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sabato 3 marzo 2012

Punto Nascite di Lipari. Esposto alla Procura di Barcellona


PREG.MO  PROCURATORE  DELLA REPUBBLICA
                                                                DI  BARCELLONA P.G.
                                                                Via  Camarda 48, 98051 Barcellona P.G.


OGGETTO: Esposto punto nascite Presidio Ospedaliero di Lipari

Io sottoscritto Dr. Giacomo Biviano, n.q. di Presidente e per conto della Commissione Speciale Sanita’ del Comune di Lipari, espongo quanto segue :
Da parecchi mesi ormai la comunità Eoliana è costretta a sopportare innumerevoli disagi e sacrifici, morali ed economici, a causa della ormai  notoria cronica carenza di personale nel Presidio Ospedaliero di Lipari. In particolare, i disservizi legati alla  carenza di personale e, forse, di organizzazione investono pesantemente le donne Eoliane in stato di gravidanza e/o nell’imminenza dell’evento parto.
In evidente e aperta violazione dei principi di tutela della  salute, del percorso nascita, di  assistenza al parto e di garanzia dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), improvvisamente, nel nosocomio Eoliano (sette isole) non viene più garantito il sacrosanto diritto di nascere con tutte le garanzie previste dalle  linee guida e dai  protocolli del SSN (Sistema Sanitario Nazionale).
 Le gestanti, a causa delle gravi e pesanti carenze organizzative del servizio di Ostetricia e Ginecologia del presidio Ospedaliero di Lipari, sono costrette, sia in elezione che in emergenza,  a trasferirsi o ad essere trasferite con urgenza sulla terraferma, con tutti i disagi che ne conseguono.
Si pensi alla sgradevole e ansiogena circostanza della  gestante  che  in stato di travaglio       ( doglie da parto) e spesso  in condizioni di emergenza deve affrontare un trasferimento in elicottero, dove   viene addirittura legata.
 Si pensi alle preoccupazioni, allo stato d’ansia e di allarme che coinvolge e stravolge l’intera famiglia. Una donna, una madre, viene letteralmente strappata dai propri affetti in un momento tanto importante quanto delicato della propria esistenza. Il “lieto evento parto”, grazie a questa probabile  “disorganizzazione organizzata” , viene vissuto come un’autentica tragedia, sia sotto il profilo emotivo, della sicurezza che economico ed organizzativo.
Senza poi considerare che la comunità Eoliana  al momento della decisione responsabile di mettere al mondo una nuova vita ha sempre avuto la certezza di trovarsi a  vivere in un territorio, sebbene disagiato, in cui storicamente ed anche  in “tempi peggiori”  l’assistenza alla gravidanza e al parto era sempre stata garantita con dignità e rispetto della persona.
I Fatti:
Da oltre un anno le nascite nell’ospedale di Lipari sono state progressivamente quasi azzerate o comunque ridotte  a poco più di una decina, a fronte dei 90/100 parti degli anni precedenti. Dal  mese di Settembre 2011 non è  stato più possibile effettuare parti.
Nel mese di Ottobre 2010 il Direttore sanitario dell’Ospedale di Lipari, adducendo come motivazione la carenza di personale , disponeva di fatto la chiusura del punto nascita di Lipari , limitando i parti ai soli casi di urgenza indifferibile : in verità, dei quattro ginecologi previsti in pianta organica  ne mancava solo uno che, se si fosse voluto, probabilmente poteva essere facilmente sostituito. Si avanzano dunque seri dubbi sulla legittimità di tale provvedimento e sulla eventuale possibilità che esso abbia arrecato un’ interruzione di pubblico servizio o altra fattispecie penalmente rilevante .
Tuttavia tale disposizione  del direttore sanitario è stata revocata in data 20 ottobre 2011, presumibilmente a seguito di numerose e  plateali proteste degli abitanti delle isole.
Alla revoca  di tale  disposizione  non è seguita, comunque, integrazione di personale specializzato.
Il primo novembre 2011 sono stati nominati due nuovi ginecologi, a tempo indeterminato, per il reparto di ostetricia e ginecologia, il dott Santino Federico e la dottoressa Carmela Galeani. Quest’ultima, dopo pochi giorni di servizio, incomprensibilmente, viene trasferita al reparto di ostetricia e ginecologia del P.O. di Taormina, nonostante le dichiarazioni del Commissario dell’ASP, Francesco Poli, che aveva assicurato la presenza di personale in pianta stabile.
 Il Dr. Federico, con dedizione ammirevole, si è effettivamente adoperato in pochissimo tempo nei confronti delle gestanti al fine di ripristinare il punto nascite. Di conseguenza è ripresa la normale attività, anche se per pochi giorni, del punto nascita.
In data 26 novembre 2011, improvvisamente, il dott. Santino Federico viene sospeso dal servizio su disposizione del Commissario straordinario, Dr. Francesco Poli.
Sospeso il Dr Federico e attivato il trasferimento della Dr.ssa Galeani restano in servizio solo due  ginecologi, la Dr.ssa Cutugno e la Dr.ssa Mastroeni, che sono costrette a sopportare turni massacranti per garantire il solo servizio ambulatoriale, la doppia reperibilità e le eventuali emergenze-urgenze, senza la possibilità, probabilmente, di potersi allontanare dall’isola.
 La dott.ssa Cutugno, che nel mese di Dicembre 2011 era rimasta  da sola per parecchi giorni a causa dell’ assenza temporanea della dott.ssa Mastroeni, presumibilmente, non sopportando l’eccessivo carico di lavoro e di responsabilità, a fine dicembre rassegnava irrevocabilmente  le proprie dimissioni al Commissario Straordinario.
Nel mese di gennaio 2012 rientra la dott.ssa Mastroeni , ad oggi ancora in servizio, insieme al dr Venanzio Iacolino. Quest’ultimo, infatti, ginecologo del consultorio familiare, con disposizione di servizio viene temporaneamente assegnato al reparto di ostetricia, non garantendo reperibilità notturna ( per cui la Dr.ssa Mastroeni è reperibile da sola, contravvenendo, si pensa, alla regola che, necessariamente, in area chirurgica ostetrico-ginecologica vi devono essere due dirigenti medici reperibili), sguarnendo il servizio consultorio sul territorio e contravvenendo al programma  percorso nascita” del P.S.R. (Piano Sanitario Regionale).
Si tenga presente che in pianta organica sono previsti 3 ginecologi in pianta stabile ( dotazione non più corrispondente dalla sospensione a fine novembre del Dott. Federico).
Da circa un mese, addirittura, anche il dott. Iacolino ha lasciato l’Ospedale ed è ritornato nel consultorio familiare, con la conseguenza che adesso è rimasto un solo ginecologo, la dott.ssa. Mastroeni, che viene sostituita ogni tanto, in caso di assenza temporanea, da specialisti operanti in altre sedi. Una situazione, quindi, rischiosa e per niente garante della sicurezza delle gestanti e contro ogni previsione e disposizione dell’attuale pianta organica.
Inoltre, sembrerebbe che la Direzione Generale dell’ASP di Messina (Commissario Straordinario) abbia letteralmente dimezzato la dotazione organica del personale ostetrico, da sei a tre unità, interrompendo le assunzioni a tempo determinato delle unità  carenti e non attivando le necessarie procedure concorsuali per i posti vacanti in pianta organica al fine di avere personale in pianta stabile.
Pare che tale riduzione di personale ostetrico abbia di fatto determinato l’interruzione del servizio H 24, garantendo la sola presenza dell’ostetrico dalle ore 8,00 alle ore 20,00.  Situazione, questa, che se corrisponde al vero rischia di mettere in serio pericolo la salute delle donne che dovessero avere necessità di assistenza ostetrica urgente, sia nei casi di parto precipitoso che per altri casi di emergenza ostetrica indifferibile, oltre agli innumerevoli  disagi fisici, morali ed economici legati all’eventuale trasferimento in terraferma , di cui si è già detto.
Poiché il sottoscritto, quale Presidente della Commissione Sanità e su indicazione di essa, ha il sacrosanto diritto - dovere  della tutela del diritto alla salute di tutta la comunità Eoliana, chiede che Codesta Spettabile Procura verifichi se nella elencazione dei fatti esposti  si possa configurare  “interruzione di pubblico servizio” o, comunque, fatti  penalmente rilevanti posti in essere da parte della Azienda Sanitaria  Provinciale di Messina e/o  da altri  enti preposti alla tutela della salute. Tra  l’altro, per integrare il reato di interruzione del pubblico servizio è sufficiente che l’entità del turbamento della regolarità dell’ufficio o  la interruzione del medesimo, pur senza avere cagionato una effettiva cessazione della attività, abbia di fatto alterato il tempestivo ed ordinato sviluppo dell’erogazione del servizio sanitario.
Nel caso in cui si ravvisa interruzione di pubblico servizio, si  chiede alla S.S. di voler procedere penalmente .
Si chiede, inoltre, di  essere informato in merito agli sviluppi  della vicenda .
IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SANITA' (GIACOMO BIVIANO)

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