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domenica 30 gennaio 2011

Ancora sul megaporto (di Michele Giacomantonio)

Fuori di Lipari da una settimana riesco a cogliere la coda di un dibattito fra Pino Iacono e Piero Roux sul mega porto. All'amico Pino Iacono vorrei ricordare che non è vero che non c'erano e non ci sono finanziamenti pubblici per il porto di Lipari. Certo bisogna intendersi di che porto parliamo. Per una struttura tipo questo megaporto indubbiamente no ma per una struttura più adeguata alle necessità ed alle dimensioni dell'isola sicuramente si. Anzi proprio la nostra amministrazione, quella di cui io ero sindaco e Pino assessore, ottenne un finanziamento di 50 miliardi di Lire per la messa in sicurezza dei porti e subito fu dato l'incarico al Genio Civile OM di Palermo per progettare la diga foranea di Sottomonastero e cioè un lungo molo che doveva prendere il posto di quello in metallo dove oggi attraccano gli aliscafi e doveva proiettarsi verso Monte Rosa sfruttando quella lingua di basso fondale che le batimetrie avevano individuato. Il preventivo fatto allora dal Genio Civile era di 10 miliardi o poco più, quindi ci sarebbe stato ampiamente nei 50 miliardi ( che dovevano servire anche per Salina). Questa diga foranea, la cui progettazione era già in itinere nel 2001, certamente in questi dieci anni sarebbe stata realizzata ed avrebbe risolto i grossi problemi dei collegamenti marittimi di Lipari e forse avrebbe anche contribuito a dare maggiore garanzie ai pontili galleggianti di Marina Lunga. Inoltre, già allora, esistevano finanziamenti per i porti turistici a cui noi non avevamo potuto aderire perchè mancavamo del piano regolatore dei porti. Ma anche per questo si stava procedendo con urgenza e la regione aveva incaricato sempre il Genio Civile OO MM di Palermo di produrre i piani regolatori dei porti di tutte le isole minori. Noi eravamo avvantaggiati perchè avevamo già gli studi fatti dal prof. Mallandrino e lo studio di fattibilità dell'ing. Rodriquez che, pur sollevando diverse riserve, fu deciso di considerarlo come contributo per la stesura del Piano. Quindi era pensabile che nel giro di un anno o due anche questo problema sarebbe stato risolto e così si sarebbe potuto attingere ai finanziamenti pubblici anche per questa finalità. Comunque per quanto riguarda gli approdi delle barche turistiche, da alcuni anni avevano preso ad operare i pontili galleggianti che svolgevano un servizio importantissimo per la nostra economia ed inoltre c'erano anche società private che proponevano porticcioli turistici meno invasivi come quella società di Salerno che presentò un progetto su Marina Corta.
Il progetto di Condotte d'Acqua, a mio avviso, prima che essere la soluzione del problema portuale di Lipari, rappresenta uno stravolgimento delle nostre coste e della nostra economia e forse ancora più dell'economia che dell'ambiente. Il già traballante sistema commerciale della nostra isola dovrebbe fare i conti con una concorrenza estiva, realizzata all'ombra di Condotte d'Acque (che deve rappresentare il mezzo per cui recupera convenienza all'investimento molto limitato per le attività a mare) che in estate drenerebbe gran parte dell'entrate per poi entrare in letargo in inverno quando il turismo è all'osso. Certo, si potrebbe pensare, che alcuni esercenti liparesi decidano di aprire una sede estiva anche a Marina lunga nei locali approntati e dati in gestione da Condotte d'Acque così come potrebbero fare chi opera  attualmente con i pontili alleggianti accettando di trasformarsi da proprietari in gestori. E così si delinea il futuro dell'isola di Lipari: una società di dipendenti, commessi, operatori, gestori, affittuari tutti al servizio di Condotte d'Acque che diventerebbe praticamente l'unica vera padrona dell'isola.Persino l'amministrazione comunale, in futuro, potrebbe essere una sua emanazione ( più di quanto lo sia oggi).. Si tratta questa mia di una previsione a tinte cariche, ma credo che dovrebbe indurre qualcuno a ragionare perchè il rischio c'è.  
Michele Giacomantonio

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