli Specchi del Palazzo dei Leoni, saranno i 160 anni di storia del petrolio e delle conseguenze sull'ambiente che ne derivano a causa del suo impiego nelle attività umane.
Il meeting si avvarrà dei preziosi contributi del Prof. Mauro Cavallaro, conservatore del Museo della Fauna del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Messina, che curerà gli aspetti biologici ed ambientali, e del Prof. Enrico Curcuruto, del Museo GeoMineralogico, Paleontologico e della Zolfara “S. Mottura” di Caltanissetta, che approfondirà le tematiche legate agli aspetti geologici .
Il GeoEvento “Petrolio: fatti & misfatti” prevede due incontri mattutini, presso il Salone degli specchi di Palazzo dei Leoni, dedicato alle scuole di secondo grado; un terzo incontro, aperto a tutti coloro che sono interessati all'argomento, si svolgerà martedi 15 ottobre, alle ore 16.30, presso la Sala dell'Accademia Peloritana dei Pericolanti.
Al termine della conferenza verrà lanciata, in accordo anche con l’USR di Messina, la proposta di un bando di concorso, sul tema oggetto dell’evento, cui potranno partecipare gli studenti dei vari istituti scolastici.
Gli ingressi a tutti gli eventi saranno gratuiti.
“Era il 27 Agosto del 1859 – ha affermato il Prof. Enrico Curcuruto - quando il colonnello Erwin Drake, pionere delle ricerche petrolifere, vide il petrolio sgorgare dal primo pozzo di petrolio a Titusville nel nord della Pennsylvania negli Stati Uniti d’America.
In soli 160 anni il consumo di petrolio è cresciuto a dismisura, passando da pochi barili a circa 160 miliardi di litri consumati ogni giorno (fonte OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio).
Il petrolio ed i genere gli idrocarburi, insieme con la diffusione dei computers, hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo della civiltà umana nel ventesimo e ventunesimo secolo, fornendo la principale risorsa energetica per lo sviluppo delle attività umane in ogni campo di specializzazione.
Come per ogni invenzione, al lato positivo dell’utilizzo di tale fonte energetica, si contrappone la grande produzione di inquinamento e rifiuti ed il crescente divario nella disponibilità di materie prime ed energia tra le varie nazioni del mondo
Solo negli ultimi decenni l'uomo ha cominciato ad interrogarsi sulla sostenibilità dello sfruttamento delle risorse sul nostro pianeta e preoccuparsi dell’equilibrio ambientale, cercando di ridurre l'impatto provocato dalla sua presenza sulla Terra”.
Il Dott. Mauro Cavallaro sostiene che “l’inquinamento dei mari dovuto alla plastica è riconosciuto a livello mondiale e rappresenta un’enorme preoccupazione ambientale ed un pericolo per tutta la vita marina, compresi gli uccelli, gli squali, le tartarughe e i mammiferi marini, ai quali causano lesioni o morte per annegamento, intrappolamento o inedia in seguito all’ingestione. La plastica costituisce gran parte dei rifiuti marini che stanno soffocando i nostri oceani e la risoluzione dei problemi, legata allo sversamento di tale materiale nell’ambiente e soprattutto in mare, sembra molto lontana dal suo compimento.
La mia relazione prevedrà uno stato dell’arte dei problemi del pianeta legati a questo tipo di alterazioni e una breve guida su quali siano i passi da fare per far fronte al problema a livello mondiale, comunitario, nazionale per arrivare alle responsabilità di ognuno di noi”.
La "Settimana del Pianeta Terra - L'Italia alla scoperta delle Geoscienze - Una società più informata è una società più coinvolta" è un festival scientifico nazionale che ha visto la sua prima edizione nel 2012.
Per un'intera settimana di ottobre diverse località in tutto il territorio italiano sono animate da manifestazioni per diffondere la cultura scientifica, i "Geoeventi": escursioni, passeggiate nei centri urbani e storici, porte aperte nei musei e nei centri di ricerca, visite guidate, esposizioni, laboratori didattici e sperimentali per bambini e ragazzi, attività musicali e artistiche, degustazioni conviviali, conferenze, convegni, workshop, tavole rotonde.
I Geoeventi sono organizzati da Università e scuole, enti di ricerca, enti locali, associazioni culturali e scientifiche, parchi e musei, mondo professionale.
La Settimana del Pianeta Terra vuol diffondere il rispetto per l'ambiente, la cura per il territorio così come la consapevolezza dei rischi cui siamo esposti, nasce con lo scopo principale di scoprire e valorizzare il nostro patrimonio geologico e naturale, che è davvero notevole!
L'edizione 2019 è patrocinata dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), dal Consiglio Nazionale dei Geologi e dall'iniziativa “La Bellezza in Costituzione”.
Tutti gli eventi aderiranno alla campagna #plastic free e verranno inclusi nella manifestazione “2019: "Anno del turismo lento”, proclamato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali perchè promuovano un turismo culturale, sensibile ai valori ambientali, diffuso su tutto il territorio italiano e che metta in risalto sia le risorse naturali più spettacolari, sia quelle meno conosciute, e proprio per questo più ricche di fascino e curiosità da scoprire.

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