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martedì 20 luglio 2010
Come erano le Eolie ..e gli eoliani (68° puntata) (R)
Continua il "viaggio fotografico" attraverso la rubrica "Come erano le Eolie...e gli eoliani".Per molti sarà un viaggio nel passato, per altri sarà uno scoprire un parte delle "radici", una parte di queste isole e di coloro che le hanno popolato ed amate, per molti rivedere volti conosciuti, per altri ancora rivedersi.. come non si è più.
Chiunque volesse contribuire alla riuscita di questa rubrica e vuole proporre foto delle Eolie, di personaggi, di avvenimenti può farcele pervenire a questa http://ssarpi@libero.it
In caso di problemi di scannerizzazione si possono affidare a noi foto contattandoci al 339.57.98.235.
Le foto cartacee saranno restituite.
NELLE FOTO:
1) Netturbini a Lipari nei pressi di Marina Corta
2) Famiglia La Greca in attesa di imbarcarsi in Australia sulla Marconi per tornare a Lipari
3) IV B Ist. Tecnico "G. Arcoleo di Lipari". In basso da sinistra: Nanni Ricevuto (attuale presidente della Provincia, allora professore), Marilena Mirabito, Rita Mirabito, Paola Ferlazzo, Wanda Mezzapica/ In alto da sinistra: Salvuccio Spinella, Mimmo Fonti, Annuccio Di Mech, Agostino Portelli
4) Neve a Lipari (fine anni '90)
5) La formazione dei Lupi di mare che vinse il campionato di terza categoria- Da sinistra verso destra(in basso): Li Donni S.- Ferlazzo - Amato - Mangano - Portelli - Sarpi - Puglisi - Giardina Marco - Felice Natoli / Da sinistra verso destra (in alto): Fichera - Favata - Pellegrino - Sciacchitano - D'Ambra - Gallo F. - Greco V. - Li Castro - Giardina S. - Gugliotta - Li Donni P.- Gallo
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In caso di problemi di scannerizzazione si possono affidare a noi foto contattandoci al 339.57.98.235.
Le foto cartacee saranno restituite.
NELLE FOTO:
1) Netturbini a Lipari nei pressi di Marina Corta
2) Famiglia La Greca in attesa di imbarcarsi in Australia sulla Marconi per tornare a Lipari
3) IV B Ist. Tecnico "G. Arcoleo di Lipari". In basso da sinistra: Nanni Ricevuto (attuale presidente della Provincia, allora professore), Marilena Mirabito, Rita Mirabito, Paola Ferlazzo, Wanda Mezzapica/ In alto da sinistra: Salvuccio Spinella, Mimmo Fonti, Annuccio Di Mech, Agostino Portelli
4) Neve a Lipari (fine anni '90)
5) La formazione dei Lupi di mare che vinse il campionato di terza categoria- Da sinistra verso destra(in basso): Li Donni S.- Ferlazzo - Amato - Mangano - Portelli - Sarpi - Puglisi - Giardina Marco - Felice Natoli / Da sinistra verso destra (in alto): Fichera - Favata - Pellegrino - Sciacchitano - D'Ambra - Gallo F. - Greco V. - Li Castro - Giardina S. - Gugliotta - Li Donni P.- Gallo
lunedì 19 luglio 2010
S.M. Salina: I festeggianti per la patrona S. Marina
Si sono conclusi sabato sera a S.M. Salina i festeggiamenti in onore della Patrona S.Marina. Molto partecipata la celebrazione solenne presieduta da S. E. Monsignor Bommarito, Arcivescovo Emerito di Catania. Presenti i quattro Sindaci eoliani,i rappresentanti locali delle forze e i comandanti Le Grottaglie della Marina Militare e Persano della G.di F, oltre alla confraternite di San Bartolomeo e di Santa Marina.
Soddisfatto si è dichiarato il Canonico Alessandro Lo Nardo, parroco di Santa Marina Salina e Lingua, il quale ha ringraziato Mons. Bommarito di aver accettato l’invito a presenziare le celebrazioni in onore della Patrona Santa Marina.
Mons. Bommarito ha anche voluto visitare la sede provvisoria del Sindaco posta sul molo commerciale dichiarando di condividere le motivazioni che sono alla base della protesta del primo cittadino, e assicurando allo stesso Sindaco il proprio sostegno verso le numerose difficoltà che quotidianamente si trova a dover affrontare.
VI PROPONIAMO UN BREVE VIDEO-FOTOGRAFICO
Soddisfatto si è dichiarato il Canonico Alessandro Lo Nardo, parroco di Santa Marina Salina e Lingua, il quale ha ringraziato Mons. Bommarito di aver accettato l’invito a presenziare le celebrazioni in onore della Patrona Santa Marina.
Mons. Bommarito ha anche voluto visitare la sede provvisoria del Sindaco posta sul molo commerciale dichiarando di condividere le motivazioni che sono alla base della protesta del primo cittadino, e assicurando allo stesso Sindaco il proprio sostegno verso le numerose difficoltà che quotidianamente si trova a dover affrontare.
VI PROPONIAMO UN BREVE VIDEO-FOTOGRAFICO
VULCANO (ME): ARRESTATO DAI CARABINIERI PER USURA UN COMMERCIANTE DI 77 ANNI.
Così come vi avevamo anticipato stamattina i carabinieri hanno effettuato un arresto nell'isola di Vulcano a carico di un residente del posto. Pur conoscendone il nome ed il reato contestatogli avevamo preferito non rendere pubblico il tutto in attesa del COMUNICATO STAMPA UFFICIALE DEL COMANDO PROVINCIALE DELL'ARMA.
Comunicato che è stato emesso e che integralmente riportiamo, titolo compreso:
Poco dopo le 8.00 di questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, nei confronti di CORRIERI Francesco, 77enne nativo di Lipari (ME), coniugato, imprenditore nel settore turistico e della ristorazione, incensurato, in quanto ritenuto responsabile di usura.
L’uomo, secondo quanto emerso nel corso delle indagini dei Carabinieri, nel periodo 2001-2010, avrebbe richiesto un interesse annuo pari al 209%, al suo creditore, titolare di un’attività di ristorazione sull’Isola di Vulcano.
Le indagini dei Carabinieri erano scattate nei primi mesi del 2010 su segnalazione del responsabile dell’associazione antiracket ACIAP di Patti, dr. Giuseppe SCANDURRA (Presidente della Federazione Antiracket Italiana), al quale la vittima, esasperata per la situazione debitoria che oramai si era consolidata, si era rivolta con coraggio e con fiducia nella speranza di uscire definitivamente dal tunnel del racket.
Nel corso degli accertamenti investigativi effettuati dai Carabinieri, è emerso che il CORRIERI, a seguito di un debito pari a 2.750.000 lire quale corrispettivo di un canone di locazione che nel 2001 vantava nei confronti della vittima, a distanza di 9 anni avrebbe preteso dalla stessa un saldo totale di 26.000,00 €uro e quindi con un interesse annuo del 209%.
A conclusione delle indagini, l’A.G. della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, nel concordare pienamente con le risultanze investigative dei militari dell’Arma, richiedeva al GIP del locale Tribunale l’emissione di un provvedimento cautelare nei confronti di CORRIERI Francesco.
Questa mattina, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Milazzo, collaborati dai militari della Stazione Carabinieri di Vulcano, hanno quindi dato esecuzione al provvedimento di custodia cautelare nei confronti di CORRIERI Francesco che, dopo le formalità di rito, è stato ristretto presso il proprio domicilio dove permarrà in regime di arresti domiciliari.
Comunicato che è stato emesso e che integralmente riportiamo, titolo compreso:
Poco dopo le 8.00 di questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, nei confronti di CORRIERI Francesco, 77enne nativo di Lipari (ME), coniugato, imprenditore nel settore turistico e della ristorazione, incensurato, in quanto ritenuto responsabile di usura.
L’uomo, secondo quanto emerso nel corso delle indagini dei Carabinieri, nel periodo 2001-2010, avrebbe richiesto un interesse annuo pari al 209%, al suo creditore, titolare di un’attività di ristorazione sull’Isola di Vulcano.
Le indagini dei Carabinieri erano scattate nei primi mesi del 2010 su segnalazione del responsabile dell’associazione antiracket ACIAP di Patti, dr. Giuseppe SCANDURRA (Presidente della Federazione Antiracket Italiana), al quale la vittima, esasperata per la situazione debitoria che oramai si era consolidata, si era rivolta con coraggio e con fiducia nella speranza di uscire definitivamente dal tunnel del racket.
Nel corso degli accertamenti investigativi effettuati dai Carabinieri, è emerso che il CORRIERI, a seguito di un debito pari a 2.750.000 lire quale corrispettivo di un canone di locazione che nel 2001 vantava nei confronti della vittima, a distanza di 9 anni avrebbe preteso dalla stessa un saldo totale di 26.000,00 €uro e quindi con un interesse annuo del 209%.
A conclusione delle indagini, l’A.G. della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, nel concordare pienamente con le risultanze investigative dei militari dell’Arma, richiedeva al GIP del locale Tribunale l’emissione di un provvedimento cautelare nei confronti di CORRIERI Francesco.
Questa mattina, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Milazzo, collaborati dai militari della Stazione Carabinieri di Vulcano, hanno quindi dato esecuzione al provvedimento di custodia cautelare nei confronti di CORRIERI Francesco che, dopo le formalità di rito, è stato ristretto presso il proprio domicilio dove permarrà in regime di arresti domiciliari.
A proposito del parco. "Non credo che avere un brutto parco sia meglio che non averne nessuno". (di Michele Giacomantonio)
(Michele Giacomantonio) Un po´ preso da alcuni problemi familiari e un po´ frastornato da una ridda di dichiarazioni per lo più attestate ai margini del problema senza scalfirne la sostanza, ho fino ad oggi evitato di dire la mia opinione sul Parco delle Eolie. Anche perché è un problema complesso che rischia di rimandare ad altri problemi all´infinito. Cercherò di essere chiaro a rischio di apparire schematico.
Comincio col dire che il Parco è una grande opportunità perché permette di rendere produttivi vincoli esistenti che fino ad oggi sono apparsi come puri e semplici impedimenti e questo grazie al fatto che a questi vincoli dovrebbe essere preposta una autorità (su questo torneremo più avanti) che ha i poteri di fare progetti, concorrere a finanziamenti e non solo quelli relativi al parco (ci sono anche i Fondi europei, i fondi di Heritage List, ecc.). Finalmente grazie alla istituzione del Parco i famosi vincoli stabiliti dal piano paesistico, dalle riserve, dai SIC ecc. cessano di essere puri e semplici divieti e diventano opportunità per creare nuovo sviluppo e nuova occupazione.
Questo premesso bisogna porci alcuni interrogativi e fra i tanti possibili soprattutto due: di quali vincoli si tratta? chi è che gestisce il parco?
Molte delle critiche che ho sentito non riguardano il significato e l´opportunità del parco ma le risposte che sono state date o che si crede siano state date a questi due interrogativi. Cominciamo col primo: quali vincoli?
Ma c´è bisogno veramente di nuovi vincoli oltre quelli del piano paesistico, delle riserve orientate e dei Sic? Non credo proprio, c´è anzi da razionalizzare e da rendere coerenti quelli esistenti. Io ricordo che quando si parlò dei vincoli del Piano paesistico, allora ero Sindaco, fui decisamente favorevole al Piano ma mi battei contro alcune incongruenze che rischiavano di metterlo in cattiva luce e le incongruenze erano che non si riconoscevano adeguatamente le aree per la realizzazione di servizi pubblici essenziali a cominciare da quelli per la raccolta, il pretrattamento e lo smistamento dei rifiuti solidi urbani soprattutto nelle isole minori. Ricordo uno scontro clamoroso col Sovrintendente di Messina sull´area di stoccaggio di Alicudi. Altri problemi nascevano incredibilmente per le strutture relative all´energia solare. Quindi il vero primo problema da chiarire è se vengono aggiunti nuovi vincoli rilevanti a quelli esistenti e la ragione di queste nuove limitazioni. E quindi eventualmente la battaglia va fatta contro questi nuovi vincoli e non al Parco in se. Ma per favore non si parli dei vincoli alla caccia. A costo di inimicarmi le cospicue schiere di cacciatori liparesi (ma quanti saranno mai?) voglio dire che, proprio per la caccia, un po´ di limitazioni mi sembrano opportune. Non è tollerabile che con l´alibi della caccia si possa scorazzare come meglio si crede nelle proprietà private distruggendo campi seminati, colture, piombando nella privacy delle famiglie.
Il secondo problema è chi dovrà gestire il parco. Qui l´atteggiamento del Sindaco di Lipari che ha cercato di farne un fatto personale tenendo all´oscuro persino il Consiglio comunale, ha creato una serie di malumori e di sospetti. Anche il modo in cui è stato gestito il convegno di sabato scorso rientra in questa logica tutta privatistica del sindaco. Da qui l´impressione che ci sia una sua candidatura alla futura gestione. Ambizione legittima se non fosse per i risultati di questa Amministrazione negli otto -nove anni che l´abbiamo sperimentata. Il modo come è stata costituita la società del porto non certo trasparente; il modo come è stata gestita la società del porto di cui nulla si sa e Lipari non solo rischia di non avere più il megaporto - che non è un male- ma corre il pericolo di non avere più nemmeno un porto che garantisca l´approdo sicuro; le tristi vicende relative al ciclo dell´acqua ferme a come erano dieci anni fa con il rischio che si perdano seriamente i finanziamenti; il modo come è stato gestito il discorso dei trasporti marittimi distruggendo conquiste maturate nel corso di decenni; e via di questo passo. Può questo personale politico garantire una adeguata gestione del Parco? Può garantire che non si creino consorterie private ma che si portino avanti gli interessi delle isole? Può garantire che si abbiano capacità e volontà di dare vita a progetti virtuosi e creare, finalmente, quello sviluppo sostenibile che vuol dire anche ricchezza e lavoro? Ecco, molti degli atteggiamenti riguardanti il parco, sicuramente presenti in molti amici della sinistra questo temono: che il Parco delle Eolie diventi un carrozzone per continuare a perpetrare il clientelismo e l´abusivismo che hanno caratterizzato gli ultimi otto anni. Per questo, non credo che avere un brutto parco sia meglio che non averne nessuno. Forse prudenza vorrebbe che prima liberassimo l´isola ....dai Proci.
Michele Giacomantonio
Comincio col dire che il Parco è una grande opportunità perché permette di rendere produttivi vincoli esistenti che fino ad oggi sono apparsi come puri e semplici impedimenti e questo grazie al fatto che a questi vincoli dovrebbe essere preposta una autorità (su questo torneremo più avanti) che ha i poteri di fare progetti, concorrere a finanziamenti e non solo quelli relativi al parco (ci sono anche i Fondi europei, i fondi di Heritage List, ecc.). Finalmente grazie alla istituzione del Parco i famosi vincoli stabiliti dal piano paesistico, dalle riserve, dai SIC ecc. cessano di essere puri e semplici divieti e diventano opportunità per creare nuovo sviluppo e nuova occupazione.
Questo premesso bisogna porci alcuni interrogativi e fra i tanti possibili soprattutto due: di quali vincoli si tratta? chi è che gestisce il parco?
Molte delle critiche che ho sentito non riguardano il significato e l´opportunità del parco ma le risposte che sono state date o che si crede siano state date a questi due interrogativi. Cominciamo col primo: quali vincoli?
Ma c´è bisogno veramente di nuovi vincoli oltre quelli del piano paesistico, delle riserve orientate e dei Sic? Non credo proprio, c´è anzi da razionalizzare e da rendere coerenti quelli esistenti. Io ricordo che quando si parlò dei vincoli del Piano paesistico, allora ero Sindaco, fui decisamente favorevole al Piano ma mi battei contro alcune incongruenze che rischiavano di metterlo in cattiva luce e le incongruenze erano che non si riconoscevano adeguatamente le aree per la realizzazione di servizi pubblici essenziali a cominciare da quelli per la raccolta, il pretrattamento e lo smistamento dei rifiuti solidi urbani soprattutto nelle isole minori. Ricordo uno scontro clamoroso col Sovrintendente di Messina sull´area di stoccaggio di Alicudi. Altri problemi nascevano incredibilmente per le strutture relative all´energia solare. Quindi il vero primo problema da chiarire è se vengono aggiunti nuovi vincoli rilevanti a quelli esistenti e la ragione di queste nuove limitazioni. E quindi eventualmente la battaglia va fatta contro questi nuovi vincoli e non al Parco in se. Ma per favore non si parli dei vincoli alla caccia. A costo di inimicarmi le cospicue schiere di cacciatori liparesi (ma quanti saranno mai?) voglio dire che, proprio per la caccia, un po´ di limitazioni mi sembrano opportune. Non è tollerabile che con l´alibi della caccia si possa scorazzare come meglio si crede nelle proprietà private distruggendo campi seminati, colture, piombando nella privacy delle famiglie.
Il secondo problema è chi dovrà gestire il parco. Qui l´atteggiamento del Sindaco di Lipari che ha cercato di farne un fatto personale tenendo all´oscuro persino il Consiglio comunale, ha creato una serie di malumori e di sospetti. Anche il modo in cui è stato gestito il convegno di sabato scorso rientra in questa logica tutta privatistica del sindaco. Da qui l´impressione che ci sia una sua candidatura alla futura gestione. Ambizione legittima se non fosse per i risultati di questa Amministrazione negli otto -nove anni che l´abbiamo sperimentata. Il modo come è stata costituita la società del porto non certo trasparente; il modo come è stata gestita la società del porto di cui nulla si sa e Lipari non solo rischia di non avere più il megaporto - che non è un male- ma corre il pericolo di non avere più nemmeno un porto che garantisca l´approdo sicuro; le tristi vicende relative al ciclo dell´acqua ferme a come erano dieci anni fa con il rischio che si perdano seriamente i finanziamenti; il modo come è stato gestito il discorso dei trasporti marittimi distruggendo conquiste maturate nel corso di decenni; e via di questo passo. Può questo personale politico garantire una adeguata gestione del Parco? Può garantire che non si creino consorterie private ma che si portino avanti gli interessi delle isole? Può garantire che si abbiano capacità e volontà di dare vita a progetti virtuosi e creare, finalmente, quello sviluppo sostenibile che vuol dire anche ricchezza e lavoro? Ecco, molti degli atteggiamenti riguardanti il parco, sicuramente presenti in molti amici della sinistra questo temono: che il Parco delle Eolie diventi un carrozzone per continuare a perpetrare il clientelismo e l´abusivismo che hanno caratterizzato gli ultimi otto anni. Per questo, non credo che avere un brutto parco sia meglio che non averne nessuno. Forse prudenza vorrebbe che prima liberassimo l´isola ....dai Proci.
Michele Giacomantonio
Brevi
Da domani a Lingua lavori al Faro - Con nota prot. n. 5500 del 19.07.2010 a firma del Comandante C.V. Le Grottaglie, il Comando Zona Fari di Messina ha comunicato al Comune di Santa Marina Salina che il 20luglio inizieranno i lavori di ordinaria manutenzione del Faro di Punta Lingua. Gli interventi che interesseranno la torre luminosa, la cui durata è stimata in 7 giorni, rientrano nel computo delle azioni volte a ripristinare le condizioni indispensabili alla funzionalità del segnalamento, compromessa dall’azione dei marosi dello scorso gennaio. Questo è il primo intervento che sarà effettuato sulla struttura dopo decenni e che permetterà un ritorno agli antichi splendori dell’edificio.
UN MARE DI CINEMA: MERCOLEDI 21 LUGLIO 2010, ALLE ORE 11, NELLA SALA CONFERENZE DI PALAZZO DEI LEONI, CONFERENZA DI CHIUSURA DEL FESTIVAL.
Mercoledì 21 luglio 2010, alle ore 11, nella Sala Conferenze della Provincia regionale, conferenza stampa di chiusura del Festival “Un mare di Cinema”, svoltosi alle Eolie dal 8 al 18 luglio 2010. Alla riunione parteciperanno: il presidente della Provincia, on. Nanni Ricevuto; il direttore artistico della manifestazione, Giuseppe Ministeri; il presidente del “Centro Studi Eoliani”, Nino Saltalamacchia; il presidente di Federalberghi Isole Minori, Cristian Del Bono; il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, il sindaco di Santa Marina Salina, Massimo Lo Schiavo ed il sindaco di Malfa, Salvatore Longhitano.
L’appuntamento servirà a fare il punto sulla kermesse. Saranno resi i noti i vincitori del concorso per cortometraggi “Eolie in video”,giunto alla XII^ edizione.
UN MARE DI CINEMA: MERCOLEDI 21 LUGLIO 2010, ALLE ORE 11, NELLA SALA CONFERENZE DI PALAZZO DEI LEONI, CONFERENZA DI CHIUSURA DEL FESTIVAL.
Mercoledì 21 luglio 2010, alle ore 11, nella Sala Conferenze della Provincia regionale, conferenza stampa di chiusura del Festival “Un mare di Cinema”, svoltosi alle Eolie dal 8 al 18 luglio 2010. Alla riunione parteciperanno: il presidente della Provincia, on. Nanni Ricevuto; il direttore artistico della manifestazione, Giuseppe Ministeri; il presidente del “Centro Studi Eoliani”, Nino Saltalamacchia; il presidente di Federalberghi Isole Minori, Cristian Del Bono; il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, il sindaco di Santa Marina Salina, Massimo Lo Schiavo ed il sindaco di Malfa, Salvatore Longhitano.
L’appuntamento servirà a fare il punto sulla kermesse. Saranno resi i noti i vincitori del concorso per cortometraggi “Eolie in video”,giunto alla XII^ edizione.
Convegno sul parco delle Eolie. Parla il sindaco Bruno
Convegno sul Parco delle Eolie, la linea dell'amministrazione, il "Parco dei vulcani", la delibera "anti-parco" del consiglio comunale, il rapporto con l'assessore Famà, il "mega-porto". Sono l'oggetto di una "pepata" intervista di circa 16 minuti realizzata stamani con il sindaco Mariano Bruno
Come erano le Eolie ..e gli eoliani (67° puntata) (R)
Continua il "viaggio fotografico" attraverso la rubrica "Come erano le Eolie...e gli eoliani".
Per molti sarà un viaggio nel passato, per altri sarà uno scoprire un parte delle "radici", una parte di queste isole e di coloro che le hanno popolato ed amate, per molti rivedere volti conosciuti, per altri ancora rivedersi.. come non si è più.
Chiunque volesse contribuire alla riuscita di questa rubrica e vuole proporre foto delle Eolie, di personaggi, di avvenimenti può farcele pervenire a questa mail ssarpi@libero.it
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Le foto cartacee saranno restituite.
NELLE FOTO:
1) Minicuzzu nella salita di San Giuseppe
2) Livio D'Ambra
3) Il Luigi Rizzo a Marina Corta
4) Una formazione del Quattropani
5) Una formazione del Canneto
Per molti sarà un viaggio nel passato, per altri sarà uno scoprire un parte delle "radici", una parte di queste isole e di coloro che le hanno popolato ed amate, per molti rivedere volti conosciuti, per altri ancora rivedersi.. come non si è più.
Chiunque volesse contribuire alla riuscita di questa rubrica e vuole proporre foto delle Eolie, di personaggi, di avvenimenti può farcele pervenire a questa mail ssarpi@libero.it
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Le foto cartacee saranno restituite.
NELLE FOTO:
1) Minicuzzu nella salita di San Giuseppe
2) Livio D'Ambra
3) Il Luigi Rizzo a Marina Corta
4) Una formazione del Quattropani
5) Una formazione del Canneto
Convegno sul Parco delle Eolie. L'opinione di Aldo Natoli
(Aldo Natoli) Il convegno celebrato il 17 sull’istituzione del Parco Nazionale delle Isole Eolie, organizzato dall’Amministrazione del Comune di Lipari, non ha sciolto alcuna delle perplessità che attualmente dividono il Paese e la classe politica. L’unico risultato conseguito è quello di averci fatto conoscere un Ministro della Repubblica, l’On.le Stefania Prestigiacomo, attenta, preparata, intelligente, corretta e responsabile. Ed è proprio questo elemento che deve consentire a tutti di dare il proprio contributo sulla vicenda con maggiore serenità. Le osservazioni del Ministro mi hanno fatto ricordare quando un altro Ministro, l’On. Carlo Donat-Cattin, chiamato anni addietro a visitare le cave di pomice per le problematiche legate alla “silicosi”. La ditta titolare delle cave alle prime luci dell’alba aveva fatto gettare acqua in tutta la zona per non far sollevare “la polvere bianca”, il Ministro ebbe a dire alle maestranze riunite: “non sono alcune secchiate d’acqua che possono bendare gli occhi di un Ministro”. Oggi, non a caso, il Ministro Prestigiacomo ha affermato di non essere venuta a Lipari per partecipare ad un convegno per ascoltare dei relatori, ma per sentire la voce e le ragioni dei cittadini. “Credevo- ha ribadito- di dover partecipare ad una riunione del Consiglio Comunale e non ad un convegno”. Parole forti che debbono far riflettere gli organizzatori dell’incontro, dal quale emergono i seguenti risultati:
1) la volontà del Ministro Prestigiacomo di prendere le dovute distanze dal Convegno;
2) la volontà del Ministro Prestigiacomo di dare al Consiglio Comunale la sua giusta collocazione istituzionale per assumere ogni decisione sull’istituendo Parco. Ed in tal senso ha chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale garantendo la sua presenza.
3) la volontà del Ministro Prestigiacomo di bocciare sul nascere la proposta mediatrice del Sindaco Mariano Bruno di procedere all’istituzione del “Parco dei Vulcani” per giungere in una fase successiva a quella del Parco in questione.
4) la volontà del Ministro Prestigiacomo di portare a compimento la procedura per l’istituzione del Parco Nazionale delle Isole Eolie, già legge dello Stato, mediante un confronto ed una condivisione della popolazione.
Certamente, sia il Ministro che l’Assessore Regionale al Territorio ed Ambiente, non possono non tenere conto che circa 4.050 cittadini si sono espressi negativamente su tale istituzione e che il Consiglio Comunale a maggioranza ha espresso il proprio “no”. A proposito di maggioranza è opportuno ricordare al Sindaco Bruno che in democrazia questa si ottiene con un semplice voto in più, e non come le schedine del Totocalcio. Non possono non tenere conto che la tutela del territorio deve iniziare dal mare, dalle spiagge e dai porti, maggiormente aggrediti da una cementificazione selvaggia e da progetti invasivi dell’ambiente che si vuole proteggere, fino a raggiungere le campagne. Che trattavasi di un incontro “pilotato”, rivolto più ad imporre la volontà degli organizzatori che a conoscere la verità sui Parchi, lo abbiamo intuito subito dopo aver letto l’elenco dei relatori. Le esperienze dei rappresentanti del Parco delle Cinque Terre, del Parco del Lambro, del Parco Toscano, sono sicuramente meritevoli di attenzioni, anche se si tratta di territori con realtà e culture diverse da quelle eoliane (la caccia al cinghiale è una risorsa economica, ma la caccia ai conigli è un hobby). Inoltre nessuno ha spiegato perché sono molto riluttanti a pubblicare i propri bilanci. Ci aspettavamo infatti relazioni che mettessero in rilievo gli aspetti giuridici, le opportunità positive e negative. Insomma i vantaggi e gli svantaggi di un Parco. Ci aspettavamo un Assessorato Regionale meno retorico ed offuscato da molte contraddizioni. Il convegno doveva essere un’occasione per chiarire e non per convincere. Un’occasione per ascoltare la voce dei protagonisti, come richiesto dal Ministro, ovvero dell’uomo isolano, che il Sindaco ha inteso collocare nel suo intervento al centro della vicenda. Ma dichiarare chiusi i lavori alla partenza dell’illustre ospite, per riprenderli dopo il rimprovero dello stesso Ministro, a sala ormai deserta, ritengo che sia la chiara dimostrazione del risultato che si voleva conseguire. Si tratta, a parere del sottoscritto, di una grande occasione sciupata per le ragioni del “si”.
1) la volontà del Ministro Prestigiacomo di prendere le dovute distanze dal Convegno;
2) la volontà del Ministro Prestigiacomo di dare al Consiglio Comunale la sua giusta collocazione istituzionale per assumere ogni decisione sull’istituendo Parco. Ed in tal senso ha chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale garantendo la sua presenza.
3) la volontà del Ministro Prestigiacomo di bocciare sul nascere la proposta mediatrice del Sindaco Mariano Bruno di procedere all’istituzione del “Parco dei Vulcani” per giungere in una fase successiva a quella del Parco in questione.
4) la volontà del Ministro Prestigiacomo di portare a compimento la procedura per l’istituzione del Parco Nazionale delle Isole Eolie, già legge dello Stato, mediante un confronto ed una condivisione della popolazione.
Certamente, sia il Ministro che l’Assessore Regionale al Territorio ed Ambiente, non possono non tenere conto che circa 4.050 cittadini si sono espressi negativamente su tale istituzione e che il Consiglio Comunale a maggioranza ha espresso il proprio “no”. A proposito di maggioranza è opportuno ricordare al Sindaco Bruno che in democrazia questa si ottiene con un semplice voto in più, e non come le schedine del Totocalcio. Non possono non tenere conto che la tutela del territorio deve iniziare dal mare, dalle spiagge e dai porti, maggiormente aggrediti da una cementificazione selvaggia e da progetti invasivi dell’ambiente che si vuole proteggere, fino a raggiungere le campagne. Che trattavasi di un incontro “pilotato”, rivolto più ad imporre la volontà degli organizzatori che a conoscere la verità sui Parchi, lo abbiamo intuito subito dopo aver letto l’elenco dei relatori. Le esperienze dei rappresentanti del Parco delle Cinque Terre, del Parco del Lambro, del Parco Toscano, sono sicuramente meritevoli di attenzioni, anche se si tratta di territori con realtà e culture diverse da quelle eoliane (la caccia al cinghiale è una risorsa economica, ma la caccia ai conigli è un hobby). Inoltre nessuno ha spiegato perché sono molto riluttanti a pubblicare i propri bilanci. Ci aspettavamo infatti relazioni che mettessero in rilievo gli aspetti giuridici, le opportunità positive e negative. Insomma i vantaggi e gli svantaggi di un Parco. Ci aspettavamo un Assessorato Regionale meno retorico ed offuscato da molte contraddizioni. Il convegno doveva essere un’occasione per chiarire e non per convincere. Un’occasione per ascoltare la voce dei protagonisti, come richiesto dal Ministro, ovvero dell’uomo isolano, che il Sindaco ha inteso collocare nel suo intervento al centro della vicenda. Ma dichiarare chiusi i lavori alla partenza dell’illustre ospite, per riprenderli dopo il rimprovero dello stesso Ministro, a sala ormai deserta, ritengo che sia la chiara dimostrazione del risultato che si voleva conseguire. Si tratta, a parere del sottoscritto, di una grande occasione sciupata per le ragioni del “si”.
Maria SS.MA di Porto Salvo. Coinvolgente e partecipatissima processione in mare. E in serata il clou con i giochi d'artificio
Coinvolgente e partecipatissima sia in terra che in mare è stata la processione che si è tenuta ieri sera a Lipari in onore di Maria SS.MA. di Porto Salvo. Particolarmente avvincente è stato il momento in cui l'imbarcazione di Bartolo Russo, con a bordo la Madonna, si è portato praticamente a ridosso della spiaggia limitrofa alla chiesa. Una festa, sia quella religiosa che folclorica, perfettamente riuscita grazie all'impegno del presidente del Comitato Franco Giunta e dei suoi pochi (anche se erano in tanti sulla carta) collaboratori. Una festa che si è conclusa con una breve performance di Alberto Urso (da Ti lascio una canzone, degli Eolindios e con i tradizionali giochi d'artificio. In attesa (per i prossimi giorni) di ampi servizi video-fotografici, con inedite foto e riprese anche dal mare, dell'intero spettacolo pirotecnico, vi proponiamo una carrellata fotografica e un breve video 
domenica 18 luglio 2010
Convegno-confronto sul Parco delle Eolie. Le considerazioni di Lo Cascio
Gentile Direttore,
anche io ho partecipato al convegno sul Parco Nazionale delle Eolie e, senza volere intasare il suo giornale on-line, mi piacerebbe esprimere alcune considerazioni che ritengo possano essere di qualche utilità, se non altro, per chi ieri non c’era ma segue la rassegna di informazioni e di opinioni sulla giornata di ieri.
Personalmente, ho trovato particolarmente stimolanti, oltre che davvero qualificanti, gli interventi i direttori dei parchi dell’Arcipelago Toscano e delle Cinque Terre e del presidente di Federparchi, che non hanno nascosto le difficoltà che i parchi – come tutte le amministrazioni – sono costretti ad affrontare a causa delle ristrettezze economiche imposta da una manovra schizofrenica e iniqua (non mi risulta infatti che tutti i capitoli di spesa abbiano subito tagli proporzionati), ma sono riusciti a fare trapelare – nei pochi minuti disponibili – alcuni dei risultati conseguiti durante gli ultimi anni (per esempio i progetti con fondi europei, che producono occupazione), le loro positive ricadute per le comunità, e persino obiettivi futuri. Per questo, per la corretta informazione che hanno contribuito finalmente a fare veicolare, desidero ringraziarli sentitamente.
Ho anche apprezzato gli interventi dei relatori del “no”, che hanno saputo fare emergere con chiarezza quale è il principale problema connesso all’istituzione dei parchi nazionali: la caccia. Ma la caccia è un hobby, non un’esigenza economica delle comunità: la caccia diverte chi la pratica, ma non produce occupazione. Non possiamo mettere sui piatti della stessa bilancia la caccia e la scelta di un modello di sviluppo per le Eolie, perché sarebbe veramente grottesco condizionare un’opportunità futura con delle velleità – anche se comprensibili – di un gruppo di appassionati: il nostro è un paese che ha sacrificato 40 posti di lavoro per rimanere coerente con una scelta, quella di rimanere nell’ambito della World Heritage List, e sarebbe offensivo – a maggior ragione a fronte del fatto che ad oggi non sia ancora stata individuata una reale e definitiva soluzione per questi lavoratori – privilegiare le istanze di chi coltiva quello che, per quanto “nobile” (come sostengono i miei amici cacciatori), è e resta un passatempo.
Infine, leggo le opinioni dell’avv. Pajno, che rispetto, ma dalle quali non posso non dissentire quando afferma che l’assenza dei celebri 4050 firmatari della petizione era frutto del “giustificato disinteresse al convegno essendo convinta che si sarebbe trattato di una semplice passerella di personaggi appositamente invitati per vendere il prodotto parco”… mi risulta che la locale associazione dei cacciatori e la “Voce eoliana” abbiano infatti richiesto e ottenuto di essere rappresentate da un numero di relatori pari a quelli che si sarebbero espressi a favore del parco: e allora, questa “passerella” o va bene tutta, o non si alimenta con la partecipazione di rappresentanti, per poi rinnegarla se il risultato emerso è difforme dalle aspettative. Più che “saggezza popolare”, questo racconto delle “riunioni” dove si sarebbe premeditata la diserzione ha il sapore di una mistificazione della realtà. Aggiungo che l’avv. Pajno doveva essere distratto se scrive “avremmo voluto chiedere alla presidente del parco dell'arcipelago toscano come mai dichiara alla stampa … perchè, da un lato, definisce la situazione del proprio ente … oramai alla "canna del gas" per mancanza di personale e di finanziamenti (tanto da dover utilizzare il proprio computer personale, da avere un enorme arretrato nella evasione delle pratiche dei cittadini, ivi compresi i condoni e, da ultimo, da non poter più controllare, ad esempio, l'isola di Pianosa) e, dall'altro, illustra, ancora una volta, i presunti vantaggi dei parchi perorandone l'ennesima istituzione”; quando il suo collega Mandarano, infatti, ha finalmente rotto gli indugi e rivolto la fatidica domanda alla Zanichelli, questa ha fornito una risposta esauriente che lei, evidentemente, non ha ritenuto di volere ascoltare.
L’avv. Pajno, insieme al quale ho avuto il piacere di partecipare giorni fa a un dibattito presso il circolo dei pensionati, sa bene che i confronti sono occasioni preziose che apportano informazione e ricchezza culturale alla nostra comunità, e mi permetto di rammentargli che liquidarli come “passerelle” pre-confezionate non aiuta la delicata fase che le nostre isole devono affrontare, quella di un confronto ad ampio raggio su un tema di fondamentale importanza come quello del Parco Nazionale, e del futuro stesso delle Eolie.
Cordialmente
Pietro Lo Cascio
consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà
anche io ho partecipato al convegno sul Parco Nazionale delle Eolie e, senza volere intasare il suo giornale on-line, mi piacerebbe esprimere alcune considerazioni che ritengo possano essere di qualche utilità, se non altro, per chi ieri non c’era ma segue la rassegna di informazioni e di opinioni sulla giornata di ieri.
Personalmente, ho trovato particolarmente stimolanti, oltre che davvero qualificanti, gli interventi i direttori dei parchi dell’Arcipelago Toscano e delle Cinque Terre e del presidente di Federparchi, che non hanno nascosto le difficoltà che i parchi – come tutte le amministrazioni – sono costretti ad affrontare a causa delle ristrettezze economiche imposta da una manovra schizofrenica e iniqua (non mi risulta infatti che tutti i capitoli di spesa abbiano subito tagli proporzionati), ma sono riusciti a fare trapelare – nei pochi minuti disponibili – alcuni dei risultati conseguiti durante gli ultimi anni (per esempio i progetti con fondi europei, che producono occupazione), le loro positive ricadute per le comunità, e persino obiettivi futuri. Per questo, per la corretta informazione che hanno contribuito finalmente a fare veicolare, desidero ringraziarli sentitamente.
Ho anche apprezzato gli interventi dei relatori del “no”, che hanno saputo fare emergere con chiarezza quale è il principale problema connesso all’istituzione dei parchi nazionali: la caccia. Ma la caccia è un hobby, non un’esigenza economica delle comunità: la caccia diverte chi la pratica, ma non produce occupazione. Non possiamo mettere sui piatti della stessa bilancia la caccia e la scelta di un modello di sviluppo per le Eolie, perché sarebbe veramente grottesco condizionare un’opportunità futura con delle velleità – anche se comprensibili – di un gruppo di appassionati: il nostro è un paese che ha sacrificato 40 posti di lavoro per rimanere coerente con una scelta, quella di rimanere nell’ambito della World Heritage List, e sarebbe offensivo – a maggior ragione a fronte del fatto che ad oggi non sia ancora stata individuata una reale e definitiva soluzione per questi lavoratori – privilegiare le istanze di chi coltiva quello che, per quanto “nobile” (come sostengono i miei amici cacciatori), è e resta un passatempo.
Infine, leggo le opinioni dell’avv. Pajno, che rispetto, ma dalle quali non posso non dissentire quando afferma che l’assenza dei celebri 4050 firmatari della petizione era frutto del “giustificato disinteresse al convegno essendo convinta che si sarebbe trattato di una semplice passerella di personaggi appositamente invitati per vendere il prodotto parco”… mi risulta che la locale associazione dei cacciatori e la “Voce eoliana” abbiano infatti richiesto e ottenuto di essere rappresentate da un numero di relatori pari a quelli che si sarebbero espressi a favore del parco: e allora, questa “passerella” o va bene tutta, o non si alimenta con la partecipazione di rappresentanti, per poi rinnegarla se il risultato emerso è difforme dalle aspettative. Più che “saggezza popolare”, questo racconto delle “riunioni” dove si sarebbe premeditata la diserzione ha il sapore di una mistificazione della realtà. Aggiungo che l’avv. Pajno doveva essere distratto se scrive “avremmo voluto chiedere alla presidente del parco dell'arcipelago toscano come mai dichiara alla stampa … perchè, da un lato, definisce la situazione del proprio ente … oramai alla "canna del gas" per mancanza di personale e di finanziamenti (tanto da dover utilizzare il proprio computer personale, da avere un enorme arretrato nella evasione delle pratiche dei cittadini, ivi compresi i condoni e, da ultimo, da non poter più controllare, ad esempio, l'isola di Pianosa) e, dall'altro, illustra, ancora una volta, i presunti vantaggi dei parchi perorandone l'ennesima istituzione”; quando il suo collega Mandarano, infatti, ha finalmente rotto gli indugi e rivolto la fatidica domanda alla Zanichelli, questa ha fornito una risposta esauriente che lei, evidentemente, non ha ritenuto di volere ascoltare.
L’avv. Pajno, insieme al quale ho avuto il piacere di partecipare giorni fa a un dibattito presso il circolo dei pensionati, sa bene che i confronti sono occasioni preziose che apportano informazione e ricchezza culturale alla nostra comunità, e mi permetto di rammentargli che liquidarli come “passerelle” pre-confezionate non aiuta la delicata fase che le nostre isole devono affrontare, quella di un confronto ad ampio raggio su un tema di fondamentale importanza come quello del Parco Nazionale, e del futuro stesso delle Eolie.
Cordialmente
Pietro Lo Cascio
consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà
"Ma quale trionfo del convegno sul Parco delle Eolie...è stata una indecorosa pantomima". Ci scrive l'avv. Pajno, presidente della "Voce eoliana"
Egr. Direttore,
superando la mia innata ritrosia ad esporre le mie opinioni, e le argomentazioni a loro supporto, per il mezzo della stampa (o, come nel caso di specie, della informazione telematica) preferendo, da sempre, essere più diretto e privilegiando il contatto umano (in parole povere: non le mando a dire, le dico) ho deciso di spendere qualche parola su quella "parodia di convegno" che è stato l'incontro del 17 u.s. presso il Palacongressi di Lipari sul tema dell'istituendo (forse) Parco Nazionale delle Isole Eolie.
Intando va rilevato il fallimento di partecipazione popolare - ne ha dato atto anche il Suo giornale on line laddove, correttamente, quantifica in un centinaio (invero ne ho contati personalmente 136) di presenti la platea; se poi consideriamo che tale numero comprendeva anche i relatori - che non hanno trovato posto al tavolo del moderatore - e gli accompagnatori, nonostante gli sforzi "telefonici" dell'Assessore Finocchiaro (soggetto che, personalmente, ritengo oltremodo serio e degno di stima) di coinvolgere il maggior numero possibile di partecipanti anche dalle isole minori, credo che il comunicato stampa del Comune di Lipari sul "Trionfo" della manifestazione si copra di ridicolo da sè medesimo.
Qualcuno potrebbe obiettare: ma dov'erano i 4.050 (invero il totale sfiora le 5.000 firme) firmatari della petizione "NO al Parco" promossa dall'Associazione "La Voce Eoliana"?
La risposta è di una semplicità disarmante: nel corso delle nostre ultime, partecipate, riunioni, la Gente si era espressa per un giustificato disinteresse al convegno essendo convinta che si sarebbe trattato di una semplice passerella di personaggi appositamente invitati per "vendere" il prodotto parco ad una platea spesso poco informata sulle problematiche della delicata materia e nell'ambito del quale la presenza del Ministro dell'Ambiente fungeva da semplice "specchietto per le allodole (tanto per restare in tema di tutela florofaunistica). Uno specchietto dimostratosi però, alla prova dei fatti, privo di appeal.
Devo dire che, ancora una volta, la saggezza popolare, in particolare quella contadina, ha avuto ragione.
Abbiamo assistito infatti ad una indecorosa pantomima ove un ministro della Repubblica, da buon politico, ha parlato a lungo nel corso dei suoi due interventi, riuscendo - come da prassi - a non dire assolutamente nulla di concreto se non che il parco si farà perchè previsto da una legge dello Stato, anche se ha auspicato che ciò possa avvenire nella più ampia intesa con le popolazioni locali.
E' stato come dire al boia di insaponare per bene, qual gesto di cortesia nei confronti del condannato, la corda da passargli poi al collo.
Eppure il buon ministro dovrebbe sapere, e certamente sa, che qualsiasi legge si può modificare o financo abrogare ;arte in cui è insuperabile maestro il suo Presidente del Consiglio e goliardico interprete il suo collega Calderoli, piromane istituzionale; ricordate il falò degli scatoloni - peraltro fisicamente vuoti - che ha dato alle fiamme a simboleggiare le migliaia di leggi dal novello Nerore "abrogate"?
Paradossalmente più serio è stato l'intervento del senatore D'Alì, presidente della Commissione Ambiente del Senato, che tale ipotesi abrogatoria ha ritenuto come percorribile, naturalmente se se ne presentano le condizioni.
Ma, per tornare al convegno, è stato dato ampio ( e non contingentato) spazio ai relatori pro-parco, dal presidente di federparchi, ai direttori dei parchi delle cinque terre e dell'arcipelago toscano, mentre sobrio e stringato l'intervento di Dino Farchi, direttore del parco del Lambro. Naturalmente a senso unico anche la relazione del Dott. Arnone, funzionario apicale dell'Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente.
Pochi, e, viceversa, rigorosamente contingentati, gli interventi della gente (ai quali il ministro non ha riservato soverchie attenzioni ad eccezione dell'intervento dei lavoratori ex PUMEX, che comunque peroravano la loro giusta causa e non erano, ovviamente, particolarmente interessati alla questione parco).
Purtroppo non è stata data la possibilità di ribattere alle mirabilie da mille e una notte illustrate da cotanta armata di personalità; ad esempio avremmo voluto chiedere al direttore del parco delle cinque terre che ci spiegasse il malcontento dei cittadini di Riomaggiore; perchè, ad esempio, si rifiuta sistematicamente di rendere pubblici i bilanci dell'ente parco; perchè la sentieristica del suo parco si presenta (almeno così affermano alcuni movimenti di cittadini) in totale abbandono ad eccezione della famosa "via dell'amore" per percorrere la quale si devono però sborsare cinque euro; perchè molti operatori turistici dei comuni ricadenti nell'ambito di quel parco lamentano una concorrenza sleale dell'ente che possiede in proprio, oltre a ristoranti ed alberghi, financo una agenzia turistica..... e via discettando.
Avremmo voluto chiedere alla presidente del parco dell'arcipelago toscano come mai dichiara alla stampa ( Vds. La Repubblica del 07.07. u.s.- edizione di Genova) perchè, da un lato, definisce la situazione del proprio ente, come di tutti gli altri attualmente già costituiti, oramai alla "canna del gas" per mancanza di personale e di finanziamenti (tanto da dover utilizzare il proprio computer personale, da avere un enorme arretrato nella evasione delle pratiche dei cittadini, ivi compresi i condoni e, da ultimo, da non poter più controllare, ad esempio, l'isola di Pianosa) e, dall'altro, illustra, ancora una volta, i presunti vantaggi dei parchi perorandone l'ennesima istituzione.
Avremmo voluto chiedere al presidente di federparchi cosa ne pensa della decisione del Comune di Portofino di chiedere una consistente riduzione della perimetrazione del proprio parco stante la sofferenza oramai endemica dell'economia locale a causa dei numerosi e scellerati vincoli ivi presenti; o, magari, qual'è il suo giudizio sul parco dell'arcipelago della Maddalena ove basta pagare (anche in abbonamento, una sorta di "prendi tre paghi due" nella migliore tradizione da supermercato) per potervici navigare dentro con buona pace della (presunta) tutela ambientale.
Ma tant'è!
L'importante è che la "gens" abbia ascoltato il verbo dei messia e si sia quindi "formata una opinione"; arguto eufemismo per significare che la popolazione meno conosce della questione e meglio è.
Stendiamo poi un velo pietoso sulla organizzazione del convegno con i relatori (quarda caso tutti di opinioni opposte a quelle dell'amministrazione - e del ministro) che ancora non avevano preso la parola al momento in cui "Sua santità" ha lasciato i lavori per rientrare a Siracusa, ringraziati dal moderatore per la loro semplice presenza e quindi rispediti ingloriosamente (per il Comune) a casa.
Alla violenta e legittima reazione dei pochi rimasti frettolosa e grottesca marcia indietro con i suddetti signori costretti a parlare davanti ad un uditorio oramai vuoto (erano rimaste solo una quindicina di anime).
Questa è, messa crudemente in pratica,la.... "volontà di decidere insieme alla popolazioni locali" di cui (stra)parla il ministro.
Meditate, gente, meditate!
Avv. Angelo Pajno
Presidente della Associazione "La Voce Eoliana"
superando la mia innata ritrosia ad esporre le mie opinioni, e le argomentazioni a loro supporto, per il mezzo della stampa (o, come nel caso di specie, della informazione telematica) preferendo, da sempre, essere più diretto e privilegiando il contatto umano (in parole povere: non le mando a dire, le dico) ho deciso di spendere qualche parola su quella "parodia di convegno" che è stato l'incontro del 17 u.s. presso il Palacongressi di Lipari sul tema dell'istituendo (forse) Parco Nazionale delle Isole Eolie.
Intando va rilevato il fallimento di partecipazione popolare - ne ha dato atto anche il Suo giornale on line laddove, correttamente, quantifica in un centinaio (invero ne ho contati personalmente 136) di presenti la platea; se poi consideriamo che tale numero comprendeva anche i relatori - che non hanno trovato posto al tavolo del moderatore - e gli accompagnatori, nonostante gli sforzi "telefonici" dell'Assessore Finocchiaro (soggetto che, personalmente, ritengo oltremodo serio e degno di stima) di coinvolgere il maggior numero possibile di partecipanti anche dalle isole minori, credo che il comunicato stampa del Comune di Lipari sul "Trionfo" della manifestazione si copra di ridicolo da sè medesimo.
Qualcuno potrebbe obiettare: ma dov'erano i 4.050 (invero il totale sfiora le 5.000 firme) firmatari della petizione "NO al Parco" promossa dall'Associazione "La Voce Eoliana"?
La risposta è di una semplicità disarmante: nel corso delle nostre ultime, partecipate, riunioni, la Gente si era espressa per un giustificato disinteresse al convegno essendo convinta che si sarebbe trattato di una semplice passerella di personaggi appositamente invitati per "vendere" il prodotto parco ad una platea spesso poco informata sulle problematiche della delicata materia e nell'ambito del quale la presenza del Ministro dell'Ambiente fungeva da semplice "specchietto per le allodole (tanto per restare in tema di tutela florofaunistica). Uno specchietto dimostratosi però, alla prova dei fatti, privo di appeal.
Devo dire che, ancora una volta, la saggezza popolare, in particolare quella contadina, ha avuto ragione.
Abbiamo assistito infatti ad una indecorosa pantomima ove un ministro della Repubblica, da buon politico, ha parlato a lungo nel corso dei suoi due interventi, riuscendo - come da prassi - a non dire assolutamente nulla di concreto se non che il parco si farà perchè previsto da una legge dello Stato, anche se ha auspicato che ciò possa avvenire nella più ampia intesa con le popolazioni locali.
E' stato come dire al boia di insaponare per bene, qual gesto di cortesia nei confronti del condannato, la corda da passargli poi al collo.
Eppure il buon ministro dovrebbe sapere, e certamente sa, che qualsiasi legge si può modificare o financo abrogare ;arte in cui è insuperabile maestro il suo Presidente del Consiglio e goliardico interprete il suo collega Calderoli, piromane istituzionale; ricordate il falò degli scatoloni - peraltro fisicamente vuoti - che ha dato alle fiamme a simboleggiare le migliaia di leggi dal novello Nerore "abrogate"?
Paradossalmente più serio è stato l'intervento del senatore D'Alì, presidente della Commissione Ambiente del Senato, che tale ipotesi abrogatoria ha ritenuto come percorribile, naturalmente se se ne presentano le condizioni.
Ma, per tornare al convegno, è stato dato ampio ( e non contingentato) spazio ai relatori pro-parco, dal presidente di federparchi, ai direttori dei parchi delle cinque terre e dell'arcipelago toscano, mentre sobrio e stringato l'intervento di Dino Farchi, direttore del parco del Lambro. Naturalmente a senso unico anche la relazione del Dott. Arnone, funzionario apicale dell'Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente.
Pochi, e, viceversa, rigorosamente contingentati, gli interventi della gente (ai quali il ministro non ha riservato soverchie attenzioni ad eccezione dell'intervento dei lavoratori ex PUMEX, che comunque peroravano la loro giusta causa e non erano, ovviamente, particolarmente interessati alla questione parco).
Purtroppo non è stata data la possibilità di ribattere alle mirabilie da mille e una notte illustrate da cotanta armata di personalità; ad esempio avremmo voluto chiedere al direttore del parco delle cinque terre che ci spiegasse il malcontento dei cittadini di Riomaggiore; perchè, ad esempio, si rifiuta sistematicamente di rendere pubblici i bilanci dell'ente parco; perchè la sentieristica del suo parco si presenta (almeno così affermano alcuni movimenti di cittadini) in totale abbandono ad eccezione della famosa "via dell'amore" per percorrere la quale si devono però sborsare cinque euro; perchè molti operatori turistici dei comuni ricadenti nell'ambito di quel parco lamentano una concorrenza sleale dell'ente che possiede in proprio, oltre a ristoranti ed alberghi, financo una agenzia turistica..... e via discettando.
Avremmo voluto chiedere alla presidente del parco dell'arcipelago toscano come mai dichiara alla stampa ( Vds. La Repubblica del 07.07. u.s.- edizione di Genova) perchè, da un lato, definisce la situazione del proprio ente, come di tutti gli altri attualmente già costituiti, oramai alla "canna del gas" per mancanza di personale e di finanziamenti (tanto da dover utilizzare il proprio computer personale, da avere un enorme arretrato nella evasione delle pratiche dei cittadini, ivi compresi i condoni e, da ultimo, da non poter più controllare, ad esempio, l'isola di Pianosa) e, dall'altro, illustra, ancora una volta, i presunti vantaggi dei parchi perorandone l'ennesima istituzione.
Avremmo voluto chiedere al presidente di federparchi cosa ne pensa della decisione del Comune di Portofino di chiedere una consistente riduzione della perimetrazione del proprio parco stante la sofferenza oramai endemica dell'economia locale a causa dei numerosi e scellerati vincoli ivi presenti; o, magari, qual'è il suo giudizio sul parco dell'arcipelago della Maddalena ove basta pagare (anche in abbonamento, una sorta di "prendi tre paghi due" nella migliore tradizione da supermercato) per potervici navigare dentro con buona pace della (presunta) tutela ambientale.
Ma tant'è!
L'importante è che la "gens" abbia ascoltato il verbo dei messia e si sia quindi "formata una opinione"; arguto eufemismo per significare che la popolazione meno conosce della questione e meglio è.
Stendiamo poi un velo pietoso sulla organizzazione del convegno con i relatori (quarda caso tutti di opinioni opposte a quelle dell'amministrazione - e del ministro) che ancora non avevano preso la parola al momento in cui "Sua santità" ha lasciato i lavori per rientrare a Siracusa, ringraziati dal moderatore per la loro semplice presenza e quindi rispediti ingloriosamente (per il Comune) a casa.
Alla violenta e legittima reazione dei pochi rimasti frettolosa e grottesca marcia indietro con i suddetti signori costretti a parlare davanti ad un uditorio oramai vuoto (erano rimaste solo una quindicina di anime).
Questa è, messa crudemente in pratica,la.... "volontà di decidere insieme alla popolazioni locali" di cui (stra)parla il ministro.
Meditate, gente, meditate!
Avv. Angelo Pajno
Presidente della Associazione "La Voce Eoliana"
"Considerazioni sul futuro Parco delle Eolie". Ci scrive Tony Scontrino dell'associazione Bluoltremare.
Caro direttore,ho partecipato al recente confronto sul Parco che si è tenuto a Lipari sabato 27 Luglio, e sono rimasto sbigottito dalle motivazioni che hanno indotto 4055 eoliani a dire NO al parco, sinceramente sentiti i pareri di tanti dei firmatari che si occupano di giri in barca, pescatori e coltivatori delle parti alte delle isole, l’associazione La Voce Eoliana ha fomentato tali persone raccontandogli divieti assurdi (direi di pura fantasia, tipica eoliana) che se sarà il caso sarò felice di raccontare. A parte questa nota polemica che mi stava a cuore raccontare vorrei fare delle considerazioni sul futuro Parco delle Eolie.
Siamo tutti consapevoli che le caratteristiche di naturalità dell'Arcipelago hanno subito, nel corso degli anni, un notevole impoverimento. Negli ultimi anni stiamo assistendo, e i numeri sono testimoni, che la bellezza dei paesaggi, le caratteristiche geomorfologiche delle isole non bastano più per attrarre turisti e gli amministratori locali dovrebbero cominciare a riflettere. Le isole dove sono forti gli interessi economici hanno subito, e ancora oggi ne risentono, gravi conseguenze ambientali.
Fino ad ora l'economia delle isole Eolie si è basata su "monoculture”, che però hanno causato notevoli problemi in quanto fondate su risorse limitate. L'agricoltura non può essere l'unica fonte di guadagno, come non lo possono essere la pesca o il turismo. Infatti nel corso della storia dell'Arcipelago si sono sempre verificati episodi che hanno compromesso la possibilità di sopravvivenza degli abitanti, con conseguenti emigrazioni degli eoliani verso paesi stranieri.
Negli ultimi anni la "monocultura" economica è stata rappresentata dal turismo balneare di massa concentrato nei mesi estivi. Questo ha portato ad uno sviluppo veloce e diretto soprattutto di alcune categorie, ad esempio del settore edilizio, che negli anni passati è stato interessato da un notevole incremento ma che oggi inizia ad entrare in crisi: la sua crescita esponenziale e a volte indiscriminata non può però essere considerata compatibile con lo sviluppo sostenibile, data la limitatezza del territorio.
La necessità di operare azioni di salvaguardia era apparsa evidente già negli anni ottanta, quando furono redatte le prime leggi regionali per l'istituzione di Riserve naturali. Alla solerzia del legislatore non era però seguita una rapida azione e così si è accresciuta la distanza tra teoria e realtà. Le Riserve delle isole Eolie esistono sulla carta dal 1981, ma anche la Riserva di Salina, istituita nel 1984, non ha realizzato nessuna delle opere previste ed è rimasta una serie di vincoli su un territorio che invece potrebbe avere notevoli potenzialità.
La conservazione, nel caso dell'Arcipelago eoliano, non può essere disgiunta dallo sviluppo delle popolazioni residenti, ma vi è la necessità di svincolarsi da schemi precostituiti o realizzati in ambienti troppo diversi da quelli insulari. È necessario svolgere alcune azioni per imboccare la strada di uno sviluppo che sia veramente sostenibile e duraturo e la realizzazione delle Riserve naturali appare fondamentale all'interno di questo progetto.
Il primo passo deve essere la sensibilizzazione degli abitanti sui problemi ambientali e sulla necessità di conservare le risorse naturali. Gli eoliani hanno il bisogno ed anche la voglia di conoscere meglio il loro territorio e di essere maggiormente coinvolti nelle decisioni che li riguardano. La necessità è quella di intraprendere azioni di sensibilizzazione, comprensione ed educazione ambientale che non rimangano sporadiche, ma che diventino qualcosa di continuativo e presente nella vita degli eoliani. E' importante che vi sia l'attenzione, da parte degli amministratori locali, alle esigenze della popolazione e quindi, in primo luogo, alla cura di strutture ed infrastrutture necessarie allo svolgersi delle normali attività di vita quotidiana, per arrivare poi a provvedere alla creazione di spazi e luoghi dove sia possibile, per adulti e bambini, avvicinarsi all'ambiente nel modo più completo e coinvolgente possibile.
Le riserve non devono rimanere bei progetti sulla carta, ma bisogna realizzare tutte le strutture ad esse collegate (centri di accoglienza, segnaletiche, sentieri, laboratori multimediali...) per permetterne la fruibilità e per creare nuovi posti di lavoro per la popolazione. La creazione nella realtà delle riserve permetterà la destagionalizzazione del turismo e l'avvio di tipologie turistiche particolari (ad esempio il turismo naturalistico, gite scolastiche, vacanze scientifiche) più adatte alle caratteristiche delle isole.
Le Riserve devono diventare un nuovo modo di concepire il rapporto tra l'uomo e il suo ambiente. Naturalmente non devono rappresentare anche queste una "monocultura": la Riserva non deve diventare il fine, come è capitato per tutte le altre attività, ma solo una chiave di lettura diversa della realtà territoriale.
In questo senso tutti i settori economici tradizionali potranno essere recuperati e rilanciati e sarà anche possibile iniziare nuove attività. L'agricoltura si dovrebbe trasformare, nelle zone interne alle Riserve, utilizzando tecniche compatibili con l'ambiente e sfruttando la creazione di appositi marchi di qualità per i prodotti. È inutile tentare di tenere il passo con produzioni quantitativamente ed economicamente più vantaggiose realizzate in altri paesi. Le Eolie, nel campo dell'agricoltura e della produzione in generale, dovranno puntare su prodotti specifici ed appartenenti alla tradizione, coltivati con cura e con particolari tecniche. Non si parla di un ritorno alla preistoria, ma della necessità di coniugare tradizione con innovazione.
Il settore della pesca, in crisi a causa della diminuzione delle disponibilità ittiche, sarà probabilmente aiutato da un'azione di salvaguardia delle risorse naturali. L'impoverimento delle risorse ittiche è stato causato principalmente da tecniche di pesca aggressive attuate da pescatori non dell'arcipelago. La creazione della riserva marina potrà invece determinare una situazione simile a quella di Ustica, in cui i permessi di pesca sono rilasciati a pescatori locali in grado di utilizzare metodi non aggressivi e rispettosi dei tempi di riproduzione delle diverse specie.
Alcuni settori potranno subire una limitazione, come ad esempio quello edilizio, che però non avrebbe avuto molte prospettive anche senza l'istituzione delle riserve. Infatti il territorio di un'isola, in particolare poi quello delle isole Eolie, è per sua natura limitato e non può sopportare un'eccessiva pressione. Un settore redditizio per il futuro, nel campo dell'edilizia, è costituito dai restauri in stile eoliano effettuati sui tanti ruderi o case abbandonate che potrebbero essere poi riutilizzate. Molti infatti sono i possessori di seconde case alle Eolie e soprattutto molti turisti stranieri sono interessati all'acquisto o all'affitto di case in vecchio stile eoliano.
Un altro aspetto su cui puntare per un futuro sostenibile delle Eolie è rappresentato da quello che viene definito "turismo culturale". Il recupero delle tradizioni, delle feste popolari, e della storia di queste terre è fondamentale sia per lo sviluppo economico che per il recupero, da parte degli isolani, dello spirito di appartenenza ad una terra. Il patrimonio culturale delle isole Eolie è di portata internazionale. Il Museo archeologico, grazie all'impegno dei ricercatori che hanno compreso l'importanza dei reperti rinvenuti nell'Arcipelago, è uno dei più importanti a livello europeo.
Tutte le azioni devono essere accompagnate anche da un rilancio dell'immagine delle isole Eolie e ad una maggiore cura nella loro promozione. Nei depliant pubblicitari è necessario fare riferimenti alle bellezze naturali e storiche presenti sull'arcipelago e puntare su quelle. In questo senso va anche rivisto l'atteggiamento degli abitanti di alcune isole in termini di accoglienza dei turisti e l'azione delle Amministrazioni locali per la soluzione di problemi urgenti come la gestione di rifiuti, l'approvvigionamento idrico e il problema energetico, che nei periodi di massima affluenza turistica diventano ingestibili.
Il futuro dell'Arcipelago eoliano dipenderà dall'azione politica che si deciderà di intraprendere e dall'impegno, sia pubblico che privato, per la sua realizzazione. Se la linea sarà quella dello sviluppo sostenibile, la conservazione ne rappresenta il punto di partenza, assieme però alla rilettura e al rilancio delle attività economiche ad essa collegate.
Il problema secondo me non è da ricercare su eventuali vincoli che un Parco o area marina protetta possa dare alla popolazione ma invece quello a cui dobbiamo fare molta attenzione è se chi sarà designato alla guida dell’ente gestore del parco o della riserva marina sia persona qualificata e al di sopra di ogni interesse locale questo è il nocciolo della questione su cui noi tutti siamo impegnati a riflettere, perché noi vogliamo un parco che sia fruibile a tutti!
Un’ultima considerazione: sentiamo tanto parlare di Sviluppo Sostenibile ma sappiamo cosa vuol dire. Nella Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 lo sviluppo sostenibile è presentato come lo “sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”.
Lo sviluppo sostenibile si richiama, quindi, in modo pragmatico alla necessità di conciliare due obiettivi fondamentali per la società contemporanea: tutelare gli ecosistemi e promuovere lo sviluppo socio-economico.
E adesso a voi una riflessione: stiamo garantendo un futuro ai nostri figli!!!!
Grazie
Tony Scontrino
Ass. BLUOLTREMARE
EDITORIALE: BEN VENGA IL DIBATTITO E IL CONFRONTO ANCHE TELEMATICO
Come era prevedibile, dopo il convegno-confronto di ieri sul Parco delle Eolie, si cominciano a registrare le prese di posizione (o per meglio dire a distinguere i pro e i contro) nei confronti del Parco stesso.
Eolienews, come nel suo stile darà spazio, a chi vorrà dire la sua , pubblicando lettere firmate da personaggi reali (come nel caso del signor Scontrino e di Luca Chiofalo). Questo per una migliore e maggiore esposizione di idee e nella speranza che un "dibattito" anche telematico possa dare i cittadini il diritto a dire la propria. A farsi delle idee anche attraverso questo tipo di "confronto"
Lettere che, ovviamente al di là delle posizioni, non devono ledere le idee altrui e le persone.
In quest'ottica, abbiamo avuto il dubbio se pubblicare o meno la prima parte di questa lettera dove si parla di "fomentazione". Alla fine abbiamo deciso di farlo poichè già, in altre occasioni, l'associazione chiamata in causa ha smentito queste voci.
Fatto salvo il dovere da parte nostra di riservare lo stesso identico spazio all'Associazione qualora volesse replicare al signor Scontrino.
Brevi (in aggiornamento durante la giornata)
Il Tar sospende il calendario venatorio in Sicilia- La prima sezione del Tar di Palermo ha accolto per intero il ricorso presentato da Legambiente Sicilia ed Associazione Man (Associazione mediterranea per la natura) e ha sospeso il calendario venatorio 2010/2011 e il Piano regionale faunistico venatorio 2006-2011.
Il Tribunale amministrativo regionale ha confermato, quindi, una giurisprudenza costante negli ultimi quattro anni, in relazione a un forte richiamo al rispetto della normativa comunitaria e dei criteri tecnici che devono presiedere alla disciplina della caccia.
«Siamo molto soddisfatti – dice Angelo Dimarca, responsabile regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia - perchè questa ordinanza comporta la rigorosa tutela dei siti di importanza comunitaria, delle zone di protezione speciale, delle rotte di migrazione, delle specie maggiormente minacciate e soprattutto dispone la sottoposizione a preventiva Valutazione di incidenza ambientale del Calendario venatorio e del Piano regionale faunistico venatorio (previste e mai attuate dal 2003)».
Non si registrano reazioni nè da parte dell'assessorato regionale all'agricoltura nè tantomeno delle associazioni venatorie.
TURISMO: GURS PUBBLICA BANDI SU RICETTIVITA' ALBERGHIERA E PORTI- Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 32 del 16 luglio, i bandi pubblici per "l'attivazione, la riqualificazione e l'ampliamento dell'offerta ricettiva locale" e per la "realizzazione di interventi strutturali ed infrastrutturali finalizzati all'attuazione del piano strategico regionale della portualita' turistica".
Si tratta dell'attivazione di fondi comunitari del P.O. FESR 2007/2013, a favore delle piccole e medie imprese operanti in Sicilia nel settore turistico, di 125 milioni di euro per la ricettivita' alberghiera e di 52 per la nautica da diporto, messi a bando dall'assessorato regionale al Turismo. Le domande andranno presentate entro 120 giorni, dalla pubblicazione, e cioe' entro il 13 novembre prossimo, al dipartimento Attivita' produttive, che curera' l'istruttoria.
I bandi, oltre che sulla GURS, supplemento ordinario n. 2, sono disponibili sul sito www.regione.sicilia.it/turismo.
Messina tra le 12 città più "roventi" - L'ultimo aggiornamento del sistema delle ondate di calore del dipartimento della Protezione civile, che ieri ha segnalato ventuno città a rischio sulle ventisette monitorate, ne ha individuate dodici oggi e dieci domani. L'allerta di "livello 3" (il più elevato, che rende necessari interventi mirati per le popolazioni a rischio) riguarderà Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma e Viterbo
Il Tribunale amministrativo regionale ha confermato, quindi, una giurisprudenza costante negli ultimi quattro anni, in relazione a un forte richiamo al rispetto della normativa comunitaria e dei criteri tecnici che devono presiedere alla disciplina della caccia.
«Siamo molto soddisfatti – dice Angelo Dimarca, responsabile regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia - perchè questa ordinanza comporta la rigorosa tutela dei siti di importanza comunitaria, delle zone di protezione speciale, delle rotte di migrazione, delle specie maggiormente minacciate e soprattutto dispone la sottoposizione a preventiva Valutazione di incidenza ambientale del Calendario venatorio e del Piano regionale faunistico venatorio (previste e mai attuate dal 2003)».
Non si registrano reazioni nè da parte dell'assessorato regionale all'agricoltura nè tantomeno delle associazioni venatorie.
TURISMO: GURS PUBBLICA BANDI SU RICETTIVITA' ALBERGHIERA E PORTI- Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 32 del 16 luglio, i bandi pubblici per "l'attivazione, la riqualificazione e l'ampliamento dell'offerta ricettiva locale" e per la "realizzazione di interventi strutturali ed infrastrutturali finalizzati all'attuazione del piano strategico regionale della portualita' turistica".
Si tratta dell'attivazione di fondi comunitari del P.O. FESR 2007/2013, a favore delle piccole e medie imprese operanti in Sicilia nel settore turistico, di 125 milioni di euro per la ricettivita' alberghiera e di 52 per la nautica da diporto, messi a bando dall'assessorato regionale al Turismo. Le domande andranno presentate entro 120 giorni, dalla pubblicazione, e cioe' entro il 13 novembre prossimo, al dipartimento Attivita' produttive, che curera' l'istruttoria.
I bandi, oltre che sulla GURS, supplemento ordinario n. 2, sono disponibili sul sito www.regione.sicilia.it/turismo.
Messina tra le 12 città più "roventi" - L'ultimo aggiornamento del sistema delle ondate di calore del dipartimento della Protezione civile, che ieri ha segnalato ventuno città a rischio sulle ventisette monitorate, ne ha individuate dodici oggi e dieci domani. L'allerta di "livello 3" (il più elevato, che rende necessari interventi mirati per le popolazioni a rischio) riguarderà Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma e Viterbo
Meno male che c'è la Prestigiacomo (di Luca Chiofalo)
(Luca Chiofalo) Meno male che c'è la Prestigiacomo...
Oltre all'avvenenza, di sicuro gradimento, ieri ho apprezzato i toni decisi del ministro sull'ineludibilità della realizzazione del Parco Nazionale delle Isole Eolie, così come disposto da una legge dello Stato. Ho apprezzato meno il goffo tentativo "cerchiobottista" del sindaco di aggirare le contestazioni, proponendo un "percorso a tappe", che a Lipari non vedrebbe mai il traguardo. Certi equilibrismi sono controproducenti e la comunità è disorientata.
Del resto, vorrei fare presente all'attuale maggioranza, non è possibile sostenere allo stesso tempo un megaporto e un parco nazionale, non si può un giorno attaccare i vincoli dell'UNESCO e gli strumenti di tutela ambientale e il giorno successivo presentarsi, credibilmente, come "difensori" del territorio. L'opposizione di centro-sinistra ha scelto un percorso ancora più incomprensibile: contrari al megaporto e pseudo ambientalisti, li ritroviamo oggi contro il parco, in un delirio da crisi d'identità che sconcerta e preoccupa per il futuro. Questo è tempo di idee chiare e di risolutezza; il paese soffre la mancanza di una guida decisa, scivola pericolosamente verso l'anarchia, accetta ormai ogni tipo di furberia o abuso, ma combatte, dimostrando la confusione che lo attanaglia, incredibilmente e furiosamente, uno degli strumenti più incisivi per la tutela e lo sviluppo di territori come il nostro. Se non è follia autodistruttiva poco ci manca, e per questo non è tempo per la nostra sciatta classe politica di curare "clientele"; la scelta è di responsabilità e prospettiva, non è per uomini che guardano al mero consenso elettorale. C'è bisogno di leadership, è necessario smettere di continuare a cavalcare gli istinti più bassi dell'elettorato, atteggiamento irresponsabile causa dei danni che cominciano a manifestarsi in tutta la loro drammaticità.
Se non possediamo soggetti capaci di scegliere per il bene di tutta la comunità, meglio che le decisioni arrivino "dall'alto". Peraltro, gli interventi dei contrari al parco, come mi aspettavo, sono stati davvero vacui nei contenuti e fuoriluogo nei toni; è lecito pretendere di discutere tutto, ma lo si faccia senza pregiudizio e civilmente, evitando spettacoli indecenti come quello esibito ieri in presenza del ministro. Il livello del confronto è tanto basso che il rischio che tutto degeneri in "rissa" è reale, per cui, mi auguro, che chi occupa ruoli di responsabilità esprima in fretta posizioni nette e lungimiranti.
CORDIALMENTE
LUCA CHIOFALO
Oltre all'avvenenza, di sicuro gradimento, ieri ho apprezzato i toni decisi del ministro sull'ineludibilità della realizzazione del Parco Nazionale delle Isole Eolie, così come disposto da una legge dello Stato. Ho apprezzato meno il goffo tentativo "cerchiobottista" del sindaco di aggirare le contestazioni, proponendo un "percorso a tappe", che a Lipari non vedrebbe mai il traguardo. Certi equilibrismi sono controproducenti e la comunità è disorientata.
Del resto, vorrei fare presente all'attuale maggioranza, non è possibile sostenere allo stesso tempo un megaporto e un parco nazionale, non si può un giorno attaccare i vincoli dell'UNESCO e gli strumenti di tutela ambientale e il giorno successivo presentarsi, credibilmente, come "difensori" del territorio. L'opposizione di centro-sinistra ha scelto un percorso ancora più incomprensibile: contrari al megaporto e pseudo ambientalisti, li ritroviamo oggi contro il parco, in un delirio da crisi d'identità che sconcerta e preoccupa per il futuro. Questo è tempo di idee chiare e di risolutezza; il paese soffre la mancanza di una guida decisa, scivola pericolosamente verso l'anarchia, accetta ormai ogni tipo di furberia o abuso, ma combatte, dimostrando la confusione che lo attanaglia, incredibilmente e furiosamente, uno degli strumenti più incisivi per la tutela e lo sviluppo di territori come il nostro. Se non è follia autodistruttiva poco ci manca, e per questo non è tempo per la nostra sciatta classe politica di curare "clientele"; la scelta è di responsabilità e prospettiva, non è per uomini che guardano al mero consenso elettorale. C'è bisogno di leadership, è necessario smettere di continuare a cavalcare gli istinti più bassi dell'elettorato, atteggiamento irresponsabile causa dei danni che cominciano a manifestarsi in tutta la loro drammaticità.
Se non possediamo soggetti capaci di scegliere per il bene di tutta la comunità, meglio che le decisioni arrivino "dall'alto". Peraltro, gli interventi dei contrari al parco, come mi aspettavo, sono stati davvero vacui nei contenuti e fuoriluogo nei toni; è lecito pretendere di discutere tutto, ma lo si faccia senza pregiudizio e civilmente, evitando spettacoli indecenti come quello esibito ieri in presenza del ministro. Il livello del confronto è tanto basso che il rischio che tutto degeneri in "rissa" è reale, per cui, mi auguro, che chi occupa ruoli di responsabilità esprima in fretta posizioni nette e lungimiranti.
CORDIALMENTE
LUCA CHIOFALO
A proposito delle tariffe dell’acqua applicate nel Comune di Lipari (di Saverio Merlino)
(Saverio Merlino) Più si entra nel merito della lettura delle “bollette per il consumo dell’acqua”, notificate dal Comune di Lipari in questi giorni, e più aumentano le perplessità e il sospetto dei cittadini liparesi che qualcosa non funziona nella quantificazione delle stesse.Alcune famiglie hanno ricevuto delle bollette da fare perdere il sonno, altre, spaesate, non sanno che pesce pigliare e a chi rivolgersi.
Come nel mese di dicembre 2009, anche adesso, ho ritenuto di interpellare, al fine di tutelare noi cittadini, l’Associazione Nazionale dei Consumatori.
Devo dare atto che, prontamente e con la riconosciuta professionalità, il rag. Pinuccio Spinella, socio dell’Associazione dei Consumatori, ha inoltrato alla stessa Associazione una dettagliata nota con la quale, fra l’altro, ha chiesto di intervenire nei modi e nei termini che si ritiene più opportuno, e di acquisire tutti gli atti adottati dal Comune di Lipari sull’argomento acqua, accertare la rispondenza con le disposizioni vigenti in materia di servizio idrico integrato e di determinazione delle tariffe e verificare se è possibile differenziare la tariffa riguardo a particolari condizioni in cui potrebbe versare l’utenza (esempio: riduzione del 30% per nuclei il cui reddito non superi €. 7.583; tale procedura è già vigente).
Se dal riscontro dovesse risultare l’ipotesi dell’illegittimità, in autotutela, il Comune dovrà procedere al ritiro delle bollette e alla rielaborazione a proposito di quanto sarà accertato.
I sevizi idrici sono regolamentati in Italia (Sicilia compresa che ha recepito la norma) dalla legge Galli n. 36/1994.
La determinazione delle tariffe, ai sensi dell’art. 13, avviene mediante il metodo normalizzato.
Il metodo normalizzato si riferisce alla piena funzionalità del servizio idrico integrato (vedi all. 1 Formulario per la relazione della gestione del servizio d’acquedotto, fognatura e depurazione in regime transitorio e all. 2 Carta dei servizi).
In assenza o nelle more dell’applicazione del metodo normalizzato la Legge del 1995, la n. 172, stabilisce i criteri per l’adeguamento tariffario spetta al CIPE.
Il CIPE, fin dal 1995, e con cadenza annuale, fissa gli adeguamenti tariffari e stabilisce anche il prezzo di cessione dell’acqua all’ingrosso, delibera CIPE n. 248 del 1997.
Il Decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006 ha abolito la Legge Galli ma per quanto attiene la determinazione delle tariffe, si deve continuare ad applicarla.
Il TAR del Lazio con sentenza n. 9673 del 05.11.2008 ha confermato l’obbligo da parte del CIPE a regolamentare le tariffe dell’acqua con propria delibera annuale. Il CIPE in tal senso ha emanato la delibera n. 117 del 18.12.2008 che ha previsto tre fasi d’adeguamento tariffario:
1° - fase: decorrenza 2009 26 del mese di marzo data di pubblicazione sulla GURI, prevede un recupero d’incrementi tariffari dal 2003 al 2007 nella misura massima del 5% complessivo (acqua,fognatura e depurazione);
2° fase: criteri d’adeguamento tariffario per l’anno 2008, decorrenza 1° luglio 2009;
3° fase: adeguamento della tariffa per l’anno2009: decorrenza 1° luglio 2010.
La sentenza n. 29 del 4 febbraio 2010 della Corte Costituzionale conferma la tariffa è stabilita dal metodo normalizzato e dove non è applicato, dalle delibere del CIPE.
Il Ministero dello Sviluppo Economico con circolare n. 3636/C del 18/05/2010 avente per oggetto criteri d’adeguamento delle tariffe di acquedotto, fognatura e depurazione per il 2009 (in base al paragrafo 3 della delibera CIPE 117/2008) stabilisce che in assenza del metodo normalizzato, possono effettuare gli incrementi mediante un’apposita formula illustrata nella medesima circolare, ma gli aumenti non devono superare la percentuale del 1,15% e in ogni modo la decorrenza degli aumenti scatta a decorrere dal 1° luglio 2010.
Come avviene la gestione dei servizio idrico nel Comune di Lipari
a) Rete idrica gestita direttamente dal Comune di Lipari.
b) Rete idrica gestita dall’EAS fino al 31 Dicembre 2008.
A) Se il Comune di Lipari, fin al 31 dicembre 2008, non ha applicato il metodo normalizzato deve applicare i criteri stabiliti dal CIPE e confermati dal Ministero dello Sviluppo Economico e gli aumenti devono restare entro i limiti delle percentuali stabilite, perché il linea con l’inflazione programmata. Ossia: entro il 5% l’aumento tra la tariffa base del 2003 e fino al 2007.
Dal 2008 e dal 2009 entro il limite percentuale massimo dell’1,15%.
B) rete idrica gestita dall’EAS fino al 31 Dicembre 2008. In questo caso, comunque, l’aumento della tariffa deve restare entro il limite del 1,15% indipendentemente dal cambio del Gestore.
La sostituzione del Gestore non comporta la modifica della tariffa.
Saverio Merlino
La giunta Bruno "sconfessa in toto le gratuite, inopportune e fantasiose dichiarazioni dell'assessore Famà. Sul parco la strada è quella del dialogo".
COMUNICATO STAMPA DELLA GIUNTA BRUNO (meno l'assessore Famà ovviamente)
L’Amministrazione Comunale di Lipari SCONFESSA IN TOTO le gratuite, inopportune e fantasiose dichiarazioni dell’Assessore Natale Famà che risulta da tempo essere soggetto che non interpreta né il pensiero dei suoi colleghi di Giunta, né quello del Sindaco di Lipari.
Siamo a conoscenza che nei suoi confronti il Primo Cittadino non assume provvedimenti drastici perché rispetto al Presidente del Consiglio Comunale, suo compagno di cordata, non ha paura del confronto e della dialettica interna alla Giunta.
Tale affermazione alla luce della posizione assunta dal Presidente del Consiglio Comunale che, nel corso dell’ultima seduta Consiliare, non ha permesso al Sindaco di esprimere le proprie idee sul parco.
Il TRIONFO del Convegno – Confronto di ieri, l’ampia partecipazione, la qualificata e prestigiosa presenza, sia a livello tecnico che politico, danno l’esatta dimensione di chi ha come alto principio della Democrazia il discutere, il dialogo, l’informazione, il confronto.
L’Amministrazione Comunale ribadisce con i fatti che è pronta, come sempre, ancor più in questo momento, a proseguire sulla strada intrapresa ovvero, quella del dialogo.
L’Assessore Famà ne tragga le debite conclusioni.
L’Amministrazione Comunale
L’Amministrazione Comunale di Lipari SCONFESSA IN TOTO le gratuite, inopportune e fantasiose dichiarazioni dell’Assessore Natale Famà che risulta da tempo essere soggetto che non interpreta né il pensiero dei suoi colleghi di Giunta, né quello del Sindaco di Lipari.
Siamo a conoscenza che nei suoi confronti il Primo Cittadino non assume provvedimenti drastici perché rispetto al Presidente del Consiglio Comunale, suo compagno di cordata, non ha paura del confronto e della dialettica interna alla Giunta.
Tale affermazione alla luce della posizione assunta dal Presidente del Consiglio Comunale che, nel corso dell’ultima seduta Consiliare, non ha permesso al Sindaco di esprimere le proprie idee sul parco.
Il TRIONFO del Convegno – Confronto di ieri, l’ampia partecipazione, la qualificata e prestigiosa presenza, sia a livello tecnico che politico, danno l’esatta dimensione di chi ha come alto principio della Democrazia il discutere, il dialogo, l’informazione, il confronto.
L’Amministrazione Comunale ribadisce con i fatti che è pronta, come sempre, ancor più in questo momento, a proseguire sulla strada intrapresa ovvero, quella del dialogo.
L’Assessore Famà ne tragga le debite conclusioni.
L’Amministrazione Comunale
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