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sabato 6 luglio 2013

La fine delle comparanze (di Luca Chiofalo)

Svanita l’illusione che i nuovi dessero una svolta rispetto al passato corso amministrativo, è ora di cominciare a ragionare lucidamente (chi ne è capace) sul perché le Eolie non riescono a cambiare in meglio.
Gli amministratori hanno evidenti responsabilità, ma ne hanno anche i cittadini- elettori che, altrettanto evidentemente, o chiedono le cose sbagliate o si fanno rappresentare, votandole, dalle persone sbagliate.
Sembra un film già visto ma, alle Eolie, capiamo che si tratta di una replica solo a “spettacolo” ampiamente cominciato. Abbiamo eletto, per 18/20, un consiglio comunale di reduci “dell'ancien regime” e di giovani timidi e allineati; un'amministrazione pavida e finora inconcludente ne è la logica conseguenza. Anche i comitati che si affannano a lanciare altri sindaci, (anche se di buone intenzioni), se composti da “amici degli amici” non aggiungono niente, perché temo incapaci di abbandonare i deleteri cavalli di battaglia della politica eoliana: clientelismo e “comparanze”. Non si può cambiare il paese se si hanno troppi “scheletri nell’armadio” o compari, amici e familiari da tutelare e per i quali sacrificare l’interesse collettivo.
Se fossimo capaci di superare il medioevo culturale nel quale ci ostiniamo a vivere, il riordino della macchina amministrativa, la salute del bilancio comunale, il rilancio turistico ed economico dell’arcipelago, la pianificazione dei necessari interventi infrastrutturali (porti, per esempio) ed una ritrovata armonia sociale sarebbero tutti traguardi raggiungibili.
Altrimenti, continueremo a cambiare il nome del sindaco e di qualche amministratore ma, in sostanza, non cambieremo niente e resteremo impantanati nel familismo amorale e nelle “comparanze” disdicevoli, le vere zavorre di questa comunità.
Cari concittadini, se vogliamo che il paese cambi, bisogna cominciare a cambiare…
CORDIALMENTE

LUCA CHIOFALO

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