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sabato 10 maggio 2014

Isola pedonale a Lipari. La grande assente (di Pietro Lo Cascio)

LA GRANDE ASSENTE DELLA STAGIONE.
Siamo in piena stagione turistica: la maggior parte delle strutture e degli esercizi, almeno nell’isola di Lipari, ha riaperto i battenti, ogni giorno sbarcano centinaia di visitatori – dalle navi crociera così come dai “barconi” – e altrettanti si aggirano per il centro urbano; eppure tutto questo non è sufficiente per persuadere l’amministrazione comunale a compiere un atto di coraggio e, contemporaneamente, di civiltà.
In questo scenario, purtroppo, la grande assente rimane un’isola pedonale che possa davvero definirsi tale.
Sarà senz’altro scomoda, sarà pure invisa ai concittadini afflitti da cronica affezione verso le loro automobili – talmente forte da non riuscire a separarsene nemmeno per poche centinaia di metri – e ad alcuni commercianti che coltivano la segreta convinzione di poter migliorare gli affari se le auto parcheggiano davanti al loro negozio. Ma, nei centri storici dei luoghi dove il motore dell’economia locale è il turismo, l’isola pedonale diviene una misura elementare, basilare, indispensabile nella pianificazione e nella gestione della viabilità urbana. E non soltanto in quelli: sono centinaia i centri storici di città e paesi italiani dove vige l’isola pedonale “H 24” e dove l’ingresso alle vie pedonalizzate non è ostacolato da precarie transenne che il furbo di turno può rimuovere con facilità, ma da dissuasori telecomandati o almeno da sistemi di videosorveglianza.
Nel comune di Lipari, però, evocarli equivale a parlare di fantascienza. Questa amministrazione si è insediata strombazzando a gran voce l’imminente realizzazione di un sistema di videosorveglianza, che tuttavia due anni dopo non risulta ancora pervenuto. Sotto Pasqua chiude il centro storico, ma lo riapre pochi giorni dopo, come se la stagione fosse già evaporata e non ci fosse ormai più nessuno in giro. Per via Garibaldi e Marina Corta, invece, si trincera dietro il motivo dei cronici problemi di via S. Anna – dove però la transenna compare e scompare a seconda di inesplicabili ragioni – mentre sarebbe più credibile chiudere definitivamente questa strada e tagliare le polemiche utilizzando un semaforo e il senso alternato nella salita che collega via Roma al corso principale.
In materia di isola pedonale, purtroppo, devo prendere atto che l’amministrazione si rivela tanto pavida quanto priva di inventiva. Ma c’è pur sempre una non trascurabile responsabilità, perché questa amministrazione non decide di un posto qualunque, ma del principale comune di un sito Patrimonio dell’Umanità, e sottovalutare questo aspetto, o non attribuire la necessaria importanza al decoro e alla cultura dell’accoglienza del principale centro storico di questo comune, ci porta inevitabilmente ad essere soltanto patrimonio del degrado e dei furbi.
Naturalmente, sarei lieto di ricredermi di fronte a iniziative audaci e illuminate che subentrino alle mezze misure, a quelle soluzioni ibride e pasticciate – pedonalizzazione sì, poi no, anzi un po’ sì e un po’ no – partorite nell’intento di non scontentare i più, ma che in realtà scontentano decisamente chi approda a Lipari e si ritrova costretto a pensare che è vero, che allora Nanni Moretti in “Caro Diario” aveva ragione, e che quest’isola vuole essere tutto fuorché un’isola per pedoni. Il fatto è che più il tempo passa, meno ci speriamo.
Pietro Lo Cascio (consigliere comunale de La Sinistra)

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