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lunedì 7 settembre 2009

Le cave di pomice a Lipari: una industria culturale per un museo

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE ON. R. Lombardo, ALL’ASSESSORE REGIONALE AI BB.CC. E P.I. ON. V. Leanza e p.c. al Sindaco del comune di Lipari è stata inoltrata una nota a firma dell'architetto Roberto Sauerborn responsabile di Noiconsumatori, responsabile sede di Palermo. La nota ha per oggetto:
Le cave di pomice a Lipari: un industria culturale per un museo
On. Presidente, On. Assessore,
torniamo ancora una volta su un argomento più volte affrontato in passato senza trovare, purtroppo, l’auspicata sensibilità che, a nostro modesto avviso, richiederebbe.
La chiusura definitiva delle cave di pomice, la necessità di salvaguardia e tutela del territorio eoliano nonché la loro identificazione quale Patrimonio dell’Umanità grazie all’UNESCO, potrebbero essere l’occasione per rilanciare un’antica idea(tratta da una tesi di laurea), già presentata nel 1990 durante anche una mostra al Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani e pubblicata su Rivista Mineraria Siciliana, anno XXIX. Nuova Serie, n°6 (168). Novembre-Dicembre 1993. Ed. Flaccovio (PA), con il titolo di: “ Un museo dellapomice per le Isole Eolie.
La proposta progettuale trattava di un Centro Polifunzionale per la Cultura Materiale Eoliana, molto più semplicemente ribattezzato, per l’appunto, Museo della Pomice e che completerebbe il prestigioso circuito museale eoliano.
Di lì a breve, si arrivò alla istituzione dello stesso Museo della Pomice,con la l.r. n.17 del 15 maggio 1991, con l’individuazione anche di un manufatto, sito ad Acquacalda di Lipari, indicato allo scopo.
Oggi, le cave dismesse potrebbero divenire l’occasione per rilanciare quell’idea per la realizzazione di un INDUSTRIA CULTURALE. Un’industria per la valorizzazione della cultura insulare minore. Un luogo dove vi siano biblioteche mediatiche e archivi moderni dotati di tutte le attrezzature e i servizi necessari al loro uso ottimale con ambienti ricavati dal recupero e dalla rifunzionalizzazione, anche a scopi turistici, dei meravigliosi esempi di archeologia industriale esistenti alle Eolie. Ma,il museo della pomice, potrebbe essere un’occasione di lavoro per decine di donne e uomini che lavoravano grazie alle cave di pomice, opposta alla perversa promessa di una futura occupazione dopo un improbabile “corso di formazione”.
Ma,il museo della pomice, è anche l’occasione per avviare una seria riflessione sul “problema Eolie” e le loro infinite contraddizioni: “luoghi della ribalta come della riflessione”. Un territorio microinsulare, “limitato e limitante”, con la necessità dell’individuazione di un sistema di gestione territoriale tutto da definire.
Sulla scorta di quanto sopra, fiduciosi, chiediamo alle Loro autorità di riavviare il percorso di realizzazione del museo della pomice unitamente all’istituzione di un tavolo di lavoro sul futuro sostenibile delle Eolie.
In attesa di gradito riscontro, anche per un eventuale incontro, porgiamo deferenti
ossequi.
Arch. Roberto Sauerborn
Responsabile sede capoluogo