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domenica 2 maggio 2010

"Noi siamo custodi e guardiani del nostro patrimonio, della nostra cultura, di noi stessi". Ci scrive Pino Martinucci

Riceviamo dall'amico Pino Martinucci e pubblichiamo:
Caro Salvatore,
da un po’ di tempo a questa parte, vuoi per stanchezza, vuoi per altri motivi che sai e che ormai sanno tutti, mi sono quasi estraniato dall’esprimere il mio parere sulle varie vicissitudini, fatti, fatterelli e (ahimè !) fattacci , che, ormai, affliggono, strangolano, sottomettono, condizionano, violentano, espropriano, rubano, il nostro amato territorio, la nostra amata isola.
Leggo allarmato i vari reportage su quel che succede a Monterosa; leggo delle varie “marachelle” di tanti “ stupidini” che continuano a violentare la zona dove risiedo, forti, come ti dissi una volta, “della consapevolezza di farla franca”; leggo del grido di dolore diffuso quasi quotidianamente dalla cara amica Anna Maria; leggo del grido di allarme proveniente dalle zone ovest dell’isola , dove lo sport preferito è l’abbandono di “carogne d’auto”, di frigoriferi, di scaldabagni; leggo dell’altro allarme lanciato su altro sito web dalla tua collega Tiziana dove viene minuziosamente descritto e supportato con immagini l’incivile e irresponsabile abbandono di elettrodomestici, materassi e altri ammennicoli vari a distanza di neanche 100 metri dall’ospedale: cosa che ammiro tutte le sante mattine recandomi al lavoro. Come tutte le mattine mi trovo ad ammirare l’esplosione di metri cubi e metri cubi di cemento appena lascio la frazione di Pirrera scendendo verso Lipari, dove sono state realizzate delle costruzioni (sicuramente con concessione edilizia, ma mi chiedo: rilasciata con quale criterio ?), dove sono state previste e realizzate, costruzioni ex-novo (non ripristino di ruderi) fra una strada provinciale e l’altra e, addirittura, un gazebo in muratura, con tanto di “pulera” che va a coprire la vista di Lipari: alla faccia del rispetto per l’ambiente !!!!! Se lo avesse fatto Pino Martinucci, a quest’ora sarebbe a …. Gazzi. Se invece………. tutto va ben madama la marchesa.
Mi verrebbe da dire: ma in che mondo mi sono ritrovato a (soprav) vivere ? Com’è possibile che possano continuare a verificarsi quotidianamente queste brutte cose, questi sconci.
Ho invece trovato, da solo, la risposta, forse perché sto invecchiando, forse perché sto diventando più saggio: gli organi del Comune preposti al controllo e tutela del territorio non ce la fanno proprio più, hanno un organico sottodimensionato o forse demotivato e hanno bisogno di forze fresche, sicuramente spinte dall’entusiasmo e non per strisciare meccanicamente il badge all’entrata ed all’uscita : il territorio dell’isola e di altre 5, necessita di continuo monitoraggio e grande impegno.
Con un organico adeguato e l’applicazione costante e severa delle penalità previste dalla legge nei confronti dei responsabili per le eventuali irregolarità, verrebbe reso un servizio ottimale a tutti noi e tutelerebbe il grande patrimonio di cui siamo custodi . Qui l’Unesco non c’entra un fico secco, noi siamo custodi e guardiani del nostro patrimonio, della nostra cultura, di noi stessi.
Anche loro , deputati al controllo, fanno parte di questa comunità: Eoliani come noi.
Ti saluto caramente e ti ringrazio per la tua sempre cortese ospitalità.
Pino Martinucci