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giovedì 26 novembre 2009

Faro di Punta Lingua. Per la sua salvaguardia e per quella della salina di epoca romana il sindaco Lo Schiavo scrive anche al Capo dello Stato

"Isola di Salina- rischio crollo del Faro di Punta Lingua e potenziale scomparsa della salina di epoca romana" è l'oggetto della lettera che il sindaco Massimo Lo Schiavo (Santa Marina Salina) ha inviato a: Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano, Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Silvio Berlusconi, Sottosegretario alla Presidenza, on. Gianni Letta, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, on. Stefania Prestigiacomo, Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Sen. Altero Matteoli, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sen. Sandro Bondi, Presidente Regione Sicilia, on. Raffaele Lombardo, Prefetto di Messina, Assessore regionale Territorio e Ambiente, prof. Mario Milone, Assessore ai Lavori Pubblici, on. Nino Beninati, Assessore ai Beni Culturali, Ambientali e P.I., on. Lino Leanza, Dipartimento della Protezione Civile, Sottosegretario Guido Bertolaso, Presidente della Provincia Regionale di Messina, on. Nanni Ricevuto e p.c. Capitaneria di Porto di Milazzo, Marina Militare- Comando Zona Fari della Sicilia
IL TESTO:
Sul versante sud-orientale dell’Isola di Salina, che con tutte le Eolie è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nel territorio del Comune di Santa Marina Salina, esiste uno specchio d’acqua interno salmastro, separato dal mare da una sottile linea di spiaggia, che dà vita al laghetto di Punta Lingua, alla cui estremità è ubicato un fanale di segnalazione marittima, denominato Faro di Punta Lingua.
Tutta la zona riveste un’importanza storica,naturalistica e sociale enorme, testimoniata dai numerosi vincoli che insistono su tutta l’area (Faro compreso) che è classificata come Z.P.S.(Zona Protezione Speciale), S.I.C.(Sito d’Interesse Comunitario), oltre ai numerosi vincoli dettati dal Piano Paesistico Isole Eolie sin dal 2001. Inoltre, l’importanza storica di questo specchio d’acqua è testimoniata dalla presenza delle vasche per la produzione del sale, che fin da epoca romana erano utilizzate per l’estrazione del sale utilizzato per la conservazione e l’esportazione di prodotti tipici locali come i capperi e il pesce, menzionate negli scritti e nei disegni di alcuni grandi viaggiatori del XVIII secolo come Jean Houel e l’Arciduca Salvatore d’Austria. Il nome attuale dell’Isola, Salina, deriva proprio da questa attività che si svolgeva in quest’area.
Ma il laghetto di Lingua con il suo Faro, oltre ad avere grandi pregi naturalistici e storici, rappresenta per gli isolani un segno di riconoscimento e di appartenenza al proprio territorio, a cui sono morbosamente legati, e nel cui ambito sorgono due Musei Comunali, Civico e Archeologico.
La linea di spiaggia che separa il laghetto di Lingua dal mare ha un’ampiezza compresa tra i 10 e 20 mt., si erge sul livello del mare per non più di 2 mt, costituendo un’area particolarmente frequentata da bagnanti e da appassionati, nonché da birdwatchers , attirati dalla presenza di numerose specie aviarie migratorie che sostano nella zona. Tutta l’area, per di più, è inclusa nella Riserva Naturale Orientata “Monte Fossa delle Felci e dei Porri”, prima riserva naturale istituita nelle Isole Eolie.
Tutta questa bellezza e queste peculiarità, purtroppo, oggi rischiano di scomparire. Infatti, gli eventi atmosferici verificatisi da circa un anno ad oggi, con particolare riferimento alle mareggiate di novembre e dicembre 2008 e di febbraio e ottobre 2009 hanno seriamente compromesso la stabilità della struttura che ospita il Faro, erodendo la spiaggia antistante, facendo crollare i massi artificiali messi a protezione della stessa struttura, e provocando crolli dei terrazzi circostanti il faro, con il risultato che ad oggi il mare lambisce la struttura, rendendola pericolosa,insicura ed è alto il rischio di crollo.
I danni che si registrerebbero a causa del cedimento del faro sarebbero devastanti per i naviganti, essendo il Faro di Punta Lingua l’unico fanale di segnalazione esistente nel canale tra Lipari e Salina nel punto più stretto, comportando l’ inevitabile modifica delle rotte dei mezzi commerciali in transito.
Le conseguenze, in aggiunta, determinanti da un ulteriore cedimento sarebbero devastanti per tutta la zona: il crollo della struttura provocherebbe la creazione di un canale d’ingresso nel laghetto, ad opera del mare, che metterebbe a serio rischio sia l’ecosistema interno dello specchio acqueo, sia l’incolumità dell’abitato circostante, così come è avvenuto lo scorso inverno.
Gli eventi calamitosi, opportunamente comunicati dall’Amministrazione Comunale con note e telegrammi agli enti competenti provinciali, regionali e nazionali, che hanno colpito la frazione di Lingua tra novembre 2008 e febbraio 2009, hanno dimostrato come urge una protezione di tutta l’area circostante il laghetto: le onde alte oltre quattro metri, hanno superato la lingua di terra che separa il laghetto dal mare, riversandosi al suo interno e facendolo esondare. I danni provocati ad abitazioni, a strutture alberghiere e beni immobili comunali sono stati ingenti, e solo l’ausilio del corpo dei VV.UU. di Lipari e Messina, giunti sul posto con pompe idrovore, hanno permesso il parziale ripristino delle condizioni di normalità.
Il Provveditorato OO.PP. di Palermo, solo qualche giorno addietro, vista la gravità della situazione e in seguito ad un incontro operativo presso questo Ente, si è impegnato a redigere un progetto di somma urgenza per la messa in sicurezza del Faro. Questa non può che essere solo una soluzione temporanea, da integrare in un disegno di più ampio respiro, che includa la protezione di tutta la fascia costiera del laghetto e quindi dell’abitato della frazione di Lingua. L’intervento d’urgenza,consistente nel posizionamento di massi lavici nello specchio acqueo antistante il Faro, che facciano da barriera su cui le onde si possano infrangere, ha un costo stimato dal Provveditorato OO.PP. di circa € 400.000,00(quattrocentomila), e rappresenta solo una piccola parte delle somme necessarie per la protezione di tutta la zona, il cui costo ammonterebbe a circa € 4.000.000,00 (quattro milioni).
Si precisa, inoltre, che l’area sopra descritta è già stata formalmente riconosciuta quale “zona a rischio molto elevato R4” nel PAI approvato dalla Regione Siciliana.
Tutto ciò descritto, si chiede alle SS.LL., ognuno per le proprie competenze, di voler porre in essere ogni utile e fattiva azione affinché l’alto profilo storico,culturale e paesistico della zona di Punta Lingua e del suo Faro venga difeso e messo definitivamente in sicurezza.
Si chiede ,inoltre, di voler prendere in considerazione l’ipotesi di attivare un tavolo operativo di interevento presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presso la Presidenza della Regione Siciliana affinché si possa monitorare costantemente la drammatica situazione costiera dell’isola di Salina, la quale subisce l’inesorabile e veloce erosione delle proprie coste.
Certo della Vs. sensibilità, e rimanendo a disposizione per qualunque chiarimento o approfondimento, si porgono ossequiosi saluti.
Il Sindaco
Massimo Lo Schiavo