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mercoledì 27 gennaio 2010

L'abuso non c'è. Dopo la sentenza della magistratura parte la richiesta di risarcimento danni per 100mila euro nei confronti del comune di Lipari

Centomila euro più interessi. E' la richiesta di risarcimento per danni avanzata nei confronti del comune di Lipari, attraverso un atto stragiudiziale, dall'avvocato Alfio Ziino per conto della signora Sabrina Bacchetti propietaria di un immobile ubicato nella maggiore isola eoliana. La richiesta a seguito dell'assoluzione ottenuta in parte in primo grado e in toto davanti alla Corte d'appello di Messina.
Alla donna, nativa di Fabriano, i tecnici comunali Antonino Ricotta e Claudio Beninati, accompagnati dai vigili urbani, avevano contestato di aver realizzato, in aderenza ad un fabbricato esistente, tre nuovi ambienti senza le necessarie autorizzazioni.
In primo grado ed in appello questa contestazione è risultata non fondata.
Contrariamente a quanto sostenuto dai tecnici comunali la donna, difesa dall'avvocato Alfio Ziino di Lipari, ha dimostrato, anche attraverso le testimonianze del maresciallo Carmelo Maieli della Forestale e del CTU Alberto Leotti che i lavori eseguiti “non costituiscono ampliamento dell'esistente né modifica, bensì ricostruzione di corpi di fabbrica esistenti in precedenza”.
Nell'atto stragiudiziale è stato premesso che “il 19 gennaio 2004 la signora Bacchetti ha acquistato un compendio immobiliare composto da fabbricato e terreno e che a detto acquisto pervenne troncando la trattativa ormai pressochè conclusa, relativa ad altro fabbricato, alla stessa proposto dal geometra Adolfo Sabatini. Operato l'acquisto si dava corso ad alcuni piccoli lavori di rinzaffatura ed intonacatura delle vecchie murature, restando in attesa della presentazione ed approvazione del necessario progetto per il completamento delle opere. Il primo giugno 2004, a lavori da tempo fermi, i tecnici municipali ing.Antonino Ricotta e geom. Claudio Beninati, coadiuvati dagli ispettori di polizia municipale, procedevano ad un accertamento suoi luoghi contestando alla signora “di avere realizzato, in totale assenza di concessione edilizia, tre vani in adiacenza ad un manufatto già esistente” con l' indicazione dei relativi reati”. All'accertamento seguì l'immediato sequestro dell'immobile tutto ed il conseguente procedimento penale.
Con sentenza del 2007 il dott. Roberto Gurini della sezione distaccata del tribunale di Lipari assolveva la signora Bacchetti dai reati ascritti relativamente ai corpi di fabbrica 2 e 3 (ritenuti preesistenti), riconoscendola invece colpevole per il corpo di fabbrica 4. Con sentenza dello scorso ottobre la Corte d’Appello di Messina ha assolto la signora Bacchetti anche per il vano 4 dichiarando l' insussistenza del fatto contestato (viene riconosciuta la preesistenza del vano), revocando l’ordine di demolizione e di messa in pristino, confermando il dissequestro dell’intero immobile. Secondo l'avvocato Ziino “le pronunzie dell' Autorità Giudiziaria, che sono entrate nel merito del fatto contestato, hanno accertato che la signora non aveva eseguito alcuna nuova costruzione, con la conseguenza che l’accertamento reso dagli operatori municipali ha rappresentato un “fatto” non vero. La signora Sabrina Bacchetti- scrive il legale nell'atto stragiudiziale notificato al sindaco Mariano Bruno- a seguito di ciò, ha dovuto patire un lungo e costoso procedimento penale, non ha potuto eseguire i lavori di sistemazione del fabbricato esistente che legittimamente avrebbe potuto eseguire (venendo invece così esposta a maggiori costi), non ha potuto ha godere dell’immobile per cinque lunghi anni”. Da qui la richiesta del risarcimento per centomila euro “ fatti salvi i danni morali per l’ipotesi in cui l’Autorità Giudiziaria avesse a procedere per il possibile reato di calunnia in danno della stessa signora Bacchetti”.