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giovedì 1 gennaio 2026

Il mito di Fetonte (di Giuseppe La Greca su www.lanaturadellecose.it)

Immagine del quadro di Rubens sulla mitologia di Fetonte
Rubens: la mitologia di Fetonte

Il mito di Fetonte

Elio, il dio del Sole, s’invaghì di Climene, figlia di Oceano e Teti. Dall’unione nacquero Fetonte e le sue sorelle Egle, Lampezia e Faetusa, dette le Eliadi.

Fetonte, come tutti gli adolescenti, vuole a tutti i costi, e per dimostrare la sua discendenza, guidare il carro del Sole attorno alla Terra. Inizialmente il padre Elio tergiversa ben sapendo che non è un compito da poter affidare ad un ragazzo. Ma Fetonte insiste molto, e anche la madre Climene lo sostiene, così alla fine Elio, sia pure a malincuore, cede. Dopo avergli dato tutte le indicazioni possibili (Il pericoloso viaggio ti porterà tra le corna del Toro, le fauci del Leone, evita le chele dello Scorpione ed infine anche quelle del Cancro), Elio unge con un unguento magico il volto del figlio (lo renderà immune dall’aggressione delle fiamme) ed affida al ragazzo le redini del carro del Sole. Le Ore, intanto, hanno aggiogato i quattro cavalli: Eoo, Pirois, Eton e Flegon. Elio, infine, consiglia di non usare mai la frusta, ma le briglie. Ma quanto Elio ha temuto, puntualmente si avvera: i divini cavalli intuiscono ben presto l’inesperienza del nuovo auriga e gli prendono la mano, portando il carro fuori dalla via normale; la terra appare così lontana da spaventare lo sconsiderato Fetonte. Entra nella costellazione dello Scorpione e si vede minacciato dal nero veleno degli aculei, per cui lascia le briglie ed i cavalli aumentano il disordinato galoppo; il carro è fuori controllo, si avvicina troppo alla Terra, ne asciuga i fiumi, brucia le foreste, incendia il suolo. Da questo passaggio ad alta temperatura nasce il deserto in Africa e la pelle nera degli Etiopi. Mentre bruciano i fiumi anche il regno di Plutone è minacciato dalla luce, che penetra attraverso gli squarci terrestri. Gea, la madre Terra, col il volto dissacrato dall’inaudito e scriteriato volo di Fetonte, chiede aiuto agli Dei, i quali, riuniti in consiglio, decidono per l’intervento di Zeus; il padre degli dei, per fermare la sciagura in atto e punire Fetonte per aver sfidato l’Olimpo, scaglia uno dei suoi fulmini. Il giovane cade nelle acque del fiume Eridano e annega.

La madre e le sorelle, distrutte dal dolore, vanno a cercare le spoglie di Fetonte sulle rive del fiume, e lo piangono così sconsolatamente che gli dei, impietositi, mutano le Eliadi in pioppi.

Alcuni autori ipotizzano che il corpo di Fetonte sia precipitato nella zona dove, molto tempo dopo, sarebbe nata la città di Torino. Un’altra teoria ipotizza che il luogo del disastro si trova nei pressi dell’attuale RovigoUn’altra versione individua come luogo alle foci del fiume Eridano, l’odierna Crespino sul Po o nelle terre di Alefonsine. Infine, alcuni sostengono che Fetonte precipitò nella zona termale dei Colli Euganei, fra Abano Terme e Montegrotto, collegandosi con il culto locale del dio veneto Aponus, identificato con Apollo.

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Sono numerosi gli autori greci che parlano del mito di Fetonte. Nonno di Panopoli descrive episodi legati all’infanzia di Fetonte. Apollonio Rodio racconta del post mortem ovvero del corpo di Fetonte che, caduto e perito, continua a fumare e rilasciare nuvole di vapore.

Diodoro Siculo parla della vicenda di Fetonte come della formazione della Via Lattea. Il personaggio di Fetonte è al centro anche di una tragedia del drammaturgo greco Euripide.

Anche Dante nella sua Divina Commedia, dà spazio a questa storia, quando scrive “la strada ce mal non seppe carreggiar Feton”, a sottolineare come l’errore di presunzione di Fetonte sfoci nella sua incapacità di gestire quel carro mosso dalle forze del mondo.

In questo mito si può ravvisare una favoletta morale, il cui succo – più che mai attuale – è: non dare troppa corda ai figli. Ma è troppo ovvio.

Molti autori affermano che il mito di Fetonte cela il ricordo di una tremenda catastrofe cosmica, della quale si trovano altri brandelli di reminiscenze qua e là: nella storia degli Atridi, con il Sole che inverte il suo corso (Zeus decide di aiutare Atreo: inverte il corso del sole facendo sì che esso nasca ad occidente e tramonti ad oriente; Atreo chiede ai Micenei di poter salire al trono quando il sole fosse tramontato ad est e in questo modo ottiene il regno ed esilia Tieste) e nella Bibbia che racconta di Giosué che ferma il Sole (si racconta che il miracolo avvenne durante la battaglia contro gli Amorrei a Gabaon, quando Giosue‘, dopo aver guidato il popolo a Canaan, per avere una vittoria completa sul nemico sconfitto e in fuga, si rivolse al Sole dicendo: “sole, fermati su Gabaon, e tu o luna, nella valle di Aialon.”). Vediamo di comprendere e chiarire questo mistero.

Catastrofe cosmica

L'esplosione della Supernova della Vela è un
evento cosmico avvenuto circa 11.000 anni fa, quando una stella massiccia è collassata, formando il magnifico e in espansione Resto di Supernova della Vela, una nebulosa di gas e polveri filamentoso e colorato, visibile oggi nella costellazione delle Vele, a circa 800 anni luce dalla Terra, con una pulsar (una stella di neutroni in rapida rotazione) al suo centro, e i cui detriti si stanno ancora propagando, arricchendo il mezzo interstellare e stimolando la formazione di nuove stelle.

L’esplosione della Supernova della Vela è un evento cosmico avvenuto circa 11.000 anni fa, quando una stella massiccia è collassata, formando il magnifico e in espansione Resto di Supernova della Vela, una nebulosa di gas e polveri filamentoso e colorato, visibile oggi nella costellazione delle Vele, a circa 800 anni luce dalla Terra, con una pulsar (una stella di neutroni in rapida rotazione) al suo centro, e i cui detriti si stanno ancora propagando, arricchendo il mezzo interstellare e stimolando la formazione di nuove stelle.

Sappiamo che le prime credenze circa i fenomeni celesti erano per lo più associate a miti magici o religiosi nonché alle più fantasiose spiegazioni (come il mistero della notte, associato ad un nero impalpabile che, ogni sera, come un vapore fuoriusciva dalle profondità della terra ad oscurare il Sole; o come le eclissi, considerate manifestazioni demoniache). Furono i Sumeri, per primi, a dividere il cielo in costellazioni, mentre ai Cinesi (nel 1500 a.C.) va il merito di aver suddiviso l’anno in 365 giorni e di aver scoperto come cinque stelle (i pianeti) si muovessero in maniera diversa dalle altre (furono però i greci a chiamare queste stelle anomale astères planétai = stelle vaganti e quindi pianeti vaganti).

Platone, per primo, fa dire al sacerdote egizio di Sais che racconta a Solone la storia della distruzione di Atlantide che: (…) tutto ciò [la corsa di Fetonte] è raccontato come fosse un mito, ma in verità sta a significare la declinazione degli astri nei cieli attorno alla Terra e le grandi devastazioni ricorrenti di tutto quanto si trova sulla Terra ….”. Se la Terra ha attraversato distruzioni cicliche le parole di Platone, tuttavia, mal si adattano all’unicità del mito di Fetonte.

Fetonte il pianeta distrutto

Nel 1781 con la scoperta del pianeta Urano trova conferma la legge di Bode; da quel momento numerosi astronomi rivolgono la loro attenzione alla zona compresa tra le orbite di Marte e Giove, dove la legge di Bode prevede l’esistenza di un pianeta che non è stato mai osservato. Nel 1801, l’astronomo Giuseppe Piazzi scopre un minuscolo pianeta, Cerere, proprio alla distanza giusta dal Sole per soddisfare la legge di Bode. Nel 1802 Heinrich Olbers scopre Pallade, un secondo “pianeta” a quasi la medesima distanza dal Sole di Cerere. Negli anni successivi altri due oggetti, Giunone e Vesta, furono scoperti su distanze orbitali simili alle precedenti. Olbers propose che tutti gli oggetti scoperti fossero i frammenti di un pianeta che precedentemente ruotava intorno al Sole alla distanza indicata dalla legge di Bode, ma che era andato distrutto in seguito all’impatto con una cometa. Mentre continuavano ad esser trovati altri “frammenti”, l’ipotesi di Olbers continuò ad acquisire popolarità ma fu solo nel 1823, che un insegnante tedesco in pensione di nome Johann Gottlieb Radlof, chiamò “Phaeton” l’ipotetico Pianeta V distrutto di Olbers, collegandolo ai miti e alle leggende greche su Fetonte. La teoria della passata esistenza di un pianeta tra Marte e Giove prese dunque forma. Questa ipotesi, chiamata oggi “teoria della disgregazione”, afferma che l’ipotetico e importante membro del nostro sistema solare, sarebbe stato distrutto per una serie di circostanze naturali. Secondo alcuni, orbitando troppo vicino a Giove fu lacerato dalla sua potente gravità. Secondo altri fu distrutto da un’ipotetica stella, una nana bruna, compagna del nostro solo, chiamata “Nemesis”.

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Il Russo Aleksandr Petrovic Kazantsev (02.09.1906 – 13.09.2002 uno scrittore di fantascienza russo. In ambito ufologo è noto come uno dei precursori della teoria degli antichi astronauti.) afferma che: possiamo pensare che ci fosse un tempo un pianeta tra le orbite di Marte e di Giove. Esiste in quella posizione una cintura di blocchi di pietre di diverse misure, la cintura degli asteroidi. Si suppone che siano frammenti di un pianeta che è esploso. I ricercatori russi lo chiamano Fetonte (…). io penso che sul pianeta Fetonte ci sia stata una civiltà assai progredita. Questa civiltà si è distrutta col suo pianeta durante una guerra atomica. La catastrofe ha potuto essere di una tale violenza che l’idrogeno degli oceani del pianeta è esploso come una gigantesca bomba H… gli abitanti di Fetonte hanno potuto fare delle spedizioni nello spazio al momento della grande catastrofe. Hanno potuto installare delle basi su Marte ed anche atterrare sulla Terra”.

Vestiti con tute pressurizzate, equipaggiati per proteggersi dall’accecante luce del Sole, alla quale non erano abituati a causa della distanza della loro terra dalla massa infuocata, i presunti “fetontiani” sono dunque venuti a farci visita nei tempi remoti e prima di scomparire bruciati dalla loro civiltà?

L’ipotesi che la fine di Fetonte sia arrivata nel momento in cui era in atto una spedizione “Terra”, non è stata scartata dallo scienziato russo. “E’ probabile che qualche abitante sia stato costretto a rimanere qui, adattandosi a poco a poco alla vita primitiva indigena. Ma la teoria secondo la quale i “Fetontiani” sarebbero arrivati fino a noi un milione di anni fa, per sfuggire alla catastrofe scatenata nel loro pianeta, trova maggiori consensi.

Questa variante spiegherebbe un enigma non risolto del nostro passato”, conclude Kazantsev. “Nella catena dell’evoluzione, non si è ancora trovato l’anello tra animale e uomo. Forse gli abitanti di Fetonte sono i nostri veri primi antenati. All’inizio esseri assai evoluti che hanno degenerato, dopo essere stati tagliati fuori dalla loro civiltà e sono ricaduti allo stadio delle caverne”.

Fetonte e i nazisti – Anche i nazisti provarono ad appropriarsi del pianeta; scrive Athanassios Kosmopoulos, che “la società segreta Thule ipotizzava che gli ariani in primo luogo erano arrivati sul pianeta Fetonte, successivamente distrutto, poi avevano colonizzato Marte e alla fine erano arrivati sulla Terra. Dopo aver creato Iperborea e averla, successivamente, affondata, gli ariani erano migrati nella regione dell’Himalaya e da lì nella regione del Sumer. Il linguaggio runico era la lingua archetipa degli ariani e la prima cultura mondiale era rappresentata dai Sumeri.

Fetonte ed il Graal – Scrive Giovanni Granucci: il Graal, la coppa che non è una coppa, si identificava nel medioevo con quella del lapis ex coelis o lapis niger la pietra caduta dal cielo, essa è la stessa Dea Cibele che si manifestava come roccia o pietra nera, forma in cui veniva venerata perché si riteneva giunta dalle stelle. Come già detto ricorda una roccia meteoritica. Un frammento caduto sulla Terra come residuo della distruzione di un pianeta divino come l’antico Fetonte. Una storia che il mito racconta come la punizione divina di Fetonte.

Fetonte il distruttore

Cinquant’anni fa un cataclisma mondiale era ritenuto troppo incredibile per essere vero. Oggi è diffusamente accettata, nel mondo scientifico, l’ipotesi secondo cui a causare l’estinzione che segna la fine del Cretaceo e l’inizio del Paleogene (limite K/Pg) sia stato l’impatto sulla superficie terrestre di un enorme asteroide (dal diametro di 10-12 km), che nell’arco di pochi minuti avrebbe sconvolto la storia della vita sulla Terra dando inizio a un lunghissimo “inverno da impatto” che, in poco tempo, avrebbe causato un tale abbassamento delle temperature terrestri da causare una estinzione di massa – la quinta delle cosiddette Big Five. I suoi effetti furono spaventosi. La collisione generò temperate tre volte superiori a quelle della superficie solare. La conseguente tempesta di fuoco incenerì la flora e la fauna della Mesoamerica. Enormi quantità di terra e mare, sotto forma di vapore, furono scagliate nell’atmosfera. Tutto il fitoplancton del Golfo del Messico e dei Caraibi venne distrutto. Per una vasta parte del mondo ciò segno la fine della fotosintesi sia sulla terra, sia in mare. Ma gli effetti immediati della tensione esercitata sulla superficie terrestre furono terremoti ed eruzioni vulcaniche di proporzioni colossali. Un’onda di marea alta forse parecchi chilometri nel “punto zero”, spazzò il globo. Inondazioni e venti furiosi si spinsero all’interno dei continenti. Una palla di fuoco incendiò l’atmosfera che circonda la Terra. Ne derivò una coltre di nubi, spessa abbastanza da creare un inverno nucleare che durò più di cinquant’anni.

Ma, quando l’ipotesi venne avanzata per la prima volta da un gruppo di ricerca guidato da Luis e Walter Alvarez, padre fisico e figlio geologo, la comunità scientifica si oppose saldamente. Una simile teoria metteva in dubbio, infatti, alcuni principi cardine della geologia e delle scienze della vita: l’uniformitarismo e il gradualismo, universalmente riconosciuti come validi fin dai tempi di Charles Lyell, mentore di Darwin e loro teorizzatore; al tempo stesso, sembrava dare nuova linfa – fatto ancora più grave – alla vecchia teoria del catastrofismo di George Cuvier, che sembrava ormai definitivamente caduta sotto i colpi della teoria dell’evoluzione. Dal 1980 – anno in cui l’articolo degli Alvarez apparve per la prima volta su Science – ad oggi, la ricerca scientifica ha corroborato questa ipotesi così inizialmente vilipesa, confermandola attraverso numerose prove indipendenti (ad esempio gli alti tassi di iridio, minerale “stellare” normalmente segregato nel nucleo terrestre, rinvenuti nei sedimenti risalenti al limite K/Pg in ogni parte del globo, o l’identificazione del cratere dell’impatto – nel paesino costiero di Chicxulub, penisola dello Yucatán, Messico).

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Non era certo questo il ricordo alla base del mito greco di Fetonte; allora quale è stato l’episodio che ha generato il mito? Cosa c’è di vero nel mito di Fetonte?

Otto Muck e il Planetoide A (1976) – Muck ipotizza una catastrofe cosmica quale causa principale della distruzione del continente di Atlantide a seguito della scoperta di una serie di avvallamenti della Carolina del nord; di due crateri abissali nella parte sud-occidentale del Nordamerica, nonché il basso bacino nella parte orientale del Mar Caraibico.

Scrive Muck: Alcuni dati riguardanti la presunta traiettoria del planetoide che cadde nell’Atlantico e che vorremmo chiamare “planetoide A”, furono già ricavati dei relitti dell’impatto. Esso arrivò da Nord-Ovest, aveva superato la Terra nella sua rivoluzione intorno a se stessa e intorno al Sole, fu quindi più veloce, ragion per cui la tua traiettoria doveva essere molto piatta e allungata. Queste sono le caratteristiche del Gruppo di Adone. Deve essere entrato nello strato di ossigeno con una velocità di almeno 15 o 20 chilometri al secondo, lungo una traiettoria che incrociò quella della Terra sotto un’angolazione di circa 30 gradi. La temperatura della sua superficie frontale, esposta alla maggiore resistenza, avrà superato i ventimila gradi, e il suo splendore quello del Sole per venti o cento volte. Quando il corpo celeste piombò poi nello strato di azoto, percorrendo gli ultimi strati più densi dell’atmosfera, esso esplose a causa dell’elevato calore e il suo involucro pietroso si staccò in seguito a ulteriori esplosioni, dividendosi in un’infinità di frammenti mortali. Il nucleo si spezzò con un rombo vicino al suolo, spaccandosi in due pezzi di cui ognuno deve aver pesato almeno un bilione di tonnellate. Questi precipitarono nel mare che schizzò nel cielo fino all’altezza di una montagna, causando una mareggiata potentissima che, con circa 10 chilometri d’altezza, avrebbe sommerso persino il Monte Everest. Senza dubbio furono causati dei danni disastrosi in tutte le zone costiere che cancellarono ogni traccia di un’eventuale cultura prediluviana. Questo terrificante avvenimento non sarà durato più di due minuti – dal primo bagliore nel cielo al rombo dell’esplosione del nucleo che probabilmente fu udito dagli abitanti dell’intera superficie terrestre, salvo quelli che vivevano nella fascia dell’esplosione; essi morirono prima che le onde sonore li avessero raggiunti. Il bagliore nel cielo fu visibile fino a più di 2000 chilometri di distanza. Furono queste le fiamme del fuoco che nel periodo del Diluvio Universale fu osservato nel cielo notturno dal mitico re Foroneo di cui racconta Sant’Agostino nel suo libro “De civitate Dei” e che fu così potente da causare lo spostamento della traiettoria di Espero, la stella della sera?

Un avvenimento di queste dimensioni e dagli effetti così impressionanti doveva lasciare dei profondi ricordi nella memoria di coloro che l’avevano vissuto. I loro racconti si sono tramandati e conservati nella forma caratteristica del mito. (…) In oriente esiste una leggenda antichissima preellenica che racconta cose simili, ma forse ancora più precise; parla di Fetonte che voleva guidare il carro del Sole e che si avvicinò troppo alla Terra quando i cavalli focosi gli sfuggirono di mano; egli fu bruciato a metà e cadde in mare, nell’Eridano, in seguito a un colpo di fulmine.

(…) se vogliamo trovarne le testimonianze non dobbiamo cercarle nell’area della catastrofe presso i popoli rossi bensì laddove i suoi effetti furono meno gravi. A questo complesso appartiene la leggenda di Fetonte cui abbiamo già parlato. Solo nelle versioni successive egli diventa il figlio del Dio-sole – ma ancora per Omero e dopo di lui, Fetonte (il luminoso) fu il soprannome di Elio. Ma quale può essere il significato reale del mitico Carro Solare che esce fuori dalla sua pista tracciata, attraversa il cielo e brucia metà della Terra quando gli si avvicina troppo? Vuole dire che il guidatore, colpito dal fulmine di Zeus, precipita sulla terra come una meteora fiammeggiante e si inabissa nelle acque dell’Eridano, il mitico fiume in Oriente?

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Fin dagli anni Cinquanta, quando il libro di Otto Muck fu oggetto di studi approfonditi, la teoria che gli avvallamenti della Carolina siano stati creati da uno sciame di meteoriti o da un asteroide in fase di disintegrazione ha perso sempre più credito. Non sono stati infatti trovati frammenti in relazione diretta con le depressioni e in nessun’altra parte del mondo esiste un sito (che si sospetti originato dall’impatto di un grande meteorite o di un asteroide) che presenti fino a mezzo milione di cavità ellittiche su un’area tanto vasta. Oltre tutto, negli avvallamenti della Carolina è assente un’altra prova significativa che di solito si riscontra nei siti da impatto: mancano quelli che gli scienziati definiscono “coni di frammentazione”, o alterazioni nei granelli di quarzo dovute a una pressione fortissima. Inoltre, non esistono differenze di rilievo tra la composizione minerale dei sedimenti delle depressioni e quella dei campioni estratti oltre il loro margine.

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Molto estesa ed elaborata è la tesi di Herbie Brennan (1999) che richiama esplicitamente il mito di Fetonte per illustrare la sua teoria sulla scomparsa della civiltà di Atlantide. Protagonista degli eventi, per l’autore irlandese, è una supernova, quella di Vela. (…) In termini astronomici, Vela era situata molto vicino al nostro sistema solare a 45 anni luce di distanza. Secondo le stime più accurate, esplose tra i 14.000 e gli 11.000 anni fa. Verso la fine del Pleistocene, una stella esplose nella costellazione di Vela. Enormi frammenti infuocati furono scagliati nello spazio, lasciando solo una pulsar neutronica che ruotava ad altissima velocità. Uno di tali frammenti più grande del più grande dei pianeti conosciuti, fu scagliato in direzione del nostro sistema solare, un piccolo sole ardente in miniatura con un tremendo potenziale distruttivo. Spinto dall’energia della gigantesca esplosione, è probabile che abbia raggiunto una frazione misurabile della velocità della luce. Nonostante ciò, avrebbe impiegato più di un secolo – forse diversi – per raggiungere le orbite dei nostri pianeti più esterni. Il sistema solare verso cui si dirigeva era molto diverso da quello odierno. Vi era quasi sicuramente un pianeta in più – un gigante gassoso che aveva una massa di 90 volte superiore a quella del nostro pianeta – che orbitava a 2,79 volte la distanza della Terra dal Sole, tra le orbite di Marte e di Giove. Frammento o meno, l’intruso proveniente da Vela era abbastanza massiccio da emergere dall’esplosione cosmica virtualmente illeso. Ha proseguito la sua folle penetrazione del sistema solare, ma la sua originale traiettoria deve essere stata deviata dal massiccio campo gravitazionale di Nettuno. Il passaggio fu abbastanza ravvicinato da generare intense scariche elettriche mentre i campi di forza intorno ad entrambi i corpi iniziavano ad interagire. Le due lune di Nettuno, Tritone e Nereide, furono violentemente frantumate e Plutone fu staccato dal sistema e lanciato in una nuova orbita intorno al Sole. Altamente improbabile è l’ipotesi di una collisione diretta tra il frammento di Vela e Nettuno, altrimenti i danni sarebbero stati certamente molto peggiori di quelli che in realtà furono. Ma l’immensa mole dell’intruso proveniente da Vela generò un tale campo gravitazionale da inclinare il pianeta esterno di 29° sul suo asse di rotazione. La sua attrazione gravitazionale ha trascinato all’interno il frammento di Vela e lo ha scagliato verso Urano. L’intruso di Vela, ora indebolito dalla contesa gravitazionale con Nettuno, inizia a a mostrare il suo basso grado di disintegrazione. Quattro pezzi, ciascuno grande come gli asteroidi maggiori, si distaccano per allontanarsi insieme all’intruso o forse iniziano ad orbitare come lune intorno ad Urano. Sembra che l’intruso abbia aumentato la velocità di rotazione del pianeta e che lo abbia spinto su un fianco. Urano è circondato da un campo magnetico simile a quello della Terra, l’asse di questo campo è inclinato di 58,6° rispetto all’asse di rotazione del pianeta. Il campo della Terra, se paragonato, è inclinato solo di 11°. L’asse di rotazione di Urano ora si trova nel piano della sua orbita, al punto che il pianeta letteralmente ruota su un fianco. Lasciando Urano malamente spostato, l’intruso proveniente da Vela si gettò in avanti verso il pianeta Saturno. Forse il passaggio dell’intruso di Vela accanto al pianeta Saturno fu abbastanza ravvicinato da frammentare una – o più – luna e creare gli spettacolari anelli di questo pianeta. Dopo aver superato Saturno l’intruso ha continuato a spingersi verso il centro del sistema solare.

Giove rimase per lo più non coinvolto, forse a causa delle sue grandi dimensioni, ma più probabilmente perché aveva raggiunto una posizione nella sua orbita solare che lo teneva lontano dall’intruso. E così l’incontro successivo fu col pianeta X, il gigante gassoso in orbita tra Giove e Marte. Questo incontro potrebbe essersi trasformato in una collisione, che causò un bombardamento di detriti verso i suoi vicini più prossimi ed alche oltre. Diversi frammenti massicci furono catturati nel campo gravitazionale dell’intruso proveniente da Vela che li portò con sé verso Marte. In qualunque modo siano andate le cose, sembra che l’intruso abbia rallentato l’asse di rotazione di Marte, provocando tali pressioni da spaccare la crosta del pianeta. Uno o più dei frammenti che viaggiavano con l’intruso potrebbero essere stati catturati per poi formare le lune di Marte, Phobos e Deimos. Sulla Terra il primo indizio del fatto che qualcosa non andava può essere stata un’osservazione dell’intruso stesso. Come frammento di supernova, il corpo potrebbe ben aver mantenuto i suoi fuochi nucleari e quindi si sarebbe presentato come una stella viaggiante in miniatura che brillava di luce propria come il sole. Non è difficile immaginare come l’avvicinamento osservato del frammento di Vela possa aver dato vita al mito greco di Fetonte. Un corpo infuocato che improvvisamente appare nel cielo: la natura luminosa suggeriva che fosse il figlio del sole, ma la comparsa improvvisa indicava illegittimità. Il frammento fu percepito come azione ed interazione tra le divinità. Il frammento di Vela deve essere apparso come un dio adirato, (…) i sacerdoti devono aver osservato terrorizzati l’intruso che, ora in compagnia di diversi altri corpi celesti – enormi pezzi del pianeta distrutto catturati dal campo gravitazionale dell’intruso stesso -, correva a velocità folle oltre l’orbita di Marte in direzione della Terra.

Quando un corpo celeste di grandi dimensioni si avvicina ad un altro, diverse forza entrano in gioco. Una è la forza di gravità, un’altra quella elettrica, o, più propriamente, elettromagnetica. Nel caso che stiamo esaminando, un altro fattore può essere stato il semplice scambio di calore. Infatti è assolutamente possibile che il frammento Vela bruciasse proprio come un sole. Chiaro è ormai che l’intruso deve essere alla fine giunto così vicino alla Terra da passare all’interno dell’orbita lunare. Questo è l’unico tipo di approccio che avrebbe permesso che la Luna fosse forzata all’interno di un’orbita più grande. Ma molto prima che ciò accadesse, Vela-F (come lo chiameremo d’ora in poi per comodità) avrebbe dominato i cieli notturni, per poi apparire alla luce del giorno man mano che si avvicinava. I primi ad essere stati sperimentati, con tutta probabilità, furono gli effetti gravitazionali, di quadruplice natura. Il forte campo gravitazionale dell’intruso e dei suoi nuovo compagni avrebbe: disturbato l’antica orbita della Terra; causato lo slittamento dell’asse planetario; diminuito la velocità di rotazione; creato le variazioni che sperimentiamo durante la precessione degli equinozi. Allorché l’influsso gravitazione di Vela-F proseguiva, il guscio del nostro pianeta iniziò a spaccarsi. Le fratture furono enormi. Una è ancora visibile oggi nella Rift Valley africana: una fessura che si estende per oltre 4800 km dalla Siria al Mozambico. La larghezza della valle varia da pochi chilometri a più di 160 km. L’attività vulcanica si intensificò come mai prima. Il cambiamento nella rotazione planetaria scatenò tempeste di vento di violenza inaudita. Questi “tornado globali” erano in grado di radere al suolo intere foreste e sollevare tonnellate di polveri e detriti nell’atmosfera, che si andavano ad aggiungere alla cenere vulcanica già presente. Il mondo si ritrovò in un incubo spaventoso di buio sempre crescente, illuminato solo dai tremendi fuochi vulcanici. Mentre vaste aree della crosta terrestre si fratturavano, fiumi, laghi, mari e oceani del mondo cambiavano il loro corso, defluendo nelle valli appena create, nelle depressioni del terreni, nei bassopiani. Il terrore provocato nell’umanità da questo caos improvviso può facilmente essere immaginato. (…) Mentre Vela-F si avvicinava, ebbe luogo un nuovo e terrificante fenomeno. Le forze di campo generate dalla Terra e dall’intruso in arrivo, cercavano di bilanciare il potenziale nello scambio di immensi fulmini luminosi elettrici. Dal punto di vista dei nostri antenati, questo era l’inizio di un temporale globale mai sperimentato. Forse proprio da qui nasce la tradizione dei fulmini di Giove, scariche assassine che scuotevano il terreno con la loro violenza. E così le cose andarono avanti, col caos che si sovrapponeva al caos. Non ci fu una collisione diretta, altrimenti il pianeta Terra non sarebbe sopravvissuto. Come Fetonte e il suo cocchio, la massa infuocata di Vela-F si avvicinò, in termini astronomici, fino a sfiorare la Terra già torturata, e poi si precipitò avanti verso Venere e il sole.. ma uno o più dei frammenti che lo accompagnavano, staccatisi dal corpo del pianeta esploso oltre Marte, esplosero. Il grande bombardamento meteorico della Terra ebbe inizio.

I miti di molte razze parlano vividamente di questo bombardamento, così come dei giorni di oscurità, dei terremoti costanti e delle tempeste burrascose prima che questo avesse inizio. Nel loro studio When the Earth Nearly Died, D.S. Allan e4 J. B. Delair propongono un interessante suggerimento, ovvero che il Libro dell’Apocalisse non sia semplicemente una visione mistica o un’opera poetica, ma contenga elementi di una tradizione generata dalla catastrofe di Vela-F.”

Brennan conclude la sua lunga esposizione affermando: “l’antico ordine planetario del nostro sistema solare era stato spazzato via dall’intruso proveniente da Vela e la superficie del nostro pianeta aveva cambiato aspetto per sempre. Non sarebbe possibile che il cataclisma generato da Vela-F fosse in qualche modo connesso col diluvio biblico?”

L’ampia esposizione di Brennan si fonda su di un presupposto errato; l’autore afferma che la supernova, in termini astronomici, era situata molto vicino al nostro sistema solare a 45 anni luce di distanza. La nebulosa delle Vele (o Vela) creata dalla supernova 11 mila anni fa, dista dalla Terra circa 245 parsec (circa 800 anni luce) e tra la nebulosa e il nostro sistema solare ci sono decine e decine di sistemi stellari…..

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Incentrata sul Mediterraneo è la tesi esposta da Ruco Magnoli (2018), che scrive: (…) Fetonte sarebbe identificabile con uno o più di quei corpi celesti deviati dal loro percorso che finiscono sulla terra e la distruggono con il fuoco. La leggenda di Fetonte potrebbe quindi racchiudere la memoria offuscata di un evento catastrofico avvenuto più di tremila anni fa, legato a fenomeni tellurici, terremoti o esplosioni vulcaniche o alla caduta di un asteroide sulla terra. Potrebbe essere il cataclisma che distrusse l’isola di Thera (Santorini) e con le tutta la civiltà di Atlantide. Ne furono colpite diverse popolazioni in varie parti del mondo e specialmente quelle che vivevano sulle sponde del mar Mediterraneo e Adriatico, compresa la foce del Po, che quindi doveva essere già un luogo mitico e conosciuto, se proprio lì venne fatto cadete Fetonte.

La tesi di Magnoli, tuttavia, si scontra con le prove geologiche degli eventi che hanno portato alla distruzione di Santorini, dovuta ad una violenta eruzione vulcanica senza alcun “contributo” da parte di corpi celesti deviati.

Un caso simile?

Mappa che mostra il punto d'impatto dell'evento di tunguska

evento di tunguska il punto dell’impatto

Un bagliore accecante squarciò il cielo alle 7:17 ora locale del 30 giugno 1908 a Nord di Vanavara, un paese di pastori vicino al fiume Tunguska Petrosa, sul 60° parallelo, lo stesso di San Pietroburgo. Seguirono un terrificante boato e un violentissimo spostamento d’aria. Nel raggio di qualche decina di chilometri milioni di betulle furono abbattute. Molte conifere invece resistettero ma un soffio di vento infuocato le ridusse come «pali del telegrafo» bruciacchiati. Un pastore di renne rimase ucciso, un altro perse la parola per lo spavento. Finissima polvere rimase in sospensione nell’atmosfera, arrossando i tramonti e schiarendo le notti per più di un mese. L’onda d’urto e un terremoto furono registrati a migliaia di chilometri. Poi sull’evento calò il silenzio. Soltanto 12 anni dopo il fisico Leond Kulik cerca sul posto nuovi dati. Raccoglie testimonianze, scatta fotografie, dall’inclinazione degli alberi abbattuti individua l’epicentro del fenomeno: è lui a definire «pali del telegrafo» i larici sopravvissuti. Kulik si convince che a produrre tanta distruzione dev’essere stato un frammento di asteroide o di cometa, e cerca sul posto frammenti di meteoriti. Invano. Niente meteoriti, niente cratere.

foto degli alberi abbattuti per il meteorite Tunguska

foto degli alberi abbattuti per il meteorite Tunguska

I calcoli più recenti dicono che a 8 chilometri di altezza potrebbe essere esploso, vaporizzandosi, un mini-asteroide largo 60-100 metri con una massa di 400 mila tonnellate che si muoveva alla velocità di 16,5 chilometri al secondo e che attraversava l’atmosfera con volo radente. Nel 1991 ha raggiunto Tunguska un gruppo di studiosi del Cnr e dell’Università di Bologna guidato da Giuseppe Longo: la resina di alberi che furono testimoni dell’esplosione ha rivelato particelle di minerali compatibili con l’ipotesi dell’asteroide.

Eventi come quello di Tunguska si ripetono almeno una volta al secolo. Nel corso del 2020 su Scientific Reports è stato pubblicato un articolo nel quale si esponevano i risultati ottenuti analizzando l’insediamento preistorico di Abu Hureyra in Siria. In base alle tracce di vetro fuso e di nano diamanti ritrovati in situ i ricercatori concludevano che circa 12.800 anni fa la zona poteva essere stata colpita da una piccola cometa. Ciò renderebbe Abu Hureyra il più antico insediamento umano conosciuto distrutto a causa di un impatto. Probabilmente Abu Hureyra non è il solo caso di questo tipo: i risultati degli scavi archeologici effettuati nell’antica città mediorientale di Tall el-Hammam (TeH), mostrano che ha tutte le carte in regola per essere considerata una Tunguska protostorica.

Fetonte la minaccia

L'orbita di Fetonte

L’orbita di Fetonte

Fetonte (o “3200 Phaethon”), scoperto nel 1983, secondo la NASA, è un asteroide potenzialmente pericoloso per noi. Si tratta di un macigno che se ne va a spasso per il Sistema Solare. L’asteroide ha una forma sferica e una lunghezza di 6 chilometri. Fetonte, nella sua orbita particolarmente ellittica, è in grado di avvicinarsi al Sole molto più dello stesso Mercurio. Il 16 dicembre 2017, è passato a soli 10 Mln di Km dalla Terra, e non ha rappresentato nessun pericolo per noi.

Phaeton

Phaeton

Confidiamo nei fulmini di Zeus per tenerlo a distanza.…

Il #pensiero di Don Bernardino Giordano: Buon Anno


 

Buongiorno. Oggi è giovedì 1° gennaio 2026: Buon anno ai lettori e agli inserzionisti di Eolienews




 

mercoledì 31 dicembre 2025


 

Accadde...oggi... (Vari anni e vari eventi)

1968: I "Fatti della Bussola" e la contestazione

Uno degli eventi più emblematici della storia sociale italiana avvenne il 31 dicembre 1968 a Marina di Pietrasanta. Durante la notte di Capodanno, nell'ambito dei movimenti di protesta giovanile, si verificarono i cosiddetti "Fatti della Bussola". Una manifestazione di studenti e operai davanti al celebre locale notturno sfociò in scontri con la polizia, diventando uno dei momenti simbolo del Sessantotto italiano.

2002: L'emergenza a Stromboli

In tempi più recenti, la natura ha segnato l'ultimo giorno dell'anno con un evento drammatico: nel 2002, l'isola di Stromboli fu evacuata a seguito di una potente eruzione avvenuta il giorno precedente, che causò anche uno tsunami. La popolazione dovette abbandonare l'isola proprio mentre il resto del Paese si preparava ai festeggiamenti.

Curiosità e Tradizioni Storiche

Oltre alla cronaca, il 31 dicembre è legato a momenti di costume e passaggi istituzionali:

  • 1946: Rick de Sonay, noto come Mr. Ok, compì il suo primo leggendario tuffo nel Tevere a Roma, dando il via a una tradizione che dura ancora oggi.

  • 2005: Cessò ufficialmente in Italia il servizio Teledrin di Telecom Italia, segnando la fine dell'era dei cercapersone.

  • 2008: Scadde il mandato dell'Italia come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

  • 335 d.C.: Muore Papa Silvestro I, figura centrale che gestì il passaggio tra la Roma pagana e quella cristiana, e che dà il nome alla notte dell'ultimo dell'anno.

 Offerta di lavoro

Gruppo alberghiero presente nell’isola di Lipari, per la stagione 2026 ricerca personale (contratto full time per 6 mesi) nei seguenti profili:

N°1 Addetta al ricevimento con esperienza pregressa nel settore. La risorsa si dovrà occupare di gestire prenotazioni, assistenza clienti e supporto alle attività amministrative. Requisiti conoscenza della lingua inglese oltre che dei programmi informatici di base;

N° 3 Cameriere di piano, con esperienza pregressa nel settore. Le risorse si dovranno occupare della pulizia delle camere e spazi comuni e della lavanderia;

N° 1 Cameriere per bar, con esperienza pregressa nel settore. La risorsa si dovrà occupare di servire bevande e cibi al bancone e al tavolo, accogliere i clienti e gestire il servizio al bar e nella sala bar dell'hotel;

N° 1 Autista/manutentore, con esperienza pregressa nel settore. La risorsa si dovrà occupare della guida di veicoli (per trasporto di persone e merci) e la manutenzione di attrezzature e verde.

 Per candidature contattare il n. 331 3898494

L'augurio dell'amministrazione comunale di Lipari per il nuovo anno


COMUNICATO - L’Amministrazione Comunale  augura un buon 2026 a tutti, con la speranza che porti buone opportunità per la realizzazione delle migliori aspettative di tutti.

Si chiude un anno reso critico dal guasto del dissalatore che ha causato negli ultimi giorni enormi disagi ai cittadini, per i quali l’Amministrazione esprime il proprio rammarico, ma anche con l’assegnazione di un quantitativo di acqua tramite nave cisterna, appena disposto dalla Regione, che dovrebbe consentire la normale ripresa della distribuzione idrica secondo le consuete quantità.

Sicuramente sarà l’anno in cui vedranno la luce tutte una serie di opere sia nell’ambito dell’attuazione del PNRR – Piani Nazionale di Ripresa e Resilienza – e in particolare quelle previste nel “Programma Isole Verdi” sia per le altre opere che hanno ottenuto finanziamenti specifici.

Tra le prime di grande importanza saranno gli interventi finalizzati all’efficienza energetica del patrimonio immobiliare pubblico di proprietà comunale quali gli edifici e le scuole dei comunali, le opere idriche, compresi i dissalatori previsti per le isole del Comune che ne sono prive, ecc.

Tra le seconde, invece, di grande importanza saranno la palestra, l’asilo nido, l’ex chiesetta di S. Antonio Abbate, tutte in corso di affidamento, ecc..

Sicuramente sarà anche l’anno in cui verranno a compimento tutta una serie di iniziative che riguardano la stabilizzazione e assunzione di nuovo personale, l’aggiornamento di parte della toponomastica, la riorganizzazione degli uffici, il rafforzamento dei servizi socio sanitari, ecc., che non potranno che migliorare il funzionamento della macchina amministrativa e modernizzare il Comune.

L’Amministrazione augura, ancora, un nuovo inizio anno pieno di soddisfazioni e successi a tutte le comunità delle nostre isole
 Riccardo Gullo (sindaco).

La crisi idrica alle Eolie si aggrava. Il 2026 inizierà senz'acqua. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 31 dicembre 2025


 

Dissalatore: Proseguono criticità produzione. Amministrazione ottiene 13.000 metri cubi d'acqua a mezzo navi cisterna


 

Accadde...oggi...a Lipari nel 2014: Neve sul presepe a Quattropani


 

Salina, "Isola verde" si esibirà in un sito Unesco della Polonia. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 31 dicembre 2025

Duemilaventicinque anno segnato da addii illustri

 Il 2025 è stato un anno segnato da numerosi addii illustri, che hanno colpito il mondo dello spettacolo, della cultura, dello sport e della moda, in Italia e all’estero. Personalità diverse per storia e linguaggio, ma accomunate da un ruolo centrale nell’immaginario collettivo di più generazioni: a cominciare da Papa Francesco 

Cinema e spettacolo

Tra le perdite più simboliche c’è quella di Brigitte Bardot, icona del cinema francese e internazionale, scomparsa il 28 dicembre. Con lei se ne va uno dei volti più riconoscibili del Novecento. Il grande schermo piange anche Claudia Cardinale, Nadia Cassini ed Eleonora Giorgi, attrici simbolo del cinema italiano, Diane Keaton, Robert Redford e Gene Hackman protagonisti di una stagione irripetibile di Hollywood, oltre a Michael Madsen, volto caro al cinema di Quentin Tarantino, e a Val Kilmer. Recente la recente scomparsa delle gemelle Alice ed Ellen Kessler. Tornando in Italia, i telespettatori hanno detto addio anche all'attore romano Antonello Fassari e al comico Alvaro Vitali.

Musica, televisione e satira

La musica italiana e internazionale ha salutato Ornella Vanoni e Ozzy Osbourne, mentre il mondo della televisione ha perso una delle sue colonne portanti con la scomparsa di Pippo Baudo, figura centrale della storia del piccolo schermo. Per restare in tema sanremese, è scomparso anche il maestro Beppe Vessicchio. Addio anche a Sandro Giacobbe e a Emilio Fede, volto discusso ma centrale del giornalismo televisivo, e a Giorgio Forattini, maestro della satira politica italiana. Lutto anche per la letteratura con Stefano Benni e per il thriller internazionale con Frederick Forsyth.

Sport, arte, moda e politica

Il 2025 sarà ricordato anche come l'anno in cui si sono spente due delle voci più iconiche del calcio e del tennis come Bruno Pizzul e Rino Tommasi. Lo sport, inoltre, ha perso uno dei suoi simboli con la morte di Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis azzurro, mentre quello mondiale ha ricordato Jim Lovell, astronauta dell’Apollo 13, Hulk Hogan, icona del wrestling, nonché il pugile George Foreman e la freccia dell'Inter Jair. Negli ultimi giorni dell'anno si è spenta anche l'ex cestista Mabel Bocchi. Tragiche le scomparse del calciatore del Liverpool Diogo Jota e dello sciatore azzurro Matteo Francioso. Nel mondo dell’arte e della moda si sono spenti Arnaldo Pomodoro, scultore di fama internazionale, e Giorgio Armani, che ha ridefinito l’eleganza italiana nel mondo. Ci ha lasciato anche il fotografo dfi fama mondiale Oliviero Toscani. Tra i decessi illustri tra politica attivismo, il calabrese Franco Piperno e l'ex leader uruguaiano Jose Pepe Mujica.

E' deceduta Camilla Bacot ved. Mezzapica

Le onoranze funebri sono a cura della ditta
ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le nostre condoglianze


 

Il 2026 inizia con 4 stabilizzazioni di personale nel Comune di Lipari: Congratulazioni

Il Comune di Lipari, a conclusione del previsto iter/procedura di stabilizzazione, finalizzata all'assunzione a tempo indeterminato e pieno, ha proceduto alla stabilizzazione di Domenico Russo (ISTRUTTORE DIRETTIVO SERVIZI DI PROTEZIONE CIVILE" - AREA DEI FUNZIONARI E DELL'ELEVATA QUALIFICAZIONE); Mariagrazia Longo (ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO - SERVIZI INFORMATIVI DI PROTEZIONE CIVILE - AREA DEGLI ISTRUTTORI); Bartolomeo Bonino (ISTRUTTORE TECNICO - SERVIZI SALVAGUARDIA AMBIENTALE E PROTEZIONE CIVILE - AREA DEGLI ISTRUTTORI); Gianfranco Cullotta ( ISTRUTTORE DIRETTIVO - ISTRUZIONE PUBBLICA E SERVIZI SOCIALI - AREA DEI FUNZIONARI E DELL'ELEVATA QUALIFICAZIONE)

A Russo, Longo, Bonino e Cullotta le nostre congratulazioni, con la certezza che sapranno (come d'altronde fatto sino ad oggi, anche se in regime di precarietà) ben operare per il funzionamento della macchina burocratico - amministrativa - operativa dell'Ente e al servizio della comunità.

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Gaetano Giuffrè, Francesca Furnari, Antonio Billè, Jessica Alessi, Stefano Iabichella, Luana Di Prima, Ruben Piemonte, Claudia Campagna, Valentina Agrip, Eleonora Digiglio, Ivan Ferlazzo

Lipari, fine anno senz’acqua: una crisi idrica senza precedenti negli ultimi vent’anni

 Sarà una fine e un inizio d’anno all’insegna dell’emergenza idrica per l’isola di Lipari, con un pressante invito rivolto alla popolazione a un uso responsabile e parsimonioso di quello che, mai come in questo periodo, si conferma un bene preziosissimo. I quattromila metri cubi d’acqua arrivati nei giorni scorsi con le navi cisterna, insieme ai poco meno di duemila prodotti dal dissalatore di Canneto Dentro, come purtroppo era prevedibile, si sono già completamente esauriti. In diverse zone dell’isola – come comunica l’ufficio idrico comunale – la distribuzione attraverso la rete idrica sarà sospesa almeno fino al primo gennaio.

Una situazione che appare sconfortante agli occhi dei residenti, alle prese con cisterne ormai vuote o, nella migliore delle ipotesi, con quantitativi d’acqua ridotti al minimo e prossimi all’esaurimento. Da qui la corsa all’approvvigionamento di acqua minerale nei supermercati e nei punti vendita dell’isola, presi d’assalto per far fronte alle necessità quotidiane più urgenti. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gullo continua intanto a sollecitare la Regione affinché venga autorizzato l’invio di ulteriori navi cisterna (ce ne sono due oggi in rada), che tuttavia, complice il periodo festivo, non potranno arrivare prima dei primissimi giorni del 2026.

Nel frattempo si confida nella risoluzione delle criticità tecniche che stanno limitando la piena operatività del dissalatore, la cui produzione risulta attualmente insufficiente a coprire il fabbisogno dell’isola. Quella che Lipari sta vivendo è, a memoria d’isolano, una delle più gravi crisi idriche degli ultimi vent’anni, resa ancor più difficile dal fatto che si manifesta in una stagione in cui, fino a poco tempo fa, sarebbe stato davvero impensabile trovarsi ad affrontare un’emergenza di tale portata.

I video auguri del presidente della Regione, Renato Schifani


 

Il #pensiero di Don Bernardino Giordano: Il traguardo di fine anno

Oggi: San Silvestro

San Silvestro nacque a Roma da Rufino e Giusta.

Morto il padre, Giusta si prese una cura speciale della sua educazione, ponendolo sotto la guida di Canzio, prete romano, affinchè lo formasse alla pietà e alle scienze.
Finiti gli studi, fu dal Papa San Marcellino ordinato sacerdote e fu salda colonna nella Chiesa e faro luminoso per quei tempi di superstizioni e di pratiche ancora pagane. 

Nel giro di pochi anni morirono i Papi S. Marcellino, S. Marcello, S. Eusebio e S. Melchiade, a cui Silvestro succedette. La Sede Romana aveva bisogno di un Papa di salda tempra e di grandi vedute per usufruire di quella pace che Costantino il Grande aveva dato alla Chiesa.

Sotto il suo pontificato furono combattute le due grandi eresie dei Donatisti col concilio di Arles e degli Ariani col concilio di Nicea. 

Silvestro avrebbe ardentemente desiderato recarvisi personalmente, ma data la vecchiaia e le infermità dovette mandarvi i suoi legati. Provvide ai bisogni di tutto l'orbe cattolico, ma Roma era la città che attirava in special modo le sue cure. La cristianità, uscita allora dalle Catacombe, abbisognava di chiese pei Divini Misteri, e Silvestro fece edificare otto basiliche. 

Stabilì regolamenti per le ordinazioni dei chierici, per l'amministrazione dei Sacramenti e per il soccorso ai poveri. 

Viveva parcamente per avere di che dotare le chiese ed aprire ricoveri di beneficenza. 

Tra le opere di questo grande Papa è celebre l'appello che indirizzò agli Ebrei: « Ebrei, il tempo delle figure è passato ed è subentrato quello della realtà. Il Messia da voi atteso è venuto; il suo regno è stato costituito, si dilata, s'innalza e si sostiene. Negate ora se volete la luce del sole; ma certo non negherete la verità di questi fatti che splendono come il sole e che ogni giorno giganteggiano sempre più ». 

Esausto di forze per le continue infermità, dopo 22 anni di glorioso pontificato passò all'eterno riposo il 31 dicembre dell'anno 335. 

PRATICA. Ringraziamo Dio del tempo datoci, chiediamogli perdono dei peccati commessi e proponiamo una vita migliore. 

PREGHIERA. Fa', te ne preghiamo, Dio onnipotente, che la solennità del tuo beato confessore e Pontefice Silvestro ci aumenti la devozione e ci assicuri la salvezza

Buongiorno. Oggi è mercoledì 31 dicembre


 

Auguri di Buone feste da Eolnet


 

martedì 30 dicembre 2025

Da lunedì 01 dicembre al 31…presso l'Ottica Sottile di C.so Vittorio Emanuele di Lipari

SCONTO DEL 50% su TUTTI gli OCCHIALI DA SOLE 😎 e su TUTTE le MONTATURE DA VISTA🤓

Accadde...oggi...nel 2012: Si spegne Rita Levi Montalcini: Una vita dedicata alla scienza e all'impegno civile

Il 30 dicembre del 2012, all'età di 103 anni, si spegneva a Roma la neurologa Rita Levi Montalcini, una delle figure più illustri e ispiratrici del panorama scientifico e istituzionale italiano.

La sua straordinaria carriera è stata coronata da traguardi di immenso prestigio:

  • Premio Nobel per la Medicina: Ricevuto nel 1986 per le sue rivoluzionarie scoperte nel campo della neurologia.

  • Impegno Istituzionale: Nel 2001, il suo valore fu ulteriormente riconosciuto con la nomina a Senatore a vita della Repubblica Italiana.

La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo, ma la sua eredità continua a vivere attraverso le sue ricerche e il suo esempio di dedizione e integrità.

Stromboli, flusso lavico in fase di raffreddamento. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 30 dicembre 2025


 

Problemi al dissalatore, continuano i disagi....L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 30 dicembre 2025

Island of Sicily plaude all’odg approvato alla Camera : "Da imprese turistico-ricettive contributo fondamentale all’internazionalizzazione del Paese"

 Islands of Sicily, la Destination Management Organisation delle Isole di Sicilia, esprime soddisfazione per l’approvazione alla Camera dell’ordine del giorno che riconosce il contributo fondamentale delle imprese turistico-ricettive all’internazionalizzazione del Paese.

La posizione della DMO è chiara: se la spesa dei turisti stranieri è contabilizzata come “esportazione” nella bilancia dei pagamenti (oltre 54 miliardi di euro nel 2024 secondo Bankitalia), è logico e doveroso che le strutture che intercettano questi flussi siano riconosciute ufficialmente come aziende esportatrici.
A supporto di questa tesi intervengono i dati locali. “Nelle isole di Sicilia il turismo internazionale è un asset sempre più strategico” dichiara Christian Del Bono, presidente di Islands of Sicily. “Nel 2024 abbiamo registrato un aumento delle presenze straniere del 12% rispetto al 2023, per un totale di 438.197 presenze. Un dato trainato significativamente dall’emersione e dalla crescita degli alloggi privati registrati, saliti dalle 1.965 unità del 2023 alle 2.839 del 2024”.
Complessivamente, nel 2024 gli stranieri hanno pesato per il 28,3% sul totale delle presenze nell’area. Spicca il dato dell’Arcipelago Eoliano, che si conferma il più internazionale: qui gli stranieri hanno rappresentato il 43% nel 2024, salendo addirittura al 47% nei primi sette mesi del 2025.
Un segmento cruciale per l’economia locale: “Il turismo straniero rappresenta un target di primaria importanza per la maggiore capacità di spesa e una permanenza media di 4,6 notti” spiega Del Bono. Analizzando i flussi, Francia e Germania si confermano i mercati principali; nella “top 7” seguono, in ordine di importanza: Svizzera e Liechtenstein, Stati Uniti, Australia, Regno Unito e Spagna.
“Auspichiamo che questo riconoscimento istituzionale non resti formale” conclude Del Bono, “ma diventi il presupposto per estendere alle imprese ricettive i benefici fiscali e i percorsi agevolati destinati alle imprese esportatrici, creando così anche i presupposti per incentivare e rafforzare la promozione dell’Italia all’estero. Le isole di Sicilia fanno la loro parte da anni con un programma di internazionalizzazione che, da quest’anno, vede il coinvolgimento attivo di tutti i sindaci e i Comuni delle isole minori siciliane”

Accadde...oggi...a Lipari...nel 2022: Nascono 10 San Bernardo nella famiglia di Sandro Biviano


 

Emergenza idrica a Lipari, duro attacco dei 5 consiglieri eletti nelle fila dell'opposizione

 COMUNICATO

Lipari senz’acqua, milioni di debiti e fondi PNRR a rischio: il fallimento dell’Amministrazione Gullo.

Da oltre due settimane, nel pieno delle festività natalizie, l’isola di Lipari è ostaggio di gravissimi disservizi idrici, con interi quartieri senz’acqua per giorni. Una situazione intollerabile che sta mettendo in ginocchio famiglie, attività commerciali e strutture ricettive.

Il Sindaco Gullo, l’Assessore Iacolino e il responsabile del servizio idrico Nico Russo, in corso di stabilizzazione, attribuiscono tutto al malfunzionamento del dissalatore, che dagli annunciati 4.100 mc/giorno produce oggi circa la metà. Ma questa versione è parziale e fuorviante.

Quel che l’Amministrazione omette deliberatamente di dire è che i malfunzionamenti del dissalatore non sono affatto una novità: si sono verificati ripetutamente anche in passato. La differenza, però, è una sola ed è tutta politica: prima esisteva una strategia di prevenzione, oggi no.

Le precedenti Amministrazioni, proprio perché consapevoli dei limiti strutturali dell’impianto – che anche quando “funziona” non copre il fabbisogno reale, essendo stato progettato per oltre 10.000 mc/giorno – avevano adottato una politica di accumulo e di approvvigionamento preventivo tramite navi cisterna, soprattutto nei periodi invernali. Quella politica ha evitato emergenze come quella attuale.

Oggi, invece, non si accumula più nulla. Si interviene solo quando il disastro è già esploso.

E questo mentre la stessa magistratura, in passato, ha assolto pienamente amministratori e dirigenti che avevano chiesto maggiori quantitativi d’acqua, riconoscendo la fondatezza e la necessità di quelle scelte proprio alla luce dei frequenti guasti del dissalatore. Scelte giuste, legittime e nell’interesse pubblico.

Qui non siamo davanti a un imprevisto, ma a una mancata assunzione di responsabilità.

Si preferisce voltarsi dall’altra parte, restare “indenni”, piuttosto che prevenire, programmare e garantire un servizio essenziale.

L’accumulo non è un optional, non è un “lusso”: è una necessità. Quando non c’è, l’emergenza è già in atto e bisogna pretendere con forza maggiori forniture. Perché questo non viene fatto? Forse perché si teme di assumersi responsabilità politiche e amministrative, anche quando si sa di fare la cosa giusta?

E mentre Lipari muore di sete, questa Amministrazione continua ad approvare milioni di euro di debiti fuori bilancio per la gestione del servizio idrico. Solo negli ultimi due Consigli comunali sono stati riconosciuti 4.380.182 di euro di debiti fuori bilancio relativi al servizio idrico. Debiti che riguardano, di fatto, l’intero periodo di governo di questa Amministrazione.

Debiti che potevano essere evitati, se nel 2022 e nel 2023 l’Amministrazione avesse ascoltato la minoranza durante l’approvazione dei PEF idrici, quando scelleratamente sono stati eliminati i capitoli a partire dall’annualità 2024 e per quelle successive, scommettendo su un passaggio all’ATI Messina mai avvenuto.

Anche nel 2023 non sono stati previsti stanziamenti sufficienti, e anche per quell’anno si sono prodotti debiti fuori bilancio, frutto di previsioni errate e palesemente imprudenti.

Oggi ne pagano il prezzo i cittadini, con rubinetti a secco e servizi allo stremo.

Infine, è doveroso ricordare che grazie alla programmazione della precedente Amministrazione, attraverso il Programma Isole Verdi, oggi sono previsti:

− nuovi dissalatori in tutte le isole;

− il rinnovo di importanti tratti della rete idrica.

Interventi strategici e fondamentali che, però, rischiano seriamente di non partire o di non essere completati a causa di ritardi inspiegabili dell’attuale Amministrazione. Il termine perentorio è giugno 2026, cioè tra circa sei mesi, e molti cantieri non sono nemmeno iniziati.

Se questi finanziamenti dovessero andare perduti, ci troveremmo di fronte a una mancanza gravissima, con responsabilità politiche e amministrative inaudite, che segneranno negativamente il futuro delle nostre isole per anni.

Noi non accettiamo più giustificazioni tardive né narrazioni autoassolutorie. Qui non c’è sfortuna: c’è cattiva amministrazione, assenza di programmazione e totale incapacità di prevenzione.

I Consiglieri comunali

Gaetano Orto, Cristina Dante, Adolfo Sabatini, Raffaele Rifici, Giorgia Santamaria

Lipari, stop ai "botti" dal 31 dicembre al 6 gennaio. Arriva ordinanza sindacale

 Il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo ha emesso l'ordinanza 50/2025  con la quale "è fatto divieto, su tutto il territorio comunale, dal 31 dicembre al 6 gennaio, di accendere fuochi, falò, nonché di utilizzare fuochi d’artificio, artifici pirotecnici, petardi, “botti”, mortaretti e materiali analoghi, sia in luoghi pubblici che privati, all’aperto o al chiuso, nonché in prossimità di edifici residenziali, strutture sanitarie, ricoveri di animali, vie, piazze e aree pubbliche, al fine di prevenire situazioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità e gravi traumi agli animali domestici e d’affezione. 

2. È fatto divieto di raccogliere artifici pirotecnici inesplosi e di affidare a minorenni prodotti che, anche se di libera vendita, richiedano particolari cautele e perizia nel loro utilizzo. Comune di Lipari 

Restano esclusi dal presente divieto gli spettacoli pirotecnici preventivamente autorizzati ai sensi del T.U.L.P.S. e realizzati da operatori abilitati, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di sicurezza. 

SANZIONI 

La violazione della presente ordinanza comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 7-bis del D.Lgs. 267/2000, da € 25,00 a € 500,00. È altresì disposto il sequestro amministrativo del materiale pirotecnico utilizzato o detenuto illecitamente, ai sensi dell’art. 20 della Legge n. 689/1981, fatti salvi ulteriori profili di responsabilità penale o amministrativa previsti dalla normativa vigente.

Buon anno a...(di Francesco Coscione )

Buon Anno a chi guarda in TV le ricette dorate dei grandi chef con olio DOC e origano dall' Himalaya, ma aspetta che il panettone scenda sotto i cinque euro per poterselo permettere.
Buon Anno a chi sente i TG annunciare miliardi per la Sanità, ma ha una TAC prenotata tra un anno e deve scegliere tra curarsi privatamente o sfamare i figli. E, non ostante questo, crede ancora ai telegiornali.
Buon Anno ai genitori che, alla fine dell'Inno nazionale, pensano che non sia l'Italia a chiamare alle armi, ma i venditori di morte, e che a morire saranno i nostri figli.
Buon Anno ai politici che ignorano il prezzo di un chilo di pane, di carne o di un litro di latte, e viaggiano gratis sulle spalle dei cittadini.
Buon Anno agli studenti fuorisede che credono nello studio oltre il mero lavoro, e non sono tornati nel profondo Sud per Natale, perché quei soldi servono per la retta universitaria.
Buon Anno a chi, nelle tenebre serali anche a Lipari, spera di ricevere dai supermercati prodotti appena scaduti per poter mangiare.
Buon Anno a chi va in chiesa ogni domenica a battersi il petto, ma poi non si parla con figli, genitori, fratelli o parenti, perché "io ho ragione".
Buon Anno a chi non si batte mai il petto, non va mai in chiesa, ma è certo di "avere sempre ragione" e così di peccati ne fa due.
Buon Anno ai lavoratori veri, con stipendi tra i più bassi d'Europa, felici per lo spread al minimo, i sindacati a tavola coi potenti, l'IRPEF alleggerita per il ceto medio di cui non capiscono nulla ma sono felici perché chi ci governa fa il presepe e tiene il Rosario in mano nei comizi.
Buon Anno ai cristiani da palcoscenico, con pastorello e rosario in mano davanti alle telecamere, ma muti sui 1.200 migranti annegati nel nostro mare nel 2025 che minacciano i nostri confini, mentre proseguono traffici di armi e foto con personaggi che stanno dalla parte sbagliata della storia e della civiltà.
Buon Anno a Lipari, dove i nostri figli e nipoti non bevono alcol e non si drogano e gli adulti sono tutti "puliti".
Buon Anno a chi mi dice che scrivere è inutile perché a nessuno importa, o mi chiede di farlo al posto suo, perché "non possono esporsi".
Buon Anno a me, che spero mi pubblichino questa lettera.
Buon Anno vero a tutti noi, che insieme possiamo cambiare questa Italia e queste Isole: meno parole, più azioni concrete per chi soffre davvero. Che il 2026 porti giustizia sociale e solidarietà autentica.
Francesco Coscione

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Andrea Favaloro, Bartolo Cincotta, Santino Seerrato, Angela Lo Schiavo, Rita Quadara, Ilaria Massarelli, Jessica Carmen Pietracatella, Vincenzo Malalana, Raffaella Inferrera, Giada De Teresa , Mirko Lazzaro, Dariana Antonia Radu, Ivana Furnari, Andrea G. Marino

E' deceduta Angela Musicò ved . La Rosa

Le onoranze funebri sono a cura della ditta
ALFA&OMEGA di Lipari
                                                   Alla famiglia le nostre condoglianze                                                                

Tempo di Natale: Le funzioni religiose dal 26 dicembre al 1° gennaio nelle Parrocchie di Lipari centro


 

La "Pagina culturale": Pasolini, poeta tra passione e ideologia

 Pier Paolo Pasolini resta una delle figure più complesse e affascinanti del Novecento italiano, un intellettuale capace di tenere insieme poesia, cinema, narrativa e riflessione politica in un continuo corpo a corpo con il proprio tempo. La sua opera nasce da una tensione costante tra passione e ideologia, tra l’urgenza espressiva dell’artista e il bisogno di interpretare criticamente la realtà sociale.

Poeta prima di tutto, Pasolini ha sempre considerato la parola come uno strumento di verità. Nei suoi versi convivono l’amore per il mondo popolare, la nostalgia per un’innocenza perduta e una radicale denuncia delle trasformazioni imposte dal progresso e dal consumismo. La poesia diventa così il luogo in cui l’emozione personale si intreccia con la critica storica e politica.

Il suo rapporto con l’ideologia è stato altrettanto intenso e problematico. Vicino al marxismo, ma mai del tutto allineato, Pasolini ha spesso contestato le rigidità dei partiti e delle ortodossie, rivendicando il diritto al dissenso e alla contraddizione. Per lui l’intellettuale non doveva rassicurare, ma disturbare, mettere in crisi le certezze dominanti e dare voce a chi restava ai margini.

Anche il cinema ha rappresentato uno spazio privilegiato di questa ricerca. Attraverso immagini potenti e spesso scandalose, Pasolini ha raccontato un’umanità ferita, sacra e profana allo stesso tempo, opponendosi all’omologazione culturale e alla perdita delle identità. Ogni film è stato un atto poetico e politico insieme.

A distanza di anni, l’opera di Pasolini continua a interrogare il presente. La sua passione civile, unita a una profonda inquietudine morale, lo rende ancora oggi una figura scomoda ma necessaria. In lui poesia e ideologia non si annullano, ma si sfidano reciprocamente, dando vita a una testimonianza intellettuale di straordinaria forza e attualità.

Santo del giorno : Sant' Eugenio di Milano

Non si hanno notizie certe su di lui, da Landolfo Seniore sappiamo che si trattava di un vescovo venuto in Italia al seguito di Carlo Magno, di cui era anche padre spirituale.

A lui venne attribuito il merito di aver difeso, durante un concilio a Roma, il Rito ambrosiano, contro i tentativi di abolirlo fatti da papa Adriano I e dallo stesso Carlo Magno. Per dirimere la questione i padri riuniti in concilio decisero di posare sull'altare della basilica di San Pietro i due messali romano e ambrosiano, dopo le porte della basilica furono chiuse e sorvegliate, e tutti pregarono e digiunarono per tre giorni. Quando furono riaperte le porte della basilica, i due messali erano ancora chiusi, ma miracolosamente si spalancarono tutti e due, ciò fu interpretato come un segno del Cielo che ambedue i riti avevano pari dignità.

fonte:wikipedia.org

Buongiorno. Oggi è martedì 30 dicembre


 

lunedì 29 dicembre 2025

Accadde...oggi...nel 1971: Giovanni Leone giura come Presidente della Repubblica

Il 29 dicembre 1971 il senatore a vita ed ex presidente del Consiglio Giovanni Leone presta giuramento come sesto Presidente della Repubblica Italiana, assumendo ufficialmente la più alta carica dello Stato.

L’elezione di Leone, avvenuta il 24 dicembre, ha segnato un momento storico per la Repubblica: si è infatti conclusa dopo la più lunga elezione presidenziale mai registrata in Italia, durata ben ventitré scrutini prima di raggiungere la maggioranza necessaria.

Figura di primo piano della vita politica e istituzionale del Paese, Leone porta al Quirinale una lunga esperienza maturata in Parlamento e alla guida del governo. Il suo mandato si apre in una fase complessa della storia nazionale, caratterizzata da forti tensioni politiche e sociali, che richiederanno equilibrio, fermezza e senso delle istituzioni.

Con il giuramento solenne, la Repubblica affida a Giovanni Leone il compito di rappresentare l’unità nazionale e di vigilare sul rispetto della Costituzione, nella speranza di una stagione di stabilità e dialogo per l’Italia.

I ringraziamenti della famiglia Della Chiesa

 

A Lipari è emergenza idrica per problemi tecnici al dissalatore. L'Ansa del direttore Sarpi

Lipari, 29 dicembre (Ansa) E' emergenza idrica a Lipari, nelle Eolie, dove a causa di problemi tecnici, il dissalatore di Canneto Dentro riesce a garantire solo 1900 metri cubi d’acqua giornaliera, a fronte di una produzione ordinaria di circa 4.100 mc/al giorno, fabbisogno necessario per rifornire l'isola durante il periodo invernale: diverse le frazioni in cui l'acqua non viene erogata, ormai da qualche giorno.

Nel pomeriggio, a seguito di richiesta avanzata dal Comune di Lipari al Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, sono arrivate a Lipari due navi cisterna della Marnavi per una fornitura straordinaria, complessiva, di 4.000 metri di acqua potabile. L’immissione di questo quantitativo d’acqua nella rete consentirà il superamento della fase emergenziale più critica che, comunque, rischia di riproporsi, già nel volgere di 24 ore, se non si riuscirà ad ottenere dal dissalatore un innalzamento significativo di quello che è l’attuale livello di produzione o, in alternativa, altri rifornimento a mezzo nave cisterna (Ansa)

E' deceduto Giovanni Ferlazzo. Aveva 83 anni. Alla famiglia le condoglianze della famiglia Sarpi e di Eolienews


 

Cessata attività effusiva dallo Stromboli. L'Ansa del direttore Sarpi

 Da oggi pomeriggio sullo Stromboli il piccolo flusso, generatosi lo scorso 26 dicembre, non è più alimentato ed è in raffreddamento. Lo comunica l’INGV – Osservatorio Etneo. Continua la consueta attività stromboliana dalle diverse bocche poste nelle principali aree crateriche: l’attività esplosiva è prodotta, in prevalenza, da 5 bocche eruttive, localizzate nell’area craterica nord e da 2 bocche poste nell’area centro meridionale del vulcano.

E' deceduto Giuseppe Favaloro detto "Pino Vulcano"

Le onoranze funebri sono a cura della ditta 
ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le nostre condoglianze