Riceviamo dal Comitato Eolie 20 -30 e pubblichiamo:
Pace fiscale bloccata dai paletti ISEE e dai vincoli di
regolarità così il Comune rischia di chiudere la porta a chi ha reale necessità
di rientrare dal debito.
Il provvedimento sulla definizione agevolata delle entrate
comunali nasce con un obiettivo chiaro che è quello di offrire un’uscita
sostenibile dai debiti pregressi e permettere agli enti locali di incassare
somme altrimenti inesigibili.
Tuttavia, l’impianto regolamentare e gli emendamenti
approvati rischiano di trasformare uno strumento di finanza straordinaria in un
cortocircuito contabile e sociale.
Adottare la definizione agevolata è un’esigenza inderogabile
per il risanamento dei bilanci e per il tessuto economico. Ciononostante, le
rigidità introdotte sulle condizioni d'accesso rischiano di negare l'adesione
proprio a quella platea che ne avrebbe maggiore necessità.
L'introduzione di un tetto ISEE rigido fissato a 20.000 euro
rappresenta un fattore di distorsione. In un'economia caratterizzata da forte
stagionalità e discontinuità reddituale, superare di pochi euro il parametro
ISEE non è indice di ricchezza o di capacità contributiva elevata.
Qualificare come "solvibile" o "ricco"
chi supera di misura una soglia burocratica e sbarrargli l'accesso alla
rateizzazione significa condannare il debitore alla morosità permanente e
l'Ente all'impossibilità di recuperare il credito.
La capacità di adempiere va valutata sulla reale liquidità e
non su parametri presuntivi.
Richiedere che il contribuente sia in regola con i pagamenti
delle annualità successive per poter sanare il passato costituisce una
contraddizione tecnica poichè chi possiede la liquidità per essere
perfettamente in regola sull'ordinario raramente ha pendenze pregresse da
sanare.
Negare la rateizzazione a chi ha sofferto crisi di liquidità
pluriennali vanifica la logica stessa della pace fiscale.
Prevedere rateizzazioni a scadenze bimestrali rigide durante
il periodo invernale o di inizio anno ignora la dinamica dei flussi di cassa
tipica dei territori a vocazione turistico-stagionale. Le scadenze devono
essere allineate al momento di massima concentrazione degli incassi.
L'ipotesi di decadenza automatica al primo mancato
versamento, associata a piani pluriennali di ammortamento, scoraggia l'adesione
iniziale. Un'amministrazione efficiente deve prevedere correttivi proporzionati
per tutelare il gettito atteso.
La definizione agevolata funziona solo se costruita su
criteri di reale sostenibilità finanziaria e chiudere la porta al dialogo o
classificare sommariamente i contribuenti con parametri rigidi produce un
doppio danno: nessun incasso per il Comune e il definitivo soffocamento
finanziario per i cittadini e le imprese che intendono mettersi in regola. L'auspicio è che l'Amministrazione e il
Consiglio Comunale intervengano con pragmatismo eliminando i filtri
discriminatori, semplificando l'iter di adesione e mantenendo aperta la porta a
chi vuole mettersi in regola, al Comune che potrà recuperare i propri crediti e
a tutta la comunità che potrà beneficiare dei maggiori incassi e quindi di più
servizi.
Danilo Conti (presidente Comitato Eolie 20 - 30)

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