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martedì 19 maggio 2009

Piano di protezione civile provinciale. Bloccato dal 2004

Il Piano di protezione civile della Provincia, ente per eccellenza di programmazione e di coordinamento, resta un'incompiuta. E ciò nonostante gli stranoti rischi: sismico, vulcanico tsunami(vedi quanto accaduto a Stromboli e Ginostra) e idrogeologico, che caratterizzano larga parte del territorio. A lanciare quest'allarme, sempre valido, è adesso il consigliere del PD, Pippo Rao. «Il 5 novembre del 2004 - ricorda – l'allora presidente Leonardi individuò la società Ast Sistemi Spa per l'affidamento di compiti di collaborazione e consulenza tecnico-scientifica per la redazione del Piano e la gestione delle attività connesse. Il tutto per un importo complessivo annuo di 100.000 euro. E il 10 novembre fu approvato lo schema di convenzione annuale per l'affidamento all'Ast Sistemi». E tale incarico venne poi integrato (stavolta con copertura di 70.000 euro) il 30 dicembre 2005 in modo da definire nel Piano 4 aree provinciali definite "Zone d'ammassamento": «alla stessa società – prosegue Rao – si affidava, infatti, la "meta-progettazione" per l'organizzazione e l'allestimento delle aree polivalenti attrezzate che, d'intesa con i Comuni interessati, possono anche essere utilizzate per scopi diversi». L'esponente del Pd, fa quindi un salto a tempi più recenti, al Peg 2008, al cui interno risultano ancora 100.000 euro «per interventi per acquisizioni finalizzate ad attrezzare le aree polivalenti di Protezione civile». Da qui l'interrogazione, rivolta al presidente Ricevuto, si collega al nuovo dibattito sul tema della protezione civile messinese, dopo il devastante terremoto dell'Abruzzo: «Il Consiglio provinciale ha approvato una mozione con cui ha dato l'indirizzo politico di potenziare la Protezione civile della Provincia, creando i presupposti di quel sistema coordinato e integrato che serve per fronteggiare i rischi». Via agli interrogativi: «Visto che il Comune ha approvato il proprio Piano lo scorso dicembre, chiedo al presidente Ricevuto se ritiene che tutti questi anni passati, e ingenti somme spese, non siano sufficienti per dare attuazione alla fase realizzativa della programmazione; se non sia l'ora di attivare le procedure connesse al Piano redatto dall'Ast Sistemi e, in particolare, il momento di rendere esecutivo il necessario Regolamento, sempre che ci faccia la "cortesia" istituzionale di inviarlo al Consiglio provinciale per le debite valutazioni». E Rao va oltre: «Quali sono i veri motivi perché in tutti questi anni non si è provveduto ad attuare il Piano e il Regolamento?»