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giovedì 24 ottobre 2013

Lettera aperta di Lo Cascio al sindaco di Lipari sulla vicenda “depuratore”

Gentile Signor Sindaco,
il tentativo di affrontare in consiglio comunale il tema delle eventuali osservazioni da opporre all’avvio del procedimento entro i termini decisi unilateralmente dall’ufficio commissariale, come Lei certamente sa, è andato a vuoto. A prescindere da qualsiasi giudizio politico su come Consiglio e Amministrazione abbiano gestito la vicenda, ritengo che sia comunque doveroso un opportuno pronunciamento dell’Ente in merito al procedimento, anche alla luce di fondate ragioni che mi permetto di evidenziarle.
1) In primo luogo, il Commissario sostiene che il Comune abbia già dato parere favorevole sul progetto definitivo nel corso della conferenza di servizi del 6/12/2010, e che le novità introdotte nella redazione del progetto esecutivo rappresentino “esclusivamente delle migliorie tecniche di dettaglio” (cito testualmente la risposta inviata dal Commissario con n. prot. 333 del 23/10/2013 alla Codacons e, per conoscenza, al Comune di Lipari). Questa affermazione è grave, in quanto contravviene ciò che è espressamente prescritto nell’allegato F.6 del progetto definitivo, ossia la redazione dell’esecutivo “nel pieno rispetto del progetto definitivo nonché delle prescrizioni dettate nei titoli abilitativi o in sede di accertamento di conformità urbanistica o di PARF o di conferenza di servizi o di pronuncia di compatibilità ambientale, ove previste”. Come si fa a sostenere che si tratti di migliorie quando ci troviamo al cospetto di un progetto completamente difforme rispetto a quello approvato? Questo prevedeva la realizzazione della messa in sicurezza del pendio soprastante, messa in sicurezza per la quale erano stati rilasciati appositi pareri: dove è finita? Gli interventi di sistemazione del pendio – cito testualmente la Relazione Tecnica del Progetto, pag. 86, punto 3.5.6.2.15 – vengono identificati come la parte “economicamente onerosa” dell’opera, dunque quelli per i quali erano stati previsti i maggiori costi contemplati nell’appalto: chi beneficerà di questo improvviso e sostanzioso risparmio? Verrà restituito alla comunità, impiegato in altri interventi – decisi, a questo punto, in maniera altrettanto arbitraria – o costituirà un maggior guadagno per la ditta? Inoltre, come si fa ad affermare che si tratta di “scavi necessari per la realizzazione dei manufatti che ospiteranno le linee di trattamento delle acque reflue e dei fanghi prodotti in condizioni di stabilità delle pareti” attraverso “la realizzazione a monte di una sistemazione a gradoni, realizzati con muri di contenimento alternati a scarpate artificiali” (cito sempre la Relazione Tecnica), e poi eliminarli del tutto? Cosa avrebbe stabilizzato, nel frattempo, il pendio?
2) Quanto sopra, comunque, lo deduciamo non sulla base degli elaborati inviati al Comune di Lipari il 14 ottobre e consultabili sull’Albo Pretorio, poiché in tale data non è mai pervenuto il progetto esecutivo, trasmesso all’Ente – a quanto pare – soltanto ieri. E questo non è un aspetto trascurabile! Come si possono muovere delle osservazioni se non si è in condizione di conoscere quale sia il progetto esecutivo partorito dall’ufficio commissariale? Dobbiamo attenerci alla tesi delle “migliorie di dettaglio”, migliorie che alterano sostanzialmente il quadro economico del progetto e rimettono in discussione il delicato problema della stabilità dei versanti (in un vallone torrentizio!), oppure vogliamo poterci pronunciare nei tempi adeguati a fronte di cose concrete, quali sono – per esempio – gli elaborati esecutivi che si sono materializzati soltanto ieri? Appare pertanto evidente la necessità di opporre un’obiezione sulle modalità di avvio del procedimento, a fronte dell’omesso deposito degli atti progettuali completi.
3) Non è trascurabile osservare, inoltre, come tutto l’impianto del procedimento sia stato portato avanti sostenendo la tesi di una pregressa approvazione della sua pubblica utilità. Per quale motivo, allora, viene avviato un nuovo procedimento per la pubblica utilità ed il vincolo all’esproprio? Francamente, questo modo di procedere sfugge a qualsiasi logica.
4) Un altro aspetto riguarda l’eventuale pronunciamento del Consiglio sul progetto esecutivo, tesi che il Commissario rigetta sostenendo la priorità gerarchica della fantomatica approvazione del definitivo nella conferenza di servizi del 2010. Nel corso di una recente riunione a Canneto, Lei ha invece affermato che il progetto sarà oggetto di valutazioni da parte di una commissione consiliare (commissione che, se apposita, non è stata comunque mai costituita; ma probabilmente Lei si riferiva a quelle già esistenti, per esempio quella dei Lavori Pubblici). Dato che si tratta di due tesi in evidente contrasto, sorge il dubbio su quale possa essere quella maggiormente pertinente. Nel corso del consiglio comunale del 9 luglio c.a. chi le scrive ha sostenuto il principio sancito dalla L.R. 27 del 15/5/1986, una legge speciale regionale sugli impianti di depurazione, per la quale il Commissario non ha poteri di deroga, e presumo che Lei – ribadendo la tesi della valutazione in consiglio o in commissione – si richiami a tale normativa. Ma il Commissario la rigetta. Se dovessimo trarre conclusioni sulla base degli eventi che si sono succeduti in questi anni, potremmo dare per scontato che – tanto Lei quanto io – siamo incorsi in un errore, poiché pare che il mondo giri secondo la volontà del Commissario Pelaggi. Se tuttavia Lei è davvero convinto della sua affermazione, allora l’Amministrazione muova preventivamente un’obiezione avversa al perdurante stato dei fatti, e lo faccia nelle sedi opportune – escluderei la Prefettura, auspicando livelli gerarchici superiori – per evitare di trovarci con l’opera realizzata mentre il consiglio o la sua commissione attendono invano di vedere il progetto e di pronunciarsi, e i cittadini attendono i nostri pronunciamenti.
5) Ritengo utile evidenziarle un’ulteriore affermazione del Commissario, tratta dalla già richiamata nota n. 333 del 23/10/2013, che recita come segue: “pur essendo l’area in questione destinata dal PRG ad insediamenti produttivi (zona D), non è mai stato adottato il piano attuativo (PIP) … lungi dall’ostacolarlo … il progetto del nuovo depuratore ha, invece, realizzato le condizioni infrastrutturali (viabilità di accesso) ed ambientali (zone verdi), affinché questo PIP possa essere effettivamente realizzato secondo le aspettative degli Artigiani”. In pratica, tutto e il contrario di tutto, il bastone e la carota. Il PIP non c’è – premette con sottile cinismo il Commissario – ma comunque il depuratore lo agevolerà. E come, dato le disposizioni vigenti impongono il rispetto della distanza di 100 metri dall’impianto? Vogliamo confrontare le generiche affermazioni di possibilismo con la realtà geografica dell’area interessata? O esistono deroghe anche per le normative che stabiliscono il dimensionamento della fascia di rispetto? Perché, in caso contrario, è evidente che le aspettative degli Artigiani andranno deluse, e sarebbe un’ulteriore sconfitta. 
6) Infine, ma quest’ultimo punto forse esula dall’urgenza di muovere osservazioni nei tempi imposti dall’avvio del procedimento, sono certo che il Comune di Lipari, esigendo tra le voci della bollettazione idrica anche un “canone di depurazione”, abbia accantonato nel tempo dei fondi con tale finalità. Dunque, il depuratore è anche nostro, e non soltanto un “regalo” dell’emergenza. Non sono in grado di stabilire in quale misura concorreremo all’opera, ma suppongo che Lei lo sia. Perché non chiarire tale aspetto, una volta per tutte, al Commissario e agli organi che valuteranno la sostenibilità delle nostre osservazioni?
Con l’auspicio che questo modesto contributo possa stimolare una più attenta analisi del problema, e che tale analisi possa concretizzarsi in tempi ragionevoli in una presa di posizione dell’Ente su una questione complessa, controversa e a tratti anche fumosa, quale è certamente l’intera storia del fantasmagorico e dispendioso progetto del nuovo impianto di depurazione di Lipari, le porgo distinti saluti.
Pietro Lo Cascio (consigliere comunale de La Sinistra)

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