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giovedì 4 marzo 2010

Lipari: Centorrino sollecita il ripristino della "linea di mezzeria" sulle strade

E' indirizzata al Sig. Sindaco del Comune di Lipari e al Comandante della Polizia Municipale del Comune di Lipari- Ufficio Controllo del Territorio l'interrogazione del consigliere comunale Rosario Centorrino avente per oggetto: Segnaletica stradale - Ripristino “linea di mezzeria”.
IL TESTO:
Come esposto in oggetto, intendo segnalare l’importanza del ripristino della “linea di mezzeria” lungo le strade che collegano le varie frazioni e contrade dell’isola di Lipari, la cui assenza rende pericolosa la circolazione.
Inoltre, considerato che in alcuni periodi dell’anno le zone alte dell’isola sono interessate dalla presenza di nebbia, per diverse ore della giornata, la linea di mezzeria sulla carreggiata garantirebbe maggior sicurezza a tutti gli automobilisti.
Pertanto, chiedo alle SS.LL., nonostante alcune strade non appartengano al demanio comunale, di intervenire presso gli organi competenti, affinché, in tempi brevi, si possa provvedere a risolvere il problema. Si richiede risposta scritta.
Cordiali saluti.
Lipari, lì 04/03/2010
Il Consigliere Comunale
Rosario Centorrino
Vi ricordiamo che alle notizie di eolienews si può accedere anche attraverso il sito www.liparinet.it
Per questo un grazie va a Massimo
Eolienews sempre più in crescita nel numero delle visite e sempre più internazionale.
Ieri, attraverso la società che monitorizza gli accessi (schermata in basso a destra di questa pagina), abbiamo avuto un accesso dal Tagikistan.
Con questo Stato salgono a 127 i paesi dai quali qualcuno, almeno una volta, si è collegato al nostro sito d'informazione.

Tirrenia/Siremar. FedermarCisal indice quattro giornate di sciopero

COMUNICATO
E’ oramai improcrastinabile che il Governo istituisca una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio sul delicato processo di privatizzazione del Gruppo Tirrenia.
La disomogeneità nelle procedure avviate non garantisce, a nostro avviso, la giusta salvaguardia dei livelli occupazionali.
L’assenza di una regia centrale fa sì che, come da noi da tempo paventato, si proceda in maniera diversificata con Toscana, Sardegna: Campania, che ancora non hanno avviato con le parti sociali alcun confronto sull’occupazione e con Fintecna dall’altro lato che già sta provvedendo all’esame delle circa sedici manifestazioni di interesse pervenute per Tirrenia e Siremar.
Uno scenario che vede assente l’attore principale: il SINDACATO.
Desta ulteriore preoccupazione la nebulosa solidità finanziaria di alcuni dei Soggetti, che da soli o in cordata, hanno manifestato l’interesse all’acquisizione delle Società Regionali e della Tirrenia/Siremar.
A questo punto la Federmar Cisal il 25 febbraio u.s. aveva dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale, marittimo e amministrativo dell’oramai ex Gruppo Tirrenia, invitando la Presidenza del Consiglio ad assumere urgentemente la guida di questo processo con un corretto rapporto istituzionale con le parti sociali, al fine di evitare un ulteriore bagno di sangue all’occupazione marittima.
Ad oggi, continua l’assenza di qualsiasi iniziativa da parte del Governo, mentre le procedure di privatizzazione vanno avanti con rapidità e l’Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione verso l’Italia sul tema.
La Federmar Cisal di fronte a tanta irresponsabilità dal punto di vista occupazionale, è costretta a dichiarare nel rispetto della L. 146/90 e successive modificazioni il seguente calendario di scioperi del personale navigante ed amministrativo:
12 aprile 2010 24 ore
03 maggio 2010 24 ore
24 maggio 2010 24 ore
15 giugno 2010 24 ore
Saranno in quelle giornate assicurati i servizi essenziali previsti a garanzia della mobilità da e per le isole italiane."

Lipari: Spaccio di sostanze stupefacenti Tre condanne e una assoluzione

(Leonardo Orlando-Gazzetta del Sud) Il giudice dell'udienza preliminare, Maria Tindara Celi, su richiesta del pubblico ministero Michele Martorelli, ha condannato nel processo col rito abbreviato tre giovani residenti a Lipari perché riconosciuti responsabili di possesso ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Virgilio Cardi, 24 anni, un manovale originario di Catania, stabilitosi sull'isola, che è stato condannato a 3 anni di reclusione e al pagamento di 20 mila euro di multa e che resta ancora agli arresti domiciliari.
Ieri infatti, al termine dell'udienza, il giudice ha respinto la richiesta di remissione in libertà. A pene inferiori, con la concessione del beneficio della sospensione condizionale, sono stati condannati Andrea Mantineo, 23 anni di Lipari, 1 anno e 2 mesi di reclusione e ad una multa di 8 mila euro, e Giacomo Casamento 25 anni, anche lui di Lipari, condannato a 6 mesi di reclusione e alla multa di 3 mila euro. Assolta, invece, perché il fatto non sussiste l'unica donna del gruppo, Manuela Paternità Barbino, 22 anni, originaria di Milazzo e residente alle Eolie.
Il gruppo di giovani eoliani era accusato di aver detenuto ai fini dello spaccio in tre diversi episodi tra dicembre 2008 e gennaio 2009 123 grammi di marijuana; mentre nell'agosto 2008, per il solo Casamento, una modica quantità di cocaina.
I difensori, gli avv. Francesco Rizzo, Saro Venuto, Gaetano Orto e Luca Frontino, hanno annunciato ricorso in Appello contro la sentenza di condanna sostenendo che non si trattava di spaccio

Regione. Approvati articoli del "piano casa". Niente "delocalizzazione" della cubatura. Sui centri storici si interverrà con altra legge

Approvati dall'Ars gli articoli del Piano Casa. Poco prima che si procedesse alla votazione dell'ultimo articolo, a conclusione di un lungo e infuocato dibattito, durato sette ore, non hanno partecipato i deputati del Pdl e dell'Udc, compreso il presidente della commissione Ambiente, Fabio Mancuso, che hanno abbandonato l'aula per protesta, definendo il provvedimento in esame un incentivo alla cementificazione selvaggia della Sicilia. Inoltre, il presidente del gruppo parlamentare del Pdl, Innocenzo Leontini, nell'annunciare l'abbandono dell'aula da parte delle opposizioni ha convocato per questa mattina una conferenza stampa, nel corso della quale intende illustrare i motivi alla base della protesta. Nella seduta di ieri, peraltro, tutti gli articoli aventi riferimento a ipotesi di sanatorie o di carattere strettamente urbanistico, sono stati stralciati e inviati in commissione per essere inseriti in un nuovo disegno di legge di riforma urbanistica. Le norme approvate, pertanto, ad eccezione dell'art. 10 concernente la costruzione di parcheggi sotterranei, sono in linea con il testo relativo all'accordo Stato-Regioni sul Piano Casa. D'altronde, a inizio di seduta, era stato proprio il capogruppo dell'Udc, Rudy Maira, a chiedere il ritiro di tutti gli emendamenti non in linea con il testo base sul Piano Casa, rimandando le norme ritirate ad un testo unico sull'urbanistica e l'edilizia da elaborarsi a breve. La proposta è stata condivisa dal capogruppo del Pdl-Sicilia, Giulia Adamo. E il presidente della commissione Ambiente, Mancuso, che a nome del Pdl aveva presentato un emendamento per consentire interventi di ampliamento anche nei centri storici, avendo al tempo stesso ottenuto anche l'impegno del presidente del gruppo parlamentare del Pd Antonrllo Cracolici, che in commissione Ambiente si sarebbe subito affrontato il problema, lo ha ritirato. Contro il ritiro si è invece espresso il deputato Toto Cordaro che ha contestato a Mancuso di avere agito senza un confronto preventivo con l'Udc che aveva condiviso l'emendamento. Il dibattito è, quindi, proseguito sugli emendamenti del governo che estendono i benefici del Piano Casa agli immobili adibiti ad attività artigianali e industriali, purché inseriti nei consorzi Asi e nelle aree D. Contro questo emendamento, protestando perché ne verrebbero esclusi i piccoli comuni, ha protestato e votato contro, l'on. Cateno De Luca, che è anche sindaco di Fiumedinisi.
La votazione finale si svolgerà a conclusione della seduta di martedì, dopo che gli uffici dell'Ars avranno collazionato il testo, i cui articoli sono stati più volte riscritti durante il dibattito d'aula. «Voteremo contro questa legge - ha dichiarato Rudy Maira - che del Piano Casa porta solo il nome ma in realtà è diventata una cosa diversa. Abbiamo detto che ci opponevamo ad una legge che divenisse il pretesto per stimolare affari e coprire interessi. Non possiamo che essere consequenziali davanti a quello che sta succedendo in Aula. Stasera è passato anche ciò che ritenevamo impossibile: l'allargamento dei benefici per gli immobili adibiti ad attività artigianali ed industriali gestiti dai consorzi Asi e nelle aree D. Questo Piano Casa ormai è stravolto ed ha perso lo spirito iniziale, nell'ignavia del presidente Lombardo». «Il nostro partito - ha detto ancora Maira - non si oppone certo alle norme che diano impulso all'economia ed alle categorie produttive, ma al modo con cui nel Pd e nella rabberciata maggioranza del presidente della Regione si dia vita ad un'azione che consentirebbe "interessi e affari" attorno al Piano casa».
«Il Piano Casa - ha dichiarato la capogruppo del Pdl-Sicilia Giulia Adamo - così come sarà esitato dall'Aula rappresenta una vittoria su tutti i fronti. Abbiamo mostrato fermezza e coesione nel chiedere e ottenere l'estensione dei benefici di legge anche per le attività produttive, onestà e lealtà alla linea di rigore posta in essere correttamente dal governo regionale, ritirando come concordato tutti gli emendamenti, e infine siamo riusciti a smascherare tutti coloro che, abbandonando lïaula e non accettando il confronto democratico, hanno dimostrato di avere come unico scopo quello di far deflagrare la maggioranza e non, invece, contribuire a produrre una legge utile ai siciliani. Sempre più "lealisti" ai propri interessi e sempre meno a quelli della Sicilia. Con il varo del Piano Casa - ha concluso l'Adamo - abbiamo dato una risposta convincente ed efficace ad una esigenza concreta della Sicilia: rivitalizzare un settore fondamentale della nostra economia, quale quello dell'edilizia, coniugando lïattenzione e la salvaguardia del territorio all'esigenza di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente».

La processione e i festeggiamenti per San Bartolomeo a Sydney (segue domani)

La processione e i festeggiamenti per San Bartolomeo a Sydney (Australia) il 21 febbraio scorso.
Pubblichiamo altre 8 foto tra quelle inviateci da Josie Merlino.
Le foto si ingrandiscono cliccandoci sopra.



































mercoledì 3 marzo 2010

Vendesi Acquacalda... (II parte) di Marco Saltalamacchia

Riceviamo dal dott. Marco Saltalamacchia e pubblichiamo:
Visto che non tutti hanno percepito l’ironia del mio post precedente (mi limito a dire che siamo “Acquacaldani” da almeno quattro secoli e che come molti sanno non solo non vendo ma sto continuando cocciutamente ad investire ad Acquacalda da diversi anni..) ne do adesso l‘interpretazione autentica.
Il senso del mio racconto, che segue il precedente “sogno di una notte di fine estate” è cercare di evidenziare come, in un mondo sempre più globale, l’offerta di turismo di qualità a buon prezzo stia crescendo in modo continuo e che la concorrenza non faccia sconti a nessuno.
Parliamo di prezzi? Se 1.200 euro a persona volo compreso sembra uno sfregio a chi “fatica a sbarcare il lunario” deduco che anche le Eolie sono destinate unicamente al turismo di èlite visto che una vacanza equivalente per due persone ad Agosto a Lipari costa anche di più (7 notti al Carasco = 1.917 euro + volo Alitalia = 500 euro + taxi = 120x2 euro + aliscafo 34x2 : totale 2.687 euro)
Parliamo di logistica? 6 ore volo diretto da Monaco di Baviera a Dubai. Da Monaco a Lipari vanno calcolate non meno di 8 ore tra volo, taxi ed aliscafo e nave e relativi tempi morti (arrivo bagagli , coincidenze ecc.).
Parliamo di infrastrutture, ho segnalato i mall, i campi da golf a 45 euro, o a 18 euro per sciare addirittura, ma ho dimenticato di parlare delle diverse marine e yacht club, delle scuole di vela e dei centri di diving, per sottolineare che artificiali o meno che siano questi posti offrono innumerevoli attrattive per ogni tasca.
Ma avrei potuto parlare del Sudafrica, dello Zimbabwe o del Botswana, della Tunisia, della costa meridionale Turca, dell’Egitto e del Mar Rosso, ma perché no, dell’India o della Cina che offrono cultura e natura in egual misura, e che stanno investendo in modo strutturale per qualificare sempre di più la loro offerta turistica.
Le sterili difese campalistiche e massimalistiche legate al primato della “genuinità”, caro sig. Lo Cascio, possono riguardare che quella sparuta minoranza di turisti che in realtà, come me, tali non sono e che sono affettivamente legati a quei luoghi, ma mal si applicano a chi debba scegliere la sua destinazione di vacanza sulla base di un budget e della eventuale testimonianza di 6 milioni di persone (all’anno) che ahimè una volta tornati da quei luoghi fasulli non potranno che parlarne, con meraviglia.
Il resto è poesia.
Cordialmente
Marco Saltalamacchia

Al via il corso di formazione per geometri della Filippo La Rosa Onlus

Oggi è ufficilmente iniziato il Corso di Formazione per diplomandi geometri, che la Filippo La Rosa Onlus ha organizzato con i propri docenti e con i propri sponsor, unitamente ai docenti dell'Istituto Isa Conti Eller Vainicher di Lipari.
Il corso è stato avviato dalla preside dell'Istituto comprensivo Prof.ssa Masina Basile e dalla Prof. Maria Rosaria Lazzarini.
Erano presenti anche l'Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Lipari Dott. Ivan Ferlazzo e il Vice sindaco del Comune di Santa Marina Salina Luigi Follone.
Erano presenti anche alcuni dei docenti della Filippo La Rosa Onlus e alcune delle imprese edili sponsor del Corso.

RIUNIONI OPERATIVE PER ISTITUZIONE DEI PARCHI NAZIONALI IN SICILIA

L'istituzione dei parchi nazionali delle "Isole Eolie", dei "Monti Iblei" e delle "Isole Egadi e Litorale trapanese" sono stati al centro di tre diversi tavoli istituzionali attorno ai quali, tra ieri e stamani, si sono riuniti i rappresentanti dei comuni e delle province interessate con l'assessore al Territorio e Ambiente, Roberto Di Mauro e il direttore generale per la Protezione della Natura del Ministero dell'Ambiente, Aldo Cosentino, con i componenti dell'ufficio di gabinetto del Ministro Stefania Prestigiacomo e ai funzionari del servizio Protezione Patrimonio Naturale dell'assessorato regionale.
Riunioni operative che hanno permesso la costituzione dei tavoli tecnici che lavoreranno alle ipotesi di perimetrazione dei singoli parchi e per la redazione di una bozza di Decreto istitutivo e disciplina di tutela.
L'assessore Di Mauro, ricordando che "la Regione Siciliana e' sempre stata sensibile alla salvaguardia del patrimonio naturalistico", ha illustrato i criteri che dovranno essere seguiti per poter giungere all'ipotesi di delimitazione dei tre Parchi nazionali ricordando la particolarita' delle Eolie: riconosciute quale Patrimonio Mondiale dell'Unesco, e quasi tutte gia' riserve naturali su cui insistono aree SIC e ZPS.
"L'istituzione di un parco - ha spiegato Di Mauro agli amministratori - non vuol dire soltanto avere vincoli, ma soprattutto ricevere notevoli vantaggi nel territorio in termini di sviluppo socio economico e occupazionale unitamente alla tutela del prezioso patrimonio naturale e di biodiversita'".
I rappresentanti di ogni singolo tavolo tecnico raccoglieranno, a livello locale, proposte e suggerimenti dai cittadini, dall'imprenditoria, dalle associazioni, e dovranno elaborare la proposta di perimetrazione e zonizzazione che sara' sottoposta all'attenzione del tavolo istituzionale che sara' presieduto dall'assessore Di Mauro. Le proposte di delimitazione dei Parchi nazionali saranno consegnate al Ministro dell'Ambiente entro il 31 marzo, ad eccezione del Parco dei Monti Iblei che sara' trasmesso entro il 30 aprile.
Ai tre tavoli tecnici gli uffici del servizio Protezione del Patrimonio Naturale hanno consegnato del materiale cartografico rielaborato appositamente con la rappresentazione dell'esistente in termini di urbanizzazione e di valenza naturalistico-ambientale delle aree interessate alla istituzione dei Parchi nazionali.

Una riflessione....di Pietro Lo Cascio

Riceviamo da Pietro Lo Cascio e pubblichiamo:
Lo scorso anno, insieme a mia moglie, sono andato nello Yemen, paese non lontano dagli Emirati Arabi. Ho viaggiato su un’aereo della Yemenia, litigando per portare qualche chilo di bagaglio in più del consentito. A San’a, la capitale, ho dormito in alberghi semplici dove il concetto di toilette si prestava alle più variabili interpretazioni; ho mangiato riso e capra, riso e capra e ancora riso e capra; ho girato la città - una delle più belle del mondo, inserita nella World Heritage List dell’Unesco – acquistando per pochi centesimi deliziose spezie e uva passa in negozietti di due metri quadrati. Poi ho visitato l’isola di Socotra, dove non ci sono strade ed esistono alberghi soltanto nel capoluogo – per il resto, si dormiva in tenda – svegliandomi alla luce dell’alba sull’Oceano Indiano, addormentandomi dopo il tramonto con il sottofondo di grilli e uccelli notturni, e svegliandomi di soprassalto se qualche capra decideva di “esplorare” nottetempo il nostro zaino. Non c’era copertura telefonica, e nemmeno Internet. Sono tornato felice.
Dopo avere letto la nota del Dr. Marco Saltalamacchia sulla “vendita” di Acquacalda, che ho trovato estremamente edificante, soprattutto in un periodo nel quale la gente fatica a sbarcare il lunario e di Dubai possiede una vaga idea mutuata dalla televisione, comunque ben distante dalle proprie possibilità economiche, riflettevo sul fatto che esistono – per nostra fortuna – due categorie di persone: quelle che amano i “paradisi artificiali” e i luoghi fasulli, e quelle che amano i luoghi semplici, ma reali, che hanno una storia, un senso, e che mantengono una forte identità anche se privi di centri commerciali e grattacieli da 800 e passa metri. Per le prime, Dubai – evidentemente –rappresenta una meta da sogno; per le ultime, Acquacalda è ancora un paradiso.
A me Acquacalda è sempre piaciuta, e piace ancora adesso. Se potessi permettermelo, e se l’iniziativa della sua vendita non fosse una disperata provocazione, ne comprerei un pezzo. Anche per questo, mi sento vicino ai suoi abitanti, che difendono il diritto di rimanere nel luogo dove sono nati o che hanno scelto per vivere, pur continuando a essere cittadini di uno stato, di una provincia, di un comune, che ogni giorno che trascorre senza che nulla accada ne mortificano la dignità. Inshallah.
Pietro Lo Cascio

La Ludica Lipari si aggiudica il primo "match point" per la salvezza. Superato per tre a uno il S. Stefano

La Ludica Lipari sfrutta al meglio il primo ""match point" per la salvezza. Nel recupero casalingo del campionato di prima categoria gli eoliani hanno superato per tre a uno il S. Stefano. Una vittoria che avrebbe potuto essere più rotonda considerando che i padroni di casa hanno sprecato un calcio di rigore con A. Giunta e diverse occasioni da rete.
Il primo tempo si è concluso con i liparesi in vantaggio per uno a zero grazie ad una rete di Zagami che ha superato il portiere in uscita.
Dopo il pari di Barberi F. Bartolo, giunto ad inizio ripresa, la Ludica ha immediatamente ripreso in mano le redini della gara colpendo per ben due volte con A. Giunta, dapprima con un tiro dal limite e successivamente con un pallonetto dopo un assist perfetto di capitan Currò.

Il tema più brutto della mia vita (di Renato Candia)

(Renato Candia) Sono il preside delle scuole di Lipari e di Canneto e vorrei raccontare una piccola storia. Ero bambino e frequentavo gli ultimi giorni delle elementari di piazzale Giusti, dove c'era anche il figlio di un grande calciatore di quei tempi, Vinicio, che giocava nel Lanerossi Vicenza. Dovevo fare l'esame di quinta, la prova di italiano, la mamma mi dice di sbrigarmi ma io giocavo con un piccolo pulcino colorato che allora regalavano con la spesa nei supermercati della città.
Mi sbrigo e dimentico il pulcino fuori dalla scatola. Errore madornale, perché Susy, la gatta siamese, in un balzo lo piglia e gli fa la festa. Ho dimenticato tutto e la mamma mi ha dovuto portare di peso alla scuola di Piazzale Giusti perché il mio unico pensiero era il mio pulcino che non c'era più. Qualsiasi tema il maestro m'avesse dato avrei parlato solo del mio pulcino morto: così fu, e il tema era il migliore della classe.
Non ricordo la mia faccia di allora, ma ricordo lo sguardo, incredulo e inconsolabile. E' lo stesso che ho rivisto ieri guardando gli occhi del mio vicino di casa: all'ora di pranzo se ne stava seduto per terra, con il suo cane stretto al petto, il suo cane morto, avvelenato da una mano ("da una mano", come si dice qui in Sicilia) che oggi gli ha ammazzato l'altro cane, che la settimana scorsa ne ha ammazzati altri tre, che ha ridotto in fin di vita quello dell'altro mio vicino di casa.
Una mano che a Calandra ci sta andando pesante: una mano che forse non sa (o invece, magari lo sa benissimo) come si riduce un cane avvelenato, che agonizza con la bava alla bocca, tremando dalle convulsioni e guardandoti impaurito perché non sa cosa gli stia succedendo e, in quanto cane, non ha mai elaborato culturalmente il concetto di morte (diversamente dall'uomo, che quasi sempre la patisce, qualche volta la dà).
Un cane che vive dell'affetto degli uomini, ha tale e tanta fiducia in loro che non si immagina mai strumento dei loro conflitti, dei loro odii, delle loro frustrazioni: così di tutte le schifezze che annusa, lecca e ingoia per la strada gli è impossibile immaginare che qualcuna possa fargli male fino ad ammazzarlo, perché tutte quelle schifezze sono del mondo di quelli che camminano su due gambe, di quelli a cui chiede solo una carezza ogni tanto per essere felice ed avere una ragione di vita.
Nei "Sillabari" di Goffredo Parise, alla voce "anima", si racconta del padrone di un cane che alla sua morte si domanda se i cani abbiano un'anima. Se ce la dovessero avere sicuramente non è un'anima che cova vendetta, che non ha frustrazioni, che non è in conflitto con niente e nessuno ma che è stata felice di avere avuto un padrone che le ha voluto bene. Non so quanto e perché quella mano abbia avvelenato Calandra, so soltanto che questo, probabilmente, è il tema più brutto della mia vita.

Regione. Esclusi dal piano casa gli immobili condonati

Piano Casa avanti tutta. Approvati ieri sera dall'Ars gli articoli chiave del provvedimento che dovrebbe consentire ai titolari di abitazioni mono o bifamiliari di ampliarle del 20 per cento, con l'obiettivo di mettere in sicurezza il territorio e rilanciare l'attività edilizia. Sono stati, infatti, approvati gli articoli 2,3, 6 e 7, in precedenza accantonati perché a questi erano collegati la maggior parte degli emendamenti dell'opposizione, soprattutto del Pdl, che, di fatto, puntava alla riforma della normativa urbanistica.
Un tentativo del Pdl, sostenuto dall'Udc, di consentire i benefici di legge anche per gli edifici abusivi, anche se sanati, è stato battuto a scrutinio segreto per ben due volte (47 no e 25 si alla prima votazione, 48 no e 24 si alla seconda). Respinto anche il tentativo del presidente della commissione Ambiente Fabio Mancuso (Pdl) di riportare il disegno di legge in commissione per riscriverlo totalmente, motivando la richiesta col particolare che, essendo stata autorizzata, attraverso l'approvazione dell'art. 10, la costruzione di parcheggi sotterranei, purché la superficie sia ricoperta di verde, si sarebbe dato il via alla "cementificazione selvaggia" del territorio.
A tali accuse il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha replicato invitando l'oratore a "un po' di pudore" prima di parlare di "cementificazione selvaggia" per la costruzione di parcheggi sotterranei. Con l'articolo 2, interamente riscritto dal governo, il cui comma 4 esclude dai benefici di legge gli edifici "sanati", saranno consentiti interventi edilizi di ampliamento dei soli edifici esistenti, non solo ad uso residenziale, ma anche uffici fino a 1000 metri cubi, ultimati entro il 31 dicembre 2009. Gli ampliamenti saranno consentiti, però, esclusivamente a chi è in regola con il pagamento delle tasse sui rifiuti e l'Ici. Inoltre, i nuovi volumi non potranno superare complessivamente il limite di 200 metri cubi. Gli ampliamenti saranno realizzabili accanto a fabbricati già esistenti, su piani superiori o con corpo edilizio separato, ma solo per uso abitativo. Gli interventi sono subordinati alle verifiche e all'adeguamento alle norme antisismiche. L'art.3, invece, consente di demolire e ricostruire integralmente gli edifici residenziali che non risultino adeguati agli attuali standard qualitativi igienico-sanitari, energetici, tecnologici, di sicurezza o alla normativa in materia di fasce di inedificabilità. In caso di demolizione e ricostruzione saranno consentiti aumenti della volumetria fino al 25 per cento della superficie in presenza di utilizzo di tecniche costruttive di bioedilizia e, fino al 35 per cento, in caso d'installazione di fonti di energie rinnovabili.
Con l'art. 6 si rendono più semplici e più snelle le procedure. Alla concessione edilizia viene sostituita la Dia (dichiarazione inizio lavori) che dà la possibilità di cominciare i lavori con una semplice comunicazione all'ufficio competente del comune. L'art. 7, infine, obbliga i costruttori ad adottare le opportune misure di prevenzione antisismica. "Il dato politico che emerge - ha dichiarato Giulia Adamo - è incontrovertibile, la maggioranza ha dato prova di compattezza, coerenza e lealtà». Soddisfatto anche il capogruppo del Pd Antonello Cracolici perché «l'aula ha tenuto. È importante che non vi siano premi per le sanatorie».
Critico, invece, Giovanni Barbagallo del Pd. Per lui, infatti, la Sicilia «non ha bisogno di aumentare il volume edificato, già superiore alla media nazionale, ma di incrementare il verde, ridurre le frane, consolidare gli edifici costruiti nei centri storici e nelle zone a rischio sismico ed idrogeologico. Con la legge, cosiddetta sul Piano Casa, non solo non si affrontano i temi della sicurezza e del risanamento, ma, addirittura, si danneggia ulteriormente il nostro territorio».