RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
La comunità di Ginostra annuncia che nei prossimi giorni verrà presentato un esposto alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri per denunciare quella che viene definita una gestione fallimentare, negligente e pericolosa dell’emergenza alluvionale del 3 luglio 2026 e delle criticità idrogeologiche che si trascinano dal 2024, anno della prima alluvione.
Secondo i residenti, ciò che è accaduto in questi anni rappresenta una responsabilità istituzionale gravissima: nessuna messa in sicurezza, nessun intervento strutturale, nessun ripristino degli argini. Solo qualche stradina ripulita e qualche intervento tampone, mentre Ginostra continua a vivere in uno stato di pericolo crescente e permanente con le piogge che hanno rotto alcune stradelle e minacciano di renderne impraticabili altre, indispensabili vie di fuga per la sicurezza degli abitanti che vivono sotto un vulcano attivo e si sentono esposti a gravi pericoli.
“Il Pertuso è ancora insabbiato: è una vergogna nazionale. Siamo ostaggi dell’incuria”
L’approdo del Pertuso, unica via di fuga e di accesso, è ancora completamente insabbiato. Non è stato riaperto, non è stato messo in sicurezza, non è stato nemmeno dichiarato operativo in emergenza.
I residenti parlano di una situazione “indegna di un Paese civile”, denunciando che Ginostra è stata abbandonata, esposta a rischi che potrebbero trasformarsi in tragedia.
Argini e torrenti fuori controllo: “Dal 2024 nessuno ha fatto nulla”
Il punto più grave della denuncia riguarda i torrenti di Ginostra, che dal 2024 continuano ad allargarsi paurosamente, erodendo terreni, avvicinandosi alle case e aumentando il volume di materiale che precipita verso il villaggio.
Gli argini risultano distrutti, il letto dei torrenti è più largo, più instabile e più pericoloso ad ogni pioggia. Nonostante le segnalazioni, non è stato fatto nulla per contenere, regimentare o mettere in sicurezza queste aree.
“È una bomba pronta a esplodere. E nessuno interviene.”
Muri divelti, massi sospesi, rete paramassi lacerata: “È tutto fermo”
Il quadro che sarà consegnato alla Procura è definito “scioccante”:
• massi enormi in bilico ;
• rete paramassi lacerata, pronta a cedere;
• muri di protezione divelti;
• abitazioni esposte direttamente al rischio;
• villaggio senza via di fuga.
“Non è stato fatto nulla. Nulla.” dichiarano i residenti.
“ Oltre undici milioni di euro stanziati: vogliamo sapere ”
Nell’esposto si chiederà di verificare l’utilizzo dei circa 11 milioni di euro stanziati per la messa in sicurezza di Stromboli e Ginostra e gli importi utilizzati precedentemente. Ad oggi, denunciano i cittadini, non è stata avviata alcuna opera, né è stato spiegato perché i fondi non siano stati utilizzati.
“È ora che qualcuno risponda.”
Richiesta di indagine severa e immediata
L’esposto chiederà alla Procura di accertare:
• possibili omissioni di atti d’ufficio;
• ritardi ingiustificati negli interventi urgenti;
• eventuali negligenze nella gestione dell’emergenza;
• la responsabilità diretta di chi ha lasciato Ginostra in condizioni di pericolo.
“Ginostra non sarà più trattata come una frazione sacrificabile”
La comunità denuncia una situazione definita come “gravissima, pericolosa e frutto di una colpevole inerzia”, chiedendo che le Autorità intervengano senza ulteriori scuse né rinvii.
“Ginostra non può essere lasciata morire.”
Comitato Per Ginostra
Gianluca Giuffrè (Coordinatore)
Ginostra, 26/07/2026

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