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sabato 16 maggio 2015

BARCELLONA P. DI GOTTO. Omicidio Crisafulli, il fratello accusa il padre ma viene arrestato

Vittime, nella vicenda accaduta ieri all’alba nella frazione Oreto di Barcellona, probabilmente, sono tutti i componenti della famiglia Crisafulli. Non sono mancati i colpi di scena dopo che un colpo di fucile ha posto fine all’esistenza di Roberto Crisafulli, 31 anni. Quando i carabinieri ieri mattina, chiamati dalla madre, sono arrivati nella casa situata sulla strada statale 113, sembrava tutto chiaro. Il fratello Alessandro, sotto choc nella camera attigua a quella dove la vittima era riversa in una pozza di sangue, da subito è ritenuto l’autore del gesto. Ieri sera, però, il primo colpo di scena: sottoposto ad interrogatorio, Alessandro ha indicato agli investigatori il padre Cosimo, 65 anni, come responsabile della morte del fratello Roberto. Una dichiarazione che sin da subito non ha convinto gli investigatori. Per tutta la notte, infatti, tutti gli altri componenti della famiglia sono stati interrogati ancora una volta. Un fuoco di fila di domande che hanno però fatto emergere molte contraddizioni. Poco prima delle 5.30 di questa mattina, su ordine del sostituto della procura di Barcellona Fabio Sozio, il fermo del 27enne e il suo trasferimento nel carcere di Gazzi. Probabilmente si è trattato di un tentativo da parte dell’intera famiglia di addossare al più anziano, la responsabilità del gravissimo fatto di sangue. Un episodio arrivato al culmine di una vicenda familiare piuttosto tormentata. Tra i due fratelli che vivevano ancora nella casa dei genitori, già da tempo non correva buon sangue. Alessandro non è sposato, Roberto, invece, aveva una compagna albanese dalla quale ha avuto una bambina. Spesso la sera usciva con gli amici per bere qualcosa suscitando la disapprovazione dei genitori con i quali a volte litigava. La stessa cosa che è successa nella notte tra giovedì e venerdì, quanto Roberto ha iniziato a inveire contro i genitori urlando e minacciandoli. E’ stato a questo punto, intorno alle 6.30 che Alessandro, secondo gli inquirenti, ha imbracciato il fucile legalmente detenuto dal padre ed ha sparato.

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