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mercoledì 27 marzo 2019

Vulcano, figlia di un Dio minore. Ci scrive Gaia Thöni


Riceviamo e pubblichiamo: 
Buongiorno Redazione,sono una torinese trapiantata a Vulcano da 12 anni, una mamma che ha scritto questa lettera per analizzare e descrivere uno dei tanti problemi che affliggono l'isola di Vulcano e che negli ultimi anni ha visto peggiorare di anno in anno sempre più. 
Vulcano, figlia di un Dio minore
Come ogni anno la stagione turistica sta per incominciare anche qui alle Eolie. Quello che vorrei raccontare riguarda la meravigliosa isola di Vulcano, la prima venendo da Milazzo delle 7 isole dell’arcipelago.
E’un’ isola bellissima, per quanto ancora possibile ,selvaggia, piena di natura e affascinante per il motivo stesso di essere un’ isola, isolata dal mare e quindi in grado di fornire quel senso di protezione dal resto del mondo .
Fatta questa premessa e tralasciando i romanticismi la vita trascorre anche qui come in ogni altro pezzo di mondo, anche qui si lavora(soprattutto nel settore turistico), anche qui si va a scuola, anche qui si pagano le tasse, e anche qui si ha a che fare con la civiltà .Siamo isolani, a volte isolati,ma non per questo siamo selvaggi. Abbiamo gli stessi diritti e doveri di ogni altro cittadino italiano.
Purtroppo quello che sta avvenendo in quest’isola non interessa piu’ nessuno, riguarda solo i 715 abitanti che si sentono abbandonati dalle istituzioni ed anche umiliati dalle continue mortificazioni che subiscono dalla clientela turistica , che ci rimprovera un forte degrado e trascuratezza del nostro territorio.
Entrando nel merito del problema che mi preme sottolineare, bisogna descrivere l’isola di Vulcano. Si divide in tre zone: Porto, Piano e Gelso. Queste tre zone sono collegate da un’unica strada, non ne esistono altre in alternativa e l’unico plesso scolastico che ospita la scuola dell’infanzia, la primaria e le medie è situato nella zona del Piano. La popolazione inoltre si divide principalmente tra la frazione del Piano e quella del Porto, con una minima percentuale anche nella zona di Gelso.
Il 5 febbraio di quest’anno è avvenuto quello che molti pensavano accadesse prima o poi, il collasso laterale di una parte di strada che collega il Porto al Piano e viceversa. Si parla di un insieme di tornanti ,la maggior parte tutti compromessi in quanto sotto il manto stradale non esiste piu’ alcun sostegno perchè eroso dalle acque piovane. Tra l’altro questa strada è l’unica percorribile, in caso di calamità naturali per raggiungere il porticciolo di Gelso, una delle località indicate per l’effettuazione dell’evacuazione. Per quanto detto l’isola di Vulcano è stata dichiarata dalla protezione civile isola da tenere sotto controllo per le sue spiccate caratteristiche vulcaniche, essendo uno dei 4 vulcani tutt’ora attivi in Italia. Tutto ciò dovrebbe rappresentare per tutti i responsabili delle istituzioni un territorio da tenere non solo sotto osservazione, ma da curare e rendere efficiente affinché possa risultare, in caso di necessità, facilmente percorribile in ogni sua zona.
Altrimenti sino ad oggi ci sono state raccontate solo delle favole!!!
Andiamo ai giorni nostri: fortunatamente al momento del crollo nessun danno hanno riportato persone e cose. Qualcuno si starà chiedendo perché mai una strada in queste condizioni sia ancora agibile e non si sia vietata la sua percorribilità. La risposta è presto data: si è pensato di scavare sul fianco della collina e magicamente creare una deviazione in terra battuta allargando la strada su un lato e transennando la parte crollata, aumentando il pericolo di frana durante un periodo di piogge copiose. Certamente se la strada fosse stata chiuse avrebbe diviso in due un’isola, arrecando disagi enormi soprattutto agli abitanti del Piano, ma credo che in questo tipo di circostanza si sarebbe messa in moto la macchina degli interventi di riparazione molto più in fretta, perché appunto non si sarebbe letteralmente e figuratamente aggirato il problema, lasciandolo nell’indifferenza di coloro i quali dovrebbero intervenire al più ’presto. Su quella strada circolano anche mezzi pesanti e soprattutto, ogni mattina l’autobus che trasporta buona parte degli alunni della scuola. Inoltre durante la stagione turistica è molto diffuso l’affitto di mezzi, quali scooters, auto e quads ai turisti che si avventurano per esplorare l’isola, moltiplicando cosi il pericolo.
Già’ l’anno scorso era stata organizzata una raccolta di firme da cittadini e rappresentanti spontanei della popolazione, che è stata inviata a tutti gli enti preposti ad intervenire per avvertire che il problema era imminente che si verificasse. Ovviamente ai Vulcanari non è stata data alcuna risposta, un cenno di comprensione o un finto: ”Vi faremo sapere”. Niente. Ad oggi ancora non è noto sapere quando e se verrà messa in sicurezza la strada per il Piano.
Pasqua e l’avvio della stagione turistica é dietro le porte. Chi di competenza si svegli.
Questa lettera ha il solo scopo di far capire che non tutti i Vulcanari vogliono restare in silenzio ,ma hanno voglia di lottare per i propri figli. In tanti stiamo lottando ,so che tanti altri si aggiungeranno.
Adesso attendiamo risposte .Non ci fermeremo ma continueremo nella nostra battaglia civile, non violenta, ma determinata.
Gaia Thöni  (una mamma residente e vulcanara d’adozione. )

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