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venerdì 4 settembre 2026
Colpo di scena nella morte di Melisa: E' omicidio
(fonte: gazzettadelsud.it) (di Antonio Sangiorgi) Ad uccidere la donna sarebbe stato un 44enne tunisino che, nel momento in cui ha confessato, si trovava in carcere per altra causa
Colpo di scena nelle indagini sulla morte della 40enne argentina Melisa Echevarria, il cui corpo era stato ritrovato il 14 agosto in un cortile della via La Farina. In un primo momento, l'autopsia aveva escluso la morte violenta ma le successive indagini della squadra mobile di Messina hanno consentito di fare piena luce sull'accaduto. In realtà la sudamericana sarebbe stata strangolata ma sul suo corpo in decomposizione non ci sarebbero stati segni evidenti di violenza, così come del resto aveva rivelato l'autopsia eseguta al Piemonte dal medico legale incaricato dalla procura di Messina, il dottore Giovanni Andò.
Ad uccidere la donna sarebbe stato un 44enne tunisino che dagli elementi raccolti sarebbe stata l'ultima persona a vedere in vita la Echevarria. Messo alle strette dagli investigatori avrebbe confessato di aver ucciso la donna argentina, probabilmente al culmine di una lite.
Il tunisino, peraltro, ha diversi precedenti alle spalle e recentemente è stato ritenuto responsabile di altri reati come “maltrattamenti contro familiari o conviventi”, “lesioni personali” e “violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa”. Quando è stato interrogato era in carcere per altri motivi, in quanto arrestato a Giardini Naxos per “maltrattamenti contro familiari o conviventi”, “lesioni personali” e “violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa”.
Era subito apparso chiaro che al momento del decesso, anche per la posizione del corpo, la sudamericana non fosse da sola e che chi poteva aiutarla fosse scappato. Toccherà adesso alla procura, che lo scorso mese, aveva aperto un'inchiesta decidere se si sia trattato di omicidio volontario o preterintenzionale.
Per ulteriori esami, invece, si potrebbe decidere di estumulare la salma che si trova nel cimitero di Lipari dove è stata sepolta.
Il poeta eoliano Cortese è stato tradotto in danese e partecipa con un suo componimento al Viborg Animation Festival in Danimarca
Eolienews ricorda Lino Ferlazzo
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Oggi, 4 settembre: Santa Rosalia
Conoscendo il pregio della verginità, generosamente si consacrò tutta al suo sposo Gesù, mantenendosi illibata per tutta la sua vita. Crescendo negli anni e venendo a conoscere quanto perfido sia il mondo e quanto difficilmente un giglio possa conservarsi intatto tra il fango, fuggì dalla casa paterna e si ritirò in una grotta nei crepacci del monte Quisquina presso Palermo, per darsi all'unione perfetta col suo Sposo Celeste.

titolo Santa Rosalia incoronata dagli angeli
Solo una pastorella conosceva il luogo del rifugio di Rosalia ed ogni giorno le portava pane e latte. P difficile esporre a quali aspre penitenze e digiuni si sottopose Rosalia. Si vede ancora la grotta in cui dimorava. Vi si scende per una scala come in un sepolcro: umida, oscura. Si conserva tutt'ora la pietra su cui riposava la Santa e sul muro si vedono scolpite queste parole: Io, Rosalia, figlia di Sinibaldo, signore di Quisquina e di Rosa, per amore del Signore mio Gesù Cristo scelsi di abitare in questa grotta ».
Non vi restò però molto tempo perché avvisata dal suo Angelo che se ivi fosse restata presto sarebbe stata trovata dai suoi genitori, si diresse verso il monte Pellegrino. Sulla sommità del monte gli Angeli le indicarono una grotta che aveva un'apertura appena sufficiente per entrarvi. La luce, penetrando in essa, ne rischiarava le nere pareti; il suolo era talmente bagnato che a stento Rosalia trovò un angolo dove riposarsi senza sprofondare nel fango.
D'allora in poi il Signore si degnò di glorificare la Santa con ripetuti miracoli e il culto di lei andò sempre più crescendo nella città di Palermo e fuori, tanto che quando la Sicilia nel 1625 fu desolata dalla peste, con voce unanime quel popolo si volse a S. Rosalia, trasse le sue reliquie dalla cattedrale, le portò processionalmente per la città ed il terribile morbo parve.
PREGHIERA. Esaudiscici o Dio, nostro Salvatore affinché come ci rallegriamo per la festa della beata vergine Rosalia, così veniamo ammaestrati nella vera devozione.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Palèrmo il natale di santa Rosalia, Vergine Palermitana, discendente dal sangue regale di Carlo Magno, la quale, per amore di Cristo, fuggì il principato paterno e la reggia, e, solitaria nei monti e nelle spelonche, menò una vita celeste.
(LA) « Ego Rosàlia Sinibaldi Quisquinae Et Rosarum Domini Filia Amore D.ni Mei Iesu Christi In Hoc Antro Habitari Decrevi »
(IT) « Io Rosalia di Sinibaldo, figlia del Signore della Quisquina e del Monte delle Rose, per amore del mio Signore Gesù Cristo, ho deciso di abitare in questa grotta »
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