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mercoledì 13 marzo 2013

“AL POSTO DELLE PROVINCE 11 O 12 CONSORZI DI COMUNI”

di C.B. -
“Daremo vita a tre città metropolitane”. Il triangolo sì. Crocetta ci crede e lo annuncia urbe et orbi. Via le province, roba ormai che ha il retrogusto dell’amarcord e via al Grande Triangolo. Palermo-Catania-Messina. Ecco la ricetta per uscire dalla crisi. E’ la rivoluzione di Crocetta, simile a quella di un secolo e mezzo fa. La rivoluzione industriale, anche se le tre big siciliane non hanno le caratteristiche del triangolo delle Bermuda, Milano-Torino-Genova.
“Con l’abolizione delle province – ha spiegato il governatore – facciamo una grande operazione, quella delle tre città metropolitane. Queste tre città, Catania, Messina e Palermo, attraverso questo pacchetto si salvano così dalla crisi“. Parla così Crocetta, durante il suo intervento alla direzione regionale del Pd, in corso a Palermo.
Il governatore è deciso e suona la carica: “Dobbiamo dire con chiarezza, a Messina e a Catania, dove andiamo a votare, che attraverso l’introduzione delle città metropolitane i trasferimenti di fondi che riceveranno le salveranno dal default. Ma anche Palermo”.
11 /12 CONSORZI - Nel frattempo, però, si solleva il problema del numero dei consorzi: se il segretario regionale del Partito Democratico, Giuseppe Lupo, sostiene che non dovrebbero essere più di nove (il numero delle attuali Province), Crocetta rilancia, e spiega che “il problema non è il numero”, ma che l’importante è che” vengano creati questi organismi di pianificazione dei territori che salvaguardino anche le piccole realtà locali: comuni come Enna, Caltanissetta o Trapani, ad esempio, non verranno assorbiti da chissà chi, ma si rispetterà l’ordinamento delle Province attuali”. “Il risparmio – continua il governatore – ci sarà, e sarà di più di 50 milioni di euro: cosa cambia, quindi, se i Consorzi saranno nove o dieci? Potrebbero essere anche undici o dodici, ma sicuramente non di più. Lo Statuto, però, parla chiaro, e parla di ‘liberi Consorzi di Comuni’. Non possiamo, perciò, evitare che nascano dei nuovi Consorzi, semmai si può regolamentare in materia dopo l’esame delle richieste”.
COMUNALI - Intanto, la legge stralcio sulla riforma delle Province, che congela la data delle elezioni per i prossimi sei mesi, dovrebbe arrivare in Aula per essere discussa. E Crocetta, alla direzione del Pd, propone di inserire tra le norme transitorie del ddl anche quella sulla parità di genere per le comunali, per evitare che tra 6 mesi si vada al voto “con i soliti meccanismi che escludono le donne. “Con questa norma – spiega il presidente della Regione – potremmo guadagnare terreno sia sul centrodestra sia sui grillini’: perché, ammettiamolo, un po’ di maschilismo tra i 5 Stelle c’è”.
GESIP - Poi Crocetta ha parlato della questione Gesip. “La crisi della Gesip segna il pre-dissesto di Palermo, che Orlando cerca di scaricare sugli altri sapendo che è il frutto delle sue politiche. Orlando tenta di scaricare disperatamente sul mondo intero il problema Gesip – ha ribadito – quando sappiamo che e’ stato il frutto della sua prima legislatura. Orlando vorrebbe mettere fuori i lavoratori e lasciarli nel nulla, quando invece sui processi sociali si governa in modo diverso”.
1 MILIARDO DI DEFICIT - “Il precedente governo regionale nel suo ultimo anno di vita ha creato un deficit di un miliardo, attraverso provvedimenti che non avevano copertura finanziaria”. Questo è l’annuncio del governatore, che torna contro l’ex presidente Lombardo, questa volta accusandolo di avere lasciato, nell’ultimo anno di governo, un buco nelle casse regionali. “Me lo ha comunicato l’assessore all’Economia – continua Crocetta -, e mi ha spiegato che sono provvedimenti che se venissero riconosciuti da noi diventerebbero debiti fuori bilancio”.

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