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giovedì 13 ottobre 2016

AMP,opportunità ma anche cura necessaria. Ma con quali regole?. La riflessione di Marco Manni

Riceviamo da Marco Manni e pubblichiamo:
Difficile esprimersi con un netto “Si - No”, senza analizzare attentamente ogni aspetto restrittivo e ogni prospettiva di sviluppo che l’Area Marina Protetta è in grado di offrire. Ora, è evidente che il nostro arcipelago, in terra e in mare, necessita urgentemente di  tutele.  Nella fattispecie, un turismo massivo e privo di regole  così come si pone e lo si propone, la pesca  illegale (a strascico, con serie di richiami, la pesca subacquea spregiudicata con prelievo di organismi e specie ittiche a rischio), sono fenomeni  ormai non  più tollerabili.
Partendo dal mare bisogna guardare a un nuovo modello di  sviluppo per affrontare le sfide già  in atto, che ci hanno già messo in secondo piano rispetto ad altre mete turistiche balneari. Né  tanto meno il nostro arcipelago sarà risparmiato dagli effetti della globalizzazione che di per sé impone nuove strategie e moderne  professioni .
 In questo senso l’istituzione di un’AMP segue una giusta direzione verso la preservazione, valorizzazione e promozione del nostro arcipelago e dei suoi peculiari connotati naturalistici.  Ciò impone però  il superamento di pregiudizi, apertura al nuovo, una rivoluzione nel nostro modo di pensare, di operare. Ma con regole equilibrate che, a mio modesto avviso, non potranno essere quelle adottate in una generica  AMP. Non si può realizzare un museo marino  di 115Kmq abitato da  quasi 13.000 abitanti.  Il nostro arcipelago vanta infatti 7 isole tutte abitate, con una superficie ed una popolazione che non ha paragoni rispetto ad altre realtà in cui vige l’AMP.
Francamente un modello AMP sullo stile delle Egadi, delle Tremiti, dell’Asinara, di Ventotene e S. Stefano, isole Ciclopi, appare improponibile e inadeguato  alle Eolie. Ad es. il sito  delle Egadi (isole  la cui popolazione di  circa 4.600 è distribuita su una superficie  di circa 20 Kmq)  http://www.trapaniegadiop.it/larea-marina-protetta-isole-egadi/  spiega chiaramente nel prospetto seguente, come  tutte le attività sportive e professionali di un’AMP svolte in mare, navigazione compresa ad ogni livello, debbano essere preventivamente autorizzate, ma anche come  maggiori concessioni  siano riservate  ai residenti . Ma nonostante ciò, dal mio modesto punto di vista (che è quello di un comune cittadino che vive il mare e che pratica sporadicamente  pesca dilettantistica), esse appaiono troppo restrittive per il nostro arcipelago.

Senza entrare nel tema dei risvolti professionali e occupazionali, mi limito ad accennare alcuni aspetti che sono sicuro possono interessare i comuni cittadini. E’ noto ad es., che in una AMP sono categoricamente vietate  anche ai residenti:  lo sci nautico e l’uso di  acqua scooter,  in ogni zona .Ciò appare allucinante se poi com’è ovvio mezzi di linea , da diporto e navi da crociera dovranno pur  accostarsi alle nostre isole da qualche zona regolamentata. La pesca subacquea è categoricamente vietata ovunque, si dice.
Più accettabili risultano le regole applicate nel Parco di La Maddalena, arcipelago paragonabile al nostro in termini di  popolazione ( circa 12.000 abitanti) più che di estensione ( circa 51 Kmq). Evidentemente  il numero di abitanti può giocare  un ruolo cruciale nella determinazione delle regole e delle restrizioni.
Premesso che si tratta di un Parco Nazionale e non solo di un’ AMP e sperando che dietro questa sottigliezza non si nasconda il diavolo, Il regolamento è consultabile su  http://www.lamaddalenapark.it/ente-parco/misure-di-salvaguardia
Nelle zone MB la pesca sportiva può essere praticata a bordo di unità navali, da terra o in ambiente subacqueo secondo la disciplina di dettaglio e solo previo possesso di apposita autorizzazione, rilasciata dall’Ente Parco ai soggetti e secondo le modalità indicati di seguito.
La quantità del prodotto pescato non può comunque superare i 5 kg  al giorno per persona, a meno  che tale quantitativo non sia superato dalla cattura di un singolo esemplare.
Art.40 - Nelle zone Mb del Parco la pesca sportiva può essere esercitata dai residenti senza alcuna autorizzazione... può essere praticata solo ed esclusivamente con i seguenti attrezzi: con bolentino anche con canna e mulinello a non più di tre ami; con lampada e fiocina ( solo residenti)con due canne singole da lancio o lenza, da terra, a non più di tre ami; con quattro canne singole da lancio o lenza, da terra, a non più di un amo; con lenza a traina a non più di due traine ad imbarcazione; con due nasse ad imbarcazione 
( solo residenti); con lenza per cefalopodi con non più di un attrezzo di cattura 
( polpara o totanara o seppiolara), per persona; con nattelli, non più di 5 per imbarcazione; con lenze pedagnate, non più di 5 per imbarcazione; con palamito a non più di cento ami, non più di un palamito per imbarcazione. 
Tale attrezzatura è consentita solo ai residenti .
A proposito della pesca subacquea , l’ Art.41 recita :
- La pesca subacquea è consentita nelle zone Mb, escluse le aree di cui all’art.10, solo ai residenti e può essere praticata dal 1° settembre al 30 giugno nei limiti stabiliti dalle vigenti  disposizioni regionali in materia. E’ consentita la pesca subacquea tutti i giorni a residenti e non residenti solo intorno all’isola di La Maddalena.
Niente male!
Marco Manni

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