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martedì 1 settembre 2026

Messina, consegnato encomio solenne a Benenati per salvataggio turisti. Comuni di Salina propongono conferimento Medaglia al Valor Civile

Si è svolta oggi, a Palazzo dei Leoni, la cerimonia di conferimento dell’encomio speciale a Elio Benenati, capo servizio di vigilanza della Riserva Naturale Orientata “Le Montagne delle Felci e dei Porri” di Salina, per il soccorso prestato il 6 agosto scorso a due escursionisti russi rimasti bloccati sulla falesia di Pollara, nel territorio di Malfa.

A consegnare la targa sono stati congiuntamente il sindaco metropolitano di Messina Federico Basile e il sindaco di Malfa Giuseppe Siracusano, a nome delle due Amministrazioni, a sottolineare il valore dell’intervento e l’impegno di Benenati nella salvaguardia delle persone e delle aree naturali protette.

Alla cerimonia erano presenti la segretaria generale Rossana Carrubba, il dirigente della Direzione Ambiente Giovanni Lentini e il direttore delle Riserve Naturali della Città Metropolitana di Messina Maria Letizia Molino.

L’encomio è stato attribuito per il "profondo senso del dovere, il coraggio e l’elevata competenza dimostrati da Benenati nell’operazione che ha consentito di mettere in salvo i due turisti".

La coppia di escursionisti stranieri si era trovata in grave difficoltà, bloccata su un tratto ripido e instabile della falesia, sopra un burrone, senza possibilità di proseguire né di raggiungere autonomamente un punto sicuro.

Raggiunto il luogo dell’emergenza, Benenati ha valutato la situazione e le caratteristiche del versante, decidendo di intervenire personalmente. Con una corda di circa 30 metri si è calato lungo la parete, utilizzando come punto di assicurazione una radice. Una volta raggiunti i due escursionisti, ha proceduto al loro recupero separato, riportandoli entrambi sulla strada.

L’intervento, reso particolarmente complesso dalla natura friabile della parete e dall’assenza di ancoraggi sicuri, ha richiesto un notevole impegno fisico. Al termine del salvataggio, Benenati ha accusato un malore per lo sforzo e la tensione accumulati.

L’attestazione si inserisce in un percorso professionale caratterizzato da numerose attività di soccorso e di vigilanza delle aree naturali protette dell’arcipelago eoliano. Nel 2010, 2016 e 2024 Benenati aveva già ricevuto tre analoghi attestati dall'ex Provincia per altre importanti operazioni di salvataggio.

Un’esperienza maturata sul campo e consolidata negli anni, al servizio della sicurezza e della salvaguardia di un territorio dalla complessa conformazione morfologica, dove conoscenza dei luoghi, preparazione e tempestività risultano decisive nella gestione delle emergenze.

«Il conferimento della targa a Elio Benenati testimonia il valore di una professionalità costruita negli anni al servizio della comunità e della tutela ambientale – ha dichiarato Federico Basile –. A Pollara ha saputo affrontare una situazione di estrema difficoltà con lucidità e determinazione, mettendo la propria esperienza al servizio di due persone in pericolo. È un esempio concreto di senso del dovere e di spirito di servizio, valori che qualificano l’attività di chi ogni giorno opera nelle nostre aree protette. A Benenati va l’apprezzamento della Città Metropolitana di Messina per il lavoro svolto con serietà e responsabilità».

«Elio Benenati è da sempre un punto di riferimento nelle attività di salvataggio, soccorso, antincendio e nella tutela dei sentieri e delle riserve naturali – ha dichiarato il sindaco di Malfa Giuseppe Siracusano –. Negli anni ha messo competenza, coraggio e profonda conoscenza dei luoghi al servizio della comunità, spesso affrontando situazioni estreme e rischi personali elevati. Questa attestazione, che condividiamo con la Città Metropolitana di Messina, rappresenta un doveroso tributo al suo impegno quotidiano per la protezione delle persone e dell’ambiente».


COMUNICATO STAMPA

I Comuni di Malfa, Leni e Santa Marina Salina propongono il Sovrintendente Elio Benenati per il conferimento della Medaglia al Valor Civile.

 

I Comuni di Malfa, Leni e Santa Marina Salina intendono promuovere congiuntamente, tramite adozione delle rispettive deliberazioni di Giunta, la proposta di conferimento della Medaglia al Valor Civile al Sovrintendente Elio Benenati, Capo del Servizio di vigilanza della Riserva Naturale Orientata “Le Montagne delle Felci e dei Porri” di Salina.

L’iniziativa trae origine dall’intervento di soccorso compiuto il 6 agosto 2026 in località Pollara, nel territorio del Comune di Malfa, quando due escursionisti erano rimasti bloccati su una parete rocciosa, in una zona particolarmente impervia, caratterizzata da forte esposizione, instabilità del terreno e condizioni tali da determinare un grave e immediato pericolo per la loro incolumità.

Il Sovrintendente Benenati, intervenuto sul posto, ha raggiunto personalmente i due escursionisti e, operando in condizioni di particolare difficoltà e assumendo un significativo rischio personale, è riuscito a condurli in sicurezza. L’intervento, che ha richiesto competenza tecnica, prontezza decisionale e un rilevante impegno fisico, si è concluso positivamente evitando conseguenze potenzialmente gravissime.

Le Amministrazioni comunali di Malfa, Leni e Santa Marina Salina ritengono che la condotta tenuta dal Sovrintendente Benenati costituisca una testimonianza particolarmente significativa di coraggio, altruismo, senso del dovere e dedizione al servizio pubblico, meritevole di un riconoscimento di carattere nazionale.

La proposta rappresenta, al tempo stesso, un riconoscimento del valore dell’attività svolta quotidianamente dal personale impegnato nella vigilanza e nella tutela della Riserva Naturale di Salina, a servizio del territorio e della sicurezza di quanti lo frequentano.

I Sindaci

Domenico Arabia

Ireneo Giardinello

Giuseppe Siracusano

Maxi ingorgo a San Leonardo: Autobus resta "incastrato" per lavori in corso. Cittadini di Quattropani e Pianoconte costretti a giro dell'isola per tornare a casa


Quanto sta accadendo ripropone la necessità (diremmo l'obbligo) di una maggiore comunicazione da parte di chi sta eseguendo lavori sulle sedi stradali, permettendo, di conseguenza, l'emanazione di provvedimenti limitatori da parte della Polizia municipale*, onde evitare situazioni del genere che non fanno altro che penalizzare i cittadini. 
* Città metropolitana



"Taormina brucia!", allarme del sindaco De Luca: fiamme ed evacuazioni tra Sant'Antonio e Tirone, minacciata Castelmola

Un pauroso incendio sta interessando Taormina.

Le fiamme si sono propagate dalla zona vicino a una casa di riposo e sono proseguite sulla prima galleria paramassi della via Garipoli, principale via di accesso dall'A18 alla città.

Il rogo minaccia alcune abitazioni. La presenza del fronte del rogo nelle vicinanze di abitazioni e strutture ha reso necessaria l'evacuazione delle zone maggiormente esposte. Minacciata anche Castelmola. È stato bloccato l'accesso ad alcune strade della zona a partire dall'Arco dei Cappuccini. Sul posto vigili del fuoco e polizia locale.

'Taormina brucia. In contrada Zappulla la situazione è veramente tragica. È arrivato l'elicottero dei vigili del fuoco. Siamo in attesa del Canadair.
Sembra a tutti gli effetti un incendio di natura dolosa". 
Lo scrive su Facebook il sindaco e deputato regionale di Sud chiama Nord, Cateno De Luca.

Eolienews ricorda Orazio Greco

  


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Panarea, senza medico di base. La problematica rischia di coinvolgere anche Vulcano, mentre ad Alicudi si sopperisce al momento con il medico di Filicudi

«La salute non può dipendere dal luogo in cui si vive». È questo il senso della mobilitazione che parte da Panarea, dove la comunità si prepara ad affrontare l’imminente sospensione del servizio di Medicina di base sull’isola. Residenti, proprietari di immobili, operatori economici, lavoratori e componenti della comunità hanno rivolto una richiesta urgente alle istituzioni sanitarie e politiche affinché venga scongiurata la perdita di un presidio considerato essenziale.

La preoccupazione riguarda soprattutto le fasce più fragili della popolazione: anziani, persone con patologie croniche e cittadini con ridotta autonomia negli spostamenti. Per chi vive su un’isola minore, infatti, la necessità di raggiungere Lipari per una visita o per esigenze sanitarie ordinarie rappresenterebbe un ulteriore ostacolo, legato non soltanto alle distanze ma anche ai collegamenti marittimi e alle condizioni meteo.

La richiesta è quindi quella di garantire una presenza stabile del medico sull’isola, al di là della guardia medica, così da assicurare assistenza nelle situazioni di necessità e urgenza e mantenere un servizio sanitario vicino alla comunità.

Ma la questione rischia di avere una portata più ampia e di coinvolgere anche altre realtà delle Eolie. La problematica potrebbe infatti allargarsi a Vulcano.

Situazione particolare anche ad Alicudi, dove al momento si sta cercando di sopperire alla carenza attraverso il medico di Filicudi, chiamato a garantire la necessaria continuità assistenziale. 

.Da qui la necessità di un intervento da parte dell'Asp di Messina e dell'assessorato regionale alla Salute, affinché vengano individuate soluzioni che tengano conto dell'insularità 

Panarea, Vulcano e Alicudi diventano così il simbolo di una stessa esigenza: assicurare il diritto alla salute anche a chi vive nelle realtà insulari minori, senza trasformare la distanza dalla terraferma in una penalizzazione per cittadini e residenti.

Tanti auguri!

Auguri di Buon compleanno a
Mahmoud Elsayad, Mariacristina Zaia, Maurizio Mangano, Roberta Basile, Maria Costanzo

Oggi, 1° settembre: Sant'Egidio Abate

 
Nato da nobile famiglia in Atene, questo santo passò i primi anni della sua vita nel paese natio. Di ingegno profondo, colto, amante della pietà, ben presto si cattivò la benemerenza del popolo e dei prìncipi e con essa gli onori del mondo. Ma sprezzante di tutto, Egidio fuggì da Atene, e si recò in Francia, ritirandosi in un luogo deserto presso la foce del Rodano, per attendere con più fervore al servizio di Dio. Poco tempo dopo passò in una foresta e vi stabilì la sua dimora, vivendo in preghiera, fra austerità e digiuni. Si nutriva di erbe, di radici, di frutti selvatici, dormiva su nuda terra, e suo guanciale era un sasso. Il Signore ebbe pietà di lui in quel luogo deserto e gli mandò una cerva che gli forniva giornalmente il latte.
Scoperto durante una partita di caccia da Flavio re dei Goti, entrò nelle grazie di quel sovrano, e per i molti miracoli operati fu conosciuto in tutta la Francia sotto il nome di « santo taumaturgo ». Spinto da tutto il popolo e pregato dallo stesso re ad abbandonare quel romitaggio per recarsi alla corte, non cedette, ma ottenne che il re gli donasse quella selva. Acconsenti il re e vi fabbricò un monastero che regalò ad Egidio
.
Lì accorse gran numero di giovani desiderosi di vivere sotto la sua direzione. Il Santo prese a dirigerli nella via della santità colle regole di S. Benedetto.

Con essi potè incivilire quella regione,. dissodò campi, fertilizzò terreni fino allora incolti, aprì vie di commercio e specialmente predicò Gesù a quei popoli, convertendo i peccatori e inducendoli a penitenza. Crescendo sempre più la fama di lui, molti si stabilirono vicino al monastero così da formare una città che ora porta il suo nome.

Pieno di anni e di meriti S. Egidio verso la fine del secolo VIII volò al cielo a ricevere la corona dei Beati.
Più tardi, quando cioè i calvinisti profanavano con vandalico odio i santuari della Linguadoca, le preziose reliquie di S. Egidio vennero religiosamente trasferite a Tolosa ove si conservano con grandissimo onore, e la sua tomba è una fonte perenne di grazie e di miracoli.

PRATICA. Che vale all'uomo guadagnare tutto il mondo se poi perde l'anima sua?

PREGHIERA. Deh! Signore, ci renda accetti l'intercessione del beato abate Egidio, affinché quel che non possiamo coi nostri meriti, lo conseguiamo col suo patrocinio.

Buongiorno e buon martedì con questa cartolina dalle Eolie


 

lunedì 31 agosto 2026

Il saluto della dirigente scolastica Anna Bonarrigo: "Fiera di aver diretto l’I.C. Lipari “S. Lucia” e di aver contribuito alla sua crescita"

Carissimi ragazzi e ragazze,

c’è una cosa che insegna vivere e lavorare su un’isola: ogni partenza porta con sé il sapore di un arrivederci e il profumo del mare è l’elemento che unisce, anziché dividere.

Oggi è il mio ultimo giorno all’I.C. Lipari “S. Lucia” perché da domani sarò la Dirigente dell'I.C. "Secondo" di Milazzo, ma lascio a Lipari tre anni bellissimi della mia vita e del mio percorso professionale. Voi giovani delle isole avete qualcosa di unico, che vi distingue da chiunque altro: una forza tranquilla, una resilienza profonda che avete assorbito dal mare, e quel modo speciale di guardare l'orizzonte sapendo che il mondo è grande, ma che le vostre radici sono salde e preziose. Siete abituati ad adattarvi alle mareggiate, ai ritardi delle navi, agli spazi intimi dell'isola, e questo vi rende meravigliosamente unici. In questo tempo vi ho visti crescere, ridere nei corridoi, affrontare piccole e grandi sfide ed ognuno di voi mi ha insegnato qualcosa: mi avete ricordato ogni giorno perché questo lavoro è il più bello del mondo.

Studiate non per un voto, ma per essere liberi di scegliere la vostra strada, sia che vi porti lontano, sia che vi faccia tornare qui a costruire il futuro delle vostre isole. Non considerate mai l'isola come un limite o una periferia: per questo mi sono sempre battuta, perché meritate le stesse opportunità dei vostri coetanei. Essere nati e cresciuti qui vi dona uno sguardo unico sul mondo, una tempra speciale e una bellezza interiore che altrove non è facile coltivare. Portate questa appartenenza come un vanto e ovunque la vita vi condurrà imparate a brillare. Io vi porterò tutti nel cuore, uno per uno.

Voglio lasciarvi una raccomandazione che mi sta particolarmente a cuore: siate sempre fieri di essere isolani!

A voi collaboratrici, va il mio pensiero, voi che siete state il mio braccio destro e la mia bussola in questi tre anni all'I.C. "Lipari S. Lucia". Guidare una scuola complessa e articolata come la nostra, calata in una realtà unica, sarebbe stato impossibile senza il vostro supporto quotidiano, insostituibile e instancabile. Siete state il punto di raccordo perfetto tra la presidenza, il collegio docenti, le famiglie e gli studenti. Grazie ad Anna Grazia Travia per la puntualità, la visione organizzativa e la straordinaria capacità di prevenire e risolvere ogni criticità, presenza insostituibile; grazie a Rosetta Scardino per la disponibilità, l'empatia, l'attenzione al clima di scuola. Grazie a tutto lo staff ( Funzioni strumentali, Referenti d’Istituto, Coordinatori, referenti di plesso), insieme abbiamo condiviso non solo decisioni complesse, orari, emergenze e cattedre da incastrare, ma anche risate, sfoghi, momenti di sconforto e grandi soddisfazioni. Siete state molto più che collaboratrici: siete state una squadra vera, leali come poche e sempre animate da un sincero amore per la nostra scuola e per i nostri ragazzi.

Lascio Lipari sapendo di aver avuto al mio fianco professioniste/i eccellenti e persone straordinarie. Vi auguro di proseguire questo lavoro con la stessa passione e competenza di sempre.

Carissimi docenti, voi avete un privilegio: l’opportunità di formare i giovani delle isole. Fare i docenti a Lipari non è un lavoro come un altro. È una scelta di vita, è resistenza, è passione autentica. Significa educare ragazzi fantastici che crescono con lo sguardo rivolto al mare, abituati a dimensioni intime ma anche a isolamenti improvvisi; ragazzi che hanno bisogno di guide salde per imparare a guardare oltre l'orizzonte senza mai dimenticare il valore della propria terra.

In questi tre anni non siamo stati solo colleghi: siamo stati una squadra che ha remato nella stessa direzione, affrontando insieme le peculiarità di una scuola insulare, tra aliscafi persi, meteo incerto e una quotidianità che ha richiesto una flessibilità straordinaria sia per i residenti sia per i pendolari. Ho visto nei vostri sguardi la fatica, a volte, ma anche l’entusiasmo per le attività proposte, l’amore per i nostri studenti e le nostre studentesse e soprattutto, ciò che vi ha distinto, la dignità con cui avete interpretato la professione docente in un contesto così unico. Da domani inizio il mio servizio a Milazzo, ma porto via con me l’orgoglio di aver camminato al vostro fianco. Grazie per le discussioni costruttive, per l'ascolto, per l'ingegno e per l'umanità che avete messo in ogni singola ora di lezione e in ogni attività scolastica. Grazie per l’entusiasmo con cui avete accolto le mie proposte ed il supporto nei momenti di criticità. In questi tre anni abbiamo condiviso sfide complesse, momenti di crescita e importanti traguardi formativi. Avete condiviso la mia visione e siete stati preziose/i compagne/i di lavoro.  Ho avuto modo di apprezzare quotidianamente la vostra professionalità, la dedizione con cui vi prendete cura della formazione e del benessere dei nostri alunni e delle nostre alunne e lo spirito di adattamento essenziale nel nostro contesto insulare.

Vi ringrazio di cuore per il supporto, la collaborazione e la fiducia che mi avete accordato e vi auguro di proseguire con immutata passione questo straordinario cammino professionale.

Carissimi collaboratori scolastici e personale Amministrativo,

si dice spesso che la scuola la facciano i libri e le lezioni. Ma chi vive la scuola sa la verità: la scuola vive se ci siete voi. Desidero rivolgere a tutti voi un sentito ringraziamento per il lavoro svolto insieme durante questi tre anni. Sin dal primo giorno ho potuto contare sulla vostra collaborazione e sul vostro supporto. Il vostro contributo, spesso silenzioso ma indispensabile, garantisce ogni giorno il funzionamento della scuola, la sicurezza degli ambienti e l'accoglienza di studenti, personale e famiglie. Senza il vostro impegno quotidiano e la vostra disponibilità, nulla di ciò che realizziamo sarebbe possibile. Vi ringrazio per la cura, la pazienza e il supporto che mi avete dimostrato. Senza la vostra presenza discreta, operosa e calorosa, nulla avrebbe funzionato. Grazie per i cancelli aperti con un sorriso la mattina presto, per i corridoi tirati a lucido, per le carte risolte all'ultimo secondo, per quel caffè al volo nei momenti di corsa e per la pazienza infinita con cui avete ascoltato tutti, me compresa.

 Auguro a ciascuno di voi buon lavoro e un prosieguo di percorso sereno e ricco di soddisfazioni.

Carissima DSGA, carissima Susanna Rando, a te va il mio personale ringraziamento per la collaborazione prestata nel corso di questi due anni trascorsi insieme. La gestione amministrativa e contabile di un istituto scolastico, specialmente in un contesto insulare, richiede competenza, precisione e una forte sintonia operativa. La fiducia e la collaborazione tra di noi non sono mai mancate così come non sono mancate da parte tua dedizione, professionalità e costante supporto nella risoluzione delle tante questioni complesse che abbiamo affrontato. Ti ringrazio per la lealtà e lo spirito di squadra con cui hai affiancato la mia dirigenza e ti auguro il meglio per il prosieguo del tuo lavoro e per la crescita dell'istituto. Guidare una scuola è un'impresa complessa; farlo in una realtà insulare richiede qualcosa in più del semplice rispetto dei ruoli: richiede complicità, fiducia cieca e una buona dose di ironia nei momenti critici. In questi tre anni ho trovato in te non solo una professionista seria e instancabile, ma una sponda solida su cui poter contare. Abbiamo condiviso preoccupazioni, incastri di bilancio, emergenze dell'ultimo minuto e belle soddisfazioni.

Grazie per la lealtà, per la pazienza e per aver alleggerito il peso delle responsabilità con il tuo supporto quotidiano. Ti auguro il meglio, professionale e personale.

Carissimo Presidente, gentili componenti del Consiglio di Istituto, desidero esprimere a tutto il Consiglio di Istituto – rappresentanti dei docenti, del personale ATA e dei genitori – la mia profonda gratitudine per la proficua collaborazione e il costante dialogo costruttivo che hanno caratterizzato questo triennio. Abbiamo lavorato insieme con l'unico obiettivo di garantire un'offerta formativa di qualità, valorizzare le risorse della scuola e rispondere al meglio alle esigenze delle famiglie e del territorio eoliano. Tanti obiettivi, anche ambiziosi, sono stati raggiunti grazie al confronto costruttivo, al lavoro costante e al supporto reciproco. In questo percorso fatto insieme abbiamo dimostrato che quando scuola, famiglie e territorio dialogano con trasparenza e rispetto reciproco, i risultati arrivano.

Ringrazio i genitori per la fiducia e la vicinanza, i docenti e il personale ATA per la visione strategica e il Presidente per la guida equilibrata e sempre disponibile.

Sono fiera di aver diretto l’I.C. Lipari “S. Lucia” e di aver contribuito alla sua crescita. Lascio un istituto vivo, partecipe e forte. Vi auguro di continuare a custodire questo spirito di comunità in crescita con l'entusiasmo di sempre.

Un abbraccio a tutti. Abbiate cura di voi e della “nostra” scuola.

La vostra Dirigente

Anna Bonarrigo

Centro rifiuti a Panarea, scatta l'appello a Schifani. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 31 agosto 2026


 

Domani a Messina la consegna della targa a Elio Benenati per il salvataggio di due escursionisti a Pollara

Alle ore 12 il riconoscimento al capo servizio delle Riserve della Città Metropolitana di Messina per l’intervento di soccorso dello scorso 6 agosto a Salina

 

Si terrà domani 1 settembre, alle ore 12, a Palazzo dei Leoni, la cerimonia per il conferimento dell’encomio speciale a Elio Benenati, capo servizio delle Riserve della Città Metropolitana di Messina e responsabile della vigilanza della Riserva Naturale Orientata “Le Montagne delle Felci e dei Porri” di Salina.

Sarà il sindaco metropolitano di Messina Federico Basile a consegnare la targa, alla presenza del sindaco di Malfa Giuseppe Siracusano. Il riconoscimento è legato all’intervento di soccorso effettuato lo scorso 6 agosto a Pollara, nel territorio di Malfa, che ha condotto al salvataggio di due escursionisti stranieri che si erano trovati in una situazione di grave difficoltà.

Lipari, relazione dirigente certifica squilibrio finanziario. L'opposizione: "Gullo ha portato il Comune sull'orlo del baratro"

 COMUNICATO

COMUNE DI LIPARI, È ALLARME FINANZIARIO. LA RELAZIONE DEL DIRIGENTE CERTIFICA LO SQUILIBRIO: LA GESTIONE GULLO HA PORTATO IL COMUNE SULL’ORLO DEL BARATRO

Quello che temevamo è diventato realtà………

Il 28 agosto 2026, con nota prot. n. 35664, il Dirigente dei Servizi Finanziari del Comune di Lipari ha formalizzato una SEGNALAZIONE OBBLIGATORIA DI CRITICITA’/SQUILIBRIO FINANZIARIO ex art. 153 comma 6 DEL D. Lgs 267/2000.

Non è una dichiarazione dell'opposizione. Non è una valutazione politica. È un documento ufficiale del Comune. E quello che racconta è gravissimo.

Lo squilibrio relativo al Servizio Idrico Integrato viene quantificato in € 1.255.603,15, mentre per il servizio rifiuti viene evidenziata un'ulteriore situazione di squilibrio pari a € 243.953,63. A ciò si aggiungono la mancata copertura delle spese per le annualità 2026, 2027 e 2028, le criticità nella riscossione delle entrate proprie e ulteriori problematiche che, secondo il dirigente, compromettono gli equilibri finanziari dell’Ente.

E c’è un passaggio ancora più inquietante. Il dirigente ricorda che già il 17 giugno 2026 era stato depositato in Giunta il progetto di bilancio 2026-2028 con parere tecnico-contabile non favorevole, proprio a causa dello squilibrio del servizio idrico, già segnalato nel febbraio scorso e nel frattempo aggravatosi con quello dei rifiuti.

Eppure, per quanto risulta dalla stessa relazione, il Consiglio comunale non è stato informato di questa situazione.

Perché si è arrivati a formalizzare oggi una situazione che, almeno per quanto riguarda il servizio idrico, era già stata evidenziata mesi fa? Perché il Consiglio comunale, che rappresenta i cittadini, non è stato immediatamente messo nelle condizioni di conoscere la reale situazione finanziaria dell’Ente?

Sono domande alle quali il sindaco Gullo e la sua Amministrazione devono rispondere pubblicamente e senza più nascondersi dietro slogan e proclami.

Perché noi, già dopo l'approvazione dell'ultimo bilancio di previsione, nel settembre 2025, avevamo sollevato dubbi sulla sua attendibilità e sulle coperture delle annualità successive.

Durante l’approvazione del bilancio di previsione 2025 ci hanno raccontato che tutto andava bene.

Noi, invece, avevamo semplicemente detto una cosa: quel bilancio approvato nel settembre 2025 presentava criticità e coperture che, soprattutto per le annualità successive, apparivano tutt'altro che attendibili.

Ci accusarono di ostruzionismo. Oggi scopriamo che non era ostruzionismo. Era esperienza. Era competenza. Era preoccupazione per i conti del Comune.

Oggi sono gli atti ufficiali a dirci che quei dubbi erano fondati e che avevamo ragione.

E il quadro è ancora più preoccupante perché la relazione richiama anche debiti fuori bilancio, sentenze esecutive, procedure espropriative e spese sostenute senza preventivo impegno, oltre a ulteriori situazioni che potrebbero produrre nuovi squilibri.

Dopo più di quattro anni di amministrazione Gullo, il Comune non solo non è finanziariamente risanato, ma è addirittura peggiorato. La realtà descritta dal Ragioniere Generale è drammatica.

E la cosa politicamente più grave è che questa situazione sia stata portata alla luce solo adesso, quando non è più possibile farne a meno.

E soprattutto il Consiglio comunale viene chiamato ad intervenire entro 30 giorni per il riequilibrio. Ma intervenire come? Dove sono le proposte consiliari per intervenire? Come pensa il sindaco Gullo di evitare il default?

È una situazione gravissima che può avere conseguenze pesanti sulla capacità del Comune di garantire servizi, assumere impegni e sostenere nuove spese.

Quando un dirigente finanziario è costretto a formalizzare una segnalazione obbligatoria di squilibrio, la politica ha il dovere di smettere di raccontare favole e cominciare a dire la verità ai cittadini. È il momento di dire ai cittadini la verità sui conti del Comune.

Chiederemo al sindaco Gullo di riferire immediatamente al Consiglio comunale:

come si sia arrivati a questo squilibrio;

perché le criticità evidenziate già nei mesi scorsi non siano state portate tempestivamente all’attenzione del Consiglio;

quali responsabilità politiche e amministrative abbiano determinato questa situazione;

quali siano le misure concrete che l’Amministrazione intende adottare per riequilibrare i conti;

e soprattutto chi dovrà pagare il conto di questa gestione;

chi pagherà gli errori di questa Amministrazione?

Per un anno ci hanno detto che eravamo noi il problema e che eravamo stati noi a causare i ritardi nell’approvazione dell’ultimo bilancio.  

Oggi, un anno dopo ma stesso periodo, il problema è scritto nero su bianco in una relazione del Comune. E quella relazione porta una firma, non quella dell’opposizione.

Adesso il sindaco Gullo non può più accusare nessuno di ostruzionismo.

Deve spiegare ai cittadini perché il Comune di Lipari è arrivato a questo punto e come intende tirarlo fuori dalla palude in cui è precipitato.

E c’è poi un’altra questione che non possiamo ignorare: il ruolo del Commissario ad acta Angelo Sajeva, nominato dalla Regione Siciliana con Decreto Assessoriale n. 207 del 27 aprile 2026.

Il decreto gli attribuisce specifici poteri di impulso, sollecitazione e, ove necessario, sostituzione, estesi anche alla salvaguardia degli equilibri di bilancio.

E allora chiediamo: che cosa ha fatto il Commissario Sajeva?

Già il 17 giugno 2026 era stato depositato uno schema di bilancio 2026-2028 con parere tecnico-contabile non favorevole proprio a causa dello squilibrio del servizio idrico. Eppure, a distanza di oltre due mesi, siamo arrivati alla formale segnalazione di uno squilibrio superiore a 1,2 milioni di euro, aggravato da ulteriori criticità.

La domanda è ancora più doverosa se si considera quanto accaduto lo scorso anno: il Commissario allora nominato, proprio in prossimità dell’approvazione del bilancio, assegnò al Consiglio comunale appena cinque giorni per procedere all’approvazione.

Oggi siamo nuovamente a settembre: cosa ha fatto, invece, il Commissario Sajeva in questi mesi per sollecitare l’Amministrazione Gullo?

Perché lo scorso anno si è mostrata tanta urgenza nei confronti del Consiglio comunale, mentre oggi, nonostante uno schema di bilancio già formalmente critico dal 17 giugno e una situazione finanziaria evidentemente aggravata, non sembra essere stata esercitata la stessa pressione nei confronti dell’Amministrazione?

Dov’era il Commissario? Ha sollecitato il Sindaco e la Giunta? Ha esercitato i poteri che la Regione gli ha conferito?

Sono domande alle quali Sajeva dovrà rispondere. Anche il Commissario dovrà rendere conto del proprio operato, e se necessario farlo davanti al Consiglio comunale.

Perché il Commissario non può essere un semplice spettatore dell’inerzia dell’Amministrazione Gullo. Nessuno può chiamarsi fuori: né Gullo, né chi aveva il compito di intervenire.

I Consiglieri Comunali

Gaetano Orto, Lucy Iacono, Giorgia Santamaria, Raffaele Rifici, Adolfo Sabatini, Cristina Dante, Angelo Portelli





Primo capitolo Naikryes - Terra abbandonata dagli dei: Video ringraziamenti delle gemelle Cirino, autrici del voume

Eolienews ricorda Marco Del Bono

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Ginostra, la scuola riapre dopo 20 anni in un immobile della parrocchia. L'Ansa del direttore Sarpi

Frequentata da una sola alunna di sei anni in prima elementare


Lipari, Agosto 31 (ANSA) Sarà un immobile della parrocchia di San Vincenzo Ferreri ad ospitare, dal 10 settembre, la scuola primaria di Ginostra, borgo dell’isola di Stromboli, nelle Eolie. A frequentare la prima classe sarà Aisha, unica alunna della frazione, che ha compiuto sei anni a giugno.

L’edificio, recentemente ristrutturato, sarà concesso in comodato d’uso gratuito senza limiti di durata, grazie a un accordo tra Comune di Lipari e l'Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.

L’attivazione della sezione era stata richiesta l’8 gennaio dalla giunta municipale di Lipari all’Ufficio scolastico provinciale di Messina, con il via libera regionale arrivato il 19 gennaio.

Ginostra torna così ad avere una scuola dopo venti anni di chiusura. (ansa)


Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca: Una dimostrazione popolare a Lipari (Corriere della sera 1.09.1926)

Una dimostrazione popolare a Lipari

Per protestare contro il ripristino a Lipari del domicilio coatto hanno avuto luogo in quella località delle dimostrazioni alle quali ha partecipato tutta la popolazione. Domenica, parecchie centinaia di donne si recarono nei pressi dei fabbricati già destinati a caserme dei coatti scoperchiandone il tetto e disperdendone i materiali. La manifestazione si è fatta sempre più clamorosa, ma per fortuna non si è avuto a deplorare alcun eccesso contro le persone. Ieri da Messina sono partiti quattrocento uomini ed alcune torpediniere per assicurare la tutela dell’ordine, che non è stato ulteriormente turbato. Dopo l’arrivo dei rinforzi si procedette all’arresto di una ventina di persone, tra le quali è il dott. Di Mauro ex-consigliere provinciale del mandamento.

Ecco una bella occasione per conoscere il territorio di Quattropani e degustare pietanze eoliane in occasione dei festeggiamenti della Madonna della Catena di Chiesa Vecchia



Oggi, 31 agosto, San Raimondo Nonnato

S. Raimondo, soprannominato Nonnato (non nato) perchè venuto alla luce mediante operazione medica dopo la morte della madre, nacque nella Catalogna l'anno 1204 da nobile famiglia. Suo padre, dopo avergli per qualche tempo permesso di attendere agli studi, all'improvviso lo mandò a lavorare i campi.

Raimondo approfittò di questa solitudine per impiegare maggior tempo nell'orazione e per meditare le verità della fede. Visitava spesso una chiesa nella quale si venerava un'immagine della SS. Vergine verso cui fin dall'infanzia professava tenerissima devozione, ed a cui si raccomandava affinché gli facesse conoscere lo stato di vita che doveva eleggere. Dopo aver molto pregato, si sentì ispirato ad entrare nell'ordine della Beata Vergine della Mercede, fondato da poco tempo da San Pietro Nolasco. A questo scopo si portò a Barcellona dal suddetto S. Pietro Nolasco, generale dell'ordine, e dalle sue mani ottenne l'abito religioso. In questo istituto fece tanto progresso nel cammino spirituale, che dopo qualche anno di professione, fu giudicato degno di esercitare l'ufficio di redentore degli schiavi.


San Raimondo Nonnato
titolo San Raimondo Nonnato
autore Antonio del Castillo y Saavedra anno 1640-1650


Andato ad Algeri, dopo aver dato tutto il denaro per il riscatto degli schiavi, diede se stesso in ostaggio per ottenere la liberazione di quei cristiani, che correvano il pericolo di rinunziare alla loro fede. Però il suo generoso sacrificio non servì che ad irritare maggiormente i maomettani, i quali lo trattarono con tanta crudeltà che poco mancò non morisse fra le loro mani. Ma essendone stato avvertito il governatore della città, per paura che venendo a morire, perdesse la somma per cui era tenuto in ostaggio, proibì di maltrattarlo eccessivamente e minacciò di far pagare la somma che gli aspettava per il suo riscatto a coloro che l'avrebbero fatto morire. Avuta la libertà di girare per la città di Algeri, Raimondo se ne servì per visitare i cristiani e consolarli: e convertì pure al Cristianesimo parecchi mussulmani.

Cristo incorona San Raimondo Nonnato
titolo Cristo incorona San Raimondo Nonnato
autore Diego Gonzáles de Vega anno 1673

Avendo saputo questo, il governatore ne concepì tanto sdegno che, trasportato dall'ira, condannò il Santo ad essere impalato. S'interposero però quelli che erano interessati al commercio degli schiavi ed ottennero che gli fosse cambiata la pena con una lunga ed aspra flagellazione. Ciononostante Raimondo continuò a operare delle conversioni. Questa volta però il governatore non solo lo fece battere e frustare, ma lo fece condurre per le vie della città carico di catene, poi chiamò un carnefice che gli trapassò le labbra e gliele chiuse con un lucchetto, dandone la chiave in consegna al giudice. Così Raimondo fu ridotto al silenzio e poteva aprir bocca soltanto nelle ore di refezione. Stette così in prigione otto lunghi mesi, finchè S. Pietro Nolasco ebbe mandato il denaro per il riscatto.

Martirio di San Raimondo Nonnato
titolo Martirio di San Raimondo Nonnato
autore Vincenzo Carducci anno XVI-XVII sec.
Il Pontefice Gregorio IX, per onorare questo confessore di Cristo, lo creò cardinale. Ritornato a Barcellona nel suo convento, volle vivere da semplice religioso, fino al giorno in cui lasciò questa terra per volare a ricevere il premio, il 31 agosto 1240.

PRATICA Facciamo qualche sacrificio per i nostri fratelli.


PREGHIERA. Dio, che rendesti mirabile il tuo beato confessore Raimondo nel liberare i tuoi fedeli dalla cattività degli empi, concedici per sua intercessione, che sciolti dai lacci dei peccati, compiamo con libertà di spirito la tua volontà.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Cardona in Catalogna, san Raimondo Nonnato, che fu tra i primi compagni di san Pietro Nolasco nell'Ordine della Beata Maria Vergine della Mercede e si tramanda che abbia molto patito in nome di Cristo per la liberazione dei prigionieri.

Buongiorno e buon lunedì con questa cartolina dalle Eolie


 

domenica 30 agosto 2026

Lipari, rischio allagamenti per i pozzetti ostruiti. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 30 agosto 2026


 

Centenario viola. Intervista de "La Nazione" a Riganò, il bomber della rinascita: "Una responsabilità enorme. Questa sarà sempre casa mia"

Intervista all’attaccante di Lipari che fu il trascinatore della Florentia Viola dalla C2 alla serie A. La forza del gruppo e l’esperienza di Mondonico: "Con lui un rapporto schietto e sincero"


Firenze, 29 agosto 2026 – Nell’estate del 2002, dalle ceneri del fallimento dell’ACF Fiorentina, nacque la Florentia Viola in Serie C2. Per l’attacco, la dirigenza doveva scegliere il bomber a cui affidare la rinascita: il duello di mercato fu tra Giovanni Prisciandaro e Christian Riganò. La scelta cadde sul bomber di Lipari, reduce da 27 gol con il Taranto. Fu l’inizio di una favola straordinaria, fatta di gol a grappoli, una doppia promozione fulminea fino alla Serie A sotto la guida di Emiliano Mondonico e un amore viscerale per la città, tanto da spingere Riganò a stabilirsi a Firenze a fine carriera.

Bomber, partiamo dall’estate 2002. Cosa la convinse a firmare?

"La risposta è semplice: la storia. Quando ti chiama una piazza come Firenze, la categoria non conta più. Sapevo che la città stava soffrendo per un’ingiustizia enorme, il fallimento era una ferita aperta. Per me, che avevo passato anni tra i dilettanti e sui pontili a fare il muratore, quella chiamata rappresentava l’occasione della vita. Non ho pensato ai rischi, ho pensato solo che avrei indossato una maglia gloriosa. C’era un popolo intero da trascinare e io avevo una fame incredibile di gol e di riscatto".

l ds Giovanni Galli la scelse dopo una lunga riflessione, preferendola a Giovanni Prisciandaro, un altro bomber di culto della categoria…

"Galli cercava un uomo d’area che potesse caricarsi sulle spalle l’intero peso dell’attacco e della rinascita. Mi dette fiducia totale e io volevo ripagarla a ogni costo. Quella scelta per me fu uno stimolo enorme. Sentivo la responsabilità di dimostrare che il direttore non si era sbagliato. Quando entravi al “Franchi” in C2 e vedevi trentamila persone sugli spalti, capivi che non potevi fallire".

E di gol ne fece tantissimi: 30 in quel campionato di C2.

"Ricordo l’affetto incredibile della gente. Viaggiavamo su campi di ’periferia’, stadi minuscoli, ma i nostri tifosi erano sempre lì. Sentivamo l’obbligo di vincere ogni singola partita. Il gol più bello fu l’ultimo, quello della festa, ma l’emozione più grande era vedere i bambini con la maglia della Florentia Viola. Stavamo ricostruendo l’orgoglio di una città. È stata un’annata magica, faticosa ma indimenticabile".

Poi l’estate successiva, la Figc vi catapulta in Serie B.

"Fu uno shock positivo, ma anche una complicazione. Eravamo partiti per la C1 e ci ritrovammo in una Serie B a 24 squadre, un campionato infinito e massacrante. L’inizio fu difficile, la squadra doveva assestarsi e la maglia della Fiorentina, tornata finalmente col suo nome e i suoi colori, pesava il doppio. Io però non mi sono spaventato. Ho continuato a fare quello che sapevo fare meglio: lottare in mezzo e fare gol: 23 alle fine".

A metà stagione arriva in panchina Emiliano Mondonico…

"Il mister è stato fondamentale. Un uomo di calcio vero, genuino, che sapeva toccare le corde giuste nello spogliatoio. Mondonico ci ha dato la serenità e la concretezza che ci mancavano. Capiva i giocatori come pochi altri. Con me aveva un rapporto schietto, da uomo a uomo. Mi diceva sempre: “Tu pensa a stare in area, che la palla arriva”. Ha saputo compattare il gruppo nei momenti difficili. Se siamo arrivati allo spareggio lo dobbiamo alla sua saggezza e alla sua capacità di leggere i momenti".

La promozione in Serie A arriva proprio attraverso il doppio spareggio contro il Perugia. Cosa si prova a riportare la Fiorentina nel massimo campionato da capitano?

"Un orgoglio indescrivibile. Lo spareggio è stata una sofferenza pura. All’andata vincemmo a Perugia con un gol di Enrico Fantini. Al ritorno l’atmosfera era surreale. Quando l’arbitro ha fischiato la fine dell’1-1, è stata una festa incredibile. Vedere la gente piangere di felicità sugli spalti mi ha fatto capire cosa avevamo fatto. In due anni avevamo cancellato l’inferno e riportato Firenze dove meritava. Io ero il capitano di quella rinascita, un ex muratore venuto da Lipari...".

La sua carriera l’ha portata lontano da Firenze, ma il suo legame con la città non si è mai spezzato.

"Firenze mi ha adottato. Quando sono arrivato ero un calciatore stimato, quando me ne sono andato ero uno di loro. Il legame calcistico è diventato un legame di vita. Qui la gente mi rispetta non solo per i gol, ma per l’impegno e il sudore che ho sempre speso per questa maglia. Ho girato tanto, ma il mio cuore è rimasto sempre qua. I fiorentini sono passionali, esigenti, ma sanno darti un amore immenso se dimostri attaccamento".

Cosa significa per lei vivere a Firenze oggi?

"Camminare per strada e sentirmi a casa, circondato dall’affetto di una tifoseria che non dimentica chi ha sputato sangue per i colori viola. È la mia città".

Come eravamo, luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (120° puntata) Porto Pignataro...così iniziò tutto


Prendiamo spunto da questo scritto e da questa foto, pubblicati dal caro Sandro Saccheri, per ricordare sia il periodo in cui prese il via l'assistenza alle imbarcazioni da diporto a porto Pignataro, sia il caro Antonio (Stecca) Pellegrino. 

Scrive Sandro Saccheri su fb: "Il Trio di Pignataro quando si prendeva conto anche dei figli dei clienti ricordi che nessuno ci può togliere Antonio, Stecca, Sandro ci siamo inventati il primo vero servizio per il turismo Nautico: Ormeggio,assistenza, salvataggio,lavanderia,ghiaccio,acqua,sempre con gentilezza e professionalità. Oggi è una Marina attrezzata ma tutto iniziò negli anni settanta/ ottanta".


 

Nave dei rifiuti ai lavori: Preoccupazione a Panarea

 La notizia che la nave dei rifiuti dovrà andare ai lavori per due giorni, interrompendo, di conseguenza, il servizio, tra creando una certa apprensione a Panarea. 

Nonostante non ci sia il boom dei giorni, l'isola è abbastanza frequentata e la produzione dei rifiuti ancora notevole. Per questo il fermo, di due giorni, della nave desta una certa preoccupazione, sia dal punto di vista della salubrità che dell'immagine. 

Sembrerebbe si stia "studiando" di utilizzare le navi di linea: una soluzione che si prospetta complessa e che, se attivata, potrebbe non risolvere la problematica.