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lunedì 30 luglio 2018

La sanità eoliana a pezzi. La "peripezia" di un cittadino. La figlia: "Al Papardo, per la prima volta, mi sono vergognata di essere di Lipari

Riceviamo e pubblichiamo: 
Purtroppo capita a tutti di avere a che fare con l’Ospedale di Lipari….e questa volta è toccato a me a causa di un problema di salute di mio padre di 91 anni. 
Innanzi tutto voglio ringraziare tutto il personale medico ed infermieristico che mi ha aiutato, sostenuto e accompagnato, ma non si può affidare la salute delle persone alla sola buona volontà e senso del dovere dei propri dipendenti. 
Mi rivolgo a chi ha delle responsabilità nella direzione di questa struttura: dopo una mattina al pronto soccorso avete “impacchettato” mio padre su un’ambulanza che sembrava un carro bestiame, in pieno sole, senza aria condizionata e costretti io e l’infermiere a ventilare aprendo e chiudendo i finestrini a seconda di come si spostava la nave per cercare alla meno peggio di rendere sopportabile il viaggio a papà che, oltre alla vistosa perdita di sangu,e soffre di problemi polmonari e respiratori gravi. Ambulanza senza ammortizzatori, il cui autista all’uscita dell’imbarco ha dovuto far fare un ceck up al motore perché si rischiava di restare in mezzo all’autostrada…..
Faccio i miei complimenti a chi ha delle responsabilità e affida la salute delle persone a mezzi che dire “precari” è un apprezzamento….
Alla partenza dal Pronto soccorso di Lipari il medico di turno ci dice che non si può chiamare l’elicottero perché nessuna Struttura Ospedaliera contattata ha posti disponibili e che ci dovevamo presentare al P.S. del Papardo e ….”come va…va….”  E così è stato… 
Dopo il roccambolesco viaggio , arrivati a Messina ci siamo presi gli insulti di medici, infermieri… per la prima volta in vita mia mi sono vergognata di essere di Lipari… vorrei riportare le espressioni usate ma il rispetto per papà me lo impedisce… ho subìto le peggiori frasi offensive nei confronti dell’Ospedale di Lipari “da chiudere”, sul personale “incapace”, su noi liparoti che “non facciamo niente per difendere i nostri diritti”… etc…etc…. 
Dopo queste sfuriate papà è stato assistito, ricoverato e messo in condizioni di rientrare a casa sua…
Il mio obiettivo di figlia era questo ma non posso non essere indignata di fronte a questo scempio. 
La difesa della salute dei propri cittadini dovrebbe essere il primo obiettivo di chi ci governa ed invece siamo abbandonati a noi stessi, magari incitati a protestare, ma le parole restano tali se nessuno le raccoglie e le fa diventare fatti. 
Perciò mi rivolgo a chi di dovere: chi sta a Lipari non è un animale o un pacco postale, finiamola di delegare ad altri presidi ospedalieri le nostre responsabilità, adoperiamoci perché la nostra struttura possa essere in grado di prestare le cure dovute ad ogni cittadino, siamo su un’isola patrimonio dell’umanità o vergogna del genere umano??????
Giovanna Sidoti

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