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sabato 6 settembre 2014

Sicilia. Pd in frantumi, la palla a Guerini La “scomoda” lista di assessori di Raciti

Ora la lista dei nomi c’è. Sono 4 gli assessori designati dal pd siciliano per far parte della delegazione del pd nella giunta Crocetta e non corrispondono con i nomi degli attuali assessori, almeno non del tutto. Il segretario regionale Fausto Raciti ha fatto il grande passo ed ha formalizzato la propria lista al vice segretario nazionale Lorenzo Guerini al quale ha chiesto di far rispettare a Crocetta e compagni l’accordo raggiunto a luglio in sede di direzione regionale, accordo ratificato proprio davanti a Guerini.
L’incontro di ieri pomeriggio a Roma è servito proprio a questo: a mettere nelle mani della segreteria nazionale la complicatissima questione isolana, con il partito diviso e le forti tensioni che da mesi agitano il rapporto con il governatore Rosario Crocetta. Tra i temiche raciti ha portato all’attenzione di Guerini anche il flop sul Piano giovani e la sorte della fedelissima del presidente, l’assessore alla Formazione Nelli Scilabra che Crocetta tiene in giunta in quota Pd ma che il Pd non avrebbe mai nominata.
Secca la dichiarazione del segretario regionale in una nota diffusa a tarda ora “Ho incontrato a Roma Guerini, al quale ho rappresentato, sulla base delle indicazioni dell’ultima Direzione regionale, la complessa e delicata situazione politica siciliana e la proposta del Pd siciliano per la giunta regionale”.
A Guerini, dunque, ha fatto i nomi della futura delegazione del Pd in giunta. I nomi nuovi sarebbero quelli dei cuperliani Angelo Villari e Cataldo Salerno, quest’ultimo vicino a Vladimiro Crisafulli, mentre verrebbero confermati i titolari delle deleghe al Lavoro e all’Economia, i renziani Giuseppe Bruno e Roberto Agnello. Una delegazione che risulterebbe, così, più equilibrata fra le due maggiori correnti interne del Pd.
In realtà i nomi di Villari e Salerno si facevano già prima della nascita del Crocetta bis, che, secondo il cuperliano Antonello Cracolici, sarebbe nagto grazie ad un colpo di mano ordito dal renzinao Davide Faraone, palermitano che siede in segreteria nazionale, e lo stesso presidente della Regione che avrebbero, così, messo in giunta gli indicati dai renziano silurando i cuperliano a vantaggio di “uomini e donne del presidente” caricati al Pd.
Proprio i renziani, ora, tendono a lasciare in piedi il Crocetta bis e per farlo avevano giocata la carta dell’azzeramento complessivo chiedendo, esattamente una settimana fa, l’azzeramento non solo della giunta crocetta ma anche delle cariche all’Ars puntando a mettere in discussione le tre Commissioni presiedute dai cuperliani del Pd. Un “gioco” che puntava a far saltare il banco durante il vertice informale di lunedì scorso ma che Raciti ha stoppato invitando chi chiedeva l’azzeramento ad iniziare ritirando la propria delegazione in giunta.
Il vero scoglio, adesso, è Crocetta che non intende procedere ad un nuovo rimpasto come ha detto in modo chiaro prima in un documento ufficiale nel quale ha dettato il suo decalogo, e poi in una intervista nel corso della quale non ha stoppato solo il Pd ma tutti gli alleati.
Il problema del Presidente è triplice. In primo luogo se toglie il coperchio non sarà solo il Pd a chiedere cambiamenti. ci aveva già provato Cardinale, ad esempio, ed è stato stoppato con una conseguente marcia indietro pubblica che non fa certo bene al partito. Il secondo problema si chiama Nelli Scilabra. L’assessore non si tocca ma ormai la attaccano tutti anche fra i suoi stessi alleati. Il terzo e ultimo problema è proprio la composizione della giunta. chi deve fare spazio? in teoria gli assessori Pd “puri” sono solo tre non 4 come da rivendicazioni del partito.
La parola adesso passa a Guerini che si trova fra l’incudine e il martello. “E’ stato un incontro utile – ha commentato ancora Raciti – mi aspetto adesso dal partito le risposte che servono alla Sicilia, per il rilancio dell’azione politica, amministrativa e di governo”.
Crocetta, in realtà, non piace troppo al governo Renzi che, però, mantiene le dovute distanze. la palla “amministrativa” è affidata al ministro Graziano Del Rio che non manca di incalzare il governo sui fondi non spesi, sulle opere da sbloccare e così’ via. L’ultimo “commissariamento di fatto” lo ha annunciato proprio ieri con una lettera che riguarda i 35 milioni di euro ancora da spendere entro la fine dell’anni ed i cantieri per la depurazione, ultimo di una serie di richiami.
Ma tornando al fronte “puramente” politico il vice segretario nazionale ha da un lato la pressione dei renziani, corrente di maggioranza, dall’altro lo scontro interno coni cuperliani che ha assunto una violenza verbale pubblica senza precedenti, in terza analisi la sua stessa credibilità visto che è lui il garante degli accordi presi con Crocetta anche in sede di direzione regionale. Insomma un bel rebus che rischia, in tutti i casi,di lasciare partito e governo spaccati.

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