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venerdì 19 dicembre 2014

Riuscita la manifestazione anti trivelle a Palermo. Santa Marina Salina in "prima linea"

COMUNICATO
Si compatta il fronte siciliano anti trivelle. Oggi pomeriggio a Palermo tutte le anime del “movimento” che combatte l'articolo 38 del Decreto Sblocca Italia sono infatti scese in piazza dando vita ad una protesta trasversale e pacifica contro la decisione del Governo Nazionale di semplificare le procedure autorizzative per le trivellazioni petrolifere in terra ed in mare. Alla manifestazione, promossa dall'Anci Sicilia e da Legambiente, ha partecipato anche l'Amministrazione Comunale di Santa Marina Salina che, con quella di San Vito Lo Capo, ha rappresentato la vera testa d'ariete del corteo. La bandiera delle 5 vele assegnata ai due Comuni siciliani da Legambiente e dal Touring Club Italiano è stata fatta sventolare, simbolicamente macchiata di petrolio, da tutti i sindaci presenti. A fianco del Presidente dell'Anci Sicilia Leoluca Orlando e dei colleghi delle altre isole minori siciliane, a Palermo ha sfilato il Sindaco Massimo Lo Schiavo supportato dal Vice Sindaco Domenico Arabia e dall'Assessore alla Cultura Linda Sidoti.
Il Sindaco Lo Schiavo è stato tra i primi a manifestare il proprio no alle trivellazioni in maniera forte ed ufficiale: risale a qualche settimana fa, ad esempio, la sua decisa presa di posizione nei confronti del Governo Regionale concretizzatasi nella richiesta congiunta al Presidente Crocetta, avanzata insieme al collega di San Vito Lo Capo Matteo Rizzo, di impugnare l'articolo 38 di fronte alla Corte Costituzionale. Lo stesso Lo Schiavo, solo qualche giorno dopo, ha interessato della problematica anche l'Unesco, indirizzando una missiva alla Commissione Italiana dell'organismo internazionale con la quale ha richiesto un intervento della stessa sul Governo per perorare un passo indietro rispetto alle previsioni dell'art. 38 del Decreto Sblocca Italia ormai convertito in Legge.
“Siamo scesi in piazza – spiega il Sindaco di Santa Marina Salina Massimo Lo Schiavo – perchè temiamo le ripercussioni che la liberalizzazione delle trivellazioni, sia in terra che in mare, potrà avere sull'ambiente, sull'economia della nostra terra e sulla qualità della vita dei cittadini siciliani. Il Governo regionale si deve rendere conto – continua il Sindaco – che puntare su un modello di sviluppo che si è già dimostrato fallimentare in passato non è la strada giusta per restituire un futuro alla Sicilia. La nostra Regione deve vivere di turismo e puntare su uno sviluppo che sia sostenibile non solo a parole: i risultati ottenuti da Comuni come Santa Marina Salina o San Vito Lo Capo, che ormai da anni rappresentano delle eccellenze a livello nazionale e che possono far sventolare fieri le 5 vele assegnate da Legambiente e dal Touring Club Italiano, dimostrano la bontà di scelte che valorizzano le risorse offerte dal territorio senza intaccare o deturpare l'ambiente. Speriamo – conclude il Sindaco Lo Schiavo – che la politica siciliana comprenda i timori manifestati dal fronte anti trivelle ed ascolti le valide ragioni che stanno alla base di una protesta che continua ad allargarsi a macchia d'olio e che abbraccia ormai tantissimi Comuni della Sicilia. Dicendo no in modo deciso all'art. 38 e confrontandosi in maniera seria coi rappresentanti dei territori interessati, così come dovrebbe avvenire sempre quando si decide del futuro e della sopravvivenza degli stessi, il Governo Regionale potrà restituire alla Sicilia la sua antica vocazione all'accoglienza ed impostare un percorso virtuoso che guardi, senza esitazioni o ripensamenti di comodo, al futuro”.

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