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sabato 13 luglio 2013

Depuratore. Interviene l'ing. Martines

Caro Michele,
ho seguito sulla rete la vicenda sul depuratore di Lipari e ti scrivo per mettere a disposizione tua e della comunità liparese la mia esperienza professionale in materia.
Premetto che non conosco i due progetti di cui si discute, se non superficialmente, per quello che ho letto sulla rete, ma penso di poter esprimere alcune valutazioni tecniche.
  1. Il progetto dell’impianto a Canneto dentro mi sembra una scelta progettuale ad alto rischio di inquinamento della spiaggia di Unci, e, in generale, del lungomare di Canneto. È lì che si andrebbero a sversare i liquami, in caso di disservizio dell’impianto, con danni incalcolabili all’ambiente ed al  turismo.
  2. Il progetto dell’impianto in galleria sotto Pignataro mi sembra una scelta progettuale che potrebbe risultare estremamente costosa per le opere di consolidamento dei terreni: se, come sembra, non sono  stati eseguiti specifici sondaggi geognostici, l’opera è a rischio di costosissime sorprese geologiche.

    La soluzione tecnica al problema depurazione delle acque nere, a mio avviso, ci sarebbe.
    Per l’Aeroporto di Catania, nel 2003, è stato realizzato un impianto di depurazione a tre biorulli per 4.500.000 passeggeri l’anno, equivalenti ad una popolazione giornaliera di 12.500 persone, che in atto funziona per oltre 6.000.000 di passeggeri l’anno. Un analogo impianto di depurazione, ma a due biorulli, è stato realizzato nel 2004 per il Centro Commerciale Etnapolis, per una popolazione equivalente di 4.500 persone al giorno.
Questi impianti funzionano perfettamente, ed hanno il vantaggio di impegnare una superficie molto contenuta: circa 500 mq quello dell’aeroporto; circa 200 mq quello di Etnapolis.
A mio avviso, la soluzione da prendere in considerazione per Lipari sarebbe quella di realizzare un impianto di questo genere nella stessa localizzazione dell’attuale impianto, dietro il cimitero, al costo massimo di un paio di milioni di euro (eventuale acquisizione dei terreni  inclusa). Quì, inoltre, arrivano già le acque nere della fognatura comunale, e parte la condotta che porta i reflui depurati fuori Pignataro.
Per l’eventuale riutilizzo di questi reflui si potrà intercettare la condotta lungo il suo percorso, e realizzare uno specifico impianto di pompaggio verso un serbatoio di accumulo di reflui per irrigazione, da localizzare verso Monte S.Angelo. Ma questo è un altro progetto.
Penso pure che, prima di compromettere pesantemente il nostro prezioso territorio, bisognerebbe fare una scrupolosa analisi dei costi e dei benefici delle due soluzioni tecniche in ballo: quanto costa, in denaro ed in impatto ambientale, ed alle attività turistiche liparesi, uno sversamento di liquami nel mare di Canneto? E quanto costa, in denaro ed in impatto ambientale, fare un impianto nella pancia del Monte Rosa? Sono state fatte queste valutazioni?
La valutazione costi/benefici dell’impianto di depurazione a biorulli dietro il cimitero la può fare anche il cittadino comune, perché è intuitiva ed immediata: è una soluzione tecnica ad impatto ambientale insignificante, e con costi contenuti.
Cari saluti.
Filippo Martines
Risponde Giacomantonio
Caro Filippo,
Come avrai letto, il consiglio comunale ha deciso di promuovere una commissione tecnica per studiare la possibilità di una nuova collocazione rispetto a quella di Canneto dentro e penso anche di un nuovo progetto per evitare di creare pericolose vasche di decantazione che il progetto promosso dal Commissario dott. Pelaggi prevede attualmente a Unci e Sottomonastero. Giro la tua lettera quindi al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale. Cordiali saluti
Michele

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