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venerdì 4 maggio 2018

Statuto speciale da "fortuna" a "rovina" (di Luca Chiofalo)

In Sicilia, dice la Corte dei conti, il rapporto numerico fra dipendenti comunali e popolazione supera del 45% la media nazionale. La beffa (oltre al danno) è che i comuni siciliani neanche funzionano: efficienza e servizi prestati ai cittadini sono pessimi.
Comunque, dobbiamo “stabilizzare”, cioè assumere, perché il “posto pubblico” (a vita), in Sicilia, è un diritto che prescinde merito, capacità finanziaria e necessità. Le inutili posizioni lavorative precarie, “oppio dei siciliani”, create ad arte ed a uso elettorale, prima o poi, raggiungono il traguardo dell’agognato posto garantito e pubblico. Secondo l’ultima legge di bilancio regionale, che rimanda riforme e tagli necessari per “regalare” soldi che non ci sono, vi sarebbe l’intenzione di assumerne altri 13000, in spregio ai conti in dissesto e ad una tassazione insostenibile (che non può calare se aumentiamo la spesa corrente pagando stipendi). L’antico vizietto dell’assistenzialismo irresponsabile c’è a destra come a sinistra e finirà per tirare a fondo anche la (sopravvissuta) parte sana e produttiva (privata) di questa disgraziata regione.
Nell’esclusivo interesse di classi dirigenti avide e sconsiderate, è stato fatto scempio dello statuto speciale accordatoci, che doveva essere una “fortuna” ed invece è diventato strumento di rovina.
Vergogna!!!
Luca Chiofalo

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