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lunedì 19 dicembre 2011

IMU questa sconosciuta. Vediamo di capirci qualcosa (di Gianfranco Guarino)

In quest'ultimo periodo siamo stati invasi da una marea di novità in ambito fiscale, in particolar modo dall'I.M.U. (Imposta Municipale Unica), detta anche nuova I.C.I.
            A prima vista, ci sembra di conoscerla, di rivedere un vecchio film.
            Sarà il mio lavoro, il ruolo politico o la curiosità che mi ha indotto ad approfondire l'argomento, anche per cercare di conoscere le ricadute sulla gente e sul nostro Comune, in considerazione delle gravissime problematiche di bilancio in cui versa.
            Vediamo di capirci qualcosa di più:
            La prima casa deve pagare una aliquota base del 4 per mille del valore della rendita catastale prima aumentata del 5% e successivamente il risultato moltiplicato per 160, dopodichè si divide per mille e si moltiplica per 4 (es. rendita € 1.000,00 x 5% = € 50,00 proseguendo € 1.000,00 + € 50,00 = € 1.050,00 proseguendo € 1050,00 x 160 = € 168.000,00 si divide per 1000 per cui € 168.000,00/1000 = € 168,00 e si moltiplica per 4 per cui € 168,00 x 4 = € 672,00 risultato finale).
            Tutte le prime abitazioni hanno diritto ad uno sconto o detrazione di € 200,00, per cui con l'esempio precedente si andrebbe a pagare € 672,00 - € 200,00 = € 472,00.
            Inoltre per ogni figlio residente nella stessa abitazione di età inferiore a 26 anni si ha un ulteriore sconto di € 50,00, fino ad un massimo di € 400,00.
            Certo per usufruire interamente dello sconto legato ai figli, occorre avere ben 8 figli di età inferiore a 26 anni, lascio a voi ogni commento.
            Tutte le pertinenze abitative rientrano nell'ambito della prima casa.
            Il principio di calcolo è uguale per le seconde abitazioni, i coeficienti moltiplicatori sono diversi in base alla tipologia catastale, ma l'aliquota di base sale al 7,6 per mille e non si ha nessun tipo di sconto o detrazione.
            I comuni hanno la falcoltà di aumentare o ridurre fino al 2 per 1000 l'imposta sulla prima casa e lo stesso dicasi per le seconde case, in questo caso fino ad un massimo del 3 per mille
            L'aumento medio ammonta al 60% rispetto a quanto pagato fino al 2011 e ritorna l'imposta per la prima casa.
            Viene da pensare che trattandosi di imposta definita municipale il Comune di Lipari dovrebbe aver risolto tutti i problemi di bilancio, in quanto l'entrata prevista per il 2011 ammonta ad € 3.100.000,00 senza la prima casa.
            Considerato che la vecchia I.C.I. produceva introiti per circa € 600.000,00, se sommiamo le entrate nelle casse del Comune dovrebbero entrare circa € 6.000.000,00, di fatto il doppio di quanto previsto.
            Ho pensato si paga salato ma finalmente potremo avere dei servizi migliori, come mi sbagliavo.
            Leggendo in modo più attento si scopre che la metà delle somme relative alle seconde case sono esclusivamente dello stato, per il nostro Comune la cifra ammonta a circa € 2.500.000,00.
            Ho pensato, almeno si avranno maggiori introiti per almeno € 400.000,00, continuavo a sbagliare, poiché i maggiori introiti rispetto a quanto preventivato ossia € 3.100.000,00 saranno compensati con una pari riduzione nell'importo dei trasferimenti stato – comune,  nel nostro caso € 400.000,00 circa.
            Non può mancare la ciliegina sulla torta, in caso che i comuni decidano di abbassare le aliquote, lo possono fare solo sulla propria pelle, in quanto allo stato bisogna dare l'importo calcolato con i parametri base, al netto di aumenti e riduzioni.
            Di fatto i comuni se vogliono maggiori introiti, debbono per forza aumentare le aliquote attualmente previste.
            Solo qualche riflessione, è incredibile ma l'hanno chiamata imposta municipale unica, dalle somme in circolazione nel nostro comune scompariranno € 2.900.000,00 circa, a tanto ammonta il contributo che gli Eoliani verseranno allo stato, mi chiedo in cambio di cosa, con un ulteriore impoverimento generale.
Spero di aver suscitato un qualche interesse, provate anche voi ad approfondire e scoprirete che le sorprese non sono finite, basta leggere l'articolo 14 del decreto salva Italia, relativo all'Istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi per scoprire che i principi ispiratori sono gli stessi dell'IMU, e cioè riduzione dei trasferimenti stato – comuni e ovviamente incremento del tributo sulla pelle dei cittadini.
Ma ad oggi diventa difficile fare ipotesi e stime dei costi.
Il Consigliere Comunale
Gianfranco Guarino

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