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lunedì 23 dicembre 2013

SPENDING REVIEW ALLA SICILIANA ARDIZZONE: “COSTIAMO MENO DI ALTRI”

Un cantiere aperto l’Assemblea regionale siciliana, tra lavori di commissioni, aula, bilancio e finanziaria. Fra rimproveri autorevoli, dalle colonne del Corriere della sera, sui costi ancora troppo alti del parlamento siciliano, e lo sforzo portato avanti dalla classe politica siciliana, convinta di avere prodotto il massimo. Una fine d’anno tra il concreto ed il possibile, alla ricerca della modalità più veloce per dotare la Regione del suo strumento contabile più importante.
Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, nel consueto appuntamento con la stampa parlamentare, in occasione dello scambio di auguri natalizi, alla presenza dei cronisti che seguono governo ed Ars, e di Giovanni Ciancimino, presidente del sindacato stampa parlamentare, ha rivolto il suo saluto. Tra i presenti anche i vice presidenti dell’Ars Salvo Pogliese, Antonio Venturino e Sebastiano Di Bella, segretario generale dell’Assemblea.
“Esprimo un sincero è sentito ringraziamento per il contributo alla stampa siciliana in questi anni difficilissimi. Alla stampa nazionale non è andato giù che siamo riusciti a recepire il decreto Monti. Noi non ci stiamo ad essere additati sempre come i più furbi, la Cenerentola. Non è così, non abbiamo ampliato gli organici, abbiamo tenuto fuori le polizze assicurative. Sono pronto a sfidare chiunque e a dire perché noi costiamo meno degli altri. Abbiamo le carte in regola. Sia chiaro a tutti”. Il presidente ha aggiunto: “Non ho capito poi perché M5S perché non ha votato la legge sull’argomento evasione della spesa”. Sulla riduzione dei costi della burocrazia regionale, Ardizzone invita ad evitare populismi, “diminuiremo anche quelli”.
“Distinguiamo i costi della politica dagli altri costi”. Sull’argomento ha preso la parola Di Bella: “L’equiparazione al Senato nasce dal fatto che inizialmente si è pensato all’esercizio della sovranità popolare, le premesse storiche erano di attività legislativa primaria, che nel tempo è sensibilmente ridotta. Il trattamento economico e giuridico deve essere rapportato alla qualità del lavoro che si svolge”.
Ardizzone ha poi proseguito, a sfogo concluso, ribadendo che: “La legge più importante, passata sotto silenzio, è l’approvazione del rendiconto 2011, facendo chiarezza nei conti, 15 miliardi per fare quadrare tutto. In assenza di impugnativa da parte del commissario dello Stato”. Uno sguardo rivolto poi al futuro: “Abbiamo detto che ci occuperemo del contenimento della spesa, superata la fase critica dobbiamo guardare con maggiore speranza al futuro ed all’anno che ci aspetta”.
I rapporti tra governo e parlamento sono stati al centro di un’articolata riflessione da parte di Ardizzone: “Attueremo un percorso che con legge eliminerà ogni eventuale problema”. Il presidente dell’Ars, sollecitato dai giornalisti in sala stampa ha chiarito che Ars e governo sono due cose diverse, con guide differenti: “Ognuno parla il suo linguaggio, ma non si tratta di un problema di interlocuzione”.
“Speriamo di esitare quanto prima la legge sui beni confiscati alla mafia, con il contributo del questore Zito che ha appena lasciato Palermo – ha precisato poi Ardizzone – ho portato a compimento l’indirizzo della burocrazia, chiedendo relazioni tecniche a supporto e non certo per contrapposizione al governo e sulla finanziaria arriveremo con i tempi più rapidi possibili, mettermi in tranquillità i conti. I provvedimenti saranno incardinati entro il 31 dicembre”.
Ardizzone, invitato a dire la sua su ddl editoria e bando della Presidenza ha inoltre commentato: “Non mi meraviglio del fatto che gli editori possano avere una parte di aiuto dalla parte pubblica ma ciò deve avvenire con autonomia e senza vincolo di subordinazione, nella migliore e più proficua dialettica tra i ruoli. Occorre comunque che ci siano regole certe per tutti. È auspicabile un approfondimento”.

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