È la fotografia impietosa di Lipari, dove dal centro alle frazioni non esiste ormai un solo tratto di strada che possa dirsi davvero sicuro.
Il bilancio è quello di un territorio ferito. Un vero bollettino di guerra, con una rete viaria comunale e provinciale ormai al collasso. Strade che avrebbero dovuto essere ripristinate dopo gli interventi per la posa della fibra ottica e dei cavi al servizio degli impianti fotovoltaici sono state, nella maggior parte dei casi, richiuse alla meno peggio, lasciando dietro un manto, asfaltato o cementato, che continua a cedere, con dissesti che si aggravano giorno dopo giorno.
Circolare è diventato un terno al lotto. Ogni curva nasconde una buca, ogni rettilineo un cedimento, ogni strada un potenziale pericolo. Il prezzo della cosiddetta modernizzazione lo stanno pagando motociclisti, ciclisti, ma anche automobilisti, costretti, ogni giorno, a convivere con una viabilità che definire precaria è ormai un eufemismo.
I cantieri finanziati dal PNRR avrebbero dovuto rappresentare un'opportunità di sviluppo. Invece, per molti cittadini, sono diventati il simbolo di lavori eseguiti senza il necessario rispetto del territorio. Scavi, solchi e trincee hanno inciso le carreggiate, mentre i ripristini, troppo spesso, si sono limitati a rattoppi destinati a deteriorarsi rapidamente, lasciando le strade in condizioni peggiori rispetto a prima.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Crescono gli incidenti, aumentano le cadute da scooter e motocicli, l'ultimo ieri sera a Pianoconte ha coinvolto due turisti, per fortuna senza gravi conseguenze. Oltre ai danni ai veicoli.
Ogni passaggio di mezzi pesanti e non, accelera il degrado, mentre i cittadini continuano a chiedersi fino a quando dovranno convivere con una situazione che mette a rischio la loro sicurezza.
La domanda è inevitabile: chi controlla la qualità dei ripristini? Chi verifica che le imprese eseguano i lavori secondo le regole? E soprattutto, chi risponderà se una buca o un cedimento provocheranno l'ennesimo incidente?
Non basta iparlare di innovazione. La vera modernizzazione passa anche dal rispetto delle opere pubbliche e dalla tutela della sicurezza. Una strada scavata deve essere restituita alla comunità nelle stesse condizioni, se non migliori, di quelle originarie. Tutto il resto è un fallimento amministrativo.
Lipari non può essere trasformata in un cantiere permanente né, tantomeno, in una trappola per chi ogni giorno percorre le sue strade. È arrivato il momento che chi ha responsabilità istituzionali pretenda interventi definitivi, controlli severi e il rifacimento completo delle carreggiate compromesse.
Perché la sicurezza non può essere affidata a un rattoppo d'asfalto.
Nella foto: il pezzo di strada(si fa per dire) dove sono caduti ieri i due turisti

Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.