Reportage di Eolienews su Giorgio Armani a Lipari. Dallo yacth ormeggiato a Marina Lunga, alla passeggiata e allo shopping sul Corso Vittorio Emanuele. Eolie e Eolienews sempre più "vippaiole" e giovedì arriva arriva a Lipari per un'altra grande serata alla discoteca Sealight, Fabrizio Corona
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domenica 27 luglio 2008
Salina: Giovanissimo perde la vita in un incidente stradale
Vincenzo Pittorino, 22 anni, di Leni (Salina) ha perso la vita a seguito di un drammatico incidente stradale verificatosi ieri pomeriggio lungo la provinciale che dal centro abitato conduce alla frazione di Rinella. Il giovane stava percorrendo in bici la strada quando, in prossimità di una semicurva, in prossimità del camping "Tre pini", per cause in corso di accertamento, si è scontrato con una moto Yamaha, condotta dal 24enne M.F. di Milazzo che procedeva in senso opposto. Immediatamente soccorso le sue condizioni sono apparse subito gravissime e i sanitari, che gli hanno riscontrato un gravissimo trauma cranico, hanno chiesto l'intervento dell'elicottero del 118 che ha provveduto a trasportarlo all'ospedale Papardo di Messina. Nella notte, nonostante il prodigarsi dei sanitari del reparto di neurochirurgia, è deceduto. Il giovane, così come la sua famiglia, era molto conosciuto nell'isola e collaborava con il padre nel negozio di elettrodomestici che questi gestisce a Santa Marina Salina. I carabinieri di Santa Marina Salina, al comando del luogotenente Gimmi Stefani, hanno avviato, di concerto con il dottor Francesco Massara della Procura della Repubblica di Barcellona, le indagini per accertare la dinamica dell'incidente ed eventuali responsabilità. Non si esclude un eventuale ricorso all'autopsia sul corpo dello sfirtunato isolano. Per il motociclista milazzese, quale atto dovuto, dovrebbe scattare l'iscrizione nel registro degli indagati.
Sottomonastero: "Divieto di sbarco" ma per chi?
Il sindaco di Lipari ha emesso, come da noi riportato, una ordinanza che, per motivi contingibili, legati alla salvaguardia della pubblica incolumità, vieta lo sbarco a Sottomonastero dei turisti dai cosidetti "barconi" turistici.Un divieto "piccolo piccolo" e solo sulla carta se è vero che, in assenza di adeguati controlli(i vigili urbani non si possono certo moltiplicare), stamattina Sottomonastero è stata letteralmente invasa dai barconi. Dopo due giorni l'ordinanza sembra essere già "fumo". La foto da noi realizzata oggi (ingrandendola si può leggere giorno e ora), con ben cinque barconi che hanno "vomitato" centinia di turisti, è più eloquente di ogni altro commento.
Lipari: E' arrivato anche Giorgio Armani
Continua il "pellegrinaggio" dei vip nelle Eolie. Ieri sera è approdato a Lipari con il suo favoloso "Main" lo stilista Giorgio Armani. La consueta tappa nell'arcipelago prima di raggiungere la "sua" Pantelleria. Il 74 enne stilista, che l'undici luglio scorso ha festeggiato il suo compleanno in Sardegna, si è concesso una cena a base di pesce in un notissimo ristorante di Lipari centro. Poi, accompagnato da due guardie del corpo, si è concesso una breve passeggiata sul lungomare di Marina Lunga dove, in uno dei pontili galleggianti , è ormeggiato il suo yacht.Armani stamattina è tornato sul corso Vittorio Emanuele dove ha fatto shopping in un negozio di articoli da mare. Poi, insieme al suo gruppo, si è fermato a fare colazione in un bar dell'isola. Tra qualche ora dovrebbe riprendere il largo con il suo megayacht.
Nel pomeriggio pubblicheremo le foto della passeggiata mattutina di Armani.
Vip e dintorni sulla Gazzetta del sud di oggi
Per tutti è il “prete dell'isola dei vip” ma Don Lio Raffaele (42 anni), nativo di Lipari, si definisce solo un umile pastore di anime. “Nel mio “gregge”, d'estate allargato anche a personaggi noti che frequentano Panarea, sono tutti allo stesso livello. Dio non sta certo a distinguere tra chi viaggia a bordo di lussuosi yacht e l'isolano che si muove con la bici o a piedi”. Don Lio, spirito da vecchio pastore di anime, ma perfettamente calato in quella che è la realtà tecnologica e sociale dei nostri tempi, ha visto sfilare nella sua chiesa decine e decine di personaggi che farebbero la gioia di giornalisti e paparazzi. Dal ministro Stefania Prestigiacomo ai gioiellieri Paolo e Nicola Bulgari, da Alessandra Borghese all'ex guardasigilli Clemente Mastella, dall'imprenditore Diego della Valle a Flavia Vento. A Panarea si vocifera addirittura che l'ex pugile Mike Tyson, ormeggiato lo scorso anno con la sua imbarcazione nei pressi del porto dell'isola, rimase fortemente colpito dall'immagine di questo prete longineo e abbronzato che, alla guida di un motoscafo, gli transitò accanto e che sul momento scambiò per un attore che stava girando la scena di qualche film. La sera stessa, durante una cena in un noto ristorante di Panarea, Tyson cercò di capire quale film si stesse girando nell'isola e quando gli venne riferito che colui che aveva visto era un prete in carne ed ossa stentò quasi a crederci. Quando parlavamo di tecnologia facevamo riferimento appunto anche al suo inusuale(per un prete) modo spostarsi da Panarea a Vulcano (dove si trova l'altra parrocchia che gli è stata affidata). Don Lio, in un territorio dove i collegamenti marittimi lasciano alquanto a desiderare anche come puntualità, per almeno sette mesi all'anno percorre le 15 miglia marine che separano le due isole con un motoscafo di seconda mano acquistato dai fedeli attraverso una colletta. Ciò gli permette di essere puntuale alle varie funzioni religiose in entrambe le isole. D'inverno, quando le condizioni meteomarine non permettono agli aliscafi di muoversi, “strappa” un passaggio per raggiungere i suoi fedeli ad una società elicotteristica locale. Don Lio, figlio di pescatori, ha dimostrato sino ad oggi di essere un ottimo “nocchiero di Dio” riuscendo in pochissimo tempo, tra non p
ochi sacrifici e con grande forza di volontà, a far rifiorire le parrocchie che gli sono state affidate, coinvolgendo anche diversi giovanissimi. Sacrifici e forza di volontà che, comunque, sembrano essere nel DNA della sua famiglia se è vero che le tre sorelle Mirella, Katia e Vera gestiscono alla grande uno dei pontili galleggianti a Porto Pignataro nell'isola di Lipari...uno di quei pontili dove approdano i vip in vacanza alle Eolie. E in una settimana dove i vip non sono certo mancati(Valentino,Cavalli, Caltagirone, Costantino, Minoli) un “flash” a parte lo merita sicuramente Anna Crisafulli, una signora di Messina che vip non è che ma che può fregiarsi del titolo di turista più avanti negli anni fra quelli che in questo momento frequentano le Eolie. Novantotto anni(novantanove tra pochissimo, ad ottobre per la precisione) portati brillantemente e vissuti in piena autonomia. Pochi i segreti: una vita sana e impegnata, il sole delle Eolie dove si concede una vacanza da oltre vent'anni consecutivi e un viaggio una volta all'anno alle terme.sabato 26 luglio 2008
Lipari: Il sindaco vieta lo sbarco dai barconi a Sottomonastero
Il sindaco di Lipari, con ordinanza n.35 del 25 luglio, ha disposto il divieto di sbarco a Sottomonastero dei turisti provenienti dalle coste siciliane e calabresi o da altri lidi con le motonavi diverse dai mezzi commerciali di linea. Stabilito anche quale punto alternativo di sbarco il molo di Marina Corta. Eventuali violazioni, fatte salve le disposizioni penali, saranno punite co una sanzione amministrativa di 500 euro. In caso di reiterazione della stessa violazione la sanzione sarà raddoppiata. L'ordinanza “contigibile ed urgente” mira a “regolarizzare il traffico veicolare e pedonale nella zona di Sottomonastero”.
Finisce così, salvo ulteriori probabili nuovi risvolti, il tira e molla tra il comune e il comandante del Porto Luca Politi sulla necessità di destinare Marina Corta quale unico approdo per i barconi e su una ordinanza, in tal senso, che il comandante del porto ha ritenuto di non poter emettere. L'ordinanza è indispensabile- secondo il sindaco- in considerazione delle infrastrutture insufficienti a far fronte all’eccezionale flusso turistico, di mezzi pubblici e privati che operano durante la giornata nell'area portuale di Sottomonastero e nella strada limitrofa, dell'esistenza sul porto di uno scalo di alaggio, dove vengono durante la giornata movimentate numerose imbarcazioni. Inoltre- sempre secondo l'ordinanza- l'approdo della nave dei rifiuti e la relativa movimentazione dei mezzi, le oltre 15 navi di linea che approdano giornalmente mettono in pericolo la sicurezza e l' incolumità di tutti coloro che transitano nella zona.
Nella foto: Un barcone in fase di approdo a Sottomonastero
Sottomonastero: Che caos. E a dirigere il traffico nel porto devono intervenire i carabinieri
Grande caos stamattina intorno alle 11.00 nell'area portuale di Sottomonastero per l'arrivo contemporaneo di due traghetti che, finalmente, da un certo punto di vista, hanno sbarcato sull'isola un buon numero di persone con gommoni e auto al seguito. Caos amplificato dall'andirivieni di ogni tipo di mezzi sin sotto l'approdo dei traghetti e dall'assoluta assenza di uno, dicasi uno, marinaio del Circomare. Al punto che, per disciplinare il traffico in area portuale ed evitare gli ingorghi che si stavano creando sono dovuti intervenire i carabinieri della stazione mobile che hanno risolto la situazione. Carabinieri che hanno dovuto tralasciare per questo quello che era il loro compito originario. Logico chiedersi, così come hanno fatto in molti se, specie in questo periodo, non sia necessario dislocare a Sottomonastero uno o più marinai che disciplinino gli accessi al porto e il traffico in ambito portuale...oltre ad elevare multe per divieto di sosta.
Lo Cascio: Risposta aperta alla lettera aperta del geom. Scafidi(FIDC)
Non si fa attendere la risposta del consigliere Pietro Lo Cascio alla lettera inviatagli dal geom. Angelo Scafidi, presidente della sezione di Lipari della Federazione Italiana della Caccia. La stessa lettera viene inviata per conoscenza al sindaco di Lipari e ai corrispondenti locali degli organi di stampa. Il testo:Oggetto: risposta aperta alla lettera aperta al geom. Scafidi, presidente della locale Sezione F.I.D.C.
"Desidero innanzitutto ringraziare il geom. Scafidi che, nella sua qualità di presidente della locale sezione F.I.D.C., ha dedicato certamente molto tempo a elaborare la lunga lettera inviatami; lo ringrazio non tanto per le numerose critiche, delle quali prendo atto ma che in molti casi riflettono sensibili divergenze di opinione o competenze in materia balistica che non possiedo, quanto per alcune sue preziose affermazioni che manifestano – mi pare di intuire – il desiderio di prendere parte a un dibattito sul tema degli incendi e del territorio delle nostre isole. Dibattito al quale chi rappresenta un’associazione che conta centinaia di iscritti, e che ha come scopo sociale un’attività di indubbio impatto sulla gestione del nostro patrimonio ambientale, ritiene giustamente di dover partecipare.
Il presidente Scafidi è convinto che i piromani dei giorni scorsi siano mani estranee alla nostra comunità. Rispetto la sua opinione, ma è inequivocabile che gli incendi siano partiti quasi simultaneamente da luoghi dove soltanto chi possiede una buona conoscenza del territorio sarebbe in grado di recarsi. Per tali ragioni sarei portato a credere che, in realtà, l’autore o gli autori degli incendi si nascondano tra noi; questo, però, non significa che un’intera comunità (me e il presidente della FIDC compresi) debba essere ritenuta responsabile di queste azioni criminali, e non comprendo quindi perché i nostri concittadini dovrebbero sentirsi in qualche modo offesi dalle affermazioni contenute nella mia lettera; in particolare, non comprendo perché Scafidi chiami in causa quelli di Pianoconte, ergendosi a portavoce della loro indignazione: oltre ad avere un padre nato a Pianoconte, lì annovero tanti amici e alcuni parenti, che non si sono sentiti minimamente offesi da una ipotesi semplice, razionale e priva di riferimenti o insinuazioni rivolte ad alcuna contrada. Chiarito questo spiacevole dubbio, prendo atto invece che per il presidente Scafidi gli incendi verificatisi recentemente non devono essere trattati alla stregua di calamità naturali, “come oggi alcuni vogliono farci credere”. Gli incendi, per lui, sono infatti “eventi imprevedibili ed incontrollabili”; perché, dunque, porsi dei problemi e avanzare critiche immeritate all’amministrazione?
Su questo mi permetto di dissentire e desidero aggiungere il fatto che, nella mia precedente lettera, ho avanzato al contempo un dubbio e una critica. Il dubbio riguardava l’opportunità di una revisione dell’atteggiamento ostile dell’amministrazione nei confronti di una riserva, alla luce dei nuovi, gravi danni ambientali. Scafidi sciorina numeri, veritieri, relativi agli incendi che hanno devastato negli ultimi anni parchi e riserve, sostenendo l’inutilità delle aree protette e la loro esclusiva funzione quali “poltrone per amici di qualche politico” e per studiosi di “scarafaggi”. Il paragone con Salina, però, secondo me resta valido: se da un lato è vero che l’incendio di Monte dei Porri ha avuto proporzioni allarmanti, dall’altro inviterei il presidente della FIDC a riflettere sulla differenza che passa tra gli oltre 20 incendi verificatisi a Lipari e i 3 (due dei quali, peraltro, limitati a poche centinaia di metri quadrati) che hanno interessato la seconda isola delle Eolie durante lo scorso anno.
Può darsi, però, che una Riserva a Lipari non sia un efficace deterrente per questi eventi e, dunque, che Scafidi abbia ragione su questo punto: anche questa è una sua opinione, e la rispetto. Allora il problema deve investire direttamente l’amministrazione, e le mie critiche non prendono corpo nella lettera del 14 luglio scorso, ma già lo scorso anno, quando insieme ai colleghi della minoranza abbiamo presentato alcune interrogazioni e una richiesta di autoconvocazione, ad oggi rimasta inevasa. Il problema, seppure completamente ignorato nella lettera di Scafidi, è quello del “Catasto delle aree percorse dal fuoco”, problema che il presidente della FIDC conosce benissimo, svolgendo anche la professione di geometra.
Il nostro comune è tutt’ora inadempiente rispetto a quanto previsto dalla Legge quadro 353 del 2000 e dalla successiva legislazione regionale di recepimento, ovvero rispetto all’istituzione di un catasto – accessibile al pubblico – delle aree bruciate dagli incendi, sulle quali vengono istituiti il divieto di caccia, di pascolo e di edificazione. Il fatto che ancora oggi il Comune di Lipari non lo abbia redatto è, a mio avviso, estremamente grave, soprattutto dopo un anno horribilis, come il 2007, dove centinaia di ettari sono andati in fumo in meno di due mesi.
Quando il presidente Scafidi sostiene che i cacciatori sono i primi ad essere danneggiati dagli incendi, afferma una verità “teorica”. In teoria, per dieci anni i terreni bruciati sarebbero interdetti alla caccia. In pratica, mancando di uno strumento come il catasto, non è facile stabilire – dopo qualche anno – se e quando una determinata area sia stata incendiata o meno. Le piante, infatti, fortunatamente rigettano, e la memoria è corta. L’urgenza di istituire questo strumento non è una velleità mia, caro presidente Scafidi. Le cito alcuni passi contenuti nel Comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, apparso sulla G.U. n. 140 del 17 giugno 2008 a firma del Presidente Berlusconi, avente come oggetto “l’indirizzo operativo per fronteggiare gli incendi boschivi e i rischi conseguenti nella stagione estiva 2008”:
“L’esperienza dell’estate 2007 ha messo in luce alcune difficoltà derivanti sia dalla mancanza di ogni effetto preventivamente dissuasivo affidato dalla norma all’adozione ed aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco […] infatti, alla data di luglio 2007, il catasto delle aree percorse dal fuoco risultava istituito presso ben pochi comuni dell’Italia centro-meridionale, perdendo così ogni capacità e possibilità di esplicare un generale, permanente e pervasivo effetto deterrente nei confronti delle azioni antropiche, sia dolose che colpose, alla base dell’innesco degli incendi e della loro propagazione […] nell’ottica di porre rimedio a tale situazione, successivamente alla dichiarazione dello stato di emergenza, sono state emanate due distinte ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri, rispettivamente l’OPCM n. 3606 del 28 agosto 2007 e l’OPCM n. 3624 del 22 ottobre 2007, concernenti complessivamente i territori regionali di Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Marche, Molise, Sardegna e Umbria, con le quali è stato nominato Commissario delegato il Capo del Dipartimento della Protezione Civile. Tra le attività disciplinate nelle citate ordinanze […] certamente devono essere adeguatamente valorizzate proprio quelle per l’istituzione del catasto delle superfici percorse dal fuoco e per la predisposizione dei piani comunali o intercomunali di protezione civile […] quindi, nell’ottica di un’azione sinergica […] vogliano le SS.LL. […] porre in essere ogni possibile azione affinché tutti i comuni realizzino, oltre alla già recente istituzione, anche il tempestivo aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco, ai sensi dell’art. 10 della legge 21 novembre 2000, n. 353”.
Sono certo, di fronte a questo autorevole richiamo, che il presidente della FIDC vorrà associarsi alla nostra reiterata richiesta al Sindaco di provvedere con urgenza all’istituzione del catasto, anche e soprattutto a garanzia e a tutela dei suoi iscritti. Mi auguro infatti che non voglia ripetere la discutibile figura nella quale è incorso l’anno passato, quando la Federazione che egli rappresenta ha ritenuto superfluo informare i propri soci dell’esistenza di un temporaneo divieto di caccia nei SIC e nelle ZPS siciliane, con il risultato di esporli al rischio di pesanti sanzioni, e ho dovuto farlo io".
venerdì 25 luglio 2008
Le isole della vergogna: Colta da malessere in mare, viene trasferita in motoape alla guardia medica, il cadavere resta sulla veranda per due ore
Quella del titolo non è una scena di un film dell'orrore ma un incredibile episodio realmente accaduto oggi a Panarea. Una 60enne donna di Pavia, Candida Gaietta, dopo essersi tuffata in mare a Lisca Bianca, viene colta da malore, viene soccorsa dal marito e da altri parenti, e trasportata al porto. Qui, purtroppo, giunge cadavere. Ma alla disgrazia si aggiunge una incredibile odissea. L'ambulanza elettrica non funziona e viene trasferita alla guardia medica con la motoape. Il medico di guardia non può fare altro che constatarne il decesso e attivare la procedura usata in questi casi.
Ma la guardia medica di Panarea non è certo la reggia di Caserta anzi... tutto il contrario. Il povero medico di guardia, che in una unica e misera stanzetta non può certo tenere il povero corpo sulla lettiga e visitare i pazienti, non sa a che santo votarsi. In attesa delle disposizioni del magistrato di turno e di un trasferimento della povera donna a ll'obitorio di Lipari non può fare altro, d'accordo con le forze dell'ordine intervenute, che trasferirla nella veranda del presidio, in una zona fresca e ventilata per quanto possibile. Ed è lì che il corpo esanime della donna è rimasto per circa due ore, avvolta in un lenzuolo, tra la disperazione del marito e dei parenti. Adesso si sta provvedendo a trasferirla a Lipari con una motovedetta. La donna, con il marito e gli amici era in vacanza a Salina.
E' vero alla morte non c'è rimedio, ma quanto accaduto alla povera donna (dal trasporto in motoape al "soggiorno" in veranda) è un qualcosa di inumano e, nonostante il grande orgoglio che abbiamo per la nostra eolianità, non può che farci vergognare per come in queste isole si vive e si muore.
Ma la guardia medica di Panarea non è certo la reggia di Caserta anzi... tutto il contrario. Il povero medico di guardia, che in una unica e misera stanzetta non può certo tenere il povero corpo sulla lettiga e visitare i pazienti, non sa a che santo votarsi. In attesa delle disposizioni del magistrato di turno e di un trasferimento della povera donna a ll'obitorio di Lipari non può fare altro, d'accordo con le forze dell'ordine intervenute, che trasferirla nella veranda del presidio, in una zona fresca e ventilata per quanto possibile. Ed è lì che il corpo esanime della donna è rimasto per circa due ore, avvolta in un lenzuolo, tra la disperazione del marito e dei parenti. Adesso si sta provvedendo a trasferirla a Lipari con una motovedetta. La donna, con il marito e gli amici era in vacanza a Salina.
E' vero alla morte non c'è rimedio, ma quanto accaduto alla povera donna (dal trasporto in motoape al "soggiorno" in veranda) è un qualcosa di inumano e, nonostante il grande orgoglio che abbiamo per la nostra eolianità, non può che farci vergognare per come in queste isole si vive e si muore.
Lipari: Trasferito al prefetto-commissario tutto il "malloppo" dell'emergenza. Viaria e portuale compresa
Ama le Eolie: La crisi del turismo e i tagli della Siremar.
Il presidente dell'associazione "Ama le Eolie" ing. Emanuele Carnevale ha inviato una lettera al ministro dei Trasporti Altero Matteoli, al presidente della Regione, al Prefetto e alla Siremar.Il testo:
"Il sottoscritto Ing. Emanuele Carnevale, nella qualità di Presidente della Libera Associazione Imprenditori “Ama le Eolie”, a seguito delle innumerevoli difficoltà in cui versa il settore dei trasporti marittimi nelle isole Eolie, con la presente nota espone e chiede quanto segue:
Premesso:
- che la predetta Associazione è costituita da Imprenditori, che operano a vario titolo e da diversi anni, nell’Arcipelago Eoliano;
-che a seguito di alcune penalizzanti iniziative del Governo Centrale, tra le quali un drastico ridimensionamento dei collegamenti marittimi con la città di Napoli, assicurati per decenni dalla società Siremar, che ha comportato la riduzione della frequenza di detti collegamenti nel periodo estivo, dalle sei a due corse settimanali;
-che le date di partenza delle suddette rimanenti corse, non consentono al viaggiatore proveniente da Napoli il ritorno di sabato;
- che tale decisione, sta provocando conseguenze devastanti sulla già precaria situazione economica delle Isole Eolie, aggravata oggi da una forte crisi del settore turistico e dalla chiusura delle cave di pomice;
-che la società Siremar, nel quadro dei collegamenti in atto vigenti, detiene comportamenti e azioni irresponsabili nei riguardi degli obblighi derivati dalla gestione di un servizio pubblico, come: 1) la mancata effettuazione delle tre corse giornaliere da Milazzo della nave veloce a partire dal primo Luglio, come effettuate negli anni precedenti; 2) l’impossibilità di prenotare o staccare biglietti per il trasferimento via nave, di autovetture o automezzi, nei giorni precedenti al viaggio, in nome di una decisione della società SIREMAR che obbliga le agenzie a staccare biglietti o prenotare, sino ad un certo numero di mezzi per corsa, oltre il quale bisogna acquistare il biglietto nelle giornate di partenza, impedendo una preventiva pianificazione del viaggio necessaria per i viaggiatori; 3)l’annullamento di intere linee di collegamento, anche per diversi giorni quando un mezzo si guasta, a totale sfregio degli obblighi di garanzia per il mantenimento di un servizio pubblico; 4) la totale mancanza di un adeguato servizio d’ informazioni . Inoltre, l’assenza di un idoneo servizio di accoglienza dei nostri viaggiatori, tal volta boicottato come la stazione marittima a Milazzo, completata da due anni e mai utilizzata in maniera sufficiente in quanto distante oltre duecento metri dall’imbarco degli aliscafi.
Per quanto sopra, si chiede alla Signorie Vostre un immediato intervento atto a verificare:
-tutte le possibilità per garantire alle Isole Eolie un adeguato servizio di collegamenti marittimi, effettuati nel rispetto di quanto previsto nelle Leggi Nazionali 684/74 e 169/75 e dell’art. 34 del Dpr 301/79;
-le responsabilità di decisioni che stanno, non solo inginocchiando l’economia Eoliana, ma anche devastando l’immagine turistica di queste Isole;-se esiste in tali decisioni, determinate con la motivazione di mancanza di fondi sufficienti, la volontà di creare danno e disagi agli Eoliani, in nome di un più generale assetto dei flussi turistici che qualcuno intende ridimensionare sulle Nostre Isole. Risulta incomprensibile, infatti, come da alcuni anni il settore dei collegamenti marittimi continui ad essere ridotto sino ad arrivare oggi ai livelli di venti anni fa, nonostante l’avvenuta riqualificazione dell’offerta turistica delle Isole Eolie con un aumento complessivo di circa 1.500 posti letto e l’apertura di tre nuovi Hotels cinque stelle.
Riservandomi, nella qualità di Presidente della Libera Associazione Imprenditori “Ama le Eolie”, di intervenire in tutte le opportune sedi, per rivendicare i nostri diritti e valutare i danni subiti dall’Imprenditoria che opera nelle Eolie a causa di quanto sopra, invito tutte le Autorità ad intervenire con assoluta urgenza per il ripristino dei diritti e delle giuste aspettative della gente delle Eolie e delle isole minori italiane".
Alicudi: Fiamme, paura e soccorsi bloccati a Lipari
Ha bruciato per tutta la notte e sino a stamattina come un immenso cerino la piccola e remota isola di Alicudi. Per residenti e villeggianti è stata una lunga notte di paura per un incendio che ha mandato in fumo circa 50 ettari di macchia mediterranea e che pericolosamente lambito case e villette. L’allarme è scattato alle 23 e 30 quando sono stati allertati i carabinieri di Filicudi. Un immediato contatto con la prefettura di Messina e si è subito capito che sarebbe stata una notte difficile. Non c'era, infatti, vista l'ora, la possibilità di contare sui mezzi aerei. Solo alle tre del mattino i vigili del fuoco, impegnati a Lipari in un altro incendio, sono riusciti a raggiungere l'isola con la motovedetta dei carabinieri ma hanno dovuto "sprecare" altri 90 minuti per raggiungere a piedi le zone percorse di Tonna e Pianicello, interessate dall'incendio. Una grossa mano d'aiuto è arrivata dal cielo intorno alle 7 e 30 quando un canadair ha effettuato una trentina di lanci di acqua di mare domando e spegnendo il rogo. Un’ora dopo è giunta sull’isola anche la motovedetta della polizia con a bordo il maresciallo della Forestale Carmelo Maieli per il coordinamento degli interventi di bonifica ad opera della squadra antincendio.Al di là del gesto criminale resta il fatto evidente che l'isola è rimasta abbandonata a se stessa per tante, troppe lunghe ore. Una situazione che ripropone anche la necessità che il distaccamento dei vigili del fuoco di Lipari debba avere in dotazione un mezzo anfibio con il quale spostarsi in un territorio particolare come quello eoliano.
La Greca: Lettera aperta sulla problematica incendi
Il testo:
"Egr. geom. Scaffidi,
come lei, nella qualità di semplice cittadino, ho avuto modo di leggere la lettera del consigliere comunale Lo Cascio all'indomani del primo serio incendio che ha interessato la nostra isola di Lipari, naturalmente condivido buona parte del contenuto della nota del consigliere tuttavia ciò non esula dalla possibilità di aprire di un dialogo anche con chi, come Lei, la pensa diversamente.
Le assicuro che è questo lo spirito della mia nota e mi auguro di poter contribuire a stemperare alcuni aspetti critici della Sua nota che non condivido rivolti al consigliere Lo Cascio.
Inizio, come mio solito, dalle cose per le quali sono d'accordo con Lei.
In un passo della Sua nota lei parla di “lavorare per fronteggiarli,mediante l'ausilio di uomini, mezzi e strutture, ovvero potenziando, durante il periodo estivo, il Corpo Forestale e dei vigili del fuoco e creando nelle zone più esposte delle battiere anti-incendio al fine di migliorare l'ottimo lavoro che queste persone stanno già facendo”.
Vedo, quando io personalmente, o il consigliere Lo Cascio, ci siamo rivolti al sindaco Bruno sulla problematica degli incendi, subito dopo la stagione 2007, non era soltanto per criticarlo ma per cercare di avviare ed attivare tutta quella serie di azioni che lei sinteticamente ha elencato. Il tempo c'era, oltretutto, dopo i drammatici fatti di Patti in cui sono morte delle persone, la Prefettura di Messina, ha avviato un'azione di monitoraggio e controllo per cercare di prevenire e porre in essere un Piano antincendio su base provinciale ponendo a carico dei Comuni alcuni adempimenti, come la mappatura dei terreni percorsi dal fuoco ed altri elementi che non sto qui ad elencare ma posso fornire in qualsiasi momento. I consiglieri comunali di minoranza sono arrivati anche a presentare una richiesta di autoconvocazione del consiglio proprio per parlare e cercare di trovare quegli accorgimenti atti a ridurre o prevenire gli incendi, autoconvocazione mai discussa in consiglio.
Queste sono fondamentalmente le critiche che personalmente muovo all'amministrazione Bruno. Anch'io sono stato assessore, e proprio quell'incendio che lei ricorda, ha condotto al potenziamento dei vigili del fuoco, con l'acquisto delle attrezzature ed al riconoscimento di contributi alle associazioni di volontariato per combattere e prevenire gli incendi; da quell'evento sono nati corsi di formazione per il personale comunale e per i volontari tenuti dalla forestale a Lipari, da quell'evento sono nate delle programmazioni che hanno consentito una gestione sinergica delle poche unità disponibili e una sensibile riduzione degli incendi negli anni successi, confermata dalle statistiche della Guardia Forestale di Lipari.
Iniziamo adesso dalle cose che non mi vedono d'accordo con Lei.
Nell'introduzione della Sua nota Lei parla di “condannare il folle gesto di alcuni piromani “ Lei sa benessimo che soltanto un piromane o più piromani da anni distruggono il nostro territorio, tuttavia, anch'io come il consigliere Lo Cascio sono dell'opinione che la mano criminale sia locale, soltanto un locale, come noi tutti, conosce i luoghi e sa perfettamente dove, come e quando colpire. È grave, gravissimo, ma dobbiamo prendere atto che non siano più quell'isola felice che abbiamo vissuto nella nostra infanzia, la sua come la mia, essendo quasi coetanei.
Io per primo sono orgoglioso di essere eoliano, di avere non semplicemente un nonno, ma centinaia di anni di testimonianze, di dedizione e di lavoro per la nostra isola, bagnata dal sangue dei miei antenati. Lo stesso posso confermare per il consigliere Lo Cascio. Un suo antenato, già sindaco di Lipari e più volteconsigliere comunale, è riuscito a vincere una causa che contrapponeva il Comune al Vescovo proprio per il possesso delle terre pomicifere. I nostri concittadini in suo onore hanno intestato una strada centrale della nostra città. Ma qui non è in discussione la nostra eolianità, dobbiamo amaramente prendere atto che c'è qualche mela marcia tra di noi, e che va individuata, se possibile, ed isolata. Anche in queste si riconosce l'eolianità.
Non sono d'accordo con Lei quando sminuisce l'investimento di Condotte d'Acqua sull'intera portualità dell'isola di Lipari definendola “una società non locale gestirà una banchina” e ritiene, di contro, che l'eventuale introduzione della Riserva Naturale Orientata nell'isola di Lipari equivalga ad un esproprio forzato. Non sono d'accordo, abbiamo una visione diversa, ma non voglio demonizzare la Sua come mi auguro Lei non voglia demonizzare la mia. Anch'io ho terreni in zona di riserva “A” o in altri luoghi a tutela vincolata, ma non mi sento espropriato nonostante siano nostri da centinaia di anni, al massimo mi possono imporre delle regole.
Infine, con una parola di pace, visto l'argomento e l'interesse che in qualche modo il consigliere Lo Cascio ha sollevato sulla problematica, la invito come rappresentante della locale federazione della Caccia, ad organizzare un incontro pubblico per parlare di cosa possiamo fare tutti noi, nei prossimi mesi per arginare questo fenomeno che vede depauperarsi la nostra isola di anno in anno".
Distinti Saluti.
Giuseppe La Greca
giovedì 24 luglio 2008
Lipari: I cacciatori replicano alla nota di Lo Cascio sugli incendi
Questo il testo di una lunga nota, a firma del presidente Angelo Scafidi, con la quale l'associazione cacciatori eoliani di Lipari interviene su una nota del consigliere Pietro Lo Cascio, relativa agli incendi."Scrivo, in qualità di cittadino e di Presidente della Federazione Italiana della Caccia, Sez. di Lipari, associandomi al Consigliere del Comune di Lipari Pietro Lo Cascio, nel condannare il folle gesto di alcuni piromani che hanno appiccato incendi in diverse località dell'isola di Lipari, soprattutto nella frazione di Pianoconte, devastando una cospicua parte di macchia mediterranea.
Tuttavia, intendo anche replicare ad alcune affermazioni contenute nella lettera a firma dello stesso consigliere Lo Cascio, in ordine agli incendi della scorsa settimana e mandata in onda dalle emittenti televisive locali. Il fine è quello di evitare che mediante stampa e televisioni vengano divulgate notizie non corrette, tali da suscitare, nei confronti di chi legge o ascolta, una visione distorta della realtà, come in passato è accaduto per una presunta sassaiola ad una bacheca, di proprietà dello stesso consigliere, ad opera di qualche soggetto poco educato e di cui condanno il gesto. Televisioni e giornali locali fecero un gran parlare di attentato, di presunti colpi di arma da fuoco esplosi contro la suddetta bacheca, di presunte intimidazioni commesse nei confronti del consigliere Lo Cascio e così via. Tutta questa pubblicità sviluppò nel pensiero di chi ascoltò o lesse quelle notizie che a Lipari si sono vissute scene tratte dal film “Il Padrino” e addirittura in paese circolavano voci di un presunto atto di ripicca commesso da parte di qualche cacciatore per i fatti inerenti la denuncia dello stesso consigliere per l'esercizio della caccia nelle zone SIC e ZPS, cosa questa assolutamente non vera. .....seguono disquisizioni sulla capacità dei danni causati da arma da fuoco(ndr)
Ritornando alla lettera si legge "il consigliere esordisce con la seguente affermazione “a Lipari si aggirano individui che dedicano la loro domenica a dare alle fiamme il territorio dell'isola in cui vivono insieme alle loro famiglie”. Orbene, con tale affermazione, mi auguro che il consigliere non faccia riferimento al fatto che, autori di questi gesti, possano essere abitanti dell'isola, poiché ciò sarebbe molto grave, infatti da quanto mi risulta, a tutt'oggi non è stato tratto in arresto nessuno, né vi sono sospetti o indizi che possano far risalire ai colpevoli.
Non vedo su quali basi un rappresentante dei cittadini possa fare simili affermazioni, peraltro inopportune e fuori luogo, soprattutto, per rispetto degli abitanti di Pianoconte dove personalmente vivo con la mia famiglia. Forse non tutti sanno che gli incendi estivi rappresentano un danno per la categoria dei cacciatori di cui sono portavoce, in quanto oltre ad arrecare danni a flora e fauna, precludono l'esercizio della caccia nelle zone percorse dal fuoco per alcuni anni come stabiliscono le leggi in materia e riducono drasticamente i territori in cui si può esercitare l'attività venatoria. Per questo motivo i cacciatori, sono sempre stati contrari agli incendi e condannano pubblicamente non solo il gesto compiuto dai piromani ma anche qualsiasi gesto che abbia come fine quello di arrecare un danno alla natura, dove gli stessi passano gran parte del loro tempo libero.
Tuttavia, vorrei far notare al consigliere che gli incendi estivi sono un problema che da anni affliggono non solo Lipari e l'Italia, ma il mondo intero, per tale motivo mi sembra pretestuoso e futile l'attacco che viene mosso contro l'amministrazione Bruno, a suo dire “incapace di difendere la propria isola dagli incendi”. In realtà non è così, poiché, nonostante la sincronia con cui sono stati appiccati gli incendi, è stato dimostrato come nell'arco di poche ore, con l'intervento dei Canadair della Protezione Civile, degli uomini dei Vigili del Fuoco e della Forestale si è riusciti a domare le fiamme ed evitare maggiori danni rispetto a quelli creati.
Forse il consigliere non ricorda che in un passato recente gli incendi sull’isola venivano fronteggiati con olio di gomito da pochi uomini della Forestale, dai volontari e con l’ausilio delle sole autobotti messe a disposizione dal Comune di Lipari, allora sì che c’era da piangere e si assisteva impotenti alla distruzione di centinaia di ettari di macchia mediterranea, eppure nessuno sollevava stati di calamità naturali come oggi alcuni vogliono farci credere. Anche in passato, quando i colori politici erano diversi, Lipari fu devastata da grossi incendi, solo per citarne uno, si ricordi quello che devastò l'isola da San Salvatore fino a San Calogero, allora sì che andò in fumo mezza isola, eppure nessuno parlò di catastrofe, anche qui si vuole ricordare solo quello che fa comodo.
Oggi che invece abbiamo uomini, mezzi e tecnologia si grida al disastro, alla catastrofe, per un incendio spento in poco tempo ma soprattutto si parla di “impotenza”, come se domare fiamme di una decina di metri con il bosco secco e con il vento, fosse un gioco da ragazzi, alla portata di tutti. Poiché gli incendi sono eventi imprevedibili ed incontrollabili, vista anche la vastità del territorio, la parola “difendersi”, può assumere un duplice significato, il primo è quello di “prevenire il verificarsi di un determinato evento”, il secondo deve intendersi come “capacità e prontezza di reazione, per impedire, qualora l'evento si sia verificato, che questo possa arrecare maggiori danni”, ed è questa seconda ipotesi quella che si è verificata negli incendi della settimana scorsa, infatti, l'isola messa a dura prova, è riuscita a fronteggiarli tutti in poche ore, grazie all'intervento di mezzi e persone professionalmente competenti e preparate.
Se per ogni incendio divampato nel mondo dovesse cadere un governo o un amministrazione comunale saremmo nel caos totale.
Ma il consigliere, dopo queste sviolinate, per salvare l'isola dagli incendi, esordisce con un rimedio davvero singolare, ovvero, dar vita alla “Riserva Naturale Orientata”, in quanto come da lui sostenuto “avere un area protetta equivale ad avere un ente gestore, che tra i suoi compiti istituzionali ha anche quello del controllo e della prevenzione degli incendi”, (se questo fosse il rimedio agli incendi l’intero globo terrestre sarebbe stato trasformato in una R.N.O.).
Anche qui mi permetto di sollevare una precisazione: è sotto gli occhi di tutti che i parchi, le riserve e le oasi protette più importanti d'Italia non sono immuni agli attacchi dei piromani, basta leggere i giornali.
Dal sito del Corpo Forestale dello Stato è possibile avere un resoconto allarmante degli incendi estivi, oltre 600 roghi nei parchi nazionali nel corso del 2007, qui già si parla di parchi con degli enti gestori che percepiscono finanziamenti di gran lunga superiori a quelli di una riserva, che hanno subito notevoli danni a causa degli incendi appiccati dai piromani, non mi sembra che i piani di difesa anti-incendio di questi enti gestori siano poi così infallibili. Infatti, l'efficienza di questi enti gestori è talmente scarsa che lo stesso Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, di recente ha annunciato una gestione privata degli enti parchi, definendoli come una “sorta di poltronificio” (basti pensare a quanto ammonta la spesa che lo Stato deve sostenere per il mantenimento di queste aree protette e soprattutto quanto percepiscono di stipendi i relativi presidenti) il tutto al fine di ridurre lo sperpero di denaro pubblico. Non è un mistero che intorno a queste poltrone ruotano molteplici interessi e rappresentano una sorta di “parcheggio” per gli amici di qualche politico. Non è neppure un mistero che una gestione privata affidata a fondazioni faccia tremare il mondo ambientalista, visto che finirebbero gli sperperi per studi e ricerche inutili. E' la classica storia all'italiana, dove i nostri soldi vengono bruciati, dove anche uno scarafaggio deve essere oggetto di studio da parte di qualche cervellone che per farlo percepisce uno stipendio faraonico.
Se gli enti gestori dei parchi più importanti d'Italia non sono in grado di garantire il controllo e la prevenzione degli incendi, mi chiedo come potrà farlo l'ente gestore di una riserva così imponente come quella di Lipari, con un territorio fortemente variegato, ci troveremmo di fronte all'ennesimo sperpero di denaro pubblico per insediare altre poltrone.
Tuttavia, questa è l'isola di coloro che gridano allo scandalo se una società non locale gestirà una banchina, ma poi sono contenti se regaliamo gran parte della nostra isola ad un ente gestore di una riserva e sono anche contenti se il valore dei terreni comprati con tanti sacrifici sarà pressoché azzerato (tanto i soldi per comprarli non li hanno spesi loro). Tutto ciò scaturisce dal fatto che in quest'isola manca l’orgoglio di essere eoliani e non si apprezzano i sacrifici che i nostri padri e soprattutto i nostri nonni hanno fatto per comprare un pezzo di terra, alzandosi la mattina alle quattro per scavare pomice a Porticello, trovando alcuni di loro la morte per silicosi o altro, oppure facendo i lavori più umili al servizio di qualche signorotto del paese, purtroppo coloro che non hanno mai fatto sacrifici, non potranno mai capire chi invece ha duramente lavorato.
Ma la frase che lascia perplessi nella lettera del consigliere è che il “Sindaco abbia il dovere morale di rivedere alcune sue convinzioni” in ordine all'istituzione della Riserva, come se questa fosse una priorità assoluta. Penso che i doveri morali di un Sindaco e di un amministrazione siano ben altri, basti pensare agli ex dipendenti Pumex, a chi è senza casa o a chi non riesce a raggiungere la fine del mese con la sua paga, rifiuto qualsiasi commento ad una simile affermazione, visto che l'esistenza e la stessa sopravvivenza di un individuo con la sua famiglia vale meno di una Riserva.
Per concludere, il consigliere a supporto delle sue teorie evidenzia una sorta di impietoso raffronto tra Salina e Lipari, spudoratamente, senza considerare che si tratta di due isole completamente diverse fra loro, sia per dimensioni (Salina è più piccola di Lipari), assetto territoriale (Salina si presenta con due montagne di oltre 800 mt d'altezza, mentre Lipari è collinare con dei tratti pianeggianti), numero di abitanti (Salina ha circa 3.000 abitanti mentre Lipari ne conta oltre 10.000) e presenze durante il periodo estivo (la maggior parte del flusso turistico viene assorbito da Lipari, mentre solo una piccola parte da Salina) e facendo passare Salina, grazie alla sua riserva, per una gallina dalle uova d'oro. Peccato che nella sua lettera il consigliere non parli dell'incendio che ha colpito l'isola di Salina nell'agosto del 2007, in particolare il Monte Porri, creando gravi danni alla riserva e dove ci sono voluti addirittura diversi giorni per domare le fiamme o peggio ancora lo spaventoso incendio del 2000 che durò ben quattro giorni, mandando completamente in fumo Monte Fossa delle Felci con buona parte della sua riserva.
Infine, non riesco a capire ancora quali sono queste “migliori opportunità”, considerato che, molti giovani sono costretti a lasciare Salina per andare a lavorare altrove, peccato, che nella lettera si parli solo dei pro e non anche dei contro, della Riserva.
Con ciò non intendo assolutamente sminuire la bellezza di Salina, che non ha certamente bisogno di simili confronti, ma non mi sembra il caso di sfruttare un dramma come quello degli incendi per dar vita ad un inutile Riserva che non risolverà assolutamente nessuno di questi problemi. Sarebbe pura utopia predicare che non ci saranno più incendi o che questi diminuiranno, mentre sarebbe più ragionevole lavorare per fronteggiarli, mediante l’ausilio di uomini, mezzi e strutture, ovvero potenziando, durante il periodo estivo, il Corpo Forestale e dei Vigili del Fuoco e creando nelle zone più esposte delle barriere anti-incendio al fine di migliorare l'ottimo lavoro che queste persone stanno già facendo.
Peccato, infine, che nella sua lettera il consigliere Lo Cascio non ha sprecato una sola riga per ringraziare i ragazzi dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale ed i volontari che con molti sacrifici e con uno splendido lavoro, sono riusciti a domare gli incendi, grazie anche all'ausilio dei Canadair, nonostante questa caduta di stile del consigliere, mi sembra doveroso un ringraziamento a nome mio e di tutti i cacciatori a tutti coloro che hanno contribuito e che contribuiscono a tutelare ed a salvare con il loro lavoro il patrimonio naturale dell'isola.
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