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domenica 20 luglio 2014

Al via domani la XXXI edizione dei Pomeriggi culturali del Centro Studi. Si apre con il volume “Voci dal Confino, Antifascisti a Lipari, 1926 l’arrivo” di Giuseppe La Greca.

 Comunicato stampa
Lunedì prossimo, 21 luglio, alle ore 19,00, presso i giardini del Centro Studi, prenderà l’avvio la XXXI edizione dei Pomeriggi Culturali, con il volume “Voci dal Confino, Antifascisti a Lipari, 1926 l’arrivo” di Giuseppe La Greca.

Come scrive Nino Paino, nella presentazione del volume:
La volontà di costituire il Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani nacque nella bella casa del Notaio Pino Paino a Castellaro.
Era suo ospite il più giovane confinato politico a Lipari Giovanni Ferro, autore del libro "Noviziato tra le Isole" che raccontava il suo peregrinare tra le isole del confino fascista. Accompagnavo e aiutavo mio padre , muratore di fiducia del Notaio, per alcuni lavori da fare in estate. I racconti di Ferro sul confino mi appassionarono e da lì nacque l'idea di fondare il Centro Studi e di riportare alla luce la storia di quegli anni fino ad allora poco conosciuta.
Mi recai a Firenze su indicazioni del Ferro per conoscere Jaures Busoni e lo andai a trovare a casa sua in Via Duprè. Aveva sposato una donna di Lipari ed era entusiasta di organizzare dei convegni a Lipari sul confino.
Ne furono fatti due di grande rilevanza nel 1983 e nel 1985. Vi partecipò anche Giuliano Vassalli (nipote del confinato Angeloni), futuro presidente del Centro Studi. Gli atti del convegno andarono a comporre il volume “Il confino politico a Lipari” edito nel 1990. 
Negli anni successivi numerose sono state le iniziative fatte, rivolte soprattutto a fornire aiuto, materiali e supporto a tanti giovani e studiosi che si apprestavano a preparare le proprie tesi di Laurea ed altre pubblicazioni; sono da citare e ringraziare Anna Casamento e Giovanni Natoli (oggi residente a Novara) che hanno raccolto e compilato le schede, presso l’Archivio Centrale dello Stato, dei 1300 confinati inviati a Lipari.. Tale attività prosegue ancora oggi, non ultima la collaborazione con la giornalista scrittrice inglese Caroline Moorehaed.
Oggi con il primo volume dei quaderni del confino a cura di Pino La Greca vogliamo portare a termine il lavoro intrapreso in quegli anni e speriamo con un ambizioso piano editoriale che prevede la pubblicazioni di altri cinque quaderni, uno per ogni anno del confino, di dare ai lettori uno spaccato, il più possibile completo, della storia di quegli anni che videro Lipari protagonista anche di battaglie di libertà.
Un grazie a Pino da tutto il Centro Studi per la passione e l'impegno che sta profondendo nel raccontare il nostro passato.

Il volume è arricchito da 42 foto scattate dalla signora Maria Vittoria Backhaus.

In estratto la prima parte della Presentazione a cura di Bernardo Valli.
Questo libro è un’antologia: è l’Antologia di Lipari. Io avrei scelto questo titolo perché l’ampia ricerca di Giuseppe La Greca, nonostante il rigore e lo stile asciutto di una cronaca ai limiti della storia,  mi  ricorda l’ Antologia di Spoon River. Quella che Edgar Lee Masters pubblicò un secolo fa sul Mirror di St. Louis, per rievocare con poesie usate come epitaffi la vita delle persone sepolte nel cimitero di un piccolo paese immaginario della provincia americana. Pur lasciando spazio alla creatività letteraria,  Masters si ispirò a persone realmente esistite a Levistown e a Petersburg, nell’ Illinois. Anche Giuseppe La Greca fa parlare uomini scomparsi che avevano un’identità precisa, ma non evade mai da quello che ha trovato nei documenti dell’epoca. Il  nome di Edgar Lee Masters non gli è mai venuto alla mente, ne sono sicuro, mentre scavava negli archivi per rianimare, resuscitare, le «voci dal confino» degli antifascisti che popolarono Lipari.
Lui, La Greca,  avrebbe del resto giudicato ambizioso  il titolo di Antologia, ricalcato su quella di Spoon River; e adesso riterrà ancora più ambizioso questo accostamento a una celebre opera letteraria. Me ne assumo l’intera responsabilità. Lui ne sarà infastidito. Si  considera un ricercatore, uno storico della sua isola, un  cronista che scava nel passato della sua terra.   Non certo un poeta.
(….)

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