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giovedì 16 febbraio 2012

Riflettendo con Lino (di Pino La Greca)

Ho appena finito le leggere le riflessioni di Lino Natoli e la replica di Michele Giacomantonio. La riflessione di Lino richiama un suo precedente intervento tenutosi all’assemblea del Partito Democratico di qualche settimana fa, riflessione che ho pienamente condiviso e continuo a condividere e che in quella sede mi portò a formulare una mozione approvata all’unanimità dall’intera assemblea. Nei giorni scorsi ho avuto modo di esprimere con altre parole le conclusioni a cui è giunto Lino e proporre una ipotesi di regolamento delle primarie da realizzare nell’ambito del Centro sinistra allargato alla società civile.
Oggi ritengo doveroso ampliare quel ragionamento e lo faccio con alcuni esempi. Prendiamo il governo Monti, nato in una situazione di estrema gravità per il Paese. Il segno distintivo di questo governo non è stato soltanto il fatto di essere un governo tecnico, ma quello di aver avuto come caratteristica la discontinuità dal governo Berlusconi, nessuno dei suoi ministri, vice ministri, sottosegretarie ecc., ecc., ha fatto parte del governo precedente, lo stesso Gianni Letta ha compreso ed accettato che era arrivato il momento di fare un passo indietro per il bene del Paese. Io immagino un sindaco che trovi, da un lato  la capacità di individuare una nuova classe dirigente e riuscire nel contempo a differenziarsi dalla precedente esperienza amministrativa, in tutte le sue componenti, giunta e consiglio.
Personalmente ho fatto parte dell’amministrazione Giacomantonio dal 1994 al 2001. Mi sono dimesso, all’età di 38 anni, un mese prima della mozione di sfiducia e da quel momento ho scelto un percorso diverso. Mi sono laureato, ho collaborato con numerose associazioni culturali promuovendo iniziative sul territorio, ho elaborato progetti alternativi a quelli dell’amministrazione, come il Piano di Riconversione delle Cave di Pomice, citato dall’Unesco in una relazione periodica sul sito delle Eolie, ho scritto una decina di libri. Sono stato richiamato alla segreteria dei DS nel 2003 e nella successiva consultazione elettorale ho anteposto l’esigenza di rinnovare la classe politica del Paese davanti ad una mia eventuale ambizione personale; oggi chiunque può riconoscermi di aver individuato nelle persone di Giacomo Biviano e Pietro Lo Cascio (candidati dai DS) due degni esponenti di quel rinnovamento della politica che si chiede ad una classe dirigente attenta alle esigenze della propria comunità. Oggi non comprendo, pertanto, quali problemi ci siano nel cercare e nell’individuare, da parte dei partiti e movimenti civili che si richiamano all’ampia area del Centro sinistra di Lipari, donne, uomini, giovani , tecnici, professionisti da avvicinare alla politica, al governo del paese e che possono dare un contributo al futuro della nostra comunità, senza dover coinvolgere la precedente classe politica?

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